
Una nuova bufera si abbatte sul settore dell’odontoiatria privata in Italia, e questa volta l’epicentro è la Sicilia. I prezzi dei servizi forniti, di molto inferiori alla media, hanno contributo alla popolarità dei centri odontoiatrici. Il meccanismo funzionava così: la finanziaria sganciava subito alla clinica i soldi richiesti per il trattamento, mentre il cliente si impegnava a ripagare il debito in rate mensili.
La clinica Doctor Dent di Mestre ha chiuso i battenti senza avvisare i pazienti, che ora si trovano con lavori lasciati a metà e finanziamenti ancora da pagare. “Ritrovarsi senza l’arcata superiore della bocca senza denti, con qualche impianto provvisorio e tanto dolore misto a rabbia, che si trasformano un denunce segnalazioni, querele, richieste di rimborso. Ecco la situazione che stanno vivendo in questo stesso istante molti pazienti della Doctor Dent, studio dentistico mestrino con sede in via della Montagnola che ha chiuso i battenti da un giorno all’altro, lasciando totalmente all’oscuro i numerosi pazienti”.
Ora ha chiuso i battenti all’improvviso un’altra clinica dentistica, la Sanident in via Settembrini 6, lasciando centinaia di pazienti milanesi senza informazioni. “Dopo alcune comunicazioni con le quali la società rinviava di volta in volta la riapertura - spiega Carmelo Benenti, presidente di Federconsumatori Milano - al momento i tentativi dei pazienti non hanno più riscontro”.
Le società fondano la loro sopravvivenza su alcuni elementi principali - si legge - prestazioni low cost che fungono da specchietto per le allodole per attirare i clienti; congrui anticipi da versare alle società prima di ricevere le cure; accensione di onerosi finanziamenti con società di credito al consumo (finanziarie), di solito per migliaia di euro. Il fallimento è spesso preceduto da un’impennata di proposte di interventi molto costosi e non sempre necessari, quasi tutti pagati in anticipo attraverso la promozione di strumenti finanziari. Così le società - conclude l’atto d’accusa della commissione - si garantiscono un’iniezione di denaro, con i debiti che ricadono sulle spalle dei pazienti ai quali, a quel punto, non resterà che vedersela con le finanziarie.
Non sempre chi ricorre all’Odontoiatra ha i soldi necessari per eseguire i trattamenti dentali richiesti.Ciò accade, soprattutto, quando ci si rivolge ad un Centro Odontoiatrico facente parte di una grande catena.Questi centri difficilmente eseguono piccoli lavori, ma attraverso tecniche di vendita collaudate, riescono a convincere i pazienti a sottoscrivere trattamenti e cure odontoiatriche altamente invasivi a prezzi allucinanti.
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Tutti questi centri hanno al loro interno delle Finanziarie convenzionate, che anticipano i soldi ai clienti, previa aggiunta di spese e interessi solitamente molto elevati. Finanziamenti che i clienti erano stati spinti a contrarre con società partner di Dentix, pagando così l’intervento a rate. Molti di loro hanno i contratti di finanziamento in corso - prosegue Benenti - e continuano a corrispondere le somme alle società finanziarie, senza che però le prestazioni collegate siano in tutto o in parte state effettuate.
In questi casi, purtroppo, il finanziamento deve essere pagato integralmente (per capitale, interessi e spese) alla finanziaria e, quindi, anche se il trattamento non è concluso e se sono stati causati danni.
Milano, 10 marzo 2026 - L’intervento ai denti si è rivelato un disastro, con indebolimento permanente dell’organo della masticazione e ingenti danni certificati da una consulenza, dovuti a scorretta infissione degli impianti e applicazione della protesti dentale, oltre all’asportazione erronea di due canini. Operazioni effettuate, tra l’altro, in assenza del consenso informato. Un caso approdato davanti alla Procura di Milano che, a seguito della denuncia presentata dal legale del paziente danneggiato, ha aperto un’indagine per il reato di lesioni colpose a carico dei responsabili di una catena di centri dentistici.
Non un caso isolato. Se le denunce in sede penale come questa sono più rare, sono sempre più frequenti le cause civili che riguardano danni provocati da dentisti, spesso in studi che attirano clienti promettendo interventi low cost. La situazione sarebbe stata aggravata dai rilevanti ritardi accumulati nei pagamenti ai fornitori e al personale medico, paramedico e amministrativo, con la conseguenza di rendere sempre più insufficienti sia il personale disponibile sia le forniture di materiali sanitari necessarie a garantire visite e trattamenti programmati.
La prima cosa da sapere è che il Dentista, quale libero professionista, contrariamente al Centro Odontoiatrico costituito nella forma della società, non è soggetto al fallimento, mentre il centro lo è. Pertanto, nel caso del singolo Dentista o dello Studio Odontoiatrico Associato, la chiusura dello studio non estingue l’obbligo del professionista di terminare il lavoro o di risarcire i danni arrecati.Anche il fallimento o la chiusura del Centro non estinguono le obbligazioni degli Odontoiatri che vi lavorano i quali rimarranno responsabili nei confronti dei pazienti. Ciò è molto importante, come vedremo tra breve.
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Nel caso, invece, del Centro Odontoiatrico è necessario verificare la forma sociale di costituzione.Se il Centro è stato aperto nella forma di una società di persone (per esempio snc o sas), alla chiusura non ci saranno problemi e si potrà procedere nei confronti dei soci, che sono illimitatamente responsabili per le obbligazioni sociali.In tutti i casi in cui il Centro abbia, invece, utilizzato la forma della società di capitali, difficilmente si riuscirà ad ottenere un risarcimento dal centro.Le società a responsabilità limitata (SRL), infatti, che sono la forma giuridica maggiormente utilizzata in questi casi, non consentono di agire nei confronti dei soci se non limitatamente alle somme da questi riscosse in base al bilancio finale di liquidazione.
Cosa succede se il Centro fallisce o chiude e le cure non sono terminate o se, peggio, i trattamenti odontoiatrici sono risultati essere stati incongrui e hanno causato dei danni? Il mio consiglio è di tenere sempre nota del nominativo dell’Odontoiatra (o degli Odontoiatri) che hanno eseguito i trattamenti, perché se il Centro chiude o fallisce, loro si sposteranno semplicemente presso un altro Studio o Centro e, come anticipato, si potrà procedere nei loro confronti (e delle loro compagnie di assicurazione) per ottenere non solo il risarcimento dei danni subiti, ma anche la restituzione di quanto pagato, pur non essendo stato versato a loro.
Questo deriva dai principi generali del diritto delle obbligazioni che considera solidale il rapporto con i debitori: Centro Odontoiatrico e singoli Odontoiatri sono tutti egualmente responsabili nei confronti dei pazienti e tenuti a risarcire tutti i danni causati.Ciò significa che ognuno di loro è responsabile per l’intero e non solamente per la sua quota di responsabilità.Poi, nei loro rapporti interni, regoleranno le poste versate in eccedenza alla propria responsabilità.
La denuncia arriva dall’associazione dei consumatori mestrina Adico, in questi giorni impegnata a raccogliere segnalazioni e denunce di quella che sembra una vera e propria truffa, con cittadini non solo lasciati con lavori odontoiatrici a metà, ma anche costretti a pagare finanziamenti per prestazioni non ricevute o anche, a loro parere, eseguite male. Adico sottolinea, infatti, come già nel 2022 aveva assistito alcuni pazienti insoddisfatti per i servizi ricevuti dalla clinica.
Sulla vicenda interviene anche l’Andi, Associazione nazionale dentisti italiani: “Nuovamente si evidenzia il rischio connesso alle attività odontoiatriche svolte da società commerciali nelle quali la parte economica prevale sulla componente dei professionisti. Quante volte dovrà ancora accadere questo fenomeno perché si possa finalmente mettere freno a questi scandali in cui il cittadino si trova improvvisamente senza tutele e senza alcun rimborso dei costi invano sostenuti?”, dichiara Carlo Ghirlanda, presidente nazionale Andi.
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“La nostra Associazione - aggiunge - segnala da anni questi gravissimi fenomeni perorando che l’attività societaria in odontoiatria sia solamente consentita alle Società Tra Professionisti (STP), sotto il controllo degli Ordini professionali. Ma finora i veti di tante parti economicamente interessate a mantenere i loro privilegi si sono opposte a questa scelta di rispetto per la salute dei cittadini.
“Da tempo sostengo, anche e soprattutto in Parlamento, che l’attività odontoiatrica debba essere esercitata esclusivamente da società tra professionisti iscritti all’Albo e in quanto tali con una deontologia da rispettare a tutela del paziente, non del Dio denaro - afferma in una nota il Senatore M5S Pietro Lorefice, Segretario di Presidenza del Senato -. Anche per Lorefice è necessario “riportare l’intero sistema sotto il controllo dei professionisti, altrimenti, lungi dal tutelare le persone, si continueranno a favorire le solite lobby e circoletti che lucrano anche in violazione dell’intoccabile diritto alla salute. Il diritto alla salute non è un bene che si compra su Amazon, è un diritto costituzionalmente garantito, e come tale deve essere tutelato. Il Parlamento ha il dovere di riaprire il confronto su questa materia e agire quanto prima.
Dopo la chiusura, a metà dello scorso anno, dei centri dentistici Visodent, che ha lasciato numerosi pazienti privi delle cure programmate, arriva una prima risposta giudiziaria. A renderlo noto è il Codacons Sicilia. La procura di Catania ha emesso l'avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di due indagati in relazione a oltre un centinaio di presunte truffe.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il proprietario e amministratore di fatto delle società Dental Italia Uno srl e Dental Italia Due srl, in concorso con l'amministratore di diritto delle due società, avrebbe continuato a proporre e a far sottoscrivere ai pazienti prestazioni sanitarie a pagamento pur essendo pienamente consapevole della progressiva incapacità delle società di adempiere alle obbligazioni assunte. La situazione sarebbe stata aggravata dai rilevanti ritardi accumulati nei pagamenti ai fornitori e al personale medico, paramedico e amministrativo.
La Procura di Catania ha aperto un'inchiesta ipotizzando il reato di truffa. Anche Federconsumatori Sicilia si è attivata, parlando di una vicenda che ricorda da vicino quella già vissuta all’inizio del decennio con gli spagnoli di Dentix.
Un percorso a ostacoli per cercare di riavere il denaro, strascichi in Tribunale che si dilungano per anni e ripercussioni anche sui dipendenti, tra stipendi arretrati e mancati versamenti di contributi. La situazione sarebbe stata aggravata dai rilevanti ritardi accumulati nei pagamenti ai fornitori e al personale medico, paramedico e amministrativo, con la conseguenza di rendere sempre più insufficienti sia il personale disponibile sia le forniture di materiali sanitari necessarie a garantire visite e trattamenti programmati.
Da ultimo, vista la rilevante responsabilità che assumono, consiglio a tutti i Dentisti di stipulare le migliori polizze possibili a copertura dei loro rischi professionali, avendo cura di evitare le polizze con franchigie troppo elevate e soprattutto le polizze con la clausola claims made.
| Problema | Conseguenze |
|---|---|
| Chiusura improvvisa di cliniche | Lavori incompleti, rate da pagare, accesso alle cartelle cliniche negato |
| Modello low cost con finanziamenti | Debiti per i pazienti, rischio di cure non necessarie o errate |
| Forme societarie SRL | Difficoltà di recupero crediti presso soci, riscossione limitata |
| Responsabilità degli odontoiatri | Possibilità di agire contro i singoli professionisti per risarcimento |
La trasmissione FarWest di Rai3 si è occupata dei centri odontoiatrici low cost che chiudono. FarWest, la trasmissione televisiva d’inchiesta di Rai3 condotta da Salvo Sottile, nella puntata di venerdì 17 ottobre si è occupata della questione delle cliniche odontoiatriche low-cost che chiudono lasciando i pazienti con le cure da terminare e, spesso, le rate del finanziamento da saldare. L’inchiesta è partita dal racconto di un paziente lasciato senza cure dalla clinica chiusa a Mestre (il titolare ne aveva accennato anche ad Odontoiatria33 quando lo intervistammo), per poi approfondire la vicenda della chisura cliniche siciliane Visiodent.
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