Cause e trattamento della riassorbimento radicolare esterno e delle biforcazioni radiculari: approcci diagnostici e terapeutici

La patologia della biforcazione radicolare è una malattia batterica parodontale che interessa i denti con più radici e che quindi presentano appunto delle biforcazioni. La diagnosi è facile poiché la biforcazione si lascia sondare dal dentista più o meno profondamente. Talvolta l’infezione recede spontaneamente per un periodo più o meno lungo (mesi) magari con l’ausilio di antibiotici per bocca e applicazioni locali di gel a base di clorexidina. La terapia efficace è esclusivamente chirurgica ed endodontica (cura canalare) a seconda dei casi, a patto che non sia in stato troppo avanzato e che sia in un’area facilmente pulibile. Esistono naturalmente anche cure conservative che prevedono o l’eliminazione del tunnel con materiali vari o addirittura la sua accentuazione per agevolarne la pulizia perfetta; unico vero rimedio per evitare recidive.

Cause principali del riassorbimento radicolare esterno

Le cause del riassorbimento radicolare esterno possono essere molteplici, e in alcuni casi il processo può essere innescato da una combinazione di fattori:

  • Traumi o lesioni dentali: un trauma diretto, come un colpo al dente, può danneggiare la radice e innescare il riassorbimento.
  • Infezioni (ascessi dentali): un dente infetto può estendersi alla radice causando un processo infiammatorio che favorisce il riassorbimento del tessuto osseo circostante.
  • Trattamenti ortodontici: apparecchi ortodontici possono esercitare una pressione eccessiva sulle radici dei denti.
  • Presenza di cisti o tumori nelle vicinanze di un dente: possono esercitare una pressione sulla radice, stimolando il riassorbimento.
  • Trattamenti endodontici non eseguiti o perforazioni durante procedimenti canalari: compromettono l’integrità radicolare e favoriscono riassorbimenti.
  • Fattori genetici: in alcuni casi il riassorbimento radicolare esterno può essere legato a predisposizioni genetiche.

Tipi di riassorbimento radicolare

Riassorbimento radicolare esterno: si colloca a livello della superficie esterna della radice (cemento e dentina). È il tipo più comune e spesso correlato a traumi, ortodonzia, infezioni parodontali o trattamenti parodontali. Riassorbimento interno: inizia dagli odontoblasti della polpa dentale e procede dall’interno verso l’esterno, può essere causato da danni pulpari o processi infiammatori sulla polpa. Esistono inoltre riassorbimenti sostitutivi o di osso, ove la radice viene progressivamente sostituita da tessuto osseo.

Riassorbimento esterno: diagnosi e gestione

La diagnosi può essere fatta con radiografie periapicali e, in caso di dubbio sull’estensione o sulla natura interna/esterna, con CBCT (tomografia computerizzata a fascio conico) per delineare l’estensione del difetto e la sua relazione con l’osso circostante. L’approccio ideale prevede:

  • Diagnosi accurata tramite esame clinico e imaging, con CBCT quando necessario.
  • Strategie di trattamento basate su localizzazione, estensione, vitalità della polpa e condizioni generali del paziente.
  • Nei riassorbimenti esterni infiammatori, talvolta la rimozione endodontica della polpa o terapia endodontica combinata con interventi chirurgici può arrestare il processo.
  • Nei riassorbimenti sostitutivi legati a traumi o reimpianti, la prognosi è meno favorevole e la terapia mira a prolungare la sopravvivenza del dente; in casi estremi, estrazione.
  • Nei riassorbimenti interni l’approccio di elezione è la terapia endodontica ortograda per interrompere l’infiammazione e sigillare la cavità di riassorbimento; l’uso di materiali bioceramici migliora l’adesione e la guarigione.

Trattamenti e strategie per i riassorbimenti radicolari

Le principali opzioni di trattamento includono:

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  • Chirurgia con riparazione esterna del difetto, con o senza trattamento endodontico.
  • Riparazione interna per via ortograda (endodonzia interna) o approcci combinati.
  • Nei casi gravi, estrazione del dente e possibile riabilitazione sostitutiva.
  • Reimpianto intenzionale in casi selezionati per riparare difetti non raggiungibili con tecniche tradizionali.

La diagnosi precoce e l’approccio proattivo possono fare la differenza fra conservazione e perdita del dente. I materiali bioattivi sono utili per promuovere la guarigione dei tessuti mineralizzati, soprattutto in contesto di comunicazione con il parodonto, permettendo un approccio più conservativo.

Esempi e casi tipici

  1. Riassorbimento esterno cervicale (RCE): si sviluppa nella zona cervicale del dente, al di sotto dell’attacco epiteliale; può essere asintomatico nelle fasi iniziali e raggiungere eventuali terzi della radice se non trattato. L’accessibilità della lesione e l’utilizzo del microscopio operatorio sono cruciali, insieme all’uso di acido tricloroacetico, ipoclorito di sodio e medicazioni a base di idrossido di calcio per “disattivare” le lacune clastiche.
  2. Riassorbimenti interni: richiedono di solito una terapia endodontica ortograda mirata a interrompere l’infiammazione e sigillare permanentemente la cavità.
  3. Riassorbimenti esterni infiammatori: la rimozione dell’endodonto può talvolta arrestare il processo; se la lesione è estesa, si ricorre anche a procedure chirurgiche e rigenerazione tissutale.

In casi particolari, come traumi dentali recenti con riassorbimento infiammatorio, una gestione precoce con trattamento endodontico e medicazioni idrossido di calcio può arrestare la progressione e consentire la conservazione dell’elemento dentale, con follow-up radiografici regolari.

Riassorbimenti radicolari: prospettive cliniche etiche e diagnostiche

La diagnosi corretta e una comunicazione chiara tra odontoiatra e paziente sono elementi chiave per una prognosi accurata e una scelta terapeutica calibrata. L’imaging radiografico tradizionale è utile, ma CBCT offre una valutazione più affidabile di estensione e relazione con il parodonto; ciò consente di distinguere tra riassorbimento interno ed esterno e di pianificare una strategia mirata. L’approccio multimodale, con endodonzia ortograda, chirurgie e tecniche rigenerative, è spesso necessario per ottenere risultati chirurgici e conservativi ottimali.

Riassorbimenti: ruolo della prevenzione e dell’igiene

La prevenzione è fondamentale per minimizzare i riassorbimenti e le recidive. Uno spazzolamento regolare e accurato due volte al giorno, visite di controllo periodiche e igiene orale professionale consentono di ridurre carie, infezioni parodontali e traumi che possono innescare processi riassorbitivi. In caso di problemi, consultare tempestivamente il dentista per una diagnosi precoce e un trattamento mirato.

La salute parodontale è strettamente collegata al rischio di riassorbimento radicolare: la gengiva e l’osso di supporto devono rimanere intatti per mantenere la stabilità dentale. Se si osservano recessioni gengivali o tasche parodontali, è necessaria una terapia causale meccanica e, quando indicato, una copertura della radice tramite innesto di tessuto gengivale o lembi mucogengivali per ridurre sensibilità e proteggere la superficie radicolare.

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Ruolo dell’igiene e della prevenzione

La prevenzione delle patologie correlate alle biforcazioni e ai riassorbimenti passa principalmente da:

  • Controlli dentistici regolari e igiene orale professionale;
  • Educazione all’igiene domiciliare, tecnica di spazzolamento corretta e uso di strumenti interdentali;
  • Riduzione dei fattori di rischio come l’eccesso di zuccheri e abitudini alimentari che favoriscono la carie e l’infiammazione parodontale.
Immagine CBCT di riassorbimento esterno cervicale
Schema delle tipologie di riassorbimento radicolare: interno vs esterno

Riferimenti e orientamenti diagnostico-terapeutici

La diagnosi e gestione dei riassorbimenti radicolari richiede un approccio multidisciplinare, con endodonzia, parodontologia e, se necessario, chirurgia orale. L’uso di tecniche avanzate, strumenti microscopici, irrigazioni attivate e materiali bioceramici può aumentare le probabilità di successo nel controllo dell’infezione e nel mantenimento dell’elemento dentario.

Video esplicativo: diagnosi e trattamento dei riassorbimenti radicolari

Conclusioni operative per il clinico

Diagnosi precoce, valutazione accurata dell’estensione del riassorbimento e scelta di una strategia terapeutica personalizzata sono i cardini per ottenere buone prognosi. L’endodonzia ortograda rimane la via maestra, purché la lesione sia trattabile e la diagnosi sia tempestiva; i riassorbimenti interni richiedono interventi endodontici mirati, mentre quelli esterni possono richiedere approccio combinato chirurgico-endodontico. Nei casi più complessi, l’estrazione resta una opzione ragionevole per preservare la salute generale del paziente.

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