Alessandro Rampello gnatologo: curriculum e attività professionale

A tutti, prima o poi, è capitato un paziente disfunzionale, magari “serratore” o afflitto dal disagio del bruxismo. Per non parlare di quel “click” mandibolare o di quei dolori facciali in apparenza senza nitida causa, che tanto preoccupano il clinico e il paziente. Come comportarsi in questi casi? La risposta, secondo Alessandro Rampello, da gennaio presidente dell’Associazione Italiana di Gnatologia e Dolore Orofacciale (AIGeDO), va ricercata nello studio approfondito dell’apparato stomatognatico e delle sue funzionalità, da sempre al fulcro dell’attenzione di chi, come lui, colloca al centro del suo impegno e delle sue ricerche la Gnatologia, disciplina tanto affascinante quanto a lungo misconosciuta perfino da molti addetti ai lavori.

Il rapporto tra i denti, il rapporto tra le arcate e la capacità funzionale della lingua, che è un organo molto importante, vanno sempre considerati. Al momento porto avanti ricerche su quest’ultimo aspetto, che purtroppo la vecchia Gnatologia ha trascurato. Non si era capita l’importanza della lingua come organo da coinvolgere nella riabilitazione funzionale. In protesi, ad esempio, se non si tiene conto di come combaciano i denti tra loro e si creano presupposti di carico sbagliati, i muscoli lavorano male. In implanto-protesi vengono effettuate riabilitazioni che prevedono il ripristino quasi totale della masticazione ed è ancora più importante tenere conto della mandibola e del funzionamento dei muscoli. Ho visto casi di pazienti riabilitati che in seguito hanno avuto la lussazione del disco e grandi alterazioni strutturali al condilo. Non è solo un problema di occlusione: è la funzione in toto del sistema che va considerata, l’equilibrio neuromotorio, che include anche i denti. E qui entra in gioco la Gnatologia.

Immagine: Schema del sistema stomatognatico e delle componenti neuromuscolari

Vi sono esami strumentali di compendio che aiutano ad avere una immagine piuttosto precisa di come il sistema stomatognatico funziona: radiografie, elettromiografia, risonanza magnetica funzionale della articolazione temporomandibolare, T-Scan. Ma non sono esami sui quali si può certificare una diagnosi: possono essere considerati adiuvanti, ossia mostrano alcune caratteristiche particolari e fornire informazioni aggiuntive, senza però essere così scientificamente dirimenti. Solo negli ultimi anni questi concetti cominciano a essere insegnati e se ne capisce l’importanza.

La strada principale per la diagnosi resta l’esame clinico, oltre all’ascolto della storia e delle problematiche del paziente, che spesso manifesta una serie di disturbi; anche l’empatia può giocare un ruolo importante. Molti odontoiatri spesso si spingono all’overtreatment, modificando l’occlusione con limaggi, protesi o con un’ortodonzia impropria, mentre magari il paziente ha un problema parafunzionale, neuromuscolare o la perpetuazione di un disturbo neurofunzionale che si scarica sull’occlusione. Alcuni pensano che siano sufficienti un bite o il supporto dell’osteopata per eliminare i sintomi. Ma un bite sbagliato, oltre a non risolvere, può perpetuare il problema o far fare le peripezie al paziente per mesi se non per anni.

Rampello, che si occupa di gnatologia da oltre quarant’anni e che ha maturato un’importante esperienza sul trattamento dei disturbi dell’ATM e sui dolori e tensioni neuromuscolari del distretto cranio-cervico-mandibolare, si è dedicato in modo particolare allo studio dei bite e del loro funzionamento, pubblicando anche un libro sull’argomento e numerosi articoli scientifici. L’idea del Bite anello linguale Ripara è nata già nel 2004, quando ho scritto l’Atlante di gnatologia. Nel testo avevo riportato una grande ricerca sui diversi bite esistenti a livello internazionale. Tutti questi dispositivi basavano però il loro funzionamento sul concetto di svincolare i denti dai contatti occlusali e sul rilassamento dei muscoli masticatori, mentre nessuno dei bite coinvolgeva primariamente la lingua.

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Diagramma del Bite Anello Linguale Ripara e relativi flussi muscolari

Il Bite anello linguale Ripara, grazie alla sua particolare morfologia data dai due archi che formano l’anello linguale, coinvolge direttamente il paziente. Gradualmente, analizzando i risultati positivi dei vari prototipi pubblicati in diversi lavori scientifici, sono arrivato al dispositivo definitivo di oggi: il primo universale con un anello linguale. L’anello guida la lingua a spostarsi verso l’alto, verso la papilla interincisiva, e contemporaneamente guida la mandibola in avanti e questo consente anche ai denti di svincolarsi dai contatti occlusali. Queste tre azioni modificano in modo significativo la lunghezza e le proprietà meccaniche di tutti i muscoli masticatori, linguali, sopra e sottoioidei, e anche la posizione dell’osso ioide, di conseguenza anche dei muscoli laringo-faringei, retronucali e di tutto l’apparato stomatognatico. Riducendo la capacità di forza dei muscoli masticatori, il Ripara è indicato per ridurre e controllare il serramento dei denti e il bruxismo e di conseguenza trova applicazione per tutti i disturbi correlati come: tensioni e contratture muscolari che spesso sono alla base di mal di testa, cefalee, cervicalgie tensive. Ma essendo anche un bite di riposizionamento, è indicato per i rumori e i dolori all’ATM.

L’idea di applicazione nei cantanti è nata quasi per caso. Nel 2017 ero stato invitato a fare un corso per logopedisti. Dopo averlo provato per un mese, le contratture si erano completamente risolte, ma la cosa stupefacente era che aveva scoperto delle tonalità e dei timbri di voce che non aveva mai percepito prima. Con lo stesso paziente e congiuntamente a una foniatra anche lei cantante - responsabile del settore voce presso il Teatro dell’Opera di Roma - abbiamo organizzato uno studio su 35 cantanti. I risultati sono stati veramente strabilianti. Tutti i cantanti riferivano una notevole libertà e percepivano delle timbriche di voce diverse. Le corde vocali sono una delle componenti del sistema voce e sicuramente il più importante; ma un’altra componente determinante è costituita dal tratto vocale, la parte “aerea” che si trova sopra le corde vocali, che comprende la faringe e le parti respiratorie e che contribuisce in maniera rilevante alla emissione e alla timbrica del suono.

La lingua, fino ad oggi, è stata poco considerata dagli gnatologi. Quest’organo è invece oggetto di molte attenzioni da parte di altri professionisti, come logopedisti, osteopati e fisioterapisti; solo di recente la gnatologia la sta inserendo nei protocolli terapeutici. A differenza dagli altri dispositivi, il Ripara non ha ganci ed è pertanto la lingua che lo mantiene per mezzo dell’arco palatale; nel contempo l’apparecchio guida la lingua a posizionarsi in avanti e in alto allo “spot”. Si crea un gioco di equilibri reciproci tra la lingua e l’anello linguale, in cui la lingua viene integrata nella terapia gnatologica e diventa un “bite naturale”. Il tutto stimola il paziente a un’importante collaborazione attiva, ma soprattutto a una maggiore consapevolezza cognitiva e a tenere la lingua in alto con i denti disserrati. La nuova postura va a modificare l’azione meccanica delle forze dei muscoli masticatori e la propriocezione neuro-muscolare, con riduzione del serramento e del bruxismo. A tutto questo si associano gli esercizi fisici rieducativi eseguiti con il Ripara in bocca, che attivano strategie e tempistiche gestionali totalmente diverse da quelle proposte con i bite classici utilizzati dai pazienti in modo passivo. In pratica, Ripara tende a guidare la mandibola in una posizione avanzata e la lingua in alto.

Infografica: Ripara Ri.P.A.Ra. e le sue azioni guidanti

Queste due azioni contemporanee modificano le leve e i principi meccanici dei muscoli, riducendo anche i carichi delle forze. Tutti i rapporti mandibolo-occlusali e la lingua assumono un nuovo posizionamento in modo che il paziente non riesce più a stringere come prima, perché essendo in posizione più alta con la punta allo “spot”, la lingua stessa funge da antagonista dei muscoli che chiudono con forza i denti, mentre l’avanzamento della mandibola modifica gli abituali vettori delle forze dei muscoli masticatori. Ne consegue che il paziente non riesce a stringere più con la stessa intensità e riduce l’affaticamento muscolare, quindi diminuiscono i dolori cranio cervicali, i mal di testa e le contratture. Riducendo la capacità di forza dei muscoli masticatori, l’ANELLO LINGUALE Ri.P.A.Ra. è indicato per il bruxismo e il serramento dei denti e di conseguenza per tutti i disturbi correlati come: mal di testa, cefalee, cervicalgie tensive. Ma essendo anche un BITE di riposizionamento è indicato per i rumori e i dolori alle Articolazioni della Mandibola (ATM). Altro utilizzo importante, dovuto alla capacita’ di portare in avanti la mandibola, è quello ridurre il russamento notturno. Su questo abbiamo studi e dimostrazioni con la polisonnografia.

Il corso accreditato E.C.M. del 2024 a Bologna illustra basi terapeutiche classiche ma soprattutto concetti innovativi per trattare i disturbi e dolori Cranio-Cervico-Mandibolari. Verranno descritti e illustrati tutti i BITE più importanti utilizzati dalle diverse scuole gnatologiche e i nuovi protocolli terapeutici suggeriti dalla letteratura internazionale negli ultimi anni, come la terapia Cognitiva, la Behavioral Therapy, il Counseling, il Self-Care, il Patient Education, il Lifestyle Modification, ecc. Verrà spiegata cosa è la “Neuroplasticità Celebrale” e i vari steps rieducativi miofunzionali. Infine verranno illustrate ed esaminati innumerevoli video clinici di pazienti trattati con questi nuovi protocolli terapeutici, ormai adottati a livello internazionale dalle più importanti scuole, con terapie orientate al riequilibrio cognitivo comportamentale e funzionale, anche con esercizi fisici orali di rieducazione, che includono il controllo posizionale attivo della lingua.

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Rampello è Laureato in Odontoiatria e in Medicina e Chirurgia con dottorato in Maxillo Facciale-Master I Livello, è professore a contratto di Gnatologia presso l’Università di Cassino, corso di Laurea in Igiene Dentale; docente a contratto di Gnatologia, Master di Ortodonzia, Università Agostino Gemelli; docente al Master di Gnatologia Clinica presso l’Università “La Sapienza”; docente di Gnatologia Clinica, corso di Laurea in Odontoiatria, “La Sapienza”; docente ADO, La ceratura diagnostica, l’uso degli articolatori, i contatti occlusali: analisi delle determinanti dell’occlusione presso l’Università “La Sapienza”. Socio Onorario della Chicago Dental Society, ha svolto attività di ricerca dal 1984 a oggi presso il Dipartimento di Gnatologia dell’Università Sapienza di Roma, diretto dal professor C. Di Paolo. Autore di svariate pubblicazioni scientifiche, è depositario di tre brevetti d’invenzione per la risoluzione dei problemi dell’ATM. È socio fondatore della S.I.D.A., Società Italiana per le Disfunzioni ATM.

La sua esperienza include attività di ricerca dal 1984 ad oggi presso l’ambulatorio per la terapia delle patologie dell’ATM, Cattedra di Gnatologia Clinica dell’Università di Roma, diretta dal Prof. C. Di Paolo. Ha pubblicato un libro di testo Atlante sull’ATM, ha condotto studi in diverse sedi accademiche italiane e straniere, e ha presentato numerose pubblicazioni scientifiche. Rampello ha inoltre formato parte di gruppi di studio interdisciplinari che includono fisioterapisti, osteopati, logopedisti, neurologi, maxillo-facciali, eccetera per affrontare problematiche neurofunzionali e il dolore oro-facciale.

Diagramma operativo del Ri.P.A.Ra. con ruoli della lingua e della mandibola

Il profilo accademico e professionale di Rampello è completato da incarichi di docenza e conferimenti: docente nei Master di GNATOLOGIA CLINICA presso L’Università di Roma La Sapienza, docente nel Master di Riabilitazione Occluso Posturale, docente nei corsi di perfezionamento sulle patologie dell’ATM presso l’Università di Siena, e socio onorario del C.D.S. (Chicago Dental Society). Ha svolto attività di ricerca dal 1984 presso l’ambulatorio per la terapia delle patologie dell’ATM e ha creato strumenti e protocolli innovativi che hanno inciso sull’approccio alla disfunzione temporomandibolare e al dolore neuromuscolare cranio-mandibolare.

La citata linea di ricerca si estende anche all’impiego del Bite Anello Linguale Ri.P.A.Ra. nel mondo artistico: la sua applicazione ai cantanti ha dimostrato, secondo Rampello, benefici in termini di libertà vocale, timbri e respiro, grazie all’interazione tra lingua, mandibola e postura. Se la lingua resta alta e i denti non serrano, le tensioni muscolari si riducono e si stabilizzano i rapporti neuromuscolari, con riflessi positivi su mal di testa, cefalee e cervicalgie.

Schema di posizionamento Ri.P.A.Ra. e spot interincisivo
  1. L’anello linguale Ri.P.A.Ra. guida la lingua verso l’alto e la mandibola in avanti.
  2. L’ancoraggio alla lingua consente ai denti di svincolarsi dai contatti occlusali, riducendo la forza dei muscoli masticatori.
  3. Si ottiene una riabilitazione funzionale attiva, dinamica e cognitiva, con esercizi di lingua, deglutizione, fonazione, respirazione e dizione.

Rampello ha brevettato dispositivi e sviluppato protocolli che integrano gnatologia classica e rieducazione miofunzionale, promuovendo una visione olistica del sistema stomatognatico. Le sue opere e brevetti includono anche l’UNIRA e successivi miglioramenti con l’ANELLO LINGUALE Ri.P.A.Ra., che si propone come strumento universale per riequilibrare l’apparato stomatognatico in modo attivo e partecipativo dal paziente.

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Video descrittivo: Ri.P.A.Ra. e l’approccio attivo alla gnatologia

Nel contesto delle attività accademiche e cliniche, Rampello ha anche tenuto interventi internazionali in paesi come Argentina, Brasile, Messico, Ecuador, Uruguay, Venezuela, Marocco, Francia, Romania, Bulgaria, Stati Uniti ed Egitto, dimostrando l’interesse globale per i principi gnatologici moderni e l’importanza di un approccio multidisciplinare al dolore oro-facciale.

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