
Quando ci guardiamo allo specchio, una delle cose che valutiamo maggiormente è la bellezza del nostro sorriso. Ma da cosa dipende il grado di soddisfazione? Ai nostri pazienti sveliamo che uno dei segreti che maggiormente influenza la bellezza del nostro sorriso è nella nostra dentatura e nella sua struttura. Perché l’occlusione dentale c’entra con l’aspetto estetico del nostro sorriso?
Si parla di malocclusione dentale quando i denti superiori non si allineano perfettamente con quelli dell’arcata inferiore. Il rapporto tra i denti inferiori e quelli superiori dovrebbe essere come una scatola ed il suo coperchio: quando combaciano bene tra loro, la carico della masticazione è distribuita equamente su tutti i denti, senza pesare eccessivamente su singole zone delle arcate dentarie. Le forze dovrebbero concentrarsi maggiormente sui denti posteriori durante la chiusura, mentre gli anteriori dovrebbero avere un contatto leggero.
Una corretta occlusione dentale permette anche di parlare in modo adeguato. La relazione tra incisivi superiori e inferiori influisce, oltre che sull’estetica, anche sulla funzione masticatoria, sulla respirazione e sul benessere generale. In alcune situazioni comuni, malocclusioni non trattate sono correlate a dolore cervicale, mal di testa, acufeni e disturbi della funzione stomatognatica.
Le tipologie di occlusione non sono solo estetiche: la classe di Angle e le differenze tra morso profondo, morso incrociato, overjet e overbite hanno rilevanza diagnostica e terapeutica. Il sistema di classificazione delle occlusioni dentali più semplice prende in esame la relazione tra incisivi superiori ed inferiori, tra molari e tra mascellazione e mandibola.
La descrizione segue i principi di Angle:
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Altre definizioni utili includono:
L’apparato stomatognatico comprende la lingua, i muscoli masticatori, l’ATM (articolazione temporo-mandibolare) e le strutture ossee delle arcate. L’ATM è una diartrosi condiloidea doppia dotata di disco fibrocartilagineo (menisco) che separa la cavità articolare in due compartimenti: temporo-meniscale e mandibulo-meniscale. I movimenti mandibolari sono complessi e includono rotazione e traslazione dei condili in tre piani: sagittale mediano, frontale ed orizzontale.
La funzione e la forma si influenzano a vicenda: una funzione corretta favorisce uno sviluppo armonico della forma, e viceversa. La dinamica respiratoria, i muscoli masticatori, la lingua e le strutture facciali contribuiscono all’equilibrio occlusale. I movimenti di apertura, chiusura, protrusione, retrusione e lateralità sono eseguiti bilateralmente dai condili e dal sistema muscolo-skeletico; i movimenti di lateralità coinvolgono un condilo che ruota (condilo ruotante) e l’altro che esegue un movimento di traslazione (condilo orbitante).
Durante la visita, gli esami radiografici di denti, volto e cranio, insieme al controllo visivo della bocca, permettono di diagnosticare la presenza di malocclusione e di pianificare la terapia. L’analisi dei movimenti mandibolari, la registrazione dell’occlusione centrica e l’uso di articolatori consentono di riprodurre in laboratorio i contatti eccentrici tra i denti. L’analisi dei modelli è cruciale per definire la conformazione occlusale ottimale e garantire stabilità protesica durante la funzione masticatoria.
La diagnosi precoce è fondamentale, soprattutto in età evolutiva, per prevenire complicazioni funzionali ed estetiche. Una corretta occlusione facilita la pulizia dentale e riduce i rischi di carie e malattie gengivali, oltre a diminuire la probabilità di distress muscolari e problematiche dell’ATM.
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Per protesi ed edentulia, si presta attenzione a: determinare correttamente la relazione intermascellare orizzontale, analizzare la cresta alveolare residua e utilizzare un articolatore in grado di imitare movimenti mandibolari realistici. L’obiettivo è ottenere una occlusione bilanciata bilateralmente: contatti armonici dei denti posteriori durante i movimenti funzionali e parafunzionali, minimizzando lo spostamento protesico.
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I muscoli masticatori principali includono masseteri, temporali e pterigoidei interni ed esterni. Il massetere è fissato all’arcata zigomatica, il temporale al processo coronoideo della mandibola, e i pterigoidei regolarizzano i movimenti di protrusione e retrusione. Il digastrico contribuisce all’apertura, e i movimenti di adduzione e abduzione coinvolgono i pterigoidei interni e sterni, permettendo la funzione di triturazione del cibo.
La diagnosi delle malocclusioni si basa su: esame clinico, cefalometria, fotografie e impronte dentarie; lo studio del modello digitale o in gesso. Il trattamento dipende dall’età, dalla gravità e dalla componente scheletrica o dentale. Le opzioni includono ortodonzia intercettiva, espansori palatali, ortodonzia funzionale e chirurgie ortognatiche, con l’obiettivo di ripristinare funzione masticatoria, estetica e salute a lungo termine.
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