Sintomi della dentizione nel neonato: inappetenza e rifiuto del latte

L’apparizione dei primi dentini è uno dei momenti che un genitore non dimentica: la dentizione è una tappa fondamentale nello sviluppo e crescita del bambino e può essere accompagnata da dolore, gonfiore gengivale, aumento della salivazione, irritabilità e sonno disturbato, anche se non tutti i bambini manifestano fastidi. L’inappetenza nel neonato è spesso transitoria e, nella maggior parte dei casi, non deve destare preoccupazione. Il fatto che un neonato non abbia fame non è un evento così raro. È piuttosto naturale, pertanto, che il bambino non dimostri di essere affamato e non deve essere subito fonte di preoccupazione.

Perché il neonato può rifiutare il latte o mostrare inappetenza

Ci sono diversi motivi per cui un neonato può avere poco appetito. Quando il bebè inizia ad essere un po’ più grandicello il fastidio provocato dalla dentizione può influire negativamente sul suo appetito. La dentizione può causare rifiuto/riduzione dell’alimentazione dovuto al dolore gengivale dato dalla spinta dei denti da latte che può aumentare durante le poppate e i vari pasti e che spesso portano i bambini al rifiuto del biberon o del cibo. Se il bebè ha il naso chiuso, magari perché ha un po’ di raffreddore, può capitare che faccia più fatica ad attaccarsi al seno o a prendere il biberon.

È piuttosto comune che i neonati, soprattutto nei primi giorni o settimane di vita, si addormentino durante la poppata dopo aver assunto solo una piccola quantità di latte. Questo può accadere perché il ritmo sonno-veglia non è ancora stabilito, oppure perché la suzione richiede uno sforzo notevole, specialmente nei neonati più piccoli o nei prematuri. Se il neonato tende ad addormentarsi troppo presto durante la poppata, può essere utile svegliarlo delicatamente con carezze, cambiando posizione o anche spogliandolo un po’, per aiutarlo a completare la poppata e assumere una quantità sufficiente di latte.

Altre cause comuni di inappetenza

  • Quando il neonato si sottopone a una vaccinazione, l’eventuale febbre transitoria e la maggiore irrequietezza possono accompagnarsi a un calo dell’appetito.
  • Inflammazione del cavo orale. Dal semplice mal di gola alle fastidiose afte.
  • Diarrea e virus intestinali: sono tra le principali cause di inappetenza, soprattutto nei bambini che frequentano nidi e asili.
  • Allergie: le allergie alle proteine del latte vaccino e all’uovo possono manifestarsi con uno stato di malessere generale che porta anche a fasi di inappetenza.
  • Fattori psicologici e relazionali: nascita di un fratellino, inserimento al nido, trasloco o ritorno della mamma al lavoro.
  • Passaggio dall’allattamento al seno al biberon: molti neonati potrebbero inizialmente rifiutare la nuova modalità di alimentazione.
  • Attacco al seno scorretto o uso non ottimale del biberon può rendere più difficile per il neonato alimentarsi.

Come distinguere se il problema è il latte o il biberon

Fino ai 12 mesi di vita del piccolo, il latte rappresenta un elemento fondamentale nell’alimentazione del neonato. Tuttavia, può accadere che alcuni bambini inizino a rifiutare il latte, specialmente durante il passaggio dall’allattamento al seno al latte artificiale. In queste situazioni, è importante determinare se il rifiuto sia rivolto al latte stesso o al biberon. Prova a offrire il latte al tuo bambino con una tazzina o un cucchiaino, in questo modo potrai capire se la causa del rifiuto è il biberon o il latte stesso. Se il bambino accetta il latte in questo modo, il problema potrebbe risiedere nel biberon, suggerendo di provare tettarelle diverse per forma, materiale o flusso.

Quando preoccuparsi e quando contattare il pediatra

Ogni neonato ha i propri tempi e modalità per nutrirsi, e piccole difficoltà nell’alimentazione sono spesso normali e molto spesso temporanee. Tuttavia, se il rifiuto del cibo persiste, se il bambino appare apatico, perde peso o non cresce come dovrebbe, è importante non esitare a contattare il pediatra. Occorre contattare il pediatra se il bambino presenta sintomi persistenti per molti giorni, febbre sopra i 38 °C, diarrea, vomito, (tutti sintomi certamente non ascrivibili all’eruzione dentaria) o se la dentizione non inizia entro i 12-18 mesi di età.

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Sintomi tipici della dentizione

Sono frequentemente segnalati disturbi legati alla dentizione. Tra i fastidi più comuni troviamo: salivazione abbondante (o scialorrea), maggiormente stimolata in questa fase, associata spesso ad aumento della secrezione nasale; sensibilità alle gengive che diventano più rosse, gonfie e dolenti per cui il bambino tenderà a mordere qualsiasi tipo di oggetto; irritabilità, pianto, agitazione, risvegli notturni dovuti al fastidio e al dolore; eruzione cutanea attorno alla bocca per irritazione da saliva. Se i disturbi nella fase della dentizione tendono ad essere sempre gli stessi ... allora non devono preoccupare.

È inoltre importante sapere che fra dentizione del bambino e febbre non c’è alcun collegamento come confermato da numerosi studi scientifici. La comparsa dei dentini può comportare un lieve aumento termico (febbricola sotto i 38 °C), ma non febbre alta né diarrea intensa. Può succedere però che durante questa fase alcuni bambini manifestino la febbre o altri sintomi; in questi casi è consigliabile rivolgersi al proprio pediatra per escludere altre cause, principalmente di natura infettiva.

Durata e calendario della dentizione decidua

I primi dentini iniziano a spuntare verso i 4-6 mesi d’età del bambino. L’eruzione dei denti “decidui” inizia normalmente intorno ai 6-8 mesi di vita e si completa intorno ai 26 mesi. La prima dentizione comincia in genere con l’eruzione del primo incisivo inferiore intorno ai 5-6 mesi ed è composta da 20 dentini, 10 per arcata superiore e 10 per l’arcata inferiore. Per ogni emiarcata abbiamo: 2 incisivi (uno centrale e uno laterale), 1 canino, 2 molari (chiamati primo e secondo molaretto).

Età Denti che compaiono
6-8 mesi Incisivi centrali inferiori
8-10 mesi Incisivi centrali superiori
10-13 mesi Incisivi laterali inferiori
12-18 mesi Primi molari
16-24 mesi Canini
24-30 mesi Secondi molari

Se entro il 18° mese il bambino non dà segni di dentizione è opportuno prenotare una visita odontoiatrica per fugare ogni dubbio. La dentizione tardiva si verifica quando i denti non iniziano a spuntare entro i 12 mesi di età. Se, a 13-14 mesi, il bambino non ha ancora sviluppato alcun dentino, è consigliabile consultare un dentista pediatrico per un controllo.

Cause della dentizione tardiva

La dentizione tardiva può dipendere da diversi fattori, alcuni dei quali sono del tutto benigni. Tra le cause più comuni ci sono i fattori genetici. La carenza di nutrienti essenziali, come il calcio e la vitamina D, può rallentare il processo di dentizione. Problemi di salute come l’ipotiroidismo o malattie metaboliche possono interferire con la crescita dentale. I bambini nati prematuri potrebbero sperimentare ritardi nello sviluppo, inclusa la dentizione. Alcune condizioni genetiche rare come la sindrome di Down possono essere associate a una dentizione tardiva.

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Se la dentizione tardiva è accompagnata da problemi di salute o anomalie nello sviluppo dei denti, è importante che il dentista pediatrico intervenga. Inizialmente, il professionista potrebbe richiedere esami radiologici per controllare la presenza dei denti sotto le gengive e identificare eventuali anomalie. Se il ritardo è dovuto a carenze nutrizionali, il dentista potrebbe consigliare l’assunzione di supplementi o l’adozione di una dieta specifica per favorire la crescita dentale. Qualora non emergano problemi evidenti, il dentista potrebbe raccomandare un monitoraggio periodico dello sviluppo del bambino e la programmazione di controlli regolari per garantire un progresso sano.

Rimedi pratici per alleviare dolore e favorire l’alimentazione

Se il calo dell’appetito è legato ai disturbi legati all’eruzione dentaria si consiglia di proporre ai piccoli pasti che siano leggeri ma gustosi, a temperatura ambiente, di consistenza morbida e quindi facili da masticare e digerire come zuppe, puree di frutta e verdura, frullati, passati, pastina piccola con creme. Evitare di offrire cibi duri perché potrebbero irritare le gengive infiammando-le. Cibi freddi come yogurt o nei bimbi più grandi gelati e ghiaccioli alla frutta senza zucchero, possono alleviare il dolore e fastidio a gengive e dentini; si possono altresì realizzare dei cubetti di ghiaccio alla camomilla (minimo sopra i 6 mesi e senza zucchero) che il piccolo può succhiare per lenire i sintomi.

Una soluzione semplice e sicura che può essere d’aiuto nel controllo del dolore/fastidio è il massaggio con lieve sfregamento delle gengive infiammate adoperando un panno o garza puliti. Altre volte applicando sulle gengive massaggiandole alcuni gel lenitivi o soluzioni specifiche senza zucchero prescritte dal Pediatra. Un’altra strategia comune è l’utilizzo di piccoli oggetti che il bimbo può mordere senza il rischio di farsi male o di ingerirli provando sollievo e un piacevole senso di freschezza come il ciuccio, il biberon o i cosiddetti “massaggia gengive”, ovvero dei giocattoli morbidi, in gomma leggermente ruvida, contenenti un liquido rinfrescante, che vanno riposti in frigo/congelatore prima che vengano impiegati.

Non è raccomandato l'uso abituale di farmaci antidolorifici (supposte o sciroppo senza zucchero) se non in condizioni di dolore intenso e su indicazione del Curante. Se il vostro bambino si risveglia durante il sonno piangendo per il fastidio oppure è molto irrequieto basterà spesso confortarlo e coccolarlo un po’ magari con una dolce ninnananna fino a quando non si riaddormenta o tranquillizza.

Giocattoli massaggia gengive e biberon a flusso lento

Consigli pratici per i pasti e l’approccio educativo

L’insistenza genera resistenza. In poche parole, più l’adulto insiste, più il bambino dirà di no. L’atmosfera a tavola deve essere distesa e tranquilla, non serve alzare la voce o sgridare il piccolo che non mangia. La convivialità durante i pasti è fondamentale. Solo mangiando insieme all’adulto il bambino avrà la possibilità di apprendere regole, comportamenti e modi di fare tipici della famiglia.

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Evita frasi che possono confondere il bambino come: «Se finisci tutto il pasto, avrai la cioccolata!»; «Se non mangi tutto, la nonna non ti vuole più bene». Le abitudini alimentari e i valori si insegnano, piuttosto, con il buon esempio. Non servire ai piccoli il cibo già tagliato, sminuzzato o tritato: in questo modo si rovina l’estetica e si corre il rischio di far sembrare tutto uguale. Non giudicare il bambino, soprattutto davanti agli altri. Etichettarlo come “inappetente” rischia di far avvertire al piccolo che questo suo comportamento è “sbagliato”.

Non esistono prodotti per aumentare l’appetito del bambino. Ricordiamoci che lo stomaco di un bambino è grande all’incirca quanto il suo pugno chiuso. Dunque, in termini di quantità, ciò che a noi adulti sembra “poco” sarà più che sufficiente per lui. Il compito dei genitori è preoccuparsi della qualità del cibo piuttosto che della quantità. Sarà quindi importante proporre porzioni piccole e rendere il menù equilibrato. Al momento del pasto principale può essere utile dare al bambino la possibilità di servirsi autonomamente dal piatto di portata, invitandolo a prendere solo ciò che pensa di mangiare.

Alimentazione durante la dentizione

Se il bambino è piccolo piuttosto irrequieto e inconsolabile non dimentichiamo che il consumo del latte (vista la sua completezza come alimento) al posto delle pappe, non crea alcun problema se assunto per qualche giorno in sostituzione di uno o più pasti. È importante monitorare la dieta del bambino assicurandosi che riceva adeguate quantità di calcio e vitamina D, essenziali per lo sviluppo di denti e ossa forti. Alimenti come latte, yogurt e pesce grasso dovrebbero essere parte della sua alimentazione.

È bene ricordare di limitare il consumo di cibi che contengono zuccheri, spesso offerti dai genitori o nonni nel tentativo di lenire il dolore. Ricordate di non offrire ai vostri bambini il ciuccio imbevuto di miele o zucchero. La carie dentale e l’obesità pediatrica si prevengono sin dai primi anni di vita!

Alimenti morbidi e freschi per la dentizione: yogurt, puree, ghiaccioli alla frutta

Quando la dentizione influisce su sviluppo futuro

Se i denti di un neonato spuntano in ritardo non bisogna allarmarsi. Molto spesso questi ritardi non significano nulla di grave e il bimbo svilupperà presto la dentizione decidua. Tuttavia, è importante sapere che questo può comportare alcune problematiche, relative non solo all’alimentazione del bambino, ma anche allo sviluppo della sua dentizione permanente. L’alternanza o la tardiva perdita dei denti da latte può bloccare lo sviluppo del dente permanente che spunta sotto e provocare posizionamenti scorretti o, in casi particolari, la doppia fila di denti.

Nel caso in cui la tardiva perdita dei dentini da latte provochi complicazioni per lo sviluppo della dentizione permanente, può essere determinante l’intervento di un dentista, il quale deve prima di tutto eseguire un’accurata diagnosi. Una volta individuata la causa del problema e considerata la gravità della situazione, allora il dentista può decidere se e come intervenire. Molto spesso, si opta per l’applicazione di un apparecchio ortodontico finalizzato specificamente a indirizzare e raddrizzare la crescita dei denti. È molto raro, invece, che si decida di procedere con un’estrazione selettiva dei denti da latte per assicurare una crescita adeguata dei denti.

Rassicurazioni per i genitori

La dentizione tardiva, di solito, non indica problemi gravi e molti bambini che iniziano a far spuntare i denti più tardi recuperano rapidamente senza ritardi nello sviluppo. È fondamentale comprendere che ogni bambino cresce a un ritmo unico e che le variazioni nello sviluppo sono normali. Per gestire la dentizione tardiva, i genitori possono adottare alcune buone pratiche: mantenere una dieta equilibrata e ricca di nutrienti essenziali, effettuare controlli regolari dal dentista per monitorare lo sviluppo dentale e stimolare delicatamente le gengive con massaggi o giochi da mordere.

Massaggi e rimedi sicuri per la dentizione nel neonato

Non c’è da spaventarsi, è normale e fa parte del bellissimo gioco che è crescere. Siate pazienti e non scoraggiatevi; soprattutto non dimenticate che il disagio causato dalla dentizione è transitorio; il vostro piccolo riprenderà a dormire serenamente come prima nel giro di qualche giorno.

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