
La rigenerazione ossea dentale è una procedura chirurgica utilizzata in odontoiatria per ricostruire l’osso mascellare o mandibolare perso nel tempo a causa di traumi, malattie parodontali, estrazioni dentarie complesse o edentulia prolungata. È una tecnica chirurgica per ricostruire l’osso andato perduto dopo l’estrazione di uno o più denti. La rigenerazione ossea è una delle nuove tecniche chirurgiche di implantologia dentale per mettere i denti fissi ai pazienti che soffrono di edentulia parziale o totale.
Quando mancano uno o più denti, la soluzione più comune ed efficace è l’implantologia dentale. Un dente perduto può essere sostituito da un impianto dentale. L’impianto è generalmente una vite di titanio inserita nell’osso che fa le veci di una radice dentaria sulla quale può essere costruito un dente che sostituirà quello perduto. Unico limite dell’implantologia è la necessità di osso sufficiente per una buona stabilità dell’impianto. Gli impianti dentali necessitano di tessuto osseo, ma non sempre questo ha un volume sufficiente.
La perdita ossea dentale può manifestarsi in vari modi nel corso della vita di una persona. La prima causa di riduzione del volume osseo dei mascellari è la perdita dei denti. Ogni volta che un dente viene perduto si innesca una sequenza di eventi biologici che determinano una progressiva ed inarrestabile perdita di osso. Uno degli elementi principali alla base del riassorbimento osseo è la perdita dei denti. Già quando un dente o il tessuto che circonda il dente è malato (e comincia ad essere mobile) la reazione dell’osso circostante è il riassorbimento.
La perdita di volume dell’osso mascellare o mandibolare è una condizione piuttosto comune, spesso causata da malattie parodontali, traumi o precedenti estrazioni dentarie. Alcuni impianti, anche dopo anni di funzione, possono essere colpiti da perimplantite, ovvero una complicanza che porta al riassorbimento dell’osso che li sostiene. Anche la nostra dieta e la nostra salute generale giocano un ruolo: una dieta povera di calcio e vitamina D può compromettere la salute ossea, e alcune condizioni mediche, come l’osteoporosi, possono influenzare la densità ossea della mascella.
Rigenerazione ossea è un termine generico con il quale si indicano una serie di tecniche chirurgiche (anche molto diverse l’una dall’altra) che hanno, però, come obiettivo comune il ripristino (parziale o totale) dei volumi ossei perduti. Le tecniche chirurgiche di rigenerazione ossea sono numerose e ciascuna tecnica è indicata per uno specifico deficit osseo.
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Le tecniche includono anche soluzioni alternative quando la rigenerazione non è possibile: l’implantologia tilted si basa sul concetto che per “aggirare” le aree senza sufficiente osso si possano utilizzare degli impianti più lunghi posizionati in maniera inclinata (tilted), in modo tale da “ancorarsi” in aree con osso sufficiente. L’implantologia iuxtaperiostea è costituita da un’ampia e sottile lamina di titanio che come un guanto ”abbraccia” la regione ossea che si vuole protesizzare.
Il materiale d’innesto è ciò che fisicamente ripristina il volume mancante. I materiali di innesto utilizzati sono diversi e nel tempo il loro utilizzo e le loro caratteristiche sono cambiate.
| Tipo | Origine | Caratteristiche |
|---|---|---|
| Osso autologo | Prelevato dal paziente | Considerato il gold standard per biocompatibilità e alta percentuale di integrazione |
| Osso omologo | Donatore umano (banca dei tessuti) | Buone caratteristiche fisiche, manca di elementi biologici attivi |
| Osso eterologo | Origine animale (bovina, equina, porcina) | Struttura simile all’osso umano, privo di elementi biologici attivi |
| Osso alloplastico (sintetico) | Materiale sintetico | Generalmente idrossiapatite e fosfati di calcio; riproduce caratteristiche fisiche dell’osso |
L’innesto osseo viene sempre protetto da una membrana, che impedisce alle cellule gengivali di svilupparsi al di sopra dell’innesto. Questa tecnica prevede l'applicazione di un innesto osseo particolato, composto da osso sintetico e osso biologico (proveniente da animali, prelevato dallo stesso paziente o da un donatore), al di sotto di una membrana progettata per essere riassorbita dai tessuti e fissata con un micro pin in platino. Il sistema di applicazione è identico al precedente, ma la membrana non riassorbibile viene utilizzata per ripristinare ossa profondamente danneggiate, che hanno perso principalmente millimetri in altezza o contemporaneamente altezza e spessore.
La procedura di rigenerazione ossea dentale può variare a seconda della tecnica utilizzata, ma in generale segue questi passi:
I tempi per la guarigione dopo un intervento di rigenerazione ossea dentale possono variare in base alla tecnica utilizzata e alla quantità di osso coinvolta nella procedura. Nello specifico il periodo di guarigione post-operatorio dipende dalla natura dell’operazione. Generalmente però i fastidi e il gonfiore post-operatorio tendono a risolversi in 7-10 giorni, mentre l’integrazione dell’innesto e la formazione del nuovo osso richiedono dai 4 ai 9 mesi. Per adattarsi completamente alla struttura che lo circonda, l’innesto osseo necessita di un periodo di tempo variabile fra 3 e 6 mesi.
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In generale, la maggior parte dei pazienti riesce a riprendere le attività quotidiane entro pochi giorni dopo l’intervento, anche se potrebbe essere necessario attendere alcune settimane prima di poter riprendere attività più impegnative come lo sport. L’attesa biologica è fondamentale: l’innesto ha bisogno di un tempo di alcuni mesi perché l’organismo ospite lo “accetti” e lo integri. Infatti, solo dopo un processo analogo a quello della guarigione delle fratture si avrà una vera e propria integrazione.
La rigenerazione ossea non è dolorosa durante l’intervento, in quanto viene eseguita in anestesia locale, in sedazione cosciente o, nei casi complessi, in anestesia generale. Il paziente può sentire dolore o fastidio dopo un intervento a causa dell’infiammazione del tessuto del sito chirurgico. Tuttavia, questo dolore è gestibile con i farmaci antidolorifici prescritti dal medico e tende a diminuire nei giorni successivi all’intervento. Il medico può anche prescrivere farmaci per prevenire l’infezione e aiutare a ridurre il gonfiore.
Successivamente si deve disinfettare la ferita con collutorio antibatterico evitando di sfregare la zona con uno spazzolino. Il paziente deve seguire le istruzioni del medico per il controllo del dolore e la gestione delle complicanze, per esempio evitando di masticare cibi duri o di fumare per un periodo di tempo determinato, per garantire una buona guarigione e un recupero rapido.
Come con qualsiasi intervento chirurgico, la rigenerazione ossea dentale comporta alcuni rischi. Tra i possibili effetti collaterali e complicanze si possono menzionare: dolore e gonfiore, infezione, emorragia, reazioni allergiche, fallimento della rigenerazione e ritardo della guarigione. In rari casi, la rigenerazione ossea non riesce e può essere necessaria una nuova procedura per ottenere i risultati desiderati. È importante discutere con il proprio medico di tutti i possibili rischi e benefici della rigenerazione ossea dentale prima di decidere di sottoporsi all’intervento.
Il processo di integrazione è molto delicato e non deve mai essere dato per scontato. Prima di tutto, la genetica e lo stato di salute del paziente giocano sempre un ruolo di primo piano. Un paziente in buona salute e senza malattie ereditarie o acquisite ha certamente maggiori probabilità di successo rispetto ad un soggetto diabetico o gravemente parodontopatico o che assume numerosi farmaci. Anche le banali abitudini di vita non vanno trascurate. L’attenta anamnesi pre-chirurgica metterà in luce tutte le “debolezze” del paziente.
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Tra le farmacie e farmaci da considerare, i farmaci usati per trattare altre patologie, come Bifosfonati o Denosumab (Prolia), possono comportare osteonecrosi dei mascellari.
Il principale vantaggio della rigenerazione ossea consiste nella possibilità di ripristinare completamente la funzionalità dentale preservando la fisionomia del paziente. La rigenerazione ossea dentale consente l’inserimento di impianti anche in caso di poco osso, ripristina la funzione masticatoria, migliora l’estetica del sorriso e del viso e assicura maggiore stabilità e durata agli impianti. Restituisce una masticazione efficace e naturale e conferisce un sorriso più armonioso, in quanto l’osso sostiene non solo i denti, ma anche i tessuti molli del volto. Infine, un adeguato supporto osseo riduce il rischio di mobilità o fallimento dell’impianto, garantendo risultati affidabili nel tempo.
1. Studio del caso con ricostruzione virtuale dell’area interessata. Ciò avviene mediante un’esame radiografico (Cone Beam Computed Tomography o CBCT) ed un software di ricostruzione tridimensionale. 2. Simulazione della ricostruzione ossea. Specifici software consentono di simulare la ricostruzione ossea. In tal modo è possibile scegliere il tipo di innesto più adatto. 3. Posizionamento dell’innesto. L’intervento è generalmente eseguito in ansiolisi ed una tradizionale anestesia locale. 4. Fase post-operatoria. Il periodo successivo all’intervento, nella maggior parte dei casi, è piuttosto tranquillo.
In Italia, interventi di questo tipo possono avere costi davvero molto elevati; per questo motivo, sempre più persone scelgono di rivolgersi all’estero. Nello specifico il prezzo parte da 500 € per la rigenerazione di un singolo alveolo (la cavità risultante dall’estrazione di un dente) utilizzando membrana e particolato osseo, e può raggiungere fino a 2.500 € nel caso di rigenerazione di un difetto orizzontale o verticale grave. È importante discutere con il proprio medico per capire i costi esatti per il proprio caso specifico.
Affrontare un intervento di rigenerazione ossea dentale richiede competenza, precisione chirurgica e un team medico altamente specializzato. Grazie a tecniche sicure, materiali innovativi e strumenti diagnostici di ultima generazione, è possibile ricostruire l’osso mancante e restituire ai pazienti denti fissi, stabili e un sorriso naturale. La chiave del successo di un impianto dentale non dipende solo dalla precisione chirurgica, ma soprattutto dalla qualità dell’osso che lo accoglierà.
La SIdP (Società Italiana di Parodontologia ed implantologia) ha messo a punto un percorso denominato “Qualità e sicurezza in chirurgia parodontale e implantare” proprio per assistere odontoiatri e strutture in cui vengono eseguiti questi complessi interventi chirurgici, per ottimizzare le procedure in termini di pianificazione, preparazione, esecuzione e gestione nel post-operatorio.
La mancanza di denti non è solo una condizione fisica e fisiologica, ma si ripercuote anche sul benessere psicologico e mentale: quando si perdono uno o più denti, infatti, questo influisce profondamente sulla vita e sulla socialità di una persona. Perdere i denti non solo compromette la masticazione, ma anche la fonazione, e quindi la capacità di esprimersi e comunicare correttamente. Anche l’estetica del sorriso e la morfologia del viso possono cambiare, giocando un ruolo importante sull’autostima e sulla percezione di sé.
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