
Cari proprietari oggi vi parlo di una patologia del gatto molto invalidante ma allo stesso tempo molto sottovalutata: la stomatite cronica felina (in realtà il nome scientifico è gengivostomatite, abbreviata in FCGS).
La stomatite è una infiammazione cronica della mucosa orale e della gengiva. Può colpire tutti i gatti ma si manifesta in modo più precoce e grave nei soggetti di razza pura (Maine Coon, Siamese, Abissino, Persiano, Himalayano, Burmese) rispetto ai gatti comuni europei.
Il sintomo principale è il dolore più o meno intenso che si manifesta soprattutto quando tentano di alimentarsi. Un atteggiamento tipico del gatto affetto da stomatite cronica è quello di avvicinarsi al cibo e mangiare molto lentamente, oppure, esattamente all’opposto, molto più velocemente e senza masticare (per ridurre al minimo il contatto del cibo sulle parti dolenti). Alcuni gatti durante il pasto lanciano urla di dolore, smettendo temporaneamente di alimentarsi. Con l’avanzare della patologia si arriva all’anoressia, il gatto cioè smette di mangiare a causa del troppo dolore. Si nota bene l’infiammazione e la proliferazione della gengiva.
Oltre al dolore e all’anoressia altri sintomi sono: l’alito cattivo; il dimagrimento; la presenza di saliva (in alcuni casi abbondante) agli angoli della bocca; riluttanza a farsi accarezzare il muso; possono comparire disordini comportamentali (aggressività se accarezzati o la tendenza a nascondersi o a scappare dalla ciotola), cessano poi di eseguire la quotidiana pulizia attraverso il leccamento del pelo. La stomatite si presenta quindi con sintomi estremamente variabili, tutti però accumunati dalla difficoltà ad alimentarsi.
Quali sono le cause della stomatite cronica felina? A tutt’oggi, le cause di questa malattia non sono certe. Fino ad ora, sono stati chiamati in causa diversi agenti eziologici, tra cui i batteri della placca, virus (calicivirus, herpesvirus, virus della leucemia felina (FELV), virus dell’immunodeficienza felina (FIV), coronavirus). Attualmente, dato che nessuno studio ha dimostrato il coinvolgimento di un unico agente patogeno, la gengivostomatite viene considerata una patologia multifattoriale.
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Esiste una cura per la stomatite felina? Sono state tentate numerose terapie mediche (es. antibiotici, cortisonici, interferone, ciclosporine ecc), tuttavia non è ancora possibile individuare un’unica terapia efficace e duratura. La riduzione della carica batterica presente nel cavo orale rimane, comunque, uno dei punti basilari del trattamento. Ad oggi l’unico modo per controllare questa infiammazione gengivale verso i batteri della placca dentale è l’estrazione totale dei denti. Lo so che sembra una soluzione estrema, spesso voi proprietari la rifiutate convinti di poter trovare qualche cura alternativa ma quasi sempre ho visto arrendervi a questa inevitabile soluzione drastica. Di fatto solo l’assenza di denti non permette la formazione della placca riducendo quindi lo stimolo infiammatorio cronico.
Prima di arrivare all’estrazione totale dei denti si possono provare altre strade? Quando la stomatite è ancora agli stadi iniziali si può provare di correre ai ripari con detartrasi frequenti, una corretta igiene orale (molto difficile da applicare nel gatto), immunomodulatori e gel orali ad azione antibatterica. Dovete essere consapevoli però che non è detto che tutto questo funzioni. Un’altra possibilità terapeutica che si sta affacciando in veterinaria è l’utilizzo del laser per trattare la stomatite. Il principio del laser CO2 è quello di andare a sterilizzare le tasche dentali dove si annidano i batteri. Sono necessari più trattamenti in anestesia ma la laser terapia incomincia a essere una possibilità da prendere in considerazione e nella quale riporre molte speranze per il futuro.
Circa il 70% dei gatti trattati con l’estrazione completa o parziale degli elementi dentali, riesce a condurre una vita normale, senza necessità di altri trattamenti medici.
Le crocchette ipoallergeniche per gatti rappresentano una categoria alimentare specializzata, formulata specificamente per felini che soffrono di allergie e intolleranze alimentari. Il cibo ipoallergenico per gatti si basa su formulazioni che eliminano o limitano drasticamente gli allergeni più comuni. Le allergie alimentari feline possono manifestarsi attraverso sintomi cutanei come prurito, dermatiti, perdita di pelo, oppure disturbi gastrointestinali quali vomito, diarrea e flatulenza.
Il mangime ipoallergenico a base di proteine idrolizzate utilizza un processo che scompone le proteine in peptidi di piccole dimensioni, troppo piccoli per essere riconosciuti dal sistema immunitario come allergeni. Le formulazioni monoproteiche si basano su una singola fonte proteica, spesso poco comune nell’alimentazione felina tradizionale come anatra, cervo, coniglio o pesce specifici. Il pet food ipoallergenico mantiene un profilo nutrizionale completo nonostante le restrizioni ingredientarie. Molti prodotti sono arricchiti con prebiotici e probiotici per favorire l’equilibrio della flora intestinale, spesso compromessa nei gatti con problemi alimentari.
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Tra le opzioni citate si trovano linee come Exclusion Diet Hypoallergenic, Forza10 Regular Diet, Monge Adult Superpremium Monoprotein, Royal Canin V-Diet, Forza10 Gatto Umido Solo Diet, e altre soluzioni specifiche. La scelta deve essere guidata dal veterinario in base alle esigenze individuali del gatto e alle eventuali intolleranze o allergie testate.
La linea Forza10 è particolarmente specializzata in linee di alimenti medicali; la linea solo diet è composta prevalentemente da proteine animali e da un’unica fonte proteica. In conclusione è bene osservare sempre i nostri pelosi e non sottovalutare certi sintomi e comportamenti che possono essere un campanello d’allarme. La diagnosi tempestiva di un’intolleranza o allergia è sempre decisiva. Detto questo però, per fortuna oggi c’è molta più conoscenza a riguardo. Le intolleranze alimentari nei gatti sono sempre più comuni e possono influire notevolmente sul benessere del tuo felino, preoccupando i proprietari. Se il tuo gatto mostra segni di sensibilità alimentare, i croccantini ipoallergenici possono essere una soluzione efficace.
Quando possono comparire le intolleranze alimentari nel gatto? Le intolleranze alimentari nei gatti si verificano quando l’organismo non riesce a metabolizzare o digerire correttamente alcuni ingredienti. Questi sintomi possono sovrapporsi a quelli di altre patologie. Le intolleranze alimentari possono svilupparsi in qualsiasi momento della vita del gatto. Il sistema immunitario può identificare alcune proteine come minacce, scatenando reazioni allergiche. I gatti sono carnivori obbligati, progettati per digerire proteine e grassi animali, non carboidrati. I croccantini ipoallergenici sono alimenti formulati specificamente per gatti con sensibilità alimentari. Ipoallergenico: riduce il rischio di reazioni grazie a una selezione accurata degli ingredienti. Anallergico: elimina completamente gli allergeni.
Nel caso dei croccantini ipoallergenici, è fondamentale che la scelta sia orientata da un veterinario e che l’alimentazione sia accompagnata da controlli periodici per evitare carenze nutrizionali. Se desideri variare la dieta del tuo gatto senza compromettere il benessere, puoi integrare i croccantini ipoallergenici con altri alimenti ipoallergenici, mantenendo però alta la qualità e la completezza nutrizionale. Per proteggere il tuo gatto da reazioni allergiche o disturbi digestivi, è essenziale eliminare dalla sua dieta alcuni ingredienti comuni ma potenzialmente dannosi come sottoprodotti animali e cereali contenenti glutine, soprattutto in gatti sensibili. Leggi sempre le etichette e prediligi alimenti di alta qualità, realizzati con ingredienti naturali e specifici per le esigenze del tuo gatto.
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