
Lavorare sul miglioramento dell’estetica del sorriso può richiedere metodi e tecnologie differenti e sempre più all’avanguardia. Possiamo parlare di mock-up virtuale e mock-up reale o clinico. All’interno di quest’ultima categoria esistono, inoltre, altre due distinzioni specifiche: mock-up diretto e indiretto. L’immagine, così ritoccata rappresenta il nuovo sorriso del paziente. Si tratta dell’alternativa alla versione digitale di cui abbiamo appena parlato. Parte tutto da un’analisi digitale, che viene trasferita su un modello realizzato dal tecnico di laboratorio. Abbiamo già accennato alla possibilità di usare due diverse vie nel caso di mock-up reale.
mock-up indiretto. Viene studiato da un team composto dall’odontoiatra specialista in estetica dentale e dall’odontotecnico che insieme disegnano il nuovo sorriso del paziente dettato da nuove forme e colori. Questo progetto viene poi trasferito in un modello stampato con tecnologia 3D dall’odontotecnico. Da questa stampa si realizza una mascherina che permette di applicare il mock-up sui denti in modo provvisorio, dunque viene rimosso alla fine della seduta. Questo approccio è utile per valutare le possibilità terapeutiche.
mock-up diretto. È una simulazione fatta dall’odontoiatra direttamente in bocca. Può essere utilizzato, ad esempio, per un dente, due denti al massimo o per chiudere uno spazio. Consiste nella creazione, attraverso l’uso della cera su dei modelli, di calchi in gesso della bocca del paziente. È consigliato in ogni caso in cui va fatta una diagnosi precisa del progetto terapeutico. Oggi è possibile lavorare anche con un wax up virtuale, ovvero con un disegno del sorriso eseguito al computer anziché con la cera.
La ceratura diagnostica è sostituita da una scansione digitale, attraverso l’uso di uno scanner orale, della bocca del paziente. Nell'ambito di una riabilitazione protesica complessa, le fasi di comunicazione fra studio e laboratorio rappresentano dei momenti particolarmente delicati: un misunderstanding durante uno di questi passaggi può ripercuotersi in tutte la fasi di lavoro successive. Oggigiorno, dunque, l'attività clinica prevede, soprattutto se il caso è ritenuto complesso, la previsualizzazione del risultato finale, di modo da assicurare il pieno accordo con l'odontotecnico ed anche con il paziente.
Videos updated on Youtube by Dental Movies Ceratura diagnostica: ruolo dell'odontotecnico L'odontotecnico andrà dunque a realizzare la ceratura diagnostica del caso (in inglese wax up), che potrà facilmente evolvere in mock up, da far sperimentare al paziente in prima persona. Nella produzione della ceratura diagnostica, il tecnico dovrà seguire un processo preciso, in accordo con il clinico. I protocolli sono molteplici: qui viene ad esempio riportato quello proposto nel Facially Generated Treatment Planning. I modelli, una volta sviluppati, andranno posizionati in articolatore: per quanto riguarda il superiore, la posizione viene determinata attraverso un sistema di trasferimento orizzontale personalizzato o semipersonalizzato, ovvero un arco facciale.
Leggi anche: Parodontite: Scopri Come Diagnosticare la Malattia
Successivamente, si inserirà il modello mandibolare, la cui posizione riprenderà - tramite una cera di masticazione - quella della mandibola del paziente in relazione centrica. Da qui in poi, tutta la fase protesica sarà indirizzata sempre sulla relazione centrica. Sarà comunemente possibile osservare disallineamenti o inclinazione dei piani: la storia clinica del paziente può essere di dirimente importanza, soprattutto nel caso in cui siano presenti delle disfunzioni.
La fase successiva consiste nel primo passaggio della ceratura diagnostica vera e propria. Cominciando dal gruppo frontale superiore, per poi passare al corrispettivo inferiore, vengono individuati: inclinazione dell'aspetto vestibolare, posizione dei margini incisali - e, di conseguenza, orientamento del piano e lunghezza delle corone - linea mediana. Terminata la modellazione dell'aspetto labiale, si passerà al versante palatale. Nel complesso, al termine di questi due passaggi saranno già stati determinati gli spazi necessari alla cementazione del restauro, il grado di escursione consentito e la dimensione verticale.
Una volta completata la modellazione dell'intero settore frontale, si potrà passare a quello posteriore, cominciando dalle cuspidi vestibolari degli elementi superiori, per poi modellare le cuspidi, buccali e linguali degli inferiori. Saranno così individuabili il piano occlusale, la curva di Spee e la curva di Wilson e potranno essere stimati aspetti estetico-funzionali quale, ad esempio, il corridoio labiale. Aggiungendo infine agli elementi superiori le cuspidi palatali risulterà, così, completa la morfologia occlusale e si potranno infine determinare i contatti in massima intercuspidazione.
La ceratura diagnostica sarà quindi rifinita e sottoposta all'odontoiatra. Il Wax up, o ceratura diagnostica, ha la funzione di mostrare al paziente il modello tridimensionale della protesi ancor prima che venga realizzata. In questo modo si ha la possibilità di previsualizzare il lavoro finale evitando sorprese o incomprensioni. La ceratura diagnostica viene utilizzata soprattutto nei casi di riabilitazione protesica dei settori anteriori, ovvero faccette e corone dentali. Nello specifico la ceratura diagnostica consiste in un prototipo tridimensionale realizzato in cera e con le stesse caratteristiche della protesi finale.
Questo sistema, attraverso la scansione 3D delle impronte, consente di creare modelli digitali su cui poter lavorare e inserire le varie modifiche. In questo modo è possibile ottenere un notevole risparmio in termini di tempi e costi di produzione. Questo è quello che facciamo in Dental Class Service. Non solo, a tutto ciò Dental Class Service abbina anche materiali di altissima qualità e delle migliori marche, fra cui zirconio, disilicato di litio e numerosi polimeri dentali. Il laboratorio si affida anche a macchinari di ultima generazione, costantemente controllati e calibrati, e dispone di uno staff fortemente strutturato e professionale. Le cerature diagnostiche sono uno strumento prezioso nella fase di progettazione delle protesi dentali, poiché permettono di visualizzare in modo preciso il risultato finale estetico e funzionale della protesi stessa. Si tratta di un processo altamente artigianale, che richiede abilità e precisione nella lavorazione della cera dentale, materiale che permette di ottenere una modellazione accurata del dente o della arcata dentale da ricostruire.
Leggi anche: perché la consulenza dentale è fondamentale per la salute orale
In particolare, le cerature diagnostiche sono molto utilizzate nelle riabilitazioni protesiche dei settori anteriori, dove l’aspetto estetico riveste una particolare importanza. Ascoltare e comprendere le aspettative dei nostri pazienti è alla base del nostro lavoro. Al fine di fornire un’idea più chiara e precisa del lavoro che intendiamo effettuare, realizziamo la Ceratura Diagnostica. Si tratta di un prototipo tridimensionale in cera che presenta tutte le caratteristiche (forma, colore, dimensioni) che avrà la protesi definitiva. La ceratura diagnostica viene soprattutto utilizzata nei casi di riabilitazioni protesiche dei settori anteriori (faccette estetiche o corone in zirconia) per il grande impatto estetico.
Compilate subito il form e prendete un appuntamento con il dott. Innanzitutto è fondamentale avere un colloquio approfondito con il paziente, in modo da poter capire al meglio quale siano le sue aspettative e le sue richieste. Occorre avere una chiara idea del perché non si sente a proprio agio con la propria immagine e cosa si aspetta di ottenere. La piena comprensione reciproca nella fase iniziale è indispensabile per evitare fraintendimenti ed errate aspettative. Il passo iniziale è di fare delle foto al viso ed ai denti del paziente per avere un’immagine prima del trattamento e poter comunicare meglio con l’odontotecnico.
Da queste impronte, l’odontotecnico colerà dei calchi in gesso che rispecchiano la situazione dentaria e sui quali attuerà quella che viene chiamata “ceratura diagnostica“. In pratica, è un modello in cera del risultato che si vuole ottenere alla fine della terapia. Cos'è la ceratura diagnostica, perché quella digitale ha sostituito cera e spatola nel flusso moderno, e come si integra con mock-up, smile design e progettazione protesica CAD/CAM. La ceratura diagnostica è il punto di partenza di qualunque riabilitazione protesica seria: prima ancora di toccare un dente, simula la forma finale delle corone, dei fronti estetici o delle ricostruzioni occlusali. Se lavori senza ceratura diagnostica, stai progettando al buio.
La ceratura diagnostica (in inglese diagnostic wax-up) è una riproduzione tridimensionale delle forme protesiche ideali, realizzata prima di iniziare qualsiasi preparazione clinica. Il suo scopo non è puramente estetico: è uno strumento di pianificazione clinica. Secondo una revisione pubblicata su Journal of Prosthetic Dentistry (2022), la pianificazione pre-operatoria con wax-up - analogico o digitale - riduce significativamente il numero di rilavori protesici e migliora la predicibilità estetica nei casi di riabilitazione estetica anteriore.
Per decenni la ceratura analogica ha dominato il laboratorio. La resa qualitativa delle due tecniche è oggi equiparabile sui casi standard. Nella rete Dentra gestiamo digital wax-up da circa otto anni. Una delle lezioni più importanti che abbiamo imparato è che il vero vantaggio non è la velocità - i tempi dei due approcci, per un tecnico esperto, sono paragonabili. Il processo parte sempre dalla scansione dell'arcata del paziente - intraorale o da modello - che produce una mesh 3D precisa della situazione di partenza.
Leggi anche: Specializzazioni Odontoiatria Medica
Il mock-up è la trasposizione fisica del wax-up direttamente in bocca, generalmente in resina bis-acrilica o composito da ribasatura. Questo circuito "digital wax-up → mock-up → feedback → aggiornamento CAD" è la forma più avanzata di comunicazione protesica condivisa. Un errore frequente - soprattutto nei materiali di marketing - è confondere il digital wax-up con lo smile design. Lo smile design lavora su fotografie del paziente: sovrappone una simulazione 2D (o 2,5D) dei denti ideali all'immagine del viso, mostrando al paziente come potrebbe apparire il sorriso finale.
La ceratura diagnostica digitale è invece uno strumento tecnico tridimensionale: lavora sulle mesh dell'arcata reale, considera le dimensioni volumetriche, le guide occlusali, gli spazi interprossimali, i profili di emergenza. Nei flussi più avanzati, i due strumenti si integrano: lo smile design convince il paziente, il digital wax-up traduce quella visione in un progetto tecnico eseguibile. Non ogni caso richiede un wax-up completo. Nei casi di riabilitazione con aumento della dimensione verticale occlusale (DVO), il digital wax-up è l'unico strumento che permette di simulare con precisione la nuova posizione mandibolare prima di realizzare qualsiasi manufatto provvisorio.
Il digital wax-up non è solo una fase diagnostica: nei workflow moderni è il punto di origine dell'intero flusso produttivo. Per un caso estetico anteriore a 6 elementi, un tecnico esperto impiega tra le 2 e le 4 ore di lavoro CAD. Per casi più complessi - riabilitazioni full-arch o casi con problemi occlusali importanti - si può arrivare a 6-8 ore. No, è complementare. Il wax-up definisce le forme ideali; i provvisori testano quelle forme in bocca nel tempo. Sì, e questo è esattamente il modello che molti studi e laboratori senza risorse CAD interne adottano.
È sufficiente inviare il file STL dell’arcata (superiore, inferiore e morso), con una breve scheda di caso che descriva gli obiettivi estetici e funzionali. Sì, purché lo scanner esporti in formato STL o PLY standard - che è il caso di tutti i principali dispositivi in commercio. Sì. Il set-up digitale è usato principalmente in ortodonzia: simula il movimento dei denti verso la posizione finale. Il digital wax-up è uno strumento protesico: aggiunge volume sui denti esistenti per simulare restauri.
tags: #ceratura #diagnostica #odontoiatria #procedura #e #indicazioni
