
Chi di noi infatti non ha mai desiderato un sorriso bianco e smagliante come quello di una star? Chi più chi meno, tutti ci siamo trovati di fronte allo specchio a osservare i cambiamenti del nostro sorriso. Le discromie dentali possono mettere in ombra il nostro sorriso in qualsiasi momento e le causes possono essere molteplici.
Lo sbiancamento denti è un trattamento odontoiatrico. Ha un obiettivo estetico, dal momento che viene richiesto dai pazienti per riottenere il colore naturale della propria dentatura. Il rimedio più efficace? Per prima cosa, prima ancora di agire sui denti con lo sbiancamento, è importante una buona prevenzione: non fumare, limitare il consumo di caffè, evitare bevande e alimenti troppo acidi o zuccherati.
Il trattamento professionale di sbiancamento dentale fa uso di una sostanza, il perossido di idrogeno (o perossido di carbammide), e di una luce a LED. Il principio attivo grazie al quale i denti diventano più bianchi, non è altro che, in sostanza, l’acqua ossigenata.
Lo sbiancamento dentale può essere eseguito in studio oppure a casa. In base alle specifiche esigenze si può scegliere la prima o la seconda opzione, oppure un trattamento combinato. La prima è lo sbiancamento eseguito all’interno di un centro dentistico, un dentista o un igienista dentale. Un trattamento che consiste nell’applicazione di un gel a base di acqua ossigenata, che, grazie all’esposizione a una luce LED, agisce sullo smalto e favorisce lo sbiancamento dei denti.
La seconda è lo sbiancamento domiciliare, che prevede l’utilizzo di mascherine realizzate su misura, da indossare ogni notte per il tempo indicato dal dentista. Si tratta di un kit per lo sbiancamento dentale che contiene due mascherine personalizzate e un gel dalla formula esclusiva brevettata, che garantisce l’effetto sbiancante in tempi brevi, e in modo indolore. Le mascherine sono create su misura dopo il primo consulto e i primi risultati sono visibili anche in meno di una settimana.
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Lo sbiancamento dentale a casa è eseguito impiegando la stessa tipologia di gel usati in studio, forniti dal dentista e applicati sui denti per mezzo di bite (mascherine in silicone). Il gel fornito per lo sbiancamento a casa è costituito dagli stessi principi attivi di quelli impiegati in studio, ma a concentrazioni ridotte. Il trattamento dura così a lungo perché la percentuale di perossido qui utilizzata è molto minore.
Prima di tutto viene eseguita un’analisi dei denti per valutare la situazione generale della bocca. In seguito, si applica un apribocca e un protettore per le gengive. Odontoiatra o igienista applicano un’apribocca necessario a esporre completamente la parte anteriore di entrambe le arcate e a mantenere le labbra lontane dai denti; applicano una barriera necessaria a proteggere le gengive dal gel sbiancante; applicano il gel sulla superficie esterna dei denti di entrambe le arcate.
Si applicano due piccole alette che servono a mantenere aperte le labbra. Viene applicato un gel di colore azzurro sulle gengive, che sono molto più sensibili dei denti e non devono essere sottoposte alle sostanze usate per lo sbiancamento. Si applica un gel rosso solo sulla parte esposta del dente, evitando i colletti ed eventuali lesioni. Il gel rosso viene “attivato” dalla luce con frequenze particolari.
Tramite una speciale lampada, viene proiettata una luce che agisce sul gel rosso, attivando un flusso di ossigeno che agisce sui prismi dello smalto rendendoli più luminosi (ma senza alterarli). Grazie a una fonte luminosa foto attivante (lampade speciali a LED o apparecchi laser specifici), il prodotto sbiancante libera ossigeno. L’azione combinata dei gel sbiancanti e delle lampade Uv innesca nel dente reazioni chimiche che scompongono le molecole delle sostanze causa dell’ingiallimento in composti facilmente eliminabili.
Il pacchetto domiciliare che è stato confezionato è costituito dal kit White Dental Beauty, contenente 4 siringhe di gel, e dalle mascherine in silicone, realizzate in laboratorio sulla base delle impronte rilevate in studio. Vengono, innanzitutto, rilevate le impronte delle due arcate, così da ottenerne due mascherine. Le due mascherine vengono indossate in un arco di tempo compreso tra le 7, 8 notti fino ad un massimo di 15 notti, in base all’effetto sbiancante desiderato.
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Il paziente deve mantenere la mascherina applicata ogni notte per almeno 2 settimane. Il materiale per eseguire la procedura domiciliare è fornito sotto forma di kit dallo studio odontoiatrico dopo aver illustrato al paziente le corrette modalità di utilizzo. I pazienti hanno anche la possibilità di optare per lo sbiancamento dei denti “a domicilio”.
L’effetto sbiancante dura in media uno o due anni, ma può variare a seconda delle abitudini e dello stile di vita del paziente. La durata dell’effetto dello sbiancamento è di esclusiva responsabilità del paziente e delle sue abitudini di igiene orale. Gli effetti dello sbiancamento non sono comunque permanenti e la durata media, con una buona cura della propria igiene orale, è di circa un anno.
| Modalità | Caratteristiche | Durata risultato |
|---|---|---|
| Sbiancamento in studio (LED/laser) | Gel ad alta concentrazione + lampada, risultati rapidi | 1-2 anni (variabile) |
| Sbiancamento domiciliare (mascherine) | Gel a bassa concentrazione, uso prolungato | 1 anno circa (con mantenimento) |
| Prodotti OTC (strisce, dentifrici, penne) | Effetto superficiale, efficacia limitata | Variabile e spesso temporanea |
Prima di procedere con qualsiasi trattamento è importante rivolgersi a un dentista per una visita di controllo. Bisogna infatti escludere problematiche quali carie, malattie parodontali (come la parodontite) o sensibilità dentale. Inoltre, è sempre meglio chiedere il consiglio di un professionista su eventuali prodotti da applicare.
La direttiva del Consiglio UE 2011/84/UE del 20 settembre 2011, ha limitato l’uso di prodotti sbiancanti e decoloranti a base di perossido d’idrogeno: solo dentisti e igienisti dentali possono utilizzare e fornire prodotti che contengono o sprigionano più del 0,1% di perossido di idrogeno. Prima di procedere allo sbiancamento bisogna assicurarsi che non siano presenti carie o altre fragilità nel cavo orale.
Le gengive possono irritarsi. Il perossido di idrogeno o di carbammide possono irritare l’apparato gengivale se vengono a contatto con esso. I denti aumentano la loro sensibilità. Agendo sui pori dello smalto e della dentina, il perossido di idrogeno aumenta la sensibilità del dente nel periodo immediatamente successivo allo sbiancamento. Questa sensibilità tende a risolversi spontaneamente e può essere gestita con prodotti specifici consigliati dal dentista.
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Ma è possibile sbiancare i denti, senza recarsi dal dentista? Esistono dei rimedi alternativi e fai-da-te? Purtroppo, non sempre questi metodi garantiscono la totale protezione dello smalto dei denti, e per questo vanno sempre usati con molta attenzione. Spesso, questi metodi richiedono l’utilizzo di prodotti acquistabili in farmacia o al supermercato, oppure si riferiscono presunti rimedi naturali per lo sbiancamento dei denti.
In commercio sono anche presenti kit composti da penne sbiancanti, i cui vantaggi risiedono nella semplicità d’utilizzo e nei costi relativamente ridotti. Tra i primi i più diffusi sono le white strips, ossia delle striscette adesive che contengono perossido di idrogeno (acqua ossigenata). Queste strisce adesive vengono posizionate sui denti e lasciate agire per qualche ora. Spesso però è difficile applicarle in maniera corretta coprendo perfettamente tutti i denti: consultare un dentista è sempre la soluzione migliore.
In commercio esistono anche dei dentifrici con presunte proprietà sbiancanti. Questi prodotti contengono al loro interno dei microgranuli, che svolgono una funzione abrasiva e che quindi permetterebbero di ottenere dei denti più bianchi. In realtà, però, lo sbiancamento è solo molto superficiale. In più, l’azione abrasiva potrebbe alla lunga danneggiare lo smalto.
Esistono poi anche delle penne sbiancanti per denti. Alcune contengono dei gel a base di pigmenti opacizzanti, che in realtà non esercitano una vera e propria azione sbiancante ma fungono da “sbiancanti ottici” e per questo la loro efficacia è molto limitata. Altre penne contengono invece perossido di carbammide, una sostanza che sarebbe meglio venisse usata solo dal dentista dato che potrebbe rovinare lo smalto.
Secondo alcune credenze popolari, madre natura potrebbe aiutare a rendere i denti più bianchi. È bene ricordare, però, che non sempre lo sbiancamento naturale può portare a dei risultati tangibili. Anzi, alcuni rimedi possono mettere a rischio la salute dello smalto dentale. Tra i metodi naturali di sbiancamento fai da te più diffusi c’è sicuramente il bicarbonato di sodio. Secondo questa teoria, sarebbe sufficiente strofinarlo direttamente sui denti o miscelarlo con un po’ di acqua o succo di limone per usarlo come un dentifricio. È importante, però, prestare attenzione: c’è infatti il rischio, soprattutto in caso di uso prolungato, che lo smalto dei tuoi denti possa essere danneggiato.
Per alcuni, sfregare una buccia di arancia o limone sui denti può aiutare a renderli più bianchi e lucenti. Anche in questo caso, però, ci sono dei rischi: l’acido del succo potrebbe intaccare lo smalto. Quindi, dopo aver utilizzato questo metodo, è sempre importante lavare accuratamente la bocca con acqua tiepida.
Altro rimedio della nonna noto da tempo è la salvia che, oltre ad essere un ottimo alleato contro l’alitosi, può essere usata come metodo sbiancante. Ti basterà strofinarla sui denti oppure usarla come ingrediente per dentifrici casalinghi. Se invece cerchi un metodo un po’ più “esotico” per rendere i tuoi denti più bianchi, potrai usare la radice dell’albero di Araak, pianta originaria del Medio Oriente chiamata tecnicamente Salvadora Persica. Ti basterà strofinarla sui tuoi denti in maniera non troppo energica per ottenere dei buoni risultati.
Dopo lo sbiancamento, per almeno ventiquattro ore, è consigliato evitare gli alimenti fortemente pigmentanti come caffè, tè, liquirizia, vino e barbabietole rosse, spinaci. Per mantenere più a lungo il risultato è utile seguire una corretta igiene orale, programmare controlli periodici e rispettare le indicazioni ricevute dal dentista dopo il trattamento. Anche il fumo di sigaretta è uno dei principali nemici dei denti bianchi.
Lavare i denti regolarmente, usare filo interdentale e dentifrici sbiancanti (con moderazione) può contribuire a mantenere il sorriso luminoso. La detartrasi è utile per avere denti più bianchi? È bene precisare, infatti, che gli effetti dello sbiancamento dentale non sono permanenti e possono durare da pochi mesi a circa tre anni: tale durata varia da individuo a individuo, nonché dalle abitudini e dallo stile di vita.
Il metodo migliore per lo sbiancamento dei denti risulta essere il trattamento con il laser, oppure il LED. I metodi di sbiancamento professionale assicurano ottimi risultati senza mai mettere a rischio la salute della bocca. È doverosa una premessa: prima di procedere con qualsiasi trattamento è importante rivolgersi a un dentista per una visita di controllo.
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