Come usare e pulire l'affettatartufi con spazzolino

Una delle regole d'oro del mondo del tartufo è la pazienza. Anche se il tartufo appena acquistato presenta residui di terra, non deve essere pulito immediatamente. La pulizia approfondita deve avvenire esclusivamente al momento dell'utilizzo.

Tempistiche e conservazione prima della pulizia

Quando si compra un tartufo, si nota subito il leggero strato di terra che ne ricopre la superficie. Si tratta di un substrato di terra che permette al tartufo di conservare il suo profumo originario e di conservarsi per qualche giorno. Non pulire subito il tartufo è fondamentale, se non intendete usarlo immediatamente: per conservare il tartufo nel modo corretto, avvolgetelo in una garza traspirante che consenta il passaggio dell’ossigeno.

Dopo questo passaggio, mettetelo in un contenitore di vetro, riponetelo in frigorifero e sostituite la garza quotidianamente. Il tartufo andrebbe acquistato fresco in quantità ben calcolate e utilizzato, se possibile, nella sua interezza.

Strumenti necessari

È necessario dunque munirsi di una spazzola con setole medio-dure (va bene anche uno spazzolino da denti), un coltello con la punta arrotondata e, come detto, usare l’acqua. Per pulire il tartufo bianco, infatti, vi basterà avere disposizione un pennellino, uno spazzolino dalle setole morbide e un panno umido. Occorreranno uno spazzolino o un pennello dalle setole morbide, un panno umido e un po' di pazienza.

Regole generali di lavaggio

Vale la stessa regola degli altri funghi: usare un filo di acqua fredda o al massimo tiepida. Niente detersivi: usa solo acqua fredda. L’acqua è un elemento indispensabile per la pulizia, la regola secondo cui non si dovrebbe utilizzare è una delle tante leggende nate intorno al tartufo. La pulizia deve, di norma, essere effettuata solo prima di preparare il tartufo per il piatto di cucina prescelto e, in alcuni casi, prima di prepararlo per la conservazione.

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Pulizia del tartufo bianco: delicatezza e tecnica

Il tartufo bianco va pulito con particolare delicatezza, perché la sua superficie è irregolare e il profumo tende a disperdersi se il prodotto viene manipolato troppo o lavato con anticipo. Il tartufo bianco non solo appartiene ad una varietà più pregiata, ma anche maggiormente delicata: richiede infatti che i residui di terra siano rimossi con estrema precisione e delicatezza e senza il getto diretto dell'acqua.

Per il Tartufo Bianco d’Alba fresco è meglio evitare lavaggi prolungati, immersioni o pulizie aggressive. Non deve essere pelato e non va preparato ore prima del servizio: va pulito, asciugato e affettato direttamente sul piatto al momento dell’assaggio. Questo permette di preservare al meglio l’aroma e la consistenza.

Per pulire il tartufo bianco, infatti, vi basterà avere disposizione un pennellino, uno spazzolino dalle setole morbide e un panno umido. Il primo passaggio è eliminare l’eccesso di terra che si può trovare sul tartufo. Il tartufo bianco teme il contatto con l’acqua.

Pulizia del tartufo nero: più robusto ma insidioso

Attenzione tuttavia anche al tartufo nero. Questo è molto più difficile da pulire perché il colore scuro camuffa con più facilità la terra. Rischiamo di essere tratti in inganno lasciando residui che ne andranno a rovinare il sapore. Per pulire il tartufo nero bisogna prestare, in generale, più attenzione: i tartufi neri, infatti, proprio a causa del loro colore, possono trarre in inganno e nascondere qualche residuo di terra.

Iniziate, dunque, rimuovendo l’eccesso di terra con un pennellino. Per tutti gli altri tartufi, a cominciare dal nero pregiato, è necessario metterli a bagno per qualche minuto in acqua tiepida e poi togliere la terra rimasta attaccata, ma resa più morbida dall’ammollo, con uno spazzolino e con uno stecchino, per quanto riguarda gli interstizi tra una verruca e l’altra.

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È possibile rimuovere i residui di terra dal tartufo nero strofinando la superficie con uno spazzolino dalle setole semi dure. Dopo averlo tamponato con un panno umido è bene valutare se servirsi di un coltellino appuntito per eliminare eventuali incrostazioni più ostinate.

spazzolino e affettatartufi su tavola con tartufo

Passo dopo passo: dalla spazzolatura all'affettatura

  1. Rimuovere l’eccesso di terra con un pennellino o una spazzolina morbida.
  2. Per i residui di terra incastonati tra le fessure, invece, si può utilizzare la punta del coltello.
  3. Per una pulizia del tartufo ottimale sarà sufficiente spazzolare via la terra sotto il getto d’acqua. Se il fungo è ricoperto da un consistente strato di terra, in questo caso la pulizia del tartufo deve essere fatta indirettamente immergendolo in una bacinella di acqua fredda per un minuto.
  4. Asciugare tamponando con carta da cucina o un panno assorbente, specialmente per i tartufi bianchi pregiati.
  5. Affettare con un apposito affettatartufi per ottenere fette sottili e uniformi; per il tartufo bianco è meglio evitare la grattugia.

Così come suggerisce il verbo, dovresti usare un apposito affettatartufi, un oggetto pensato apposta per affettarlo in modo sottile e uniforme. Per quanto riguarda il tartufo bianco, però, andrebbe evitata la grattugia, poiché verrebbe irrimediabilmente rovinato.

affettatartufi in uso, fette sottili di tartufo su piatto

Consigli pratici e precauzioni

  • La pulizia deve essere fatta solo poco prima dell’utilizzo, eliminando i residui di terra con una spazzolina morbida.
  • Il tartufo ha una superficie porosa che assorbe molta umidità, quindi fai attenzione a non usare troppa acqua per pulirlo, specialmente nel caso del bianco pregiato.
  • Se il tartufo presenta molta terra o se si tratta di una pezzatura importante, è consigliabile chiedere indicazioni al momento dell’acquisto.
  • La pulizia del tartufo deve essere fatta con estrema attenzione: se così non fosse si corre il rischio di rovinare o staccare il peridio, ovvero la parte esterna.
  • Evitate di pulire il tartufo molto tempo prima della sua preparazione; la cosa migliore è pulirlo poco prima di aggiungerlo a un piatto.

Conservazione dopo la pulizia e uso in tavola

Per conservare il tartufo al meglio, nel tentativo di farlo durare ancora qualche giorno, asciugalo bene e inseriscilo in un contenitore ermetico insieme ad alcuni strappi di carta assorbente da cucina. Congelare il tartufo, invece, è sconsigliabile, poiché perderebbe irrimediabilmente gran parte dei suoi aromi.

Per far esplodere il profumo del vostro tartufo, non servirlo mai freddo di frigorifero! Toglilo almeno un'ora prima per portarlo a temperatura ambiente (circa 20°C). Il Bianco non si cuoce. Semplice, no? Seguendo questi piccoli accorgimenti il tuo tartufo sarà sempre il protagonista indiscusso della tavola.

dimostrazione pratica: pulizia e affettatura del tartufo con spazzolino e affettatartufi

Domande frequenti

  • È meglio lavarlo sotto l’acqua o basta rimuovere i residui di terra con uno spazzolino? Dipende dal tipo di tartufo: la tecnica cambia, però, a seconda del tipo di tartufo.
  • Che tipo di spazzolino bisogna usare? Per il tartufo bianco spazzolino morbido o pennello; per il nero spazzolino semi-duro o medio-duro.
  • Quando rimuovere le impurità? Il fungo ipogeo necessita di una pulizia profonda e accurata solo nel caso i cui si abbia intenzione di consumarlo al momento.
Tipo di tartufo Spazzolino Uso dell'acqua Affettatura
Tartufo bianco Setole morbide / pennellino Solo panno umido o veloce sciacquo; evitare immersioni Affettatartufi, evitare grattugia
Tartufo nero Setole semi-dure / medio-dure Ammollo breve in acqua tiepida possibile, poi spazzolare Affettatartufi o grattugia per cottura

Il tartufo è uno dei prodotti italiani più apprezzato al mondo. Tuttavia, essendo un fungo sotterraneo, subito dopo la raccolta è ricoperto di terra. Prima di poterlo utilizzare in cucina, dovremo procedere ad un’accurata pulizia del tartufo eliminando ogni residuo di sporco. Questa operazione è molto importante non solo per la buona riuscita anche estetica del piatto, ma per la qualità del tartufo stesso.

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