Apparecchio ortodontico negli adulti: rischi di necrosi pulpare nei denti traumatizzati

La necrosi della polpa è un evento estremo che l’odontoiatra cerca di scongiurare in tutti i modi. Questa revisione ha rilevato dunque un aumento del rischio di necrosi della polpa nei denti traumatizzati sottoposti a movimenti ortodontici. Tuttavia, l’evidenza si basa su test soggettivi e secondo gli autori sarebbero necessari ulteriori studi ben progettati per confermare questa correlazione.

Perché la questione è clinicamente rilevante

I movimenti ortodontici di denti traumatizzati possono causare la necrosi della polpa? Lo studio in questione esamina l’effetto dei movimenti ortodontici sui denti traumatizzati e la possibile insorgenza di necrosi della polpa dentale. Solitamente, i movimenti ortodontici coinvolgono pazienti giovani, i più esposti alle lesioni dentali traumatiche. Per questa ragione è importante sapere se i movimenti ortodontici possano indurre la necrosi della polpa nei denti traumatizzati.

immagine infografica: meccanismi di danno pulpare da trauma e forze ortodontiche

Disegno dello studio e criteri di valutazione

Gli autori dello studio hanno condotto ricerche sugli studi pubblicati fino all’11 maggio 2023, utilizzando diversi database senza restrizioni di lingua o anno di pubblicazione. Hanno valutato la qualità degli studi inclusi utilizzando lo strumento Cochrane per il rischio di bias negli interventi non randomizzati (ROBINS-I). I ricercatori hanno incluso nella revisione cinque studi su un totale di 2671 ricerche. Quattro studi hanno mostrato un rischio moderato di bias e uno invece un rischio serio di bias.

Risultati principali

Nei denti traumatizzati sottoposti a movimenti ortodontici, gli studiosi hanno osservato un aumento del rischio di necrosi della polpa. Soprattutto laddove i traumi coinvolgevano i tessuti parodontali. Inoltre, i denti traumatizzati con completa obliterazione dei canali pulpari presentavano un rischio maggiore di sviluppare una necrosi della polpa.

radiografia: esempio di obliterazione canalare e rarefazione apicale

Interpretazione e limiti delle evidenze

Questa revisione ha rilevato dunque un aumento del rischio di necrosi della polpa nei denti traumatizzati sottoposti a movimenti ortodontici. Tuttavia, l’evidenza si basa su test soggettivi e secondo gli autori sarebbero necessari ulteriori studi ben progettati per confermare questa correlazione. In ogni caso, i clinici devono essere consapevoli della possibile insorgenza di necrosi della polpa nei denti sottoposti a movimenti ortodontici, soprattutto in presenza di traumi occorsi in precedenza.

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Segni clinici, diagnostica e protocolli utili

La diagnosi di necrosi si basa sull'esame della radiografia e anche dal risultato del test di vitalità pulpare facilmente eseguibile applicando già semplicemente delle sostanze molto fredde sul dente interessato che in caso di necrosi non provocherà alcuna reazione. Per fare DIAGNOSI si procede così: basta fare una visita...percussioni trasversali ed assiali , una Rx endorale e prove termiche per fare la diagnosi.....:...le prove termiche si fanno con il caldo e con il freddo...esistono liquidi che spruzzati su un batuffolino di cotone con cui toccare il dente abbassano la temperatura improvvisamente da 37° a -4° e le garantisco che se c'è patologia pulpare...la si scopre....il dente risponde con un dolore immediato: 1- se dura qualche secondo...il processo è reversibile e si aspetta, 2- se dura molti minuti, il dente è in Pulpite e bisogna devitalizzarlo subito. 3- Se non risponde al dolore vuol dire che il dente è in necrosi, è morto per infezione e bisogna devitalizzarlo in un modo particolare subito sotto protezione antibiotica! 4- Se non risponde al freddo ma risponde allo stimolo con "guttaperca" molto calda, allora significa che il dente è in necrosi, ma non completa..qualche zona di polpa vicino all'apice è ancora vitale (si chiama sintomatologia radicolare della polpa) e il dente va devitalizzato.

video: come eseguire test di vitalità pulpare e interpretarne i risultati

Esperienze cliniche e casi riferiti

Salve, mio figlio di 12 anni è sottoposto a trattamento ortodontico dal mese di aprile 2009. Ha un apparecchio fisso (con le stelline) all'arcata superiore. Si è dovuto sottoporre al trattamento per via di uno dei canini superiori di latte che, non cadendo, non aveva lasciato spazio al canino definitivo. Siamo in dirittura d'arrivo ma, circa 10 gg fa, in seguito ad un controllo di routine gli è stato stretto l'apparecchio. Il giorno dopo ha cominciato a lamentare un dolore diffuso ai denti superiori, poi il dolore si è concentrato sull'incisivo superiore sx. Insomma, dopo una settimana di dolore, prima hanno smontato l'apparecchio lasciandogli solo le stelline e dei ganci ai molari, ma persistendo il dolore si sono decisi a fare una radiografia scoprendo che il dente è andato in necrosi. Bisognerà devitalizzarlo. Vi chiedo: è possibile che il trattamento ortodontico abbia causato la necrosi del dente?

Gentile Rosaria, è una evenienza non frequente ma sicuramente possibile. Cara Signora Rosaria, una terapia ortodontica non causa necrosi dentale. Le cause sono evidentemente altre e nessuno meglio del Dentista che ha in cura suo figlio può dirlo, perchè non ha fatto la domanda a lui? Mi sembra così ovvio che si fosse rivolta a lui? Lo chieda! Per la necrosi, stia tranquilla è curabilissima.

Cara signora Rosaria, purtroppo , se le forze usate sono state troppo intense, è possibile. Però fatta la diagnosi e la devitalizzazione, si può continuare con la terapia ortodontica, cercando di essere più leggeri con le forze. E' un evenienza molto rara ma certamente possibile durante un trattamento ortodontico. Se il dente è effettivamente andato in necrosi va, purtroppo, devitalizzato. E' un evento che può capitare, sebbene molto raramente, se si utilizzano forze molto pesanti.

Per prima cosa non capisco come da una sola radiografia si possa diagnosticare una necrosi di un dente. Per la diagnosi occorre un esame clinico con delle prove di viitalità. A meno che non si riscontri nella lastra l'instaurarsi di un processo di distruzione ossea all'apice del dente con la formazione di un granuloma apicale. In questo caso è necessaria la terapia canalare che non va definita "devitalizzazione" in quanto la devitalizzazione "spontanea" è già avvenuta. Per rispondere alla domanda: certo è possibile che nel corso di una cura ortodontica si procuri la perdita di vitalità di qualche dente, che non sopporta a luno le forze applicate.

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Altre complicazioni correlate all’apparecchio e igiene orale

All’inizio della terapia ortodontica o dopo i singoli controlli potete percepire, per un periodo di circa 3 giorni, una tensione spiacevole sui denti, del dolore sui denti o solo una sensazione spiacevole. All’inizio della terapia ortodontica possono apparire ecchimosi o calli sulle gengive provocati dall’apparecchio fisso. In questi casi viene utilizzata la cera ortondontica protettiva. Questi problemi sono transitori e di solito si presentano nei primi 5-7 giorni dall’inizio della terapia.

Questa complicazione è causata da una igiene orale cattiva prolungata. Le macchie bianche si creano attorno agli attacchi. Lo smalto sotto gli attacchi rimane intatto. La placca dentaria attorno agli attacchi causa la demineralizzazione dello smalto. Questo avviene per effetto dei batteri nocivi che si decompongono dai resti di cibo attorno agli attacchi che producono degli acidi. Si tratta di una fase precedente alla carie dentaria. Se si dovessero presentare delle complicazioni per una cattiva igene orale anche dopo diverse istruzioni che sono state date dalla igienista dentale, il medico si riserva il diritto di terminare anticipatamente la terapia. La priorità è sempre avere denti sani e dopo i denti allineati.

L’insufficiente igiene orale può provocare la gengivite. Questa infiammazione può complicare la terapia nel senso dello spostamento più lento dei denti. In alcuni pazienti si assiste alla tendenza del riassorbimento della radice dentale. In pratica si accorcia la radice del dente. Questa complicazione non abbrevia il ciclo di vita dei denti.

Mantenimento del risultato ortodontico

Anche con una terapia ortodontica, i denti possono ritornare alla loro posizione originale, se non viene portato in modo corretto e regolare il proprio apparecchio. Ogni paziente dopo la cura ortodontica deve portare un apparecchio mobile, che serve per mantenere il risultato ottenuto con l´apparecchio fisso. Per conservare la posizione dei denti servono i retainer. I retainer sono dei fili di acciaio che vengono incollati sulla superficie linguale dei denti. Questa fase è molto importante per la terapia ortodontica.

schema: tipi di retainer e loro posizionamento

Osservazioni cliniche su necrosi spontanea

La paziente G. C. di anni 38 giunge alla nostra osservazione con una lesione apicale in posizione 1.3 visibile sia dalla mucosa vestibolare, che da valutazione radiologica con rarefazione peri-apicale. L’elemento interessato è perfettamente integro, non ci sono precontatti, la paziente non ricorda nessun tipo di trauma, la necrosi quindi appare spontanea. Ogni tipo di test di vitalità risulta negativo. La paziente ha notato solo una leggera discromia. Come suggerisce la letteratura tale condizione può anche palesarsi tardivamente. Si programmano controlli radiologici per la valutazione della completa risoluzione sia radiologica che clinica.

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Aspetto Osservazione
Numero studi inclusi 5 su 2671 ricerche
Rischio di bias 4 moderato, 1 serio
Outcome principale Aumento del rischio di necrosi pulpare nei denti traumatizzati sottoposti a movimenti ortodontici
Fattori di rischio aggiuntivi Coinvolgimento dei tessuti parodontali, obliterazione completa dei canali

In sintesi, i clinici devono essere consapevoli della possibile insorgenza di necrosi della polpa nei denti sottoposti a movimenti ortodontici, soprattutto in presenza di traumi occorsi in precedenza. Se si sospetta una sofferenza pulpare, è indispensabile eseguire test di vitalità e indagini radiografiche per guidare le decisioni terapeutiche e, se necessario, programmare la terapia canalare.

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