
Imbarazzo, paura o semplice mancanza di informazioni spingono spesso a rimandare la visita dal proctologo. Ma trascurare i sintomi può essere rischioso: disturbi inizialmente semplici da trattare tendono a peggiorare e, in alcuni casi, possono nascondere malattie più serie. Quando compaiono i sintomi, la visita specialistica diventa un passo fondamentale per stare meglio e ritrovare serenità.
L’ascesso perianale è un’infezione acuta che si sviluppa nella zona attorno all’ano, caratterizzata dalla formazione di pus. L'ascesso perianale è una cavità piena di pus nella regione ano-rettale, le cui cause non sono ancora completamente chiarite. Si tratta di una condizione dolorosa che, se non trattata tempestivamente, può portare a complicanze importanti come fistole anali o infezioni più estese. L'ascesso perianale è il risultato di un'infiammazione, che determinerà la raccolta di pus.
L’ascesso perianale riconosce come causa un’infezione batterica delle ghiandole anali, che sono delle strutture anatomiche di piccole dimensioni, non visibili a occhio nudo, che sono localizzate nel canale anale tra i due sfinteri anali, quello interno e quello esterno. Quando batteri o materiale estraneo penetrano all’interno della ghiandola, il dotto della stessa si ostruisce e dà origine a un’infezione che si diffonde nei tessuti circostanti. L'infezione è determinata dalla penetrazione di batteri o materiale estraneo all'interno della ghiandola.
Un pelo incarnito può causare microlesioni o introdurre materiale estraneo che favorisce l'ostruzione e l'infezione della ghiandola, determinando l'accumulo di pus e la formazione dell'ascesso.
L'ascesso perianale è una condizione molto dolorosa, che può accompagnarsi a febbre e malessere generalizzato. I sintomi più comuni includono:
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La visita proctologica è il primo passo da intraprendere in presenza di sintomi riconducibili a disturbi intestinali o malattie anorettali. In presenza di dolore anale intenso, gonfiore o secrezioni è importante rivolgersi al medico per ricevere una diagnosi accurata e iniziare il trattamento più indicato.
La diagnosi dell’ascesso perianale viene effettuata principalmente attraverso una visita proctologica. Solitamente, al fine di effettuare la diagnosi di ascesso perianale, è sufficiente l’esame obiettivo del paziente e l’ispezione rettale, che deve essere eseguita con molta cautela, avvalendosi eventualmente dell’anestesia. L'osservazione, la palpazione dell'ano e dei tessuti circostanti, e l'esplorazione rettale sono solitamente sufficienti a porre diagnosi di ascesso perianale. L’ispezione della zona anale, la palpazione locale e l’esplorazione rettale digitale permettono di individuare gonfiore, arrossamento, dolore alla palpazione e segni di fluttuazione.
Nei casi più complessi o quando l’ascesso non è visibile esternamente, possono essere richiesti ulteriori accertamenti:
Il trattamento dell’ascesso perianale è nella maggior parte dei casi chirurgico e deve essere eseguito tempestivamente, poiché l’infezione difficilmente si risolve spontaneamente. La terapia di riferimento è il drenaggio chirurgico, una procedura che consiste nell’incidere la zona interessata per permettere la fuoriuscita del pus e la pulizia della cavità infetta. Se non è ancora aperto all'esterno, la cute sovrastante l'ascesso perianale dev'essere incisa e la cavità viene drenata chirurgicamente, per consentire la fuoriuscita del materiale purulento.
Questo intervento viene considerato un’urgenza, perché più si interviene rapidamente, minore è il rischio che l’infezione si estenda ai tessuti vicini. A seconda della profondità dell’ascesso, l’operazione può svolgersi in anestesia locale, con una lieve sedazione per i casi più semplici, o in anestesia generale se l’ascesso è più complesso. Il trattamento può essere eseguito in ambulatorio in anestesia locale, quando l'ascesso è di piccole dimensioni e non eccessivamente profondo. Un ascesso grande o profondo può richiedere l’ospedalizzazione e un intervento chirurgico in sedazione profonda.
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Dopo l'intervento, il medico prescrive una terapia antidolorifica, che permette al paziente di condurre una vita regolare; generalmente si lascia in sede un drenaggio per un periodo di tempo che varia a seconda dei casi. Alcune misure locali possono contribuire ad alleviare il fastidio e favorire la guarigione, come i bagni tiepidi o gli impacchi caldi, utili per ridurre gonfiore e dolore.
Di solito, gli antibiotici non sono mai indicati come trattamento di prima scelta dell'ascesso perianale. Gli antibiotici da soli non bastano a curare l’ascesso: non è possibile una cura basata unicamente sull’impiego di antibiotici perché la struttura della parete della cavità ascessuale contiene vasi sanguigni, spesso necrotici, che impediscono la penetrazione dei farmaci al suo interno, risultando pertanto inefficaci. Tuttavia, gli antibiotici possono essere indicati in presenza di infezioni estese, febbre o pazienti con sistema immunitario compromesso (ad esempio diabetici).
L'ascesso e la fistola perianale sono inclusi tra le malattie più comuni riscontrate negli adulti, ed in particolare l'ascesso perianale è ritenuto la fase acuta di un’infezione anorettale la cui evoluzione cronica è rappresentata dalla fistola anale: infatti, circa il 40% degli ascessi evolve in fistola. La fistola perianale rappresenta l’evoluzione cronica dell’ascesso, si tratta di una condizione che coinvolge la formazione di un’apertura anormale tra l’intestino o l’ano e la pelle circostante nell’area anale.
La fistola anale nasce dal fatto che il materiale purulento cerchi costantemente una via di uscita e quindi si fa strada generando lesioni tubuliformi verso l’esterno. Le fistole perianali procurano irritazione della cute intorno all'ano e prurito, che tendono ad accentuarsi durante la defecazione e si accompagnano a secrezioni siero-purulente, continue e maleodoranti. Se l’apertura esterna del canale si chiude per cicatrizzazione, si può sviluppare un ascesso ricorrente.
L’intervento chirurgico è sempre necessario per guarire una fistola anale. Anche se la chirurgia della fistola di solito è relativamente semplice, la probabilità di complicanze esiste, ed è pertanto preferibile che questo tipo di intervento venga eseguito da un chirurgo esperto. L’intervento per la fistola può essere eseguito in contemporanea a quello per l’ascesso, anche se le fistole spesso si sviluppano 4-6 settimane dopo che un ascesso è stato drenato, talvolta anche mesi o anni più tardi. Il trattamento con setone dura alcune settimane durante i quali il paziente può svolgere le normali attività quotidiane.
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La VAAFT (Fistulectomia mininvasiva videoassistita) è una tecnica recentissima che prevede l’esplorazione endoscopica del tramite fistoloso con un piccolo fistuloscopio, cui segue la cauterizzazione della fistola dal suo interno e la chiusura dell’orifizio interno per via transanale.
Dopo l’intervento chirurgico per fistola o ascesso, il disagio può essere da lieve a moderato per la prima settimana e può essere controllato con antidolorifici. Alla dimissione si raccomanda di solito di eseguire dei bidet con acqua tiepida per tre o quattro volte al giorno. Al fine di ammorbidire le feci si raccomanda inoltre l’assunzione di blandi lassativi e di bere almeno due litri d’acqua al giorno. Dopo il trattamento, è fondamentale seguire alcune indicazioni per favorire la guarigione, come mantenere una corretta igiene locale e sottoporsi ai controlli specialistici periodici. Il follow-up proctologico permette di monitorare l’evoluzione della ferita e prevenire eventuali recidive.
Vi sono accortezze apparentemente semplici e scontate che possono però risultare assai utili per la prevenzione circa la formazione di ascessi anali:
In caso di ascesso perianale, la proctologia è il campo di riferimento: si occupa della diagnosi e della cura delle patologie del colon-retto e dell’ano, offrendo soluzioni efficaci e sicure. È fondamentale sottoporsi immediatamente ad una visita proctologica nel caso dei sintomi sopracitati. La visita proctologica con anoscopia permette al medico specialista di effettuare una pronta diagnosi e di indicare gli esami diagnostici eventualmente necessari.
| Problema | Intervento principale | Quando indicato |
|---|---|---|
| Ascesso perianale | Incisione e drenaggio chirurgico | Sempre, come urgenza; antibiotici solo di supporto in casi selezionati |
| Fistola perianale | Chirurgia (seton, fistulectomia, VAAFT) | Quando si sviluppa dopo ascesso o in caso di canalizzazione persistente |
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