
La malocclusione è un importante fattore di rischio per il disturbo temporo-mandibolare, una serie di disturbi caratterizzati da disfunzione nella regione orofacciale che coinvolge l'articolazione temporo-mandibolare (ATM) e i muscoli della mascella. Negli ultimi anni è stata indagata più a fondo la relazione tra il sistema nervoso e quello stomatognatico, il quale comprende i muscoli della masticazione, l'articolazione temporo-mandibolare e il sistema dentario. L'obiettivo di questo articolo, in sostanza, è quello di individuare le eventuali connessioni che esistono tra la condizione nota come malocclusione dentale e i problemi neurologici.
Si parla di malocclusione dentale quando i denti dell'arcata superiore ed inferiore non solo allineati nel momento il paziente chiude la bocca. Se non curata adeguatamente, tale condizione può favorire l'insorgenza di malattie gengivali e di altre problematiche legate alla salute orale. Nei casi più gravi, per la risoluzione della problematica potrebbe essere necessario il ricorso ad un intervento chirurgico.
Esistono diverse tipologie di malocclusione, in particolare: Morso incrociato (cross bite); Morso aperto (open bite); Morso profondo (overbite); Overjet; Underbite.
Anche le cause della malocclusione dentale possono essere varie. Potrebbe esercitare un ruolo importante anche la genetica e, dunque, il fattore ereditario. Altre cause comuni sono la perdita dei denti, il bruxismo, i disturbi dell'articolazione temporo-mandibolare, tumori che colpiscono la bocca o la mascella, utilizzo prolungato del ciuccio nel periodo dell'infanzia.
Non è un mistero che le malocclusioni possano generare ripercussioni anche sulla salute mentale del paziente che ne è affetto. Alcuni studi avrebbero, ad esempio, dimostrato che chi soffre di malocclusione potrebbe, per motivi d'imbarazzo legati anche ad aspetti estetici, incontrare maggiori difficoltà nelle relazioni sociali.
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I problemi neurologici sono l'insieme delle condizioni che colpiscono il funzionamento del sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale) e il sistema nervoso periferico (nervi che si diramano dal midollo spinale). È possibile effettuare una ulteriore classificazione tra sistema nervoso somatico, responsabile dei movimenti volontari, e sistema nervoso autonomo, che regola i movimenti involontari. Il sistema nervoso regola le principali attività dell'essere umano (respirazione, sonno, deglutizione, movimenti ma anche il parlato, l'apprendimento, la memoria ecc.).
Esistono più di cento disturbi neurologici e non è questo il contesto adatto per elencarli e descriverli tutti. Alcuni disturbi neurologici sono più comuni o noti di altri, come il morbo di Parkinson, il morbo di Alzheimer, la sclerosi multipla, la sclerosi laterale amiotrofica, ecc.
La prima connessione tra sistema nervoso e stomatognatico è anatomica: i due sistemi hanno contiguità funzionale e strutturale. Il sistema nervoso regola l'apparato stomatognatico in vari modi, dalle ossa maxillo-facciali all’ATM, passando per lingua, bocca, polpa dentale e molte altre strutture.
Dal lato opposto, il declino o la perdita di alcune funzioni neurologiche può causare la comparsa di sintomi orali; dall'altro, anomalie nel sistema stomatognatico non sono la causa primaria delle patologie neurologiche, ma possono contribuire alla loro progressione. È quindi essenziale comprendere i potenziali collegamenti tra questi due sistemi per una diagnosi precoce e una prognosi migliore.
La sindrome di Down (trisomia 21) è una malattia genetica che può comportare ritardo mentale, disturbi dello sviluppo neurologico, deficit nella memoria e nelle capacità linguistiche, insieme ad un’ampia gamma di sintomi orali come parodontite, denti mancanti, denti malformati, bruxismo e malocclusione.
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La neurofibromatosi è un gruppo di malattie genetiche caratterizzate dalla formazione di tumori lungo i nervi; la forma NF1 può causare deformità facciali e disturbi orali tra cui malocclusione associata a lesioni intraossee nei tessuti duri (denti e mascella).
Il mal di testa è una condizione comune che può essere influenzata dalla malocclusione e dal bruxismo notturno, contribuendo a malintesi tensivi tra i muscoli masticatori. Tra i tipi di malocclusione, morso profondo, morso incrociato posteriore o inverso linguale e affollamento dentale inferiore sono stati identificati come potenziali fattori di rischio per mal di testa tensivo nei bambini e negli adolescenti.
Il linguaggio può essere compromesso dalla malocclusione: i denti e gli archi dentali contribuiscono alla produzione di suoni consonantici, bloccando e alterando il flusso d’aria; una malocclusione può compromettere l’articolazione e l’efficacia della fonazione. Il circuito neurale responsabile del controllo della lingua, della mascella, dei denti, delle labbra e di altri organi vocali deve essere finemente sintonizzato per parlare.
La malocclusione può influire anche sulla respirazione e sulla postura: una chiusura irregolare può provocare tensioni muscolari che coinvolgono collo, testa e spalle, con potenziali sintomi di cefalea, cervicalgia o dolore alla schiena. Inoltre, l’auspicabile difficoltà d’igiene legata all’affollamento aumenta il rischio di carie e malattie gengivali, che può influire indirettamente sulla salute generale e sul benessere neurologico.
Edward Angle, fondatore dell’ortodonzia moderna, ha classificato le malocclusioni in tre classi: Classe I (la relazione tra molari è corretta ma possono esserci problemi di allineamento), Classe II (mascella superiore protrusa o mandibola retrusa) e Classe III (prognatismo, mandibola avanzata rispetto alla mascella). La diagnosi precoce è fondamentale per impostare correttamente il percorso di cura.
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La chiusura irregolare tra arcate può dipendere da cause genetiche o da abitudini correlate allo sviluppo: succhiarsi il pollice, uso prolungato del ciuccio, respirazione orale, perdita precoce dei denti da latte o eruzione non guidata dei permanenti, traumi o fratture, o residui protesici che alterano i contatti.
Una valutazione ortodontica precisa comprende spesso modelli di studio o impronte dentali, stampati spesso sostituiti da scansioni intraorali digitali. L’ortodontista elabora un piano di trattamento personalizzato che può includere ortodonzia fissa, ortodonzia trasparente, ortodonzia intercettiva nei bambini e, in casi complessi, approcci gnatologici o chirurgia ortognatica.
Apparecchi fissi o mobili possono correggere l’allineamento; tra le soluzioni innovative, gli allineatori trasparenti offrono un’opzione discreta. Il bite notturno è utile sia per la gestione del bruxismo sia per la protezione dei denti durante il sonno. Le faccette dentali rappresentano una soluzione rapida per malocclusioni lievi; per malocclusioni gravi, la chirurgia ortognatica può essere indicata in combinazione con la fase ortodontica pre- e post-chirurgica.
Indipendentemente dal tipo di trattamento, la fase di contenzione è fondamentale per mantenere i denti nella nuova posizione, evitando recidive. La durata media di un trattamento ortodontico varia tra 12 e 36 mesi, a seconda della gravità e delle caratteristiche individuali.
Quando l’occlusione dentale è squilibrata, si crea una tensione muscolare che incide su collo, testa e spalle, con dolori cronici e cefalee. La schiena può presentare rigidità o dolore a causa di una cattiva postura correlata al disallineamento dentale. Inoltre, possono manifestarsi difficoltà di masticazione, problemi di pronuncia, carie e parodontopatie, acufeni, vertigini e otalgie in casi severi. Nei bambini e negli adolescenti, è stato rilevato un possibile legame tra malocclusione, postura e disturbi del sonno, inclusi russamento e apnee notturne, da valutare con percorsi dedicati.
La consapevolezza psicologica è un aspetto non trascurabile: una dentatura disallineata può influire sull’autostima e sulla fiducia nelle relazioni sociali, oltre a modificare l’espressione del volto. Le terapie disponibili includono ortodonzia fissa, ortodonzia invisibile, bite notturni, faccette dentali e, in casi estremi, chirurgia ortognatica. La scelta del percorso terapeutico tiene conto della funzione, dell’estetica e della serenità del paziente.
La visita iniziale è fondamentale per valutare la tipologia di malocclusione e definire se sia necessaria ortodonzia fissa o mobile, o altre opzioni come gli allineatori trasparenti. La collaborazione tra ortodontista, gnato- specialisti e medici è utile per personalizzare il percorso e facilitare la gestione quotidiana. Presso gli Ambulatori Odontoiatrici Gazzieri si utilizzano strumenti digitali come scanner intraorali e previsualizzazione digitale del sorriso per una pianificazione chiara e rassicurante.
La prevenzione e la gestione precoce sono decisive: l’ortodonzia intercettiva nei bambini, a partire dai 6-7 anni, può prevenire lo sviluppo di malocclusioni più gravi o correggere problemi scheletrici in crescita. La contenzione, sia fissa che mobile, è necessaria dopo la rimozione dell’apparecchio per evitare recidive.
Se si osservano uno o più segnali, è consigliabile consultare un ortodontista per una diagnosi accurata e un piano di trattamento adeguato. Una diagnosi tempestiva può migliorare significativi aspetti funzionali, estetici e di benessere generale.
| Categoria | Possibili sintomi | Cause principali | Trattamenti comuni |
|---|---|---|---|
| Segnali clinici | Denti disallineati, dolori ATM, cefalea | Genetica, abitudini | Ortodonzia, bite, faccette |
| Conseguenze sul sistema | Mal di testa, mal di schiena, disturbi del sonno | Disallineamento, tensione muscolare | Trattamenti multi-disciplinari |
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