
Diversamente dalle vocali, le consonanti per essere prodotte presuppongono, a un certo punto del canale espiatorio, un ostacolo. Tale ostacolo può comportare la chiusura del canale (occlusive), o il suo restringimento (costrittive). Una classe intermedia è rappresentata dalle affricate, cioè dal risultato della fusione di un’occlusiva con una costrittiva.
Le consonanti per essere prodotte presuppongono, a un certo punto del canale espiatorio, un ostacolo. Una consonante è sorda se le corde vocali al passaggio dell’aria restano in posizione rilassata; sonora, se le corde vocali vibrano toccandosi. È nasale se l’aria viene espulsa sia dalla bocca, sia dal naso; orale, se le fosse nasali vengono ostruite dal velo palatale.
Le affricate sono articolazioni doppie costituite da un’occlusiva dentale (/t/ o /d/) in cui la lingua, togliendo l’occlusione, non passa all’articolazione vocalica successiva, ma resta nella stessa posizione (quella, cioè, fricativo omorganico all’elemento occlusivo). La differenza, ad esempio, tra zia e cena, non è nel primo elemento, che è sempre /t/, ma nel secondo: la sibilante /s/ in zia (tsia); la sibilante palatale /ʃ/ (di scimmia) in cena (tʃena).
Tale ostacolo può comportare la chiusura del canale (occlusive), o il suo restringimento (costrittive). Le affricate, cioè dal risultato della fusione di un’occlusiva con una costrittiva, rappresentano una classe intermedia. Le affricate sono articolazioni doppie costituite da un’occlusiva dentale (/t/ o /d/) in cui la lingua, togliendo l’occlusione, non passa all’articolazione vocalica successiva, ma resta nella stessa posizione (quella, cioè, fricativo omorganico all’elemento occlusivo).
In lingue prive di affricate, per riprodurlo ove se ne senta la necessità, si usano dei gruppi grafici.
Leggi anche: Corone Dentali: Prezzi e Materiali
Le consonanti possono essere pronunciate con diversa energia articolatoria. Quindici consonanti si presentano sia tenui, cioè senza raddoppiamento, come ad. es. fato, sia intense, cioè con raddoppiamento, come ad. es. fatto. Sono le occlusive: /p/, /b/, /m/, /t/, /d/, /n/, /k/ (di cane, chiesa, questo), /g/; le costrittive: /f/, /v/, /s/, /r/, /l/; e le due affricate: /tʃ/ (di cena) e /dʒ/ (di gente, gioco).
Cinque consonanti hanno pronuncia solo intensa: le palatali [ʎʎ], [ɲɲ] e [ʃʃ], e le affricate alveolari [tts] e [ddz]. Esempi: figlio [fiʎʎo], bagno [baɲɲo], lascia [laʃʃa], pezza [pɛttsa], mezzo [mɛddzo]. Si pronunciano intense anche quando sono iniziali di parola preceduta da un’altra parola terminante per vocale: lo sciame [lo ʃ’ʃame], lo gnomo [lo ɲ’ɲɔmo], ecc.
Le affricate sorde hanno sempre avuto una pronuncia intensa in parole popolari, cioè provenienti dal volgo, come: pezza < PĔTTJAM, che è di origine celta; tenue, in parole dotte: nazione fino al XVI sec. si pronunciava tenue, poiché dal latino NATIŌNEM. Nelle affricate sonore la pronuncia è sempre stata intensa nelle parole di tradizione indigena, come nei grecismi: azoto, sinizesi.
Il punto non è imparare a memoria l’intero vocabolario e le derivazioni dal latino. Le regole sovraesposte dovrebbero servire proprio a scongiurare questo e i dizionari (che si chiamano così proprio perché indicano, o dovrebbero farlo, la dizione dei vocaboli) fanno il resto. Conoscere perché e in che circostanza una consonante raddoppia può aiutarci a evitare errori ortografici. Sapere che zio, zia, zie si scrivono sempre con una sola “z” anche se si pronunciano raddoppiate ha lo stesso scopo: evitare l’errore. E il miglior modo per evitarlo, è capirlo.
In questo articolo e nel prossimo, Jennifer J. Lowe ci accompagnerà alla scoperta della pronuncia e del suo insegnamento a studenti di tutte le età. Jennifer è un’insegnante e ricercatrice, titolare dell’omonima scuola di inglese con sede in provincia di Milano. Fa parte del network di ricercatori freelance del team Corpus Linguistics and ELT Research della Cambridge University Press.
Leggi anche: Estetica Dentale a Pistoia
Nell’ambito dell’insegnamento della lingua inglese c’è spesso la convinzione che quasi non valga la pena insegnare esplicitamente la pronuncia perché sembrano non esserci regole e comunque ci sono un gran numero di eccezioni; agli studenti viene semplicemente detto di non preoccuparsi e che prima o poi svilupperanno la pronuncia corretta. Sebbene sia indubbio che la pronuncia della lingua inglese abbia le sue complessità, vale decisamente la pena insegnarla. Se semplifichiamo la procedura, focalizzandoci su un numero ridotto di fondamenti accuratamente selezionati, sono sufficienti poche ore di insegnamento per ottenere ottimi risultati e la capacità degli studenti di comprendere, e soprattutto di produrre, i suoni della lingua inglese migliora notevolmente. L’insegnamento esplicito di questi fondamenti è di aiuto agli studenti di qualsiasi livello.
Quali sono questi fondamenti della pronuncia? 1. Insegnare agli studenti come utilizzare bocca, lingua, gola e voce (fonetica articolatoria) per produrre i suoni dell’inglese è molto efficace. Comprendere esattamente dove i suoni vengono prodotti (luogo di articolazione) e come sono prodotti (modo di articolazione) li aiuta a visualizzare movimenti che non sarebbero normalmente visibili. Naturalmente i suoni su cui conviene investire maggior tempo sono quelli che non esistono nella lingua nativa dello studente o che si pronunciano in modo differente. Ad esempio, mostrare agli studenti dove posizionare la lingua per pronunciare le consonanti inglesi /d/ e /t/, li aiuta a pronunciare in modo corretto questi due fonemi.
In Inglese, /d/ e /t/ sono consonanti alveolari (si pronunciano posizionando la lingua sulla porzione di palato appena dietro ai denti anteriori superiori) e non sono consonanti dentali (con la lingua appoggiata ai denti anteriori superiori) come in Italiano. Molti studenti non sono consapevoli di questa differenza e l’errata articolazione di /d/ e /t/ causa anche l’errata pronuncia del suono /ɪ/, in parole come “did” /dɪd/, che gli studenti tendono a pronunciare come se fosse “deed” /di:d/.
2. Le consonanti sonore, come suggerisce il nome, vengono prodotte utilizzando le corde vocali (se tenete una mano sulla gola mentre pronunciate queste consonanti, potete effettivamente sentire una vibrazione), mentre le consonanti sorde vengono prodotte lasciando fluire l’aria e muovendo parti della bocca senza utilizzare la voce. Essere consapevoli di tali differenze è molto utile quando si insegna la pronuncia di -ed nel simple past e nel participio passato di verbi regolari. Lo stesso principio vale per la pronuncia di -s nel plurale dei sostantivi e nella terza persona singolare dei verbi al simple present.
3. Se i vostri studenti condividono tutti la stessa lingua madre (L1), è utile mostrare loro non solo il trapezio vocalico per le vocali standard inglesi ma anche il trapezio vocalico delle vocali della loro lingua nativa, tenendo a mente che esistono differenze regionali.
Leggi anche: Trattamenti per la Carie Dentale
4. Un grafico fonemico (phonemic chart) può riassumere una grande quantità di informazioni. Quello nella figura 4, ad esempio, utilizza sfondi di colori diversi per mostrare le consonanti sorde, quelle sonore e la lunghezza delle vocali (lunghe o corte). Le coppie di consonanti sonore-sorde (i.e., p-b; t-d…) sono collegate da una linea orizzontale. Avere un grafico fonemico sempre a disposizione può essere molto utile, in modo da poter mostrare agli studenti le differenze tra i suoni ogni qualvolta abbiano bisogno di un chiarimento. Un’idea potrebbe essere quella di far stampare una tavoletta di plastica formato A4 con il grafico fonemico su un lato e il trapezio delle vocali sull’altro in modo per averla sempre a disposizione ovunque si vada ad insegnare.
Questi sono solamente alcuni elementi “tecnici” di base che è opportuno padroneggiare quando si insegna la pronuncia e ogni sforzo in questo senso sarà sicuramente ricompensato. A scuola vengono raramente insegnati principi di fonetica, ma se trovate il modo giusto per avvicinare gli studenti a questi pochi principi di base, potete star certi che risponderanno con entusiasmo e li troveranno veramente illuminanti.
La prossima volta ci occuperemo delle semiconsonanti, semivocali e dittonghi.
tags: #come #pronunciare #le #consonanti #dentali #in
