Criticità dei modelli in gesso in odontoiatria e vantaggi della scansione digitale

Lo scanner intraorale rappresenta una delle più importanti innovazioni nell’odontoiatria moderna. Lo scanner intraorale è uno strumento di ultima generazione utilizzato in odontoiatria per acquisire impronte dentali in digitale.

Perché l’impronta tradizionale presenta criticità

Per decenni, l'impronta dentale ha significato una sola cosa: un cucchiaio pieno di pasta viscoelastica inserito in bocca, da tenere ferma per alcuni minuti mentre il materiale indurisce. L’impronta tradizionale viene realizzata utilizzando un materiale morbido, come alginato o silicone, che viene posizionato in bocca all’interno di un supporto chiamato portaimpronta. L’utilizzo di elastomeri per la creazione di un'impronta delle arcate dentali del paziente richiede la permanenza del materiale in bocca per svariato tempo, a volte fino a 6 minuti.

Oltre al disagio del paziente, le impronte fisiche portano con sé limitazioni tecniche: il materiale può deformarsi durante la rimozione, il modello in gesso può presentare bolle o imprecisioni, il trasporto al laboratorio introduce ulteriori variabili. Le impronte tradizionali, che utilizzano materiali come alginato o silicone, possono essere soggette a distorsioni dovute a errori di miscelazione, movimenti del paziente o tempi di presa inadeguati. Questi fattori possono compromettere l’accuratezza dell’impronta, rendendo necessario ripetere la procedura.

Negli studi odontoiatrici, va considerato con attenzione che i modelli in gesso vengono manipolati spesso con guanti contaminati per tempi considerevoli durante cure implanto-protesiche e ortodontiche, e sono difficilmente decontaminabili. È noto che essi siano un serbatoio microbico, anche di speci resistenti: abbiamo dati preliminari che la contaminazione superficiale può essere anche decine di migliaia di volte più alta sui modelli in gesso rispetto a quelli in materiale in resina epossidica usati nelle tecnologie Cad-Cam.

Ai laboratori arrivano spesso impronte contaminate con sangue, oltre che con saliva e sangue occulto. Le impronte contaminate vengono conservate in sacchetti di plastica per ore e a fine giornata inviate al laboratorio; nel frattempo, l'ambiente umido favorisce la crescita microbica. Molti lavori indicano la difficoltà degli odontoiatri di scegliere una procedura di disinfezione delle impronte in favore del solo risciacquo, che ha efficacia incerta. Anche in assenza di sanguinamento gengivale, infatti, le impronte sono contaminate dalla saliva e persino le procedure di disinfezione con difficoltà raggiungono alcuni sottosquadri, come nel caso di impronte su impianti/transfer, o possono alterare le dimensioni dell’impronta.

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Ne consegue che è essenziale un’efficace comunicazione e collaborazione tra studio odontoiatrico e laboratorio odontotecnico per definire le procedure di pulizia e disinfezione idonee ad evitare alterazioni o danneggiamenti dei materiali trattati. Nei laboratori odontotecnici tradizionali analogici, le violazioni della prevenzione dell’infezione crociata sono molto frequenti e le contaminazioni più pericolose sono, oltre che nei modelli analogici, nella pomice e sulle frese di laboratorio.

Limiti tecnici dell’impronta tradizionale per protesi e protesi mobili

La realizzazione di protesi dentarie come corone, faccette o allineatori dentali e la progettazione di impianti o di apparecchi ortodontici non sarebbe impossibile senza una fedele impronta dentale. Tuttavia, in alcuni casi clinici l’impronta tradizionale rimane un riferimento valido, in particolare per arcate complete (edentulismo totale o quasi). Una protesi totale per avere ritenzione e stabilità necessita di un adattamento estremamente preciso della base alle aree di supporto edentule. In questo senso, l’impronta digitale, a differenza dei materiali da impronta, non riesce ancora a garantire da sola la realizzazione di protesi mobili congrue. La mancanza di compressione, unita alla mobilità dei tessuti molli e al possibile stiramento degli stessi specialmente nelle zone vestibolari, data la dimensione dei puntali degli scanner, determina errori nella scansione.

Come funziona lo scanner intraorale e quali vantaggi offre

Lo strumento è dotato di una telecamera ad alta risoluzione che cattura immagini dettagliate dei denti e delle gengive, producendo un’immagine tridimensionale delle arcate dentarie del paziente. Lo scanner intraorale cattura immagini dettagliate dell’interno della bocca tramite una piccola telecamera. Lo scanner intraorale è un dispositivo ottico che acquisisce migliaia di immagini al secondo dell'interno della bocca e le assembla in un modello tridimensionale digitale preciso.

La sonda viene guidata all'interno della bocca senza contatto fisico con i tessuti molli. Non ci sono materiali da mordere, nessuna pressione, nessun disagio. Non viene utilizzata alcuna pasta da impronta e non è necessario aspettare che un materiale si indurisca. La scansione di arcata singola richiede da 3 a 6 minuti. Una scansione di arcata singola richiede da 3 a 6 minuti. In meno di 5 minuti viene eseguita la scansione.

La punta contiene una sorgente luminosa e una videocamera ad alta risoluzione. Il processo è visibile in diretta sullo schermo: il dentista e il paziente vedono la bocca trasformarsi in un modello tridimensionale colorato in pochi minuti. Il file digitale risultante - un file STL o OBJ - viene trasmesso direttamente al laboratorio odontotecnico o alla fresatrice CAD/CAM in studio.

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Penna scanner intraorale in uso

Precisione, velocità ed efficienza del workflow digitale

La scansione intraorale 3D offre una precisione senza precedenti rispetto alle impronte tradizionali. Il modello digitale tridimensionale riproduce fedelmente ogni dettaglio della bocca, garantendo risultati ottimali per qualsiasi trattamento dentale. Le scansioni prodotte presentano alti livelli di precisione. Lo scanner consente, quindi, di ridurre i tempi di attesa.

Inoltre l’intero processo di scansione può essere completato in pochi minuti, riducendo notevolmente i tempi della visita. La scansione digitale è anche più efficiente in termini di tempo. Le immagini digitali possono essere immediatamente visualizzate e inviate al laboratorio odontotecnico. Questo consente di ridurre notevolmente i tempi di attesa per la realizzazione di protesi, corone e apparecchi ortodontici.

La scansione 3D è rapida. Comunicazione visiva immediata: Il modello digitale a colori viene mostrato subito al paziente sul monitor. La scansione intraorale 3D rimuove molte delle variabili associate con il metodo tradizionale, fornendo agli odontotecnici dati più precisi da utilizzare per i design.

Comfort del paziente e coinvolgimento

Uno dei principali vantaggi dello scanner intraorale è l’eliminazione della fastidiosa pasta per impronte. Questa sostanza, oltre ad avere un sapore sgradevole, può provocare nausea e disagio in molti pazienti. Con lo scanner intraorale, l’esperienza diventa molto più piacevole e rilassante. Il comfort del paziente è notevolmente migliorato con l’uso dello scanner intraorale rispetto ai metodi tradizionali.

Con lo scanner intraorale, i pazienti possono vedere immediatamente le immagini 3D della loro bocca sul monitor. Questo non solo migliora la comprensione del loro stato di salute orale, ma aumenta anche la trasparenza del trattamento. I pazienti possono visualizzare chiaramente le problematiche e comprendere meglio le proposte di trattamento. In molti Paesi, dentisti e ortodontisti sono obbligati ad archiviare e conservare i modelli fisici e le cartelle cliniche dei pazienti per anni; con le impronte digitali l’anatomia del paziente può essere salvata sul cloud o su un server locale, che richiedono molto meno spazio.

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Monitor che mostra modello 3D intraorale

Sicurezza, igiene e prevenzione delle infezioni crociate

L’odontoiatria digitale rivoluziona anche la prevenzione delle infezioni crociate: i modelli realizzati al Cad-Cam in resina epossidica presentano una contaminazione superficiale sensibilmente inferiore rispetto a quella dei tradizionali modelli in gesso. L’utilizzo delle tecnologie Cad-Cam ha tre vantaggi principali. Anzitutto una maggiore facilità nella prevenzione dell’infezione crociata. Ci sono poi indubbi vantaggi ecologici: riduzione dello smaltimento di materiali a rischio biologico, impronte e gessi inclusi; riduzione dell’utilizzo dei disinfettanti per le impronte tradizionali; riduzione costi ed emissione CO2 dovute al trasporto.

Con il flusso digitale si elimina il problema delle impronte contaminate, si evita la necessità della loro decontaminazione e del loro trasporto; inoltre, il processo produttivo deve controllare solo la contaminazione ambientale insita nel laboratorio e controlla più facilmente la contaminazione delle prove intermedie o dei modelli in resina epossidica. I manufatti protesici prodotti con tecnologia digitale (Cad-Cam) sono da considerarsi articoli semicritici e devono essere opportunamente detersi e disinfettati con un disinfettante idoneo di livello intermedio, secondo le indicazioni del produttore dei materiali protesici al termine della loro lavorazione.

L’odontoiatria e odontotecnica digitale riducono il rischio di infezione crociata perché si lavora a partire da file digitali, con procedure automatizzate e i modelli, prodotti con le stampanti 3D in stereolitografia laser, hanno bassa contaminazione. Quindi, il pericolo residuo si può verificare durante il solo trasferimento del manufatto ortodontico-protesico dal laboratorio allo studio odontoiatrico.

Integrazione con CAD/CAM, stampa 3D e produzione digitale

Nell’ultimo decennio, l’avvento del Computer Aided Design e del Computer Aided Manufacturing (CAD/CAM) ha portato allo sviluppo delle tecnologie digitali in odontoiatria e a nuovi flussi di lavoro. Gli scanner intraorali raccolgono dati STL per generare le immagini tridimensionali (3D) degli oggetti scansionati. Dopo la scansione, i dati anatomici dei pazienti vengono importati nel software CAD dentale o ortodontico per la pianificazione del trattamento e la progettazione di protesi, mock-up e modelli.

Le stampanti 3D sono comuni sia nei laboratori, sia negli studi, e possono produrre una varietà di applicazioni, tra cui modelli per allineatori e retainer termoformati, modelli diagnostici, dime chirurgiche, bite dentali, retainer, protesi di prova, vaschette per il bonding indiretto, protesi dentarie, restauri temporanei e permanenti e altro ancora. Per la realizzazione di un prodotto dentale, i modelli 3D vengono caricati sul software per la preparazione della stampa o CAM e quindi inviati a una stampante 3D o una fresatrice.

La progettazione e la produzione digitale aumentano la produttività dei tecnici e riducono il lavoro manuale, portando quindi a una produzione più semplice, a meno rielaborazioni e a una riduzione del tempo necessario per ciascuna unità. Le fresatrici e le stampanti 3D possono completare diversi progetti all’interno dello stesso lotto, operare senza supervisione e persino funzionare di notte, offrendo quindi la possibilità di aggiungere un turno di lavoro extra a costo zero.

Stampante 3D che produce modelli dentali

Ambiti di applicazione e limiti attuali

Lo scanner intraorale permette al dentista di raccogliere informazioni importanti sulla conformazione del cavo orale, eventuali patologie presenti e sulle abitudini del paziente (masticazione, bruxismo, ecc.). La scansione in 3D viene utilizzata per la realizzazione personalizzata di apparecchi ortodontici (per adulti e bambini) e per le protesi come le faccette dentali. Aiuta, inoltre, ad elaborare la documentazione del prima e dopo un trattamento.

La scansione facciale entra in gioco soprattutto quando il trattamento riguarda l’estetica del sorriso. Perché usarli insieme? La vera evoluzione non è solo “non fare più il calco”. Con lo scanner intraorale si ottiene il modello 3D della bocca; con lo scanner facciale si acquisisce il volto. In alcuni casi clinici, questi dati possono essere integrati anche con radiografie digitali o TAC 3D.

Tuttavia la risposta è: dipende dal caso clinico. Oggi gli scanner intraorali offrono risultati estremamente affidabili e precisi nella stragrande maggioranza delle situazioni. Allo stesso tempo, l’impronta tradizionale non è una tecnica da considerarsi “superata” in senso assoluto. Per arcate complete o protesi mobili estese, la letteratura indica che in alcune situazioni l'impronta fisica rimane un riferimento valido.

Criticità operative e raccomandazioni per l’uso sicuro degli scanner

Essendo una tecnica recente e in rapida espansione, ci sono alcuni aspetti critici. Le informazioni dei fabbricanti e le linee guida sul ricondizionamento della parte terminale degli scanner intraorali sono spesso bizzarre e/o lacunose; di fatto, ci espongono a una qualità della scansione in alcuni casi non ottimale per l’odontoiatra o ad obsolescenza veloce della parte terminale. Al momento, il ricondizionamento è totalmente manuale e vieta l'immersione in liquidi. Innanzitutto, bisogna seguire le indicazioni del fabbricante per non danneggiare la componente ottica e plastica.

In generale, dobbiamo fare molta attenzione ai prodotti usati per la disinfezione superficiale dei terminali, preferendo salviette in TNT impregnate di disinfettante, avendo cura nel confezionamento e nella pulizia della camera dell’autoclave e dei suoi controlli. I disinfettanti preferibili sono a bassa concentrazione alcolica, ampio spettro di azione, tempi di contatto brevi e che non provochino aloni. Da evitare quelli a base di aldeidi.

È indispensabile l’attuazione del Regolamento Europeo nr. 745/2017, che obbliga i produttori a fornire informazioni chiare e dettagliate per l’utilizzatore. L’utilizzo di apparecchiature ad alta tecnologia non può prescindere dall’intervento dell’uomo, soprattutto riguardo all’igiene. Rimane dunque il problema di come garantire un adeguato processo di pulizia e ricondizionamento dello scanner.

Impatto economico, formazione e transizione al digitale

Il processo di digitalizzazione delle procedure odontoiatriche e di laboratorio risulta ancora molto costoso e presenta una curva di apprendimento abbastanza ripida. Imparare ad utilizzare queste nuove tecnologie e strumenti richiede infatti un impegno importante soprattutto per gli odontoiatri più anziani. Tuttavia è innegabile che un flusso di lavoro digitale nel laboratorio odontotecnico porti con sé numerosi vantaggi sia da un punto di vista temporale che qualitativo.

La transizione all’odontoiatria e ortodonzia digitale non è necessariamente un processo immediato. Il miglior modo per iniziare è con i modelli di studio semplici. Questi sono i prodotti più semplici da stampare in 3D perché non richiedono un software di progettazione di terze parti per preparare un’impronta digitale per la stampa. Se stai considerando l’acquisizione di attrezzature di produzione come fresatrici o stampanti 3D, procurati sempre dei campioni prima di procedere all’acquisto.

Usando impronte dentali digitali è possibile ridurre i lunghi tempi di spedizione dei modelli fisici. Di conseguenza, i laboratori digitali possono servire i clienti in un’area geografica più ampia o specializzarsi in determinati prodotti. Le fresatrici e le stampanti 3D possono completare diversi progetti all’interno dello stesso lotto, operare senza supervisione e persino funzionare di notte, offrendo quindi la possibilità di aggiungere un turno di lavoro extra a costo zero.

Dimostrazione pratica di scansione intraorale e workflow digitale in studio

Applicazioni cliniche ed esempi pratici

La scansione intraorale 3D viene utilizzata per la realizzazione personalizzata di apparecchi ortodontici e per le protesi come le faccette dentali. In ortodonzia con allineatori - il modello 3D è il punto di partenza per la pianificazione digitale del movimento dentale e per la produzione degli allineatori trasparenti. I vantaggi delle impronte digitali si hanno anche qualora sia indicato un percorso di riallineamento dentario con tecniche ortodontiche con allineatori invisibili.

Il campo della pedodonzia trova un grande vantaggio nello scanner intraorale: lo scanner per impronte digitali restituisce immagini fedeli anche se il bambino si muove, perché basterà ripassare laddove le rilevazioni non risultino chiare, invece di dover ricominciare, come avverrebbe con un calco in gesso.

Con il CSF e il flusso digitale odontoiatrico, si ottengono protesi fisse di un’intera arcata più precise, stabili e confortevoli. Lo studio conferma che, con il CSF e il flusso digitale odontoiatrico, si ottengono protesi fisse di un’intera arcata più precise, stabili e confortevoli.

Conclusioni pratiche per lo studio e il laboratorio

  • L’odontoiatria digitale riduce i rischi di incertezze introdotte da fattori umani, fornendo una maggiore uniformità, accuratezza e precisione in ogni fase del flusso di lavoro.
  • La scansione intraorale 3D rimuove molte delle variabili associate con il metodo tradizionale, fornendo agli odontotecnici dati più precisi da utilizzare per i design.
  • L’adozione tecnologica richiede formazione e valutazione dei flussi di lavoro: prova il flusso di lavoro per alcune settimane prima di passare alla produzione a pieno regime.
  • Per la prevenzione delle infezioni crociate e per la qualità dei modelli, il flusso digitale offre vantaggi evidenti rispetto al processo analogico a base di gesso.
Elemento Impronta tradizionale Scansione digitale
Tempo di rilevazione Minuti con attesa per presa Pochi minuti (3-6 min per arcata)
Comfort paziente Spesso sgradevole, con rischio di conati Indolore, non invasivo
Precisione Soggetta a distorsioni e bolle Alta precisione, file STL/OBJ
Igiene Alto rischio di contaminazione, difficile decontaminazione Ridotto rischio di infezione crociata, file digitali
Archiviazione Modelli fisici ingombranti Archivio digitale su cloud/server

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