Alterazioni gengivali durante trattamento ortodontico: cause e rimedi

Spesso i giovani pazienti che intraprendono una terapia ortodontica soffrono di gengivite correlata a placca. La malattia parodontale è una grave infezione gengivale che danneggia i tessuti molli e, senza trattamento, può distruggere l’osso che sostiene i denti. La parodontite è comune ma ampiamente prevenibile. Di solito è il risultato di una scarsa igiene orale. L’apparecchio fisso provoca un aumento della carica batterica intorno ai brackets ed alle bande. Vi è una diminuzione dei batteri anaerobi facoltativi e un aumento di spirochete e altri organismi mobili. Gli adolescenti hanno dimostrato di essere soggetti a gengiviti peggiori rispetto agli adulti durante il trattamento ortodontico.

Paragonando la perdita di attacco nei pazienti ortodontici e quella nei controlli, si è riscontrato che il 10% dei pazienti ha subito una consistente perdita di attacco osseo, il 50% non ha subito perdita di attacco e la rimanente percentuale ha subito una perdita di attacco lievissima. Pazienti adulti parodontalmente compromessi presentano spesso denti malposizionati che portano allo sviluppo, o al peggioramento, di una malocclusione. Molti ortodontisti desistono dal fornire la terapia ortodontica fissa a questi pazienti. Molte persone non presentano sintomi della recessione gengivale. Non manifestano quindi né ipersensibilità né un’alterazione estetica.

Rischi, fenotipo gengivale e valutazioni pre-trattamento

Un argomento molto discusso riguarda i rapporti tra disturbi mucogengivali e trattamenti ortodontici. In alcune persone il fenotipo parodontale sottile influenza negativamente la prognosi di una terapia ortodontica con obiettivo di allineare le corone dei denti o correggere una malocclusione. Negli adulti, un’altra causa di peggioramento della prognosi della terapia ortodontica è la presenza di parodontite non trattata, soprattutto in caso di tasche con profondità di sondaggio superiori o uguali ai 5mm o di difetti infraossei e delle forcazioni non risolte.

Negli ultimi anni è aumentata la richiesta estetica dei pazienti. Le tecniche chirurgiche di copertura delle radici dentarie sono quasi sempre in grado di ridurre la sensibilità dei denti anche se non sempre in maniera totale. Queste tecniche implicano spesso solo l’avanzamento della gengiva verso la sua posizione originaria. Quando la gengiva è molto sottile o poco cheratinizzata, si prevede l’interposizione di un francobollino di gengiva prelevato dal palato.

In caso di terapie ortodontiche, è necessaria una valutazione dello stato di salute del parodonto del paziente, accompagnata alla valutazione della qualità e della quantità di tessuti rappresentati all’interno della unità dentogengivale. I professionisti, Ortodontista e Parodontologo, devono valutare se questa struttura e gli spostamenti previsti sono supportati da buona prognosi. Deve essere attentamente valutata l’opzione di correzione del fenotipo gengivale del paziente prima e dopo l’esecuzione della terapia ortodontica. Qualsiasi recessione a livello della gengiva richiede la valutazione attenta del Parodontologo. Prima di intraprendere un trattamento ortodontico è necessaria una valutazione inter-specialistica tra Parodontologo e Ortodontista.

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Prevenzione, recessione gengivale e rischi a lungo termine

Lo sviluppo delle recessioni gengivali è stato associato al trattamento ortodontico; tuttavia, un’eziologia chiara è ancora sconosciuta. La recessione gengivale è definita come lo spostamento del tessuto marginale apicale alla giunzione cemento-smalto. Le recessioni gengivali sono state associate a sensibilità termica dei denti, aumento del rischio di carie radicolare e costituiscono uno dei principali disturbi estetici dei pazienti parodontali. Le recessioni gengivali sono dipendenti dall’età ed è stato riportato che a 20 anni il 63% dei maschi caucasici presenta almeno una recessione; a 50 anni si evidenzia che oltre il 90% dei pazienti ha almeno una recessione.

Abitudini come spazzolare i denti in modo traumatico, piercing, attività parafunzionali e lesioni occlusali sono state spesso associate allo sviluppo di recessioni gengivali in pazienti non ortodontici. Si è ipotizzato che caratteristiche anatomiche come la mancanza preesistente di osso corticale alveolare, la piccola larghezza di gengiva cheratinizzata e il biotipo gengivale sottile siano ulteriori fattori eziologici. Lo sviluppo delle recessioni gengivali è stato considerato una sequela comune del trattamento ortodontico, specialmente in presenza di igiene orale non ottimale e gengivite cronica associata al movimento ortodontico.

Nell’ambito della gestione pratica, la letteratura recente ha esplorato associazioni tra inclinazione degli incisivi inferiori, morfologia facciale e sviluppo di recessioni, trovando spesso che non esiste un nesso diretto tra larghezza del processo alveolare e l’inizio di recessioni buccali o linguali. L’altezza della sinfisi è stata correlata con l’inizio delle recessioni linguali sui denti premolari e molari. Un proilungamento eccessivo degli incisivi inferiori è associato all’insorgenza di recessioni nel 25% dei casi.

Parodontite: definizione, diagnosi e ruolo nella gestione ortodontica

La parodontite, conosciuta anche come parodontopatia, è una patologia infiammatoria cronica del cavo orale che colpisce progressivamente i tessuti di supporto dei denti. Si sviluppa tipicamente come un aggravamento della gengivite e può portare a mobilità dentale e successiva perdita dei denti. La diagnosi si basa sull’esame clinico, sulle misurazioni di sondaggio parodontale e sull’uso di radiografie per valutare il livello di compromissione ossea. Il trattamento prevede pulizia profonda sotto la linea gengivale (levigatura radicolare) e un rigoroso programma di igiene orale domiciliare; in casi più complessi si ricorre a chirurgia parodontale, rimozione di placca e tartaro, e interventi rigenerativi. Con un buon regime di igiene orale è possibile ridurre significativamente le possibilità di sviluppare la parodontite.

È importante che la strategia terapeutica sia personalizzata: uno stile di vita sano, evitare il fumo, una dieta ricca di frutta e verdura, e buone pratiche di igiene orale sono fondamentali. La prevenzione è la chiave: visite regolari dal dentista per pulizie professionali, uso di prodotti per l’igiene orale quotidiana e un piano di mantenimento a lungo termine sono essenziali per gestire la parodontite e prevenire recidive.

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Infografica: percorso di gestione delle recessioni gengivali durante terapia ortodontica
Schema anatomico di biotipi gengivali e implicazioni ortodontiche

Prima di intraprendere un trattamento ortodontico, è necessaria una valutazione inter-specialistica tra Parodontologo e Ortodontista. Gli specialisti, in base al fenotipo gengivale del paziente e al tipo di spostamento ortodontico, valuteranno la probabilità di sviluppare recessioni gengivali e la necessità di eventuali interventi predittivi per proteggere i tessuti di supporto. Lo sviluppo delle recessioni gengivali è stato associato al trattamento ortodontico; una eziologia chiara resta ancora da definire, ma la gestione proattiva della salute parodontale riduce significativamente i rischi.

In conclusione, la gestione ortodontica corretta richiede: valutazione pre-trattamento accurata, collaborazione tra ortodontista e parodontologo, attenzione al fenotipo gengivale, monitoraggio delle tasche parodontali e una strategia di mantenimento post-trattamento per prevenire recidive e preservare la salute gengivale a lungo termine.

Video esplicativo: come prevenire e gestire la gengivite durante l'apparecchio

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