
Poche le politiche preventive nonostante le malattie orali siano le più diffuse tra quelle non trasmissibili. Il 18 novembre 2022 a Ginevra l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha diffuso il “Global oral health status report: Towards universal health coverage for oral health by 2030” (Report sulla stato della Salute Orale Mondiale: verso una copertura universale per la salute orale entro il 2030) con un evento pubblico, trasmesso anche a distanza, che ha visto una larghissima partecipazione da tutto il mondo. Si è riunito in questa occasione il vasto gruppo di ricercatori ed esperti che da anni sta producendo ed accumulando una gran mole di evidenze scientifiche a supporto di radicali proposte di cambiamento nella Governance della salute pubblica orale. Il Panel internazionale ha visto presenti il dipartimento di salute orale dell’OMS diretto da Benoit Varenne, la rivista Lancet con il suo direttore Richard Horton, che ha istituito una a commissione dedicata alla salute orale, il centro di collaborazione OMS del Regno Unito diretto da Richard Watt e quello statunitense con Habib Benzian, affiancati da ricercatori ed esperti di salute globale di ambito OMS, ma non solo.
Nel Rapporto si presenta e ribadisce la preoccupazione per la situazione delle malattie orali riconoscendole come un problema di salute pubblica di dimensione planetaria: circa 3.5 miliardi di persone in tutto il mondo sono state colpite da malattie orali nel 2019, questo le rende le più diffuse tra le oltre 300 patologie che colpiscono l'umanità. Le malattie orali sono rimaste le condizioni morbose più dominanti a livello globale dal 1990 e tra queste, la carie non trattata dei denti permanenti è la più diffusa con circa 2 miliardi di casi, segue la malattia parodontale grave con circa 1 miliardo di casi, quindi la carie non curata dei denti decidui con circa 510 milioni di casi e l'edentulismo con 350 milioni di casi (tutti nel 2019).
Il numero combinato stimato di casi di malattie orali a livello globale è superiore di circa 1 miliardo rispetto ai casi di tutte e cinque le principali malattie non trasmissibili combinate. Tre quarti delle persone affette dalle malattie orali vivono in paesi a reddito medio-basso, seguiti dal 16% nei paesi ad alto reddito e dal 9% nei paesi a basso reddito. La salute orale varia nel corso della vita, dalla prima infanzia alla vecchiaia, è parte integrante della salute generale e sostiene gli individui nella partecipazione alla società e nel raggiungimento del loro potenziale. Le malattie orali non trattate colpiscono quasi la metà della popolazione mondiale.
Il numero di casi globali è aumentato di 1 miliardo negli ultimi 30 anni, una chiara indicazione che molte persone non hanno accesso a un'adeguata assistenza sanitaria orale, che include prevenzione, protezione dai rischi e servizi riparativi e riabilitativi. Le conseguenze delle malattie orali non trattate - inclusi sintomi fisici, limitazioni funzionali e impatti dannosi sul benessere emotivo, mentale e sociale - sono gravi e debilitanti. Per coloro che sono in grado di ottenere cure, i costi sono spesso elevati e possono comportare un notevole onere economico. La salute orale gioca un ruolo importante nel benessere e nell'autostima, mentre le malattie orali influenzano pesantemente la qualità della vita, la produttività e la capacità di lavorare, nonché la partecipazione sociale, tanto è vero che nel report si sottolinea ancora una volta che la salute orale è un diritto dell’uomo, soprattutto perché implicata in funzioni essenziali come alimentarsi, parlare, sorridere e socializzare.
Le malattie orali sono causate da una serie di fattori di rischio modificabili comuni a molte malattie non trasmissibili tra cui il consumo di zucchero, il consumo di tabacco, l'uso di alcol e la scarsa igiene e pertanto andrebbero affrontate insieme. Le malattie orali sono ampiamente prevenibili e rappresentano un onere sanitario importante per molti paesi dove di solito il trattamento delle varie patologie orali è costoso e di solito non fa parte della copertura sanitaria universale. Nel Rapporto, inoltre, vengono portati alla luce i profili di ciascuno dei 130 paesi afferenti all’OMS e di cui sono stati rilevati i dati secondo degli indicatori riferiti alla salute orale, tra cui anche l’Italia. L’edentulismo si attesta al 12.9% ovvero circa 6 milioni e 300 mila adulti sopra i 20 anni non hanno denti o gliel restano al massimo 8 su 32. Inoltre, in Italia sono consumati giornalmente pro-capite circa 87.5 grammi di zucchero, quando l’OMS ne consiglia un consumo giornaliero al massimo di 36 grammi. E quanto si spende in Italia per la cura delle patologie orali? Circa 19 miliardi di euro all’anno, di cui circa il 95% con pagamenti che colpiscono le tasche dei cittadini poiché il SSN non considera queste cure essenziali per l’individuo nonostante l’Italia decanti un accesso alle cure universale; inoltre, la mancata produttività per colpa delle malattie orali si attesta su circa 9 miliardi di euro all’anno.
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E quindi cosa fa l’Italia per sopperire a queste mancanze e problemi e migliorare lo stato di salute orale di tutti i suoi cittadini? È auspicabile che si inizi a raccogliere gli stimoli che provengono dalla comunità scientifica internazionale. Qualche dato dal Report: abbiamo riportato i dati di Giappone, Germania, Regno Unito e Spagna perché sono Paesi simili all’Italia come profilo demografico della popolazione ed anche come situazione economica complessiva, abbiamo incluso anche Cile e Tailandia perché sono Paesi che hanno intrapreso o stanno intraprendendo una strategia di contrasto integrata ed inclusiva. E’ interessante notare, dal punto di vista dei fattori di rischio, riassunti dal consumo di zuccheri procapite, come ci sia una corrispondenza diretta fra consumo e prevalenza di carie.
Dunque emerge come sia ragionevole e probabilmente vincente combattere insieme malattie che riconoscono gli stessi fattori di rischio, es. diabete, obesità, anche introducendo misure disincentivanti come una tassa specifica sullo zucchero secondo l’approccio consigliato dall’OMS (Common Risk Factor Approach o CRFA). È evidente inoltre che i dati relativi ai Paesi sono stati desunti dalle informazioni disponibili e che alcune di queste possono non essere verificate sul campo, soprattutto per quanto riguarda la risposta dei servizi sanitari, inoltre alcuni dati sulle patologie possono essere sottostimati per mancata diagnosi, come nel caso del Ca orale. Attraverso le informazioni del profilo Paese per l’Italia, ad esempio, emerge l’esistenza un piano nazionale, ma la nostra esperienza nelle diverse realtà ci racconta che questo è frammentato nelle diverse risposte delle Regioni ed anche che alcune delle attività descritte non vengono implementate su larga scala o affatto.
Le malattie orali sono in gran parte prevenibili o richiedono solo semplici interventi se diagnosticate e affrontate nelle fasi iniziali. Molti Paesi hanno stabilito politiche efficaci e programmi di successo per ridurre la prevalenza e la gravità delle malattie orali. Sarebbe auspicabile anche l’Italia inizi a seguire questa strada. A cura di: dott. Leandro Baldi ricercatore del MACH (Centre for Multidisciplinary Research in Health Science; dott.ssa Patrizia Di Caccamo Vice Presidente COI (Cooperazione Odontoiatrica Internazionale).
Per approfondire: Global burden of disease 2019 (GBD 2019) results, Global oral Health status report: towards universal health coverage for oral health by 2030. Nel 21° Rapporto C.R.E.A. L’Health at a Glance: Europe 2024 evidenzia che la spesa out-of-pocket per le cure sanitarie incide sui bilanci familiari. Aumenti economici e arretrati anche per gli odontoiatri del SSN. Una domanda di servizio odontoiatrico domiciliare esisterebbe, dice il prof. Tra i temi toccati nella video intervista quello delle specialità odontoiatriche, della medicina estetica con le questioni che dovranno essere chiarite a cominciare dalla formazione e dalla tutela. Dalla cronaca alla responsabilità: perché l’intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria opportunità per l’odontoiatria e la medicina, ma solo se rimane sotto il controllo della. Dalla classificazione dei dispositivi ai rischi per operatori e pazienti, fino agli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/2008. Il documento include una check-list per verificare la conformità dello. In occasione della Giornata Mondiale del Self-Care, Haleon richiama l'attenzione sul valore della prevenzione e sul ruolo della salute orale quale componente essenziale del. Organizzato a Torino dal COI a fine ottobre e rivolto a odontoiatri e odontotecnici. Secondo l’analisi dell’avvocato Roberto Longhin, l’emendamento introduce una deroga al sistema ordinario e rischia di creare un precedente nei rapporti tra Parlamento e. L’incauto acquisto ricade sui professionisti. Uno studio su 77 mila over 50 evidenzia forti disparità tra i Paesi. Desideriamo integrare nel team un/una Igienista Dentale motivato e orientato all'eccellenza. Garantiamo l’affidamento immediato di un'agenda completa e satura, supportata da un gestionale efficiente e da una base pazienti storicamente fidelizzata.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato un Piano Globale d'Azione per la Salute Orale 2023-2030, con l'obiettivo di affrontare sfide importanti nel campo della salute orale a livello mondiale. Tra gli obiettivi principali vi sono: Governance della Salute Orale, Risposta Nazionale Ambiziosa, Rafforzamento degli Sforzi per l'UHC (Universal Health Coverage), Obiettivi Specifici per il 2030 (ridurre mortalità per cancro orale, ridurre carie non trattata, promuovere educazione alla salute orale, garantire accesso equo ai servizi odontoiatrici e ridurre disuguaglianze per popolazioni vulnerabili). Il piano punta a migliorare la salute orale globale, rendendo le cure più accessibli e riducendo il carico delle malattie orali sulla popolazione. Il successo del Piano dipenderà dalla collaborazione tra governi, istituzioni sanitarie, professionisti del settore e comunità locali. Solo attraverso un impegno condiviso sarà possibile raggiungere gli ambiziosi obiettivi prefissati e creare un sistema di salute orale più inclusivo e sostenibile. Questo l’obiettivo della nuova linea guida globale, “Assistenza sanitaria orale ecosostenibile e meno invasiva per la prevenzione e la gestione della carie dentale” pubblicata dall’OMS. La carie dentale è la malattia non trasmissibile più diffusa a livello globale, con un’incidenza stimata di 2,7 miliardi di persone. Le nuove raccomandazioni rispondono ai crescenti impegni globali per eliminare gradualmente l’uso del mercurio nell’ambito della Convenzione di Minamata sul mercurio e per rafforzare la salute orale nell’ambito di programmi sanitari più ampi, tra cui la Dichiarazione di Bangkok “Nessuna salute senza salute orale”.
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“Questa linea guida rappresenta una svolta per la salute orale a livello globale”, ha affermato il Dott. Benoit Varenne, Responsabile Odontoiatrico dell’Oms. Dando priorità alla prevenzione, potenziando gli interventi non invasivi e minimamente invasivi, e sostenendo la sostituzione dell’amalgama contenente mercurio con alternative sicure, le linee guida forniscono una solida base tecnica per l’integrazione dei servizi essenziali di salute orale nell’assistenza sanitaria primaria. “L’assistenza sanitaria orale deve evolversi per sostenere la salute del pianeta”, ha detto la Dott.ssa Dévora Kestel, Direttrice AI del Dipartimento per le Malattie Non Trasmissibili e la Salute Mentale dell’OMS. Le linee guida individuano importanti lacune nella ricerca, in particolare per quanto riguarda l’efficacia a lungo termine e il rapporto costo-efficacia degli interventi, il monitoraggio dell’esposizione professionale e l’impatto ambientale dei materiali privi di mercurio.
Il Piano Globale d’Azione per la Salute Orale 2023-2030 è un piano strategico sviluppato dall’OMS per affrontare le sfide legate alla salute orale a livello globale. Ecco gli obiettivi chiave: Governance della Salute Orale, Risposta Nazionale Ambiziosa, Rafforzamento degli Sforzi per l’UHC, Obiettivi Specifici entro il 2030. Questo piano rappresenta un passo importante per migliorare la salute orale a livello mondiale e ridurre gli impatti delle malattie orali sulla popolazione. Le coalizioni internazionali tra OMS, FDI, EFP e partner cittadini sono presentate come fondamentali per realizzarlo e superare le disuguaglianze di accesso all’assistenza odontoiatrica.
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