
Nella sua lunga esistenza, Mario Bonetti ha vissuto esperienze che hanno attraversato guerre, prigionie e una carriera marittima che ne hanno forgiato il carattere e la fama. Nato Arezzo il 3 marzo 1888, la sua vita è un tessuto di avventure, riconoscimenti e impegno civico, che lo hanno portato a essere ricordato non solo come militare d’élite ma anche come figura di riferimento per la comunità.
Mario Bonetti nacque ad Arezzo il 3 marzo 1888 e entrò nell’Accademia Navale di Livorno nel 1906, uscendo nel 1909 col grado di Guardiamarina. I suoi primi imbarchi furono sulle regie navi Pisa e San Marco.
Nella prima guerra mondiale prestò servizio per 21 mesi su sommergibili col grado di Tenente di vascello, dapprima sui sommergibili F 7 e F 13 e successivamente al comando dell’F 10; durante tale periodo ricevette una Medaglia d’Argento al Valor Militare. Successivamente fu comandante in seconda della regia nave Ardito, ricevendo un encomio solenne per un’azione nel settembre 1917.
Dal 1920 al 1926, col grado di Capitano di Corvetta, comandò la nave idrografica Ammiraglio Magnaghi durante varie campagne idrografiche nei mari italiani (tranne che per un anno, quando fu assegnato all’Ufficio Idrografico di Genova), e poi il sommergibile N 3. Nel 1923 conseguì il brevetto di specializzazione in scienze nautiche ed idrografia. Nel 1927 fu promosso Capitano di Fregata e destinato al comando della regia nave Quarto e poi dei sommergibili Balilla ed Antonio Sciesa. Successivamente diresse per tre anni l’Istituto Idrografico, per poi essere promosso a Capitano di Vascello e tornare a comandare l’Ammiraglio Magnaghi ed il Gruppo navi idrografiche che dal 1934 al 1938 condussero varie campagne idrografiche in Mar Rosso.
Nel novembre 1940 fu promosso a Contrammiraglio, ed alla fine dell’anno fu trasferito in Eritrea e destinato al comando del Comando Superiore Navale dell’Africa Orientale Italiana, con sede a Massaua. Per la sua difesa fu decorato dall’Italia con la croce di ufficiale dell’Ordine Militare d’Italia e dalla Germania con la croce dell’Ordine dell’Aquila Tedesca. Internato in un campo di prigionia in India, vi rimase fino al 1945. Rimpatriato a guerra finita, fu promosso Ammiraglio di Divisione al comando dell’Accademia Navale; fu posto in ausiliaria per limiti di età nell’ottobre 1947.
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Rimasto segnato dalle prove della guerra, Bonetti ha proseguito la sua vita dedicandosi alla famiglia e alla formazione civica. La sua figura ha ispirato rispetto e riconoscimento, facendone un punto di riferimento per la comunità mantovana e non solo.
La carica che gli hanno conferito, presidente onorario della sezione di Leno dell’Associazione nazionale combattenti e reduci, si è guadagnata sul campo. La sua esperienza militare, le battaglie sul mare e la resistenza durante la prigionia hanno alimentato una leadership che si è estesa all’organizzazione di iniziative civiche, commemorative e sociali.
La biografia di Bonetti intreccia momenti storici cruciali: le campagne idrografiche, la decorazione italiana e tedesca durante la Seconda Guerra Mondiale, e l’impegno per la memoria dei caduti. La sua vita è una testimonianza di come l’arte dell’oceano, della navigazione e della disciplina militare possano trasformarsi in un lascito di valori per le generazioni future.
Nel frattempo, la sua eredità include un esempio di dedizione al servizio pubblico che va oltre la vita militare, ispirando iniziative a favore della memoria storica e della tutela dei valori civili tra i cittadini.
La storia di Mario Bonetti è anche una cronaca della trasformazione delle rotte della vita: dalla formazione militare alle responsabilità civili, da un giovane ufficiale alle responsabilità di guida per la comunità, culminando in una figura che incarna il legame tra passato glorioso e presente consapevole.
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