
Preparare un trofeo di cinghiale richiede precisione, rispetto per l’animale e conoscenza tecnica. In questa guida completa ti accompagneremo passo passo nella preparazione, dalla zona critica del colpo all’eviscerazione fino alla conservazione delle zanne, delle difese e del cranio, seguendo standard e buone pratiche per la conservazione di trofei ungulati.
Poste tutte le regole di base accennate per gli ungulati cacciati in selezione, quali il trasporto e la refrigerazione in cella, è importante sottolineare che le carni vanno ispezionate sempre con molta cura, possibilmente da parte di un tecnico. Importantissimo è evitare la preparazione di insaccati provenienti da animali non controllati per la trichinosi o trichinellosi. Non dobbiamo scherzare con questa malattia, è una zoonosi gravissima, causata da vermi cilindrici (Nematodi), appartenenti al genere Trichinella, che una volta ingeriti possono finire nell’intestino dove diventano adulti e incistarsi nei muscoli di moltissime specie animali. Dal mio punto di vista, le grosse squadre di cacciatori e le piccole in associazione dovrebbero dotarsi di un trichinoscopio per controllare tutti i cinghiali abbattuti.
Fin da subito dovremo porre particolare attenzione alla zona colpita, dove la presenza di ematomi e tessuti frammentati accelererà i processi degenerativi. Quindi, già durante l’eviscerazione sul campo è consigliabile asportare (almeno parzialmente) i tessuti distrutti ed insanguinati. Inoltre, se il colpo ha interessato i visceri è buona norma effettuare una pulizia sommaria dell’addome con carta o stracci. Personalmente eviterei di lavare la carcassa sul campo perché l’acqua, anche se pulisce superficialmente, può veicolare la diffusione di batteri.
Cominciamo dalla testa del cinghiale. Se in casa avete lo spazio adatto per lavorare tranquillamente, al ritorno della battuta portatela via intera, opererete meglio e recupererete così anche alcuni chili d’ottima carne. Poi con la dovuta cautela e con l’ausilio di una piccola accetta (o mannaia) e di un martello cercate di ridurre al minimo le porzioni d'osso, dividendo con dei colpi precisi le due coppie di zanne (coti e difese) longitudinalmente. Queste operazioni consentono di eseguire la bollitura in una pentola di piccole dimensioni, e la minore massa ossea, prendendo calore più rapidamente, favorirà meglio la fuoriuscita dei denti dalle loro sedi.
Non dimenticate che il segreto per non rovinare il trofeo e per mantenerlo integro nel tempo è lasciarlo “cuocere” il meno possibile. Per evitare separazioni e divorzi, visto il cattivo odore che genererà, sarà meglio non procedere con la bollitura nella cucina di casa vostra. Meglio farlo all’aperto, in un garage o in una cantina. Procuratevi una vecchia piastra elettrica e una normale pentola di alluminio che oltre a servirvi egregiamente per preparare il trofeo del cinghiale potranno tornarvi utili anche nel trattare i trofei di altri ungulati fino alla taglia di un daino adulto. Quanto tempo deve bollire un trofeo? Dai 30 ai 45 minuti. Il segnale per toglierlo dal fuoco ve lo darà la poca carne rimasta sulle ossa quando comincerà a staccarsi. A quel punto togliete mandibola e mascella dal fuoco e lasciatele raffreddare a temperatura ambiente, mai sotto un getto d’acqua fredda. Appena sarà possibile maneggiarle, potrete procedere all’estrazione vera e propria.
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Se avrete operato bene, con pochissimo sforzo oppure aiutandovi con un cacciavite medio, le coti si sfileranno semplicemente tirandole, mentre per estrarre le difese occorre più cautela. Dovrete spingere sulle punte affilate con un pezzo di legno, facendo molta attenzione a non ferirvi e a non romperle. In questo modo le difese dovrebbero scivolare nell’osso distaccandosi. A quel punto per estrarle sarà sufficiente prenderle con un paio di guanti da lavoro e tirarle indietro con forza. Può capitare che a volte non escano tanto facilmente ed allora è necessario spingerle di nuovo, il più a fondo possibile, e favorire l’estrazione tagliando con il seghetto la mandibola tra i canini e gli incisivi. Con un minimo di attenzione e con poca pratica, tutte le suddette operazioni sono più facili a farsi che a dirsi.
Una volta recuperate intatte tutte e quattro le parti che compongono il trofeo, dovrete rimuovere le radici interne e provvedere alla pulizia finale. Le zanne del cinghiale vanno pulite, ma NON SBIANCATE. E’ sufficiente strofinarle con una semplice spugnetta impregnata di sapone per ottenere un ottimo risultato. Per evitare che col tempo possano fesarsi è meglio riempire le parti cave con qualche sostanza particolare. Nel corso degli anni ho usato di tutto: cera fusa, Vinavil, stucco, resina, ma ultimamente mi sono trovato molto bene anche con del normale silicone trasparente. È incolore, inodore e può essere usato in seguito anche per fissare il trofeo sul suo scudetto di legno con le foglie di quercia in metallo.
Se si desidera una presentazione particolarmente pulita, una consultazione con esperti e una corretta conservazione garantiscono risultati estetici elevati senza danneggiare l’integrità dell’osso. È possibile valutare l’uso di resine o sigillanti specifici, sempre prestando attenzione all’evoluzione nel tempo e alle condizioni ambientali. Ricorda che una preparazione accurata non solo valorizza l’estetica, ma permette anche di partecipare a valutazioni ufficiali, come quelle del CIC, che premiano trofei eccezionali con medaglie di bronzo, argento o oro.
È fondamentale rispettare le norme riguardanti la trichinosi e la sorveglianza sanitaria degli ungulati abbattuti. Evitare la preparazione di insaccati provenienti da animali non controllati è una pratica sicura e consigliata. Inoltre, la gestione della carcassa deve prevedere pratiche igieniche adeguate per ridurre rischi di contaminazione. Prima di iniziare, verifica le leggi locali relative al possesso e alla conservazione di scheletri o parti di animali selvatici, nonché eventuali obblighi di denuncia alle autorità competenti.
La conservazione delle parti del trofeo può includere l’utilizzo di silicone trasparente o resina bicomponente per la stabilizzazione finale delle zanne e per fissarle su piastra o supporto in legno. Un buon montaggio richiede pazienza, documentazione fotografica dettagliata delle fasi e cura nel rimontaggio delle parti complesse. Per chi intende esporre, la scelta del supporto e della cornice è parte integrante della resa estetica del trofeo.
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In molte discussioni online si raccontano diverse metodologie: dalla bollitura controllata all’uso di Dermestes (insetti necrofagi) per la sminuzzatura di resti, fino a metodi di macerazione e seppellimento per crani di grandi dimensioni. Le esperienze variano per luogo, tempo disponibile e specie; la chiave comune resta la gestione attenta dei tessuti residui, la protezione delle strutture ossee e l’uso di leganti sicuri per la conservazione. Alcuni condividono anche l’opportunità di fotografare dettagli prima di rimontare, facilitando l’assemblaggio posteriore.
Preparare un trofeo di cinghiale richiede non solo abilità pratica, ma anche consapevolezza etica e legale. Il rispetto per l’animale e la trasparenza nell’esposizione delle tecniche sono elementi centrali per una comunità di appassionati responsabile. Nel mondo dei trofei, la precisione tecnica e la cura della conservazione determinano spesso la fiducia di collezionisti e istituzioni nelle valutazioni.
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