
Il flashback sull’infanzia di Willy Wonka e il suo essere obbligato a indossare un enorme tutore dentale non sono tratti dal libro originale.
Il padre di Willy Wonka, interpretato da Christopher Lee, non appare nel romanzo originale di Roald Dahl e nemmeno nel primo film.
Il personaggio è stato ideato appositamente per questo film.
Burton pensava che dare a Wonka una storia familiare lo avrebbe reso un personaggio meno stravagante e più comprensibile.
Durante la produzione, Gene Wilder, interprete del Wonka del 1971, in un’intervista al Daily Telegraph, ha accusato i realizzatori di aver voluto rifare La fabbrica di cioccolato semplicemente a scopo di lucro.
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Johnny Depp afferma di aver firmato il contratto senza nemmeno aver letto la sceneggiatura con l’intenzione di seguire un approccio completamente diverso da quello adottato da Gene Wilder in Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato (1971).
Gene Wilder accettò il ruolo a patto che potesse dare dei tratti distintivi a Wonka che lo rendessero davvero unico e decisamente strano.
Questo è l’unico ruolo da attore per Peter Ostrum, il giovane protagonista Charlie.
Il film fu un flop al botteghino con appena quattro milioni incassati a fronte di una spesa di tre milioni.
La Paramount decise così di vendere i diritti e fece la fortuna della Warner Bros.
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A Roald Dahl, l’autore del romanzo da cui è tratto il film, venne chiesto di scrivere la sceneggiatura, ma poi venne contattato David Seltzer per sistemarla.
Gli Umpa Lumpa originali erano descritti come pigmei africani e per molti considerati come dei veri e propri schiavi.
Il regista non volle che nessuno degli attori vedesse la famosa “Chocolate Room” per vedere sui loro volti del vero stupore.
Ogni elemento della scenografia era realmente commestibile, tranne la tazzina che mangia Wilder che era di cera.
A Roald Dahl fu chiesto di scrivere la sceneggiatura, ma poi venne contattato David Seltzer per sistemarla.
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Riassume bene tale approccio la zoppia presente nella sua apparizione in scena, che progressivamente sparisce e ‘cede il passo’ a salti e capriole: non una semplice burla, ma un modo per sottolineare quanto sia sfuggente e misterioso il personaggio di Wonka.
Wilder solo tre anni prima di questa interpretazione aveva lasciato un segno con il provocatorio Per favore non toccate le vecchiette di Mel Brooks e, in seguito, avrebbe costruito una galleria di personaggi straordinari.
Una delle più caratteristiche presenze nel film di Mel Stuart sono di certo gli Umpa Lupa, minuti e colorati operai nella magica fabbrica di cioccolato.
Quel che tutti non sanno è che il lavoro di adattamento su pellicola dei personaggi si dimostrò particolarmente ostico: infatti nel libro di Dahl gli Umpa Lumpa erano degli Africani pigmei, e in quegli anni ’70 in cui la popolazione nera stava iniziando a conseguire le prime conquiste civili e politiche, le sfumature razziste dello scritto di Dahl andavano opportunamente modificate.
Dietro a tanta attenzione al politicamente corretto non c’è però solo un’espressa volontà politica del regista, ma anche la necessità da parte dei produttori di tenersi lontani da ulteriori polemiche.
Mel Stuart si deve certamente esser divertito molto in scena: nonostante la chocolate room sia mostrata all’inizio del film, non fu permesso di vederla a nessun attore se non al momento di girare le scene lì ambientate.
Discorso simile vale per la scena in cui Willy Wonka, nel proprio ufficio, si scaglia contro Charlie e Nonno Joe urlando.
Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato è stato in grado, anno dopo anno, di insinuarsi tanto nei cuori degli spettatori da diventare un tassello indispensabile nel nostro immaginario filmico collettivo.
La sua forza iconica è diventata una costante della cultura pop, portando a una moltitudine di citazioni (basti pensare a quante ve ne siano ne I Simpson), e non è stata adombrata nemmeno dall’adattamento realizzato nel 2005 da Tim Burton, così come il Wonka di Johnny Depp non ha minimamente scalfito il ricordo della straordinaria interpretazione di Wilder.
A 17 anni dalla sua uscita nei cinema di tutto il mondo, La fabbrica di cioccolato di Tim Burton e con Johnny Depp è ancora un assoluto cult.
Ad ormai 17 anni dalla sua prima messa in onda nelle migliori sale cinematografiche del mondo, e grande classico per bambini, in realtà molto amato anche dal pubblico un po’ cresciuto, La fabbrica di cioccolato è un film del 2005 diretto dal regista statunitense Tim Burton e che annovera nel ruolo del protagonista Willy Wonka un allora giovane Johnny Depp.
Si tratta forse di uno dei ruoli più trasformisti della sua carriera, ispirato dall’omonimo romanzo di Roald Dahl.
Diretto nel 2005 da Tim Burton, che scelse di farne una versione moderna - con al timone del cast Johnny Depp - del già celebre adattamento cinematografico del 1971 con Gene Wilder, La fabbrica di cioccolato è tratto dall’omonimo romanzo di Roald Dahl al quale lo stesso Burton disse più volte di essersi ispirato nell’intento di cogliere appieno la storia e gli intenti dei suoi personaggi.
Il regista non doveva essere Tim Burton.
Si narra che prima di lui, la produzione di La fabbrica di cioccolato, avesse in mente di affidare la regia del film ad un altro grande nome del cinema internazionale.
Allo stesso modo, il ruolo del cioccolatiere più famoso di sempre, il misterioso genio di Willy Wonka, non doveva essere affidato a Johnny Depp.
Prima di lui erano tanti gli attori in lista a partire da Jim Carrey, ma anche Nicolas Cage, Michael Keaton, Christopher Walken e Robin Williams.
Tra i personaggi del film compare anche il figlio di Tim Burton ed Helena Bonham Carter, Billy-Ray.
Montagne di caramelle e fiumi di cioccolato che però non sono reali.
Una tra le scene più famose del film, quella che racconta la messa alla prova della giovane e viziata Veruca Salt, si vedono degli scoiattoli intenti a correre per accaparrarsi delle noci e spaccarle.
Gli animali non sono il frutto di un effetto speciale, ma assolutamente veri.
Nei mesi precedenti le riprese furono addestrati 40 roditori apposta per rompere le noci.
Il padre del piccolo Charlie è in realtà un personaggio che nel romanzo di Dahl non esiste.
Così come nel primo adattamento cinematografico del 1971.
La fabbrica di cioccolato di Tim Burton registrò incassi strepitosi, all’estero così come in Italia.
Basti pensare che nel 2005, nel Belpaese, la pellicola riuscì ad incassare 2.126.226 di euro.
Un grande traguardo a fronte dei 150 milioni di dollari di budget iniziale.
Si racconta che sul set il piccolo Charlie (Freddie Highmore) fosse un vero rubacuori.
La fabbrica di cioccolato è una vera miniera di easter egg per gli amanti di Tim Burton e del suo stile cinematografico mai banale e sempre fuori dalle righe.
Tanti i riferimenti ad altre sue celebri pellicole.
Ad esempio la celebre scena d’inaugurazione della fabbrica vede Johnny Depp nei panni di Willy Wonka con un paio di forbici in mano a tagliare il nastro.
Un chiaro rimando ad un altro suo celebre personaggio, Edward Mani di Forbice.
Oppure l’aspiratore di cioccolato che risucchia Augustus a ricordare i dischi volanti di Mars Attacks!
Johnny Depp: i personaggi più famosi interpretati dall'attore.
Il biglietto dorato che spalanca le porte di un mondo magico a una persona umile e ignara del grande destino che la aspetta è uno dei massimi lasciti culturali della storia del bambino e del cioccolatiere strambo inventati da Roald Dahl.
Provate a fermare per strada una persona e chiedetele se ha visto Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato, o in alternativa La fabbrica di cioccolato.
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