
Un ascesso è un’infezione localizzata costituita da una massa di pus circondata da una capsula. Gli ascessi nel coniglio presentano una capsula particolarmente spessa e il pus che contengono è molto denso. Di solito sono accompagnati da scarsi sintomi, senza febbre o risentimento generale, e sono indolenti alla palpazione.
Prendersi cura del proprio peloso domestico significa osservare con attenzione il suo aspetto e ogni suo comportamento, oltre che giocare con lui e dedicargli le giuste attenzioni quotidiane. Il piccolo e tenero roditore può andare incontro a diversi disturbi, più o meno gravi, alcuni dei quali molto frequenti. Uno dei problemi più comuni nel roditore è l'ascesso, il quale può essere singolo o multiplo, presentarsi ovunque e che, a differenza di quelli in cani e gatti, ha una differente consistenza di pus.
A causare l'ascesso in questo animale sono diversi problemi, a cominciare dalla malocclusione dentale, così come le ferite da graffi e morsi da parte di altri animali. Altre possibili cause di ascesso possono essere i traumi, come un corpo estraneo e le infezioni batteriche (Stafilococco, Streptococco, Clostridiosi e Pasteurellosi). Le infezioni batteriche più frequenti includono Pasteurellosi e Clostridiosi (ma anche Staphylococcus aureus, Pseudomonas aeruginosa, Streptococchi, Corynebacterium pyogenes, Escherichia coli, Klebsiella, Fusibacterium, Bacteroides…).
La coniglia non sterilizzata può andare incontro a numerosi problemi inerenti l'apparato riproduttore, quali patologie ovariche (cisti, tumori), uterine (tumori, piometra, idrometra, mucometra, aneurisma venoso uterino, iperplasia endometriale cistica) e mammarie (tumori, mastite, ascessi). I tumori mammari sono poco frequenti nelle coniglie pet ma sono quasi sempre maligni. Possono verificarsi già a partire dai due anni di vita ma sono più frequenti con l'aumentare dell'età. Possono colpire sia le coniglie intere che sterilizzate, anche se sono più colpite quelle intere e quelle che hanno avuto più gravidanze.
Gli ascessi più frequenti si verificano sottocute, possono essere multipli e rotti. Possono essere ugualmente interessate tutte le mammelle. Nelle coniglie con tumori mammari si deve sospettare la presenza di iperplasia o di tumori a carico dell'utero perché spesso queste condizioni sono presenti insieme. Lo sviluppo del tumore può essere preceduto dalla formazione di cisti nelle mammelle.
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L'ascesso si sviluppa in un nodulo di importanti dimensioni, per cui si dovrà rivolgersi subito al proprio veterinario. Solitamente questi ascessi non fistolizzano da soli, a meno che non sia scoppiato da solo perché diventato veramente enorme, per via di traumi o di autotraumatismo. Come dicevamo, l'ascesso non provoca inizialmente altri sintomi, se non compressione locale a seconda della localizzazione.
Nella sottocute, si verifica la fuoriuscita di pus biancastro e denso, dall'odore molto forte. Nella zona mammaria l'aspetto può essere variabile: aumento di volume della mammella apprezzabile alla palpazione, formazione di un nodulo, a volte masse ulcerate. L'aspetto può essere variabile: aumento di volume della mammella apprezzabile alla palpazione, formazione di un nodulo, a volte masse ulcerate.
L'ascesso non provoca inizialmente altri sintomi sistemici: di solito sono accompagnati da scarsi sintomi, senza febbre o risentimento generale, e sono indolenti alla palpazione. L'ascesso nella zona genitale causerà altre difficoltà ad urinare/defecare e impedirà al coniglio di fare toelettatura. Si avranno sintomi neurologici se l'ascesso sarà presente nel sistema nervoso.
È necessario provvedere all'asportazione delle mammelle colpite più rapidamente possibile. Prima dell'intervento si deve escludere la presenza di metastasi con esami radiografici e/o ecografici. Negli ascessi localizzati in vicinanza di superfici ossee è sempre necessario eseguire delle radiografie per valutare se sono presenti eventuali infezioni dell'osso, nel qual caso la prognosi può essere riservata. Se è coinvolta un'articolazione, spesso anche in caso di guarigione vi è la perdita di funzionalità per distruzione delle strutture articolari.
Il trattamento degli ascessi nei conigli richiede un approccio del tutto diverso rispetto a cani e gatti, in cui il pus è liquido e incidendo l'ascesso lo si svuota completamente, portando alla sua guarigione. A causa della densità del pus e della capsula ascessuale, il solo drenare l'ascesso (con incisione) e la somministrazione di antibiotico non risolveranno la situazione. La difficoltà scaturisce proprio dalla densità del pus nell'ascesso. Spremere un ascesso di un coniglio è come spremere un tubetto di dentifricio, per intenderci sulla consistenza del pus.
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La cura per gli ascessi nei conigli prevede l'asportazione chirurgica in toto dell'ascesso, esattamente come se fosse un nodulo tumorale. In alcuni casi può essere indicato asportare l'ascesso in blocco, senza rompere la capsula che circonda il pus. In tal caso si risolve definitivamente il problema. Se l'ascesso è troppo grosso per essere asportato completamente si utilizza una tecnica detta marsupializzazione: si pratica un'apertura che viene mantenuta aperta suturando la cute ai margini dell'apertura, per evitare che si richiuda subito, si svuota tutto il pus e si effettuano lavaggi con soluzioni antisettiche.
La terapia varia da caso a caso. Molti casi rispondono alla terapia antibiotica, soprattutto con penicillina iniettabile, proseguita per 1-2 mesi. L'antibiotico viene dato comunque in caso di ascesso nei conigli, soprattutto in fase iniziale, ma da solo non riuscirà a risolvere il problema. Se l'ascesso è localizzato vicino all'osso e l'osso è infetto, la terapia antibiotica deve essere prolungata e può richiedere anche due o tre mesi. È opportuno eseguire radiografie seriali per verificare che non vi sia progressione dell'infezione ossea.
Negli ascessi gravi o che non rispondono alla terapia antibiotica è indicata l'amputazione, se è coinvolto un solo arto. Questa opzione è riservata ai casi in cui l'infezione comprometta gravemente la struttura ossea o l'articolazione.
Gina, coniglia femmina di 4 anni, operata per patologia ovarica, risultata essere un luteoma all'istologia. Mimma, coniglia femmina di 6 anni diagnosticata avere una neoplasia uterina ecograficamente nel 2011; la coniglia è stata riportata un anno dopo per difficoltà nella respirazione e la radiografia decretava la presenza di numerose metastasi polmonari della neoplasia uterina; dopo circa 2 mesi veniva richiesta l'eutanasia della coniglia. Quintilio, coniglia femmina di 8 anni, operata per iperplasia endometriale cistica uterina nel 2011; a distanza di 2 anni la coniglia stava ancora benissimo. Pimpa, coniglia femmina di 8 anni con neoplasie mammarie multiple operata di neoplasia uterina nel 2009. Nina, coniglia femmina di 11 anni con neoplasia mammaria. Lella, coniglia di 3 anni con ascesso mammario. Bunny, coniglia di 7 anni, operata nel 2010 perché in grave stasi intestinale per via di un'infiammazione periuterina causata dalla neoplasia. Kickica, coniglia di 6 anni, operata nel 2021 perché presentava noduli mammari (di cui uno ulcerato) ed una grossa massa uterina nel corno di destra; è stata effettuata l'ovaristerectomia e la mastectomia monolaterale.
| Intervento/Terapia | Quando indicato | Note |
|---|---|---|
| Antibiotico (es. penicillina iniettabile) | Fase iniziale o infezione diffusa | Spesso necessario per 1-2 mesi; da solo può non risolvere |
| Asportazione totale dell'ascesso | Ascesso circoscritto asportabile | Risolutiva se eseguita senza rompere la capsula |
| Marsupializzazione | Ascesso troppo grande per asportazione completa | Apertura mantenuta, svuotamento e lavaggi antisettici |
| Amputazione | Casi gravi non responsivi o infezione ossea avanzata | Opzione drastica, indicata solo in casi selezionati |
| Radiografie seriali | Ascessi vicino all'osso o sospetta osteomielite | Permettono monitoraggio dell'infezione ossea |
Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria: è sempre opportuno rivolgersi a un veterinario esperto in animali esotici per una diagnosi e un piano terapeutico appropriato.
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