
La parodontite è una patologia infiammatoria cronica che colpisce i tessuti di sostegno dei denti, tra cui gengive, legamento parodontale e osso alveolare. La malattia parodontale è un’infezione a eziologia multifattoriale, vale a dire che è causata da diversi fattori, primo fra tutti la placca batterica.
Con malattie parodontali si intende una serie di disturbi che causano gravi alterazioni ai tessuti che circondano e sostengono il dente: il parodonto, la struttura anatomica che comprende gengive, osso alveolare, cemento radicolare e legamento. La parodontite è una patologia infettiva causata da microrganismi (batteri) che aggrediscono le strutture di sostegno dei denti provocando una infiammazione cronica e degenerativa.
La parodontite è caratterizzata dalla formazione di “tasche”, ossia uno spazio, dove prima c’era il legamento parodontale, tra il dente e la gengiva. Profondità delle tasche parodontali (o gengivali): queste ultime sono spazi che si formano tra la gengiva e il dente a causa dell’infiammazione e della distruzione dei tessuti. La progressione della malattia porta alla perdita ossea: la parodontite può causare la distruzione dell’osso alveolare che sostiene i denti.
L’infiammazione delle gengive interessa i tessuti parodontali coinvolgendo anche l’osso alveolare ed è innescata dai batteri presenti nella placca dentaria. L’area contaminata dai batteri in caso di malattia parodontale è appunto quella del parodonto, che è costituito da tutti i tessuti che circondano il dente e lo mantengono attaccato al tessuto osseo.
Il fattore scatenante primario è il biofilm dentale, una pellicola batterica che si accumula sulle superfici dentali. Tra i batteri coinvolti troviamo il complesso rosso, composto da Porphyromonas gingivalis, Tannerella forsythia e Treponema denticola.
Leggi anche: Digrignare i denti: una guida completa
Il Fusobacterium nucleatum è associato al cancro del colon e al carcinoma orale. Questo batterio, specifico del cavo orale, è stato infatti trovato in quantità maggiore nei tratti di colon affetti da alcuni tipi di tumore, rispetto alla parte sana di colon o nel colon di soggetti sani. La parodontite può avere anche complicanze di tipo ostetrico‑ginecologiche, in quanto il F. nucleatum può infettare sia la vagina che l’utero.
L’infezione uterina da F. nucleatum è associata al rischio di parto pretermine, in quanto questo batterio è stato spesso ritrovato nel liquido amniotico e nella placenta di donne che hanno partorito prematuramente. Inoltre, studi di laboratorio, effettuati sui topi, hanno dimostrato questa correlazione.
Malattie cardiovascolari: infezioni croniche possono aumentare il rischio di infarto e ictus. Patologie polmonari: i batteri possono essere inalati nei polmoni, causando infezioni o peggiorando condizioni preesistenti. Complicanze della gravidanza: la parodontite è stata associata a nascite premature e basso peso alla nascita. Osteoporosi: la perdita di densità ossea può essere correlata alla parodontite.
I primi sintomi della parodontite includono gengive che sanguinano facilmente durante lo spazzolamento o l’uso del filo interdentale, alitosi persistente e gengive che appaiono arrossate e gonfie. I sintomi più comuni della malattia parodontale sono: sanguinamento delle gengive, ipersensibilità dentale al caldo e al freddo, dolore a denti e gengive, recessione gengivale e alitosi.
Benché il dolore non sia solitamente riportato fra i sintomi, può verificarsi in caso di infezione acuta di una o più tasche parodontali dove potrebbe accumularsi del cibo. Col progredire della patologia, anche il dolore può intensificarsi insieme alla presenza di sanguinamento e alitosi. Passata la prima fase acuta, si nota una retrazione delle gengive, che lasciano scoperti i colletti dei denti.
Leggi anche: Sensibilità Dentale: Sintomi e Trattamenti
In uno stadio avanzato della parodontite, i sintomi possono includere mobilità dei denti, spostamento dei denti, abbassamento significativo delle gengive, dolore alle gengive e sensibilità diffusa al caldo e al freddo. La mobilità dentale e la migrazione dentale sono segni di compromissione grave dei tessuti di sostegno.
Un ascesso parodontale è un’infezione localizzata nei tessuti che circondano i denti, caratterizzata dalla formazione di pus a causa di un'infezione batterica. Ha origine prettamente batterica e si manifesta soprattutto nei pazienti affetti da parodontite. Deriva dall’accumulo di batteri e detriti all’interno dei solchi gengivali, i quali portano alla formazione di tasche e all’infezione dei tessuti parodontali.
In presenza di un ascesso parodontale, le gengive appaiono gonfie, arrossate, caratterizzate da fenomeni di sanguinamento ricorrenti. I sintomi includono forte dolore gengivale, gonfiore, secrezione di pus, alito cattivo e sensibilità dentale. Con il passare dei giorni, se non trattata, è possibile notare l’acutizzarsi dei sintomi, fino ad avvertire gonfiore dei linfonodi del collo, difficoltà a masticare e a parlare.
La diagnosi inizia con un'accurata valutazione clinica. Il dentista raccoglierà un'anamnesi dettagliata del paziente, inclusi eventuali problemi dentali pregressi, sintomi attuali e stato di salute generale. Sebbene solo un dentista possa diagnosticare e determinare la gravità della malattia parodontale attraverso un esame completo e delle radiografie, ci sono segni e sintomi che possono aiutare gli individui a riconoscerne la gravità.
Per prima cosa, è bene accertare la natura dell’ascesso dentale in corso, attraverso radiografie intraorali della zona colpita. Il sondaggio parodontale è indispensabile per fare una buona diagnosi. Durante una visita dentistica, il dentista misura la profondità delle tasche gengivali con una sonda parodontale. Tasche più profonde di 4 mm possono indicare parodontite.
Leggi anche: come trattare il dolore alla mascella
La cura della parodontite richiede un intervento professionale, che sarà deciso dal dentista in base alla gravità del problema e alle caratteristiche del paziente. Solitamente, nei casi più lievi, possono essere sufficienti una seduta di igiene orale professionale e risciacqui con sostanze topiche disinfettanti, come la clorexidina.
La terapia per curare un ascesso parodontale, inizia con la somministrazione di antibiotici per via orale. In caso di dolore, è possibile abbinare alla terapia antibiotica farmaci antidolorifici, capaci di dare momentaneamente sollievo al paziente. Drenaggio: potrebbe essere necessario drenare l'ascesso per rimuovere il pus e alleviare la pressione.
Esistono diverse tecniche per il trattamento della parodontite:
Talvolta il curettage viene associato all’applicazione topica di antibiotico (come ad esempio metronidazolo), direttamente all’interno della tasca interessata dall’infezione. A seconda delle circostanze, inoltre, il dentista può valutare anche una cura farmacologica a base di antibiotici.
L’air polishing è una procedura avanzata per la rimozione del biofilm sopra e sottogengivale. Questa metodica offre diversi vantaggi: migliora il comfort del paziente, riduce il rischio di danni alle strutture parodontali e gengivali e favorisce la guarigione dei tessuti gengivali e parodontali.
Gli strumenti di air polishing utilizzano un flusso di aria compressa, acqua e particelle abrasive come bicarbonato di sodio, glicina, trealosio ed eritritolo. Polveri come glicina ed eritritolo, grazie alla loro finezza, sono meno abrasive e più adatte per il trattamento sottogengivale e gengivale. L’eritritolo è una molecola di zucchero che però non causa le carie, anzi attacca le pareti dei batteri.
| Polvere | Granulometria | Uso principale |
|---|---|---|
| Bicarbonato di sodio | 60-70 µm | Rimozione di macchie ostinate |
| Glicina | 18-22 µm | Trattamento delicato sottogengivale e gengivale |
| Eritritolo | 14 µm | Profilassi sottogengivale e antimicrobico |
| Trealosio | 30-65 µm | Proprietà antimicrobiche e versatilità |
La levigatura radicolare è un trattamento manuale fondamentale per eliminare i depositi di tartaro e lisciare la superficie radicolare. Combinata con l’air polishing, rende il trattamento delle tasche parodontali più efficace e confortevole, contribuendo a migliorare la salute delle gengive.
La prevenzione della parodontite è fondamentale per evitare l’insorgenza dei sintomi e prevenire il processo infiammatorio. Con alcuni accorgimenti è possibile proteggere la salute dei tessuti parodontali:
È importante riconoscere i segni precoci per intervenire preventivamente. In presenza di uno o più sintomi, è importante contattare un dentista per una visita di controllo. Un intervento precoce e un trattamento adeguato possono contribuire a prevenire il peggioramento della parodontite e preservare la salute dei denti e dei tessuti circostanti.
Secondo dati governativi, in Italia circa il 60% della popolazione è affetto da questa patologia in forme più o meno gravi. La malattia parodontale si manifesta in forma grave in circa il 10% dei pazienti in base alla diagnosi effettuata dal proprio dentista durante le visite di controllo per verificare la loro salute orale.
Secondo la Federazione Europea di Parodontologia, la malattia parodontale non riguarda solo la funzione masticatoria e l'estetica delle persone, ma provoca anche disabilità, conduce alla disuguaglianza sociale, riduce la qualità della vita e ha un impatto significativo sull'aumento dei costi per la salute pubblica.
La parodontite grave diventa complicata quando si verificano condizioni aggiuntive o fattori di rischio che ne rendono più difficile il trattamento e la gestione. Nel caso di parodontite grave e complicata, è essenziale rivolgersi a un parodontologo che valuterà se collaborare con altri specialisti, per sviluppare un piano di trattamento personalizzato e multidisciplinare.
Di fronte a uno o più di questi sintomi, è importante rivolgersi tempestivamente al dentista di fiducia per un controllo, così da evitare possibili complicazioni. Se sospetti di avere i sintomi della parodontite, contatta il tuo parodontologo per una diagnosi e un trattamento tempestivo.
tags: #cause #ectasia #parodontale
