
Un oscillatore elettronico produce un segnale elettrico, convertito poi in movimento meccanico da un trasduttore piezoelettrico contenuto nel manipolo. La vibrazione meccanica è trasferita all’inserto, che compie un’oscillazione perfettamente lineare di circa 100 micron per 28000 volte al secondo. L’inserto, intercambiabile e di varia forma, agisce come un piccolissimo bisturi o un minuscolo microscalpello. L’ablatore piezoelettrico funziona con raffreddamento ad acqua. L’oscillazione ultrasonica non infastidisce l’operatore. Grazie alla caratteristica degli ultrasuoni di propagarsi in modo differente in due sostanze tra loro diverse creando una frantumazione tra le medesime (scollamento o distacco per risonanza), questo ablatore piezoelettrico è utile per rimuovere concrezioni o resine di diversa densità.
Gli ablatori a ultrasuoni sono strumenti fondamentali nella pratica odontoiatrica quotidiana. Utilizzati soprattutto nelle sedute di igiene professionale, permettono la rimozione efficace di placca, tartaro e pigmentazioni con rapidità e precisione. Negli ultimi anni la tecnologia degli ablatori è evoluta notevolmente, migliorando comfort, ergonomia e sicurezza sia per il paziente che per il professionista.
Gli ablatori a ultrasuoni sfruttano la vibrazione di inserti metallici a frequenze comprese tra 25.000 e 50.000 Hz. Le vibrazioni ultrasoniche sciolgono placca e tartaro, consentendone la rimozione rapida e indolore. Le vibrazioni ultrasoniche non si limitano alla semplice detartrasi, ma rappresentano uno strumento insostituibile per l’igienista e l’odontoiatra moderno.
Un’idea nata sul lettino del dentista pare destinata a rivoluzionare le tecniche di restauro. E se vi chiedete come possa nascere una buona idea in un posto del genere, sentite il racconto del diretto interessato. Il dentista mi stava facendo un’ablazione - racconta Piero Dottor - e mentre il medico utilizzava lo strumento mi è venuto in mente che il suo e il mio lavoro hanno qualcosa in comune: lui sui denti e io sugli affreschi abbiamo l’obiettivo di rimuovere la patina formatasi in superficie senza danneggiare il fondo. Così ho pensato di sperimentare l'apparecchio per l’ablazione utilizzato dai dentisti per pulire un affresco.
Il titolare del Gruppo Brandolin Dottor ha contattato un rappresentante e acquistato la macchina per l’ablazione; la sperimentazione è avvenuta sugli affreschi della Chiesa di S. Orsola a Conegliano. Per la cronaca l’apparecchio è stato utilizzato per 1980 ore, pari a 60 ore di lavoro per metro quadro di affresco. L’apparecchio ad ultrasuoni utilizzato in bassa frequenza ha dato risultati eccellenti; ora sottoporremo i risultati del test al convegno nazionale sul restauro che si terrà all'ex convento San Francesco di Conegliano.
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L'appuntamento, intitolato "Dalla reversibilità alla compatibilità", è organizzato da Fondazione Cassamarca, dalla rivista Arkos e dal Gruppo Brandolin Dottor; sarà inaugurato dal presidente Dino De Poli davanti a 200 iscritti giunti da tutta Italia.
Manipolo in Peak autoclavabile (135°C) con interno in titanio e frequenza compresa tra 28 e 32 kHz; ricerca automatica della frequenza. Manipolo e punte compatibili con ablatore EMS®. La lampada a LED mod. permette di operare in Endo. D5 e la modalità Endo a frequenza automatica sono indicate per controlli specifici.
Un’idea per il restauro affidabile si fonda sull’utilizzo mirato di inserti intercambiabili, capaci di adattarsi a superfici complesse senza danneggiare il substrato, grazie alle velocità di oscillazione e al controllo della potenza. L’acqua fredda mantiene la temperatura operativa e fornisce l’azione di raffreddamento necessaria durante le operazioni di ablazione.
L’ablazione a ultrasuoni è generalmente più comoda rispetto ai tradizionali metodi di ablazione manuale. Richiede meno pressione e tempo per rimuovere i depositi, rendendo la procedura meno dolorosa e riducendo il disagio durante e dopo il trattamento. Le frequenze operative permettono di distaccare materiali differenti per densità, agevolando la rimozione selettiva di resine o concrezioni senza danneggiare lo strato sottostante.
La gestione dell’acqua di raffreddamento, la protezione IPX1, e l’attenzione alle normative di sicurezza sono aspetti chiave per l’uso quotidiano in restauro e odontoiatria. Inoltre, l’uso di plasmiche o soluzioni di igiene, come ipoclorito di sodio o soluzioni saline, possono accompagnare l’intervento, a seconda della pratica e delle esigenze del restauro conservativo.
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| Parametro | Valore |
|---|---|
| Peso | 2 Kg |
| Alimentazione idrica | 3 atm |
| Alimentazione elettrica | 220 V, 50 Hz |
| Potenza assorbita | 50 W |
| Protezione acqua | IPX1 |
| Frequenze tipiche | 25.000 - 50.000 Hz |
| Oscillazione dell’inserto | Circa 100 micron |
| Numero cicli/secondo | 28.000 |
Le esperienze di restauro dimostrano che l’uso di ablatori a ultrasuoni permette di rimuovere strati superficiali con controllo e precisione, preservando il fondo artistico o dentale. La ricerca continua sull’ottimizzazione delle frequenze, delle punte e delle condizioni operative per massimizzare la compatibilità con i materiali restauro e la salute dell’operatore.
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