Funzionamento e tipologie di defibrillatore impiantabile per aritmie gravi

Il defibrillatore automatico impiantabile (detto anche ICD) è un apparecchio molto sofisticato che serve a trattare le aritmie ventricolari maligne.

È un piccolo dispositivo elettronico che osserva costantemente tutti i battiti del cuore ed interviene quando rileva un'aritmia grave.

In base alle impostazioni programmate dal cardiologo il dispositivo eroga una o più terapie elettriche eseguendo una stimolazione oppure una scarica elettrica (detta anche DC Shock) proprio come i normali defibrillatori esterni presenti negli Ospedali (e come probabilmente tutti hanno visto in televisione nelle serie di ambiente medico).

La scarica elettrica è in grado di interrompere anche la più grave aritmia cardiaca (la Fibrillazione Ventricolare) e quindi può salvare la vita al paziente.

Il dispositivo è anche in grado di stimolare il cuore quando questo non è in grado di farlo spontaneamente, proprio come un normale pacemaker.

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Composizione e indicazioni

Il sistema è composto, di uno o più fili elettrici posizionati nel cuore (elettrocateteri) che trasportano il segnale elettrico dal cuore al defibrillatore e viceversa; gli elettrocateteri sono collegati al defibrillatore vero e proprio che viene posizionato sottocute sul torace del paziente.

L’ICD è indicato nei pazienti con aritmie maligne e serve a prevenire la morte improvvisa.

I pazienti candidati ad impiantare un tale dispositivo sono coloro che hanno presentato una aritmia ventricolare o un arresto cardiaco, presentano, per le loro caratteristiche e la loro patologia, un elevato rischio di poter avere una aritmia ventricolare od un arresto cardiaco, come nei pazienti con frazione di eiezione minore di 35-40%.

La frazione di eiezione (F.E.) è la proporzione di sangue pompata dal cuore per ogni battito.

Un cuore normale pompa un pò più della metà del suo volume con ogni battito, così che la F.E. normale è maggiore del 55%.

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Pazienti ad alto rischio per morte improvvisa a causa di una malattia di cuore ereditaria.

Un Cardiologo specialista dei disturbi del ritmo (Elettrofisiologo) dovrebbe valutare l’indicazione per l’impianto di un defibrillatore.

Modalità di intervento e tipologie di ICD

Nell’arco della gestione, in presenza di una aritmia il dispositivo può intervenire con varie modalità programmate dal Medico a seconda delle necessità del paziente.

Stimolazione antitachicardica: se l’aritmia è rapida ma non troppo, il dispositivo può erogare una serie di stimoli non dolorosi ed ad alta frequenza per cercare di interromperla.

Defibrillazione: per altri tipi di aritmia l’unico modo per tentare di interromperla è erogare uno shock elettrico ad alta energia.

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La maggior parte dei pazienti sviene o perde conoscenza durante queste aritmie per cui non avverte la scarica.

Quelli che non svengono avvertono un dolore improvviso ma di breve durata al centro del petto.

Stimolazione antibradicardica: il sistema stimola il cuore quando questo non è in grado di farlo spontaneamente, proprio come un normale pacemaker.

Come nel pacemaker, l’impianto avviene quasi sempre in anestesia locale e dura circa 60 minuti.

La prima fase consiste nell’introduzione dell’elettrocatetere attraverso la vena cefalica e/o la vena succlavia (di solito sinistra).

Il catetere viene spinto fino al cuore sotto la guida dei raggi X e posizionato con la punta in ventricolo destro.

In alcuni casi è previsto o si rende necessario l’impianto di un secondo catetere in atrio destro o in un’altra zona del cuore.

Durante questa prova, il cardiologo prova l’insorgenza di un’aritmia ventricolare rapida e fa in modo che il defibrillatore la riconosca e la tratti in maniera appropriata ed efficace.

In questa fase viene praticata, in assistenza anestesiologica, una profonda sedazione per evitare al paziente di avvertire sgradevoli sensazioni legate all’insorgenza dell’aritmia e alla conseguente terapia elettrica.

Il defibrillatore cardiaco viene impiantato sottopelle durante un intervento chirurgico in anestesia locale.

Il posizionamento avviene nella zona toracica, sotto la clavicola.

Il dispositivo è collegato a uno o più fili (elettrocateteri) a loro volta posti in comunicazione con il muscolo cardiaco.

Il defibrillatore cardiaco immantato monitora costantemente l'attività cardiaca del cuore, fornisce stimolazioni e interviene in caso di necessità con shock elettrici in grado di ripristinare la normale funzionalità cardiaca.

In genere, gli ICD sono indicati nei pazienti con aritmie maligne e servono a prevenire la morte improvvisa. La sostituzione del generatore avviene quando la batteria è vicino all’esaurimento; il medico stabilirà quando eseguire la sostituzione dell’ICD con un nuovo dispositivo.

Il defibrillatore automatico è un apparecchio in grado di controllare continuamente l’attività elettrica del cuore intervenendo dall’analisi delle aritmie ventricolari e dall’erogazione di una scarica o di una stimolazione.

Tipi di ICD e differenze chiave

ICD monocamerale: ICD impiantato nel ventricolo destro.

ICD bicamerale: una sonda pacemaker aggiuntiva viene posizionata nell’atrio destro, permettendo una stimolazione fisiologica simile al pacemaker bicamerale.

ICD tricamerale (ICD-CRT): con terapia di resincronizzazione cardiaca in pazienti con dissincronia ventricolare.

ICD sottocutaneo (S-ICD): funziona senza sonde nel cuore; utilizza elettrodi esterni che non attraversano il flusso sanguigno e comporta un minore rischio di complicazioni ma non permette la stimolazione di pacing.

Infografica sull’anatomia di ICD: generatore, elettrocateteri e posizionamento sottocutaneo

Vantaggi e considerazioni pratiche

La maggior parte dei pazienti può tornare alle normali attività quotidiane in tempi molto brevi dopo l’impianto.

Le complicanze legate all’impianto sono rare e generalmente non gravi; infezione della tasca del dispositivo o endocardite sono possibili ma poco comuni.

Nei controlli di follow-up periodici, si verifica il corretto funzionamento del dispositivo e il livello di carica delle batterie; nei moderni dispositivi è possibile anche il monitoraggio remoto, che invia quotidianamente i dati al centro di riferimento.

Nei primi tre mesi dopo l’impianto è consigliato di evitare attività fisica intensa e carichi pesanti; anche l’attività sessuale può essere ripresa normalmente dopo l’impianto.

  • La risonanza magnetica (MRI) può essere controindicata o richiede precauzioni specifiche a seconda del tipo di ICD.
  • Prima di sottoporsi a procedure mediche o a viaggi, informare sempre del possesso di ICD e portare il certificato di identificazione.
  • I sistemi di sicurezza aeroportuali possono attivare allarmi; è consigliabile avvisare il personale di sorveglianza.

Controlli, gestione e follow-up

I controlli possono essere semiannuali o più ravvicinati a seconda della batteria e delle condizioni cliniche del paziente.

In caso di intervento del dispositivo, non è necessario allarmarsi: l’ICD è intervenuto per interrompere un’aritmia ed ha salvato la vita al paziente stesso.

Se si verificano interventi ripetuti o sintomi importanti, è opportuno rivolgersi al Centro o al più vicino Ospedale per verificare l’adeguatezza e il corretto funzionamento del sistema.

La memoria del defibrillatore conserva la registrazione dell’ECG dei momenti in cui si verifica un’alterazione del ritmo, permettendo all’elettrofisiologo di studiare l’attività elettrica del cuore.

Video dimostrativo: come funziona un ICD e quali sono le fasi dell’impianto

Vita quotidiana e attività del paziente

Convivere con un defibrillatore impiantabile è semplice e sicuro, purché si adottino tutte le precauzioni fornite dal personale specialistico, in particolare rispetto a dispositivi elettrici, radiazioni elettromagnetiche e apparecchiature mediche diverse.

L’impianto di ICD è esattamente come quello di un normale pacemaker; l’unica differenza è che alla fine dell’impianto il paziente può essere addormentato per breve tempo per testare se il sistema funziona correttamente.

L’impianto del defibrillatore differisce per la regione di alloggio (regione toracica sinistra) e per il fatto che l’elettrocatetere è posizionato sotto la pelle.

In caso di malfunzionamento o rottura di un elettrocatetere può essere necessaria una revisione dell’impianto, con sostituzione e riposizionamento degli elettrocateteri.

Grafico a confronto tra ICD monocamerale, bicamerale, tricamerale e S-ICD

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