Indicazioni Assoral e uso degli antibiotici nella profilassi dentale

Gli antibiotici sono sicuramente tra i farmaci più frequentemente prescritti in ambito odontoiatrico. Tuttavia, la loro prescrizione deve essere fatta in maniera oculata e attenta.

Si sa, infatti, che le resistenze batteriche risultano ormai essere un vero e proprio problema di salute pubblica, tant’è che la Review on Antimicrobial Resistance stima che nel 2050 le infezioni batteriche causeranno circa 10 milioni di morti l’anno, superando così ampiamente i decessi per tumore (8.2 milioni), diabete (1.5 milioni) o incidenti stradali (1.2 milioni), con una previsione di costi che supera i 100 trilioni di dollari.

Quando prescrivere antibiotici in odontoiatria

Sicuramente, il caso più frequente che porta alla prescrizione di un antibiotico in ambito odontoiatrico è legato alla presenza di dolore acuto e tumefazioni a livello del cavo orale. In casi come questi è necessario in primis eliminare la causa dell’infezione.

Perciò, in caso di presenza di pus, sarebbe opportuno seguire la regola “ubi pus, ibi evacua” (ossia dove c’è pus, allora evacualo), procedendo quindi con un drenaggio, manovra da cui tra l’altro il paziente trarrebbe un notevole beneficio poiché verrebbe allentata la “pressione” sui tessuti.

Sarebbe poi indicato procedere con gli opportuni trattamenti odontoiatrici, ossia pulpotomia/pulpectomia (da eseguirsi “in urgenza”) per poi arrivare al trattamento canalare (ovviamente nel caso in cui il dente possa poi essere recuperato tramite trattamenti conservativi o restaurativi). Gli antibiotici, quindi, andrebbero prescritti solo nel caso in cui i pazienti presentino un coinvolgimento dal punto di vista sistemico (come un rialzo febbrile).

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Infezioni orofacciali e ascessi

Le infezioni orofacciali di origine odontogena richiedono spesso la prescrizione di antibiotici da parte dei dentisti. Le parodontiti e gli ascessi parodontali possono essere trattati con una combinazione di penicilline e metronidazolo. Gli ascessi facciali richiedono una terapia antibiotica tempestiva per evitare la diffusione dell’infezione.

La maggior parte delle malattie orali, come pulpiti, infezioni periapicali e infiammazioni croniche del parodonto, non richiedono antibiotici ma interventi operativi. Un protocollo chirurgico rigoroso è fondamentale. Nessun farmaco può prevenire un’infezione se l’atto chirurgico non è eseguito secondo parametri igienici rigorosi.

Farmaci di scelta e posologie

Il trattamento antibiotico di elezione è con amoxicillina, 1 g ogni 8 ore per 6 giorni. L’amoxicillina può essere o meno associata all’acido clavulanico, mantenendo però le stesse modalità di somministrazione.

Nel caso in cui il paziente presenti una allergia alle penicilline, possono essere somministrati altri antibiotici come la claritromicina o la cefalexina (500 mg 2 volte al giorno, per 6 giorni) oppure l’azitromicina (500 mg una volta al giorno per 3 giorni).

È possibile poi, nei casi più gravi, effettuare una associazione con metronidazolo (500 mg 3 volte al giorno per 3 giorni) oppure con ceftriaxone (2 g in un’unica somministrazione una volta al giorno, per 3 giorni).

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Profilassi antibiotica in pazienti con rischio cardiaco

La terapia antibiotica può essere utilizzata anche a scopo profilattico nei pazienti con lesioni cardiache, in particolare nei pazienti che hanno sofferto in passato di endocardite batterica, in quelli che presentano un difetto cardiaco congenito non riparato e in quelli che sono stati sottoposti a sostituzione valvolare. Per i soggetti che presentano una insufficienza valvolare, quindi, la terapia antibiotica profilattica non è necessaria.

Come già citato, la terapia di elezione è sempre l’amoxicillina (2 g in unica somministrazione) o, in caso di allergie alla penicillina, la clindamicina (600 mg), la claritromicina o l’azitromicina (500 mg) oppure la cefalexina (2 g).

Uso corretto e rischio di prescrizioni non necessarie

Gli studi recenti indicano che circa un terzo delle prescrizioni di antibiotici sono inutili o potenzialmente dannose. L’uso eccessivo di antibiotici ad ampio spettro ha portato alla resistenza di batteri come lo Staphylococcus aureus meticillino-resistente (MRSA).

Il minidossier finanziato da AIFA evidenzia un uso frequente della profilassi antibiotica anche quando non indicata e richiama la necessità di rafforzare monitoraggio e formazione. Il Rapporto Nazionale 2022 dell’AIFA sull’uso degli antibiotici analizza la formazione ECM verso le professioni sanitarie, gli eventi specifici per gli odontoiatri sono pochi.

infografica uso appropriato antibiotici in odontoiatria

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Una valutazione costante dello stato clinico del paziente è essenziale. La prescrizione deve essere personalizzata in funzione delle condizioni generali, delle allergie, dei farmaci concomitanti e della gravità dell’infezione.

Assoral (Roxitromicina): proprietà, indicazioni e precauzioni

Proprietà farmacologiche - ASSORAL 300 MG. Categoria farmacoterapeutica: antimicrobici generali - antibatterici per uso sistemico - macrolidi. La Roxitromicina è un antibiotico antibatterico semisintetico appartenente alla famiglia dei macrolidi.

Roxitromicina viene rapidamente assorbita. È stabile in ambiente acido e l’antibiotico viene ritrovato nel siero già 15 minuti dopo la somministrazione. Il picco dei livelli plasmatici si raggiunge 2,2 ore dalla somministrazione di 150 mg in soggetti a digiuno. Dopo somministrazione orale di una dose singola di 300 mg il picco delle concentrazioni plasmatiche medio è di 9,7 mg/L. Tale valore si raggiunge in circa 1,5 ore (Tmax).

Con somministrazioni ripetute di roxitromicina nel soggetto sano (150 mg ogni 12 ore per 10 giorni) lo steady state viene raggiunto tra il secondo ed il quarto giorno. Il legame proteico è del 96% e roxitromicina si lega principalmente all’alfa-1 glicoproteina acida. Roxitromicina è limitatamente metabolizzata e più della metà della dose viene escreta in forma immodificata.

Negli adulti con insufficienza renale, l’escrezione per via renale di roxitromicina avviene per il 10% circa della dose orale. Sono stati identificati tre metaboliti nelle urine e nelle feci: il metabolita principale è descladinosio roxitromicina, mentre i metaboliti minori sono N-monodemetil roxitromicina e N-didemetil roxitromicina.

“150 mg compresse rivestite con film” 12 compresse “300 mg compresse rivestite con film” 6 compresse. Il tipo di confezionamento adottato (blister in astuccio) non prevede particolari accorgimenti per l'apertura e l'uso.

Effetti avversi e interazioni

Aumenti modesti delle transaminasi SGOT e SGPT e/o della fosfatasi alcalina. Superinfezioni: come per altri antibiotici l’uso di roxitromicina, particolarmente se prolungato, può causare la crescita di organismi non sensibili.

Ipersensibilità al principio attivo, ad altri macrolidi o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Associazione con prodotti a base di ergotamina o con altri alcaloidi della segale cornuta: sono stati riportati casi di grave vasocostrizione (ergotismo) con possibile necrosi delle estremità in caso di associazione di macrolidi con alcaloidi vasocostrittori della segale cornuta.

Alcuni macrolidi mostrano un’interazione farmacocinetica con terfenadina che porta ad aumentati livelli sierici di quest’ultima. Ciò può determinare gravi aritmie ventricolari, tipicamente torsioni di punta. Altri farmaci quali astemizolo, cisapride o pimozide, metabolizzati dall’isozima CYP3A epatico, sono stati associati ad allungamento del tratto QT e/o ad aritmie cardiache come risultato dell’aumentata concentrazione sierica dovuta ad interazione con farmaci che inibiscono significativamente l’isozima, compresi alcuni antibiotici macrolidi.

Anche se la roxitromicina possiede una capacità minima o nulla di legarsi al CYP3A, e dunque di inibire il metabolismo di altri farmaci da parte dell’isozima, non è possibile stabilire con certezza il potenziale di interazione clinica di roxitromicina con i farmaci sopra elencati.

Non è stata rilevata alcuna interazione con warfarina in studi nel volontario sano; tuttavia, nei pazienti trattati con roxitromicina e antagonisti della vitamina K, sono stati riportati aumenti del tempo di protrombina o del Rapporto Internazionale Normalizzato (INR) che possono essere causati anche dall’episodio infettivo.

Uno studio nel volontario sano ha dimostrato che roxitromicina può aumentare l’assorbimento di digossina. Tale effetto, comune anche agli altri macrolidi, molto raramente può dare origine ad episodi di tossicità dei glicosidi cardioattivi. Come anche altri antibiotici macrolidi, la roxitromicina può aumentare l’area sotto la curva concentrazione-tempo e l’emivita di midazolam; pertanto gli effetti di midazolam possono risultare aumentati e prolungati nei pazienti trattati con roxitromicina.

Se ne sconsiglia comunque l’uso nel primo trimestre di gravidanza. In pazienti con insufficienza epatica grave le compresse da 300 mg sono controindicate. Nei pazienti con grave insufficienza epatica (ad es. cirrosi epatica con ittero e/o ascite), il dosaggio deve essere ridotto della metà.

In caso di sovradosaggio, si consiglia un lavaggio gastrico ed un trattamento sintomatico. Non esiste un antidoto specifico.

schema farmacocinetica roxitromicina

Profilassi perioperatoria e tempistica

Negli interventi puliti-contaminati, la profilassi antimicrobica è essenziale. La somministrazione di antibiotici deve essere effettuata entro 3 ore dall’inizio dell’intervento per massimizzare l’efficacia.

Questo studio determina se la somministrazione di antibiotici preoperatori possa migliorare i risultati chirurgici dopo la chiusura delle comunicazioni... Gli antibiotici profilattici sono raccomandati per ridurre il rischio di complicazioni postoperatorie come l’alveolite e l’endocardite infettiva.

video linee guida profilassi antibiotica in chirurgia odontoiatrica

Nota su responsabilità e normative

Seguono due normative differenti anche in tema di reati. Da oltre un anno è in vigore l’obbligo di utilizzare (solo) quella elettronica, ma nella pratica sono ancora accettate quelle cartacee. Ma fino a quando? L’incauto acquisto ricade sui professionisti.

Dalla cronaca alla responsabilità: perché l’intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria opportunità per l’odontoiatria e la medicina, ma solo se rimane sotto il controllo della... Dalla classificazione dei dispositivi ai rischi per operatori e pazienti, fino agli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/2008. Il documento include una check-list per verificare la conformità dello...

Raccomandazioni pratiche per l’odontoiatra

  • Prescrivere antibiotici solo quando vi è coinvolgimento sistemico o rischio di diffusione dell’infezione.
  • Eliminare sempre la causa locale: drenaggio, trattamenti endodontici o asportazione del dente non recuperabile.
  • Usare amoxicillina come farmaco di prima scelta; prevedere alternative in caso di allergia.
  • Evitarne l’uso routinario in patologie croniche e dove il trattamento chirurgico è la soluzione corretta.
  • Considerare la profilassi solo per le situazioni cardiologiche ad alto rischio e per interventi puliti-contaminati secondo le linee guida.
  • Monitorare eventi avversi, interazioni farmacologiche e adattare il dosaggio in caso di insufficienza epatica o renale.
  • Promuovere la formazione continua e l’educazione del paziente sulla prevenzione, igiene orale e controlli periodici.

Tabella riassuntiva: principali antibiotici e dosaggi in odontoiatria

Antibiotico Dosaggio tipico Indicazione
Amoxicillina 1 g ogni 8 ore per 6 giorni (2 g unica dose per profilassi) Prima scelta per infezioni odontogene e profilassi
Amoxicillina + ac. clavulanico Stesse modalità dell'amoxicillina Infezioni più aggressive o sospetta beta-lattamasi
Claritromicina 500 mg 2 volte al giorno per 6 giorni Alternativa in allergia alle penicilline
Azitromicina 500 mg una volta al giorno per 3 giorni Alternativa in allergia alle penicilline
Cefalexina 500 mg 2 volte al giorno per 6 giorni (2 g per profilassi) Alternativa beta-lattamica
Metronidazolo 500 mg 3 volte al giorno per 3 giorni Associazione nei casi gravi o parodontali
Ceftriaxone 2 g in unica somministrazione/die per 3 giorni Casi più gravi, terapia parenterale
Clindamicina 600 mg in unica somministrazione per profilassi (varia per terapia) Profilassi in allergia alle penicilline

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