
L’ipertensione colpisce dal 30 al 45% della popolazione adulta, oltre 20 milioni di persone in Italia, ed è tra le cause principali di mortalità per infarto e ictus. Allo stesso modo la parodontite riguarda oltre il 50% degli individui, più di trenta milioni nel nostro Paese e si associa ad un rischio più elevato di soffrire di pressione alta che, nei casi di parodontite grave, può addirittura raddoppiare - dichiara Nicola Marco Sforza, Presidente SIdP.
Sembra strano, vero? Eppure è tutto vero, e in questo articolo vi spiegheremo perché una buona igiene orale ed una buona prevenzione facciano bene non solo al vostro sorriso ma anche alla vostra pressione e al vostro cuore.
La parodontite è una malattia infiammatoria che colpisce le gengive e i tessuti di supporto dei denti. Oltre ai danni locali, questa infiammazione può diffondersi attraverso il sangue, alterando il funzionamento dell'apparato cardiovascolare.
È possibile che la parodontite contribuisca a causare l'ipertensione a causa dell'infiammazione non solo locale ma anche estesa a tutto il corpo (sistemica) legata alla malattia gengivale.
Abbiamo visto che la diagnosi di parodontite corrisponde a un aumento di 4-5 millimetri (mm) di mercurio dei valori pressori, spiega Francesco D'Aiuto.
Leggi anche: Come gestire il gonfiore dopo l'estrazione dei denti del giudizio
In aggiunta, è emerso che la parodontite da moderata a grave è associata a un rischio medio del 22% di soffrire di pressione alta; in particolare, chi soffre in modo grave di parodontite ha un rischio di ipertensione quasi del 50% maggiore.
L'infiammazione cronica della parodontite contribuisce alla disfunzione dell'endotelio, il rivestimento interno delle pareti dei vasi sanguigni, aumentando la rigidità di questi e riducendo la loro capacità di dilatarsi correttamente.
Le sostanze infiammatorie prodotte nelle gengive possono diffondersi nel sangue e compromettere la salute delle arterie.
I batteri della bocca entrano nel flusso sanguigno causando infiammazione in tutto il corpo e di conseguenza anche un processo ipertensivo.
Il rapporto di SIdP (Società Italiana di Parodontologia) e di SIIA (Società Italiana di Ipertensione Arteriosa) di uno studio su 100 pazienti ipertesi con malattia delle gengive, pubblicato sulla rivista High Blood Pressure and Cardiovascular Prevention, dimostra che la parodontite rende il tessuto endoteliale delle arterie meno elastico e quindi meno capace di adattarsi quando il cuore pompa, con un conseguente aumento della pressione arteriosa.
Leggi anche: "La Lingua Batte Dove Il Dente Duole": scopri di più
Lo studio riportato dal rapporto congiunto SIdP e SIIA ha considerato 100 pazienti ipertesi con malattia della gengive: 50 sottoposti a igiene sopra e sottogengivale cioè a pulizia profonda delle tasche e igiene orale professionale, e gli altri 50 del gruppo di controllo sottoposti solo a una semplice pulizia superficiale, spiega Davide Pietropaoli.
Trascorsi due mesi, nel gruppo test di igiene sopra e sotto gengivale, il trattamento parodontale ha determinato un beneficio di 11 punti in meno della pressione arteriosa, con un'efficacia maggiore del doppio della dieta iposodica.
La riduzione del 30% dell'indice di sanguinamento gengivale al sondaggio, ottenuta con terapia parodontale non chirurgica, abbassa di ben 11 punti la pressione arteriosa sistolica.
Un effetto favorevole con un'efficacia maggiore del doppio di una dieta anti-ipertensiva, bilanciata e povera di sale, che abbassa in media la pressione di 5 punti, ma resta fondamentale in aggiunta alla terapia farmacologica.
La malattia delle gengive (parodontite) associata ad un rischio elevato di soffrire di pressione alta e le cure odontoiatriche per controllare la parodontite potrebbero favorire migliori valori di pressione del sangue. Lo rivela la prima meta-analisi sull'argomento, un'ampia revisione dei dati scientifici di ben 80 studi clinici condotti in 26 paesi i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Cardiovascular Research.
Leggi anche: Servizi Intesa Sanpaolo: Riflessioni
Lo studio è stato coordinato dall'italiano Francesco D'Aiuto: abbiamo osservato una 'associazione lineare' tra indici di malattia gengivale e pressione alta - dichiara D'Aiuto - ovvero più era grave la parodontite, maggiore risultava il rischio di ipertensione per il paziente.
Lo studio di D'Aiuto ha considerato dati relativi a più di 250.000 individui, un'analisi approfondita di tutti gli studi clinici pubblicati ad oggi, che ha permesso ai ricercatori di ricavare i valori di pressione arteriosa di migliaia di persone così come i parametri di salute gengivale.
Ipertensione e parodontite condividono molti fattori di rischio: fumo, obesità, diabete e sedentarietà.
Inoltre, recenti evidenze sperimentali indicano che parodontite e ipertensione hanno una base genetica comune, in particolare in un vasto gruppo di geni importanti per il sistema immunitario a sostegno del fatto che dietro entrambe le patologie ci sia una condizione cronica infiammatoria.
Poiché la parodontite può essere un fattore di rischio per l'ipertensione, è essenziale includere la salute orale nella strategia di prevenzione cardiovascolare.
Cosa fare:
La diagnosi delle malattie parodontali è piuttosto semplice e precisa. Quando si incontrano tasche più profonde di 3 millimetri si parla di vera e propria tasca parodontale ed è importantissimo individuarla poiché ogni tasca diviene il luogo privilegiato di proliferazione batterica: viene dunque effettuato uno scaling, vale a dire la rimozione del tartaro che si trova sulla radice del dente.
Per diagnosticare, invece, l'ipertensione arteriosa, viene fatta la misurazione della pressione sanguigna in momenti e condizioni diverse e la diagnosi di ipertensione sarà confermata se i valori medi staranno in un determinato range.
Perché curare la bocca, specie la parodontite, può ridurre di ben undici punti l'ipertensione: una volta ancora la scienza conferma che se curiamo la nostra bocca possiamo curare anche il nostro cuore.
Questi risultati suggeriscono che i pazienti con parodontite dovrebbero ricevere informazioni riguardo il rischio, così come ad ogni paziente ci auguriamo vengano date idonee raccomandazioni sugli stili di vita, come la pratica di attività fisica e la sana alimentazione, per prevenire la pressione alta.
| Intervento | Effetto sulla pressione sistolica |
|---|---|
| Terapia parodontale profonda + igiene | -11 mmHg |
| Dieta iposodica | -5 mmHg (in media) |
| Assenza di trattamento parodontale | Rischio aumentato fino al 22% (moderata-grave) |
La strada farmacologica è ovviamente, sentito il parere del medico, da percorrere, ma da sola non basta: aggiungere una dieta anti ipertensiva, un cambiamento nel nostro stile di vita, e la cura dell'eventuale parodontite, si può definire la strategia complessiva più completa ed efficace nella lotta all'ipertensione.
Se in sovrappeso o obesi con ipertensione arteriosa e/o con parodontite, devono essere informati sul beneficio che la riduzione di peso può avere sulla riduzione della pressione arteriosa e sulla riduzione del rischio cardiovascolare e ricevere ad ogni visita le raccomandazioni per adottare una dieta sana e ad impegnarsi nell'esercizio fisico.
Non trascurare le tue gengive: proteggere la salute orale significa proteggere il cuore e il benessere generale.
tags: #dente #del #giudizio #e #pressione #alta
