Differenza tra gnatologo e chirurgo maxillo‑facciale

La gnatologia è la branca dell’odontoiatria che si occupa di studiare e curare nello specifico tutti i disturbi relativi alla masticazione, deglutizione e fonazione. In parole semplici, si concentra sulla relazione tra i denti, le articolazioni della mandibola e i muscoli coinvolti nella masticazione.

Chi è lo gnatologo

Il medico specialista in gnatologia o gnatologo, si occupa di diagnosticare e curare tutte le problematiche derivanti da un disequilibrio delle arcate dentali, dei muscoli del distretto faccia-collo e delle articolazioni mandibolari. Lo gnatologo svolge accurate valutazioni specialistiche per individuare le cause di disturbi come dolore all’ATM, difficoltà di masticazione, bruxismo e malocclusioni. Ha il fondamentale ruolo di individuare e prescrivere i percorsi terapeutici necessari orientati alla guarigione del paziente.

Lo Gnatologo è il medico specialista che si occupa di diagnostica e quindi curare tutte le problematiche di ambito gnatologico quali cefalea, dolori faciali e nucali, acufeni, vertigini, disordini o disturbi delle ATM (articolazioni temporo mandibolari). Esiste sempre una stretta collaborazione operativa tra lo specialista gnatologo ed altri specialisti di ambiti ad esso vicini tra cui il Posturologo, l’ortodonzista, il chirurgo maxillo-facciale.

Chi è il chirurgo maxillo‑facciale

Il chirurgo maxillo-facciale si occupa di risanare chirurgicamente le problematiche gnatologiche e di intervenire quando è necessario un approccio invasivo. Solo in caso di insuccesso dell’approccio conservativo potrà essere considerata la necessità di interventi più invasivi (es. chirurgia maxillo-facciale).

La figura dello specialista della Gnatologo non deve essere confusa con la figura dell’odontoiatra: in realtà esiste una netta differenza tra le due figure professionali, in quanto l’odontoiatra si occupa seppur in modo generale di tutte le problematiche relative al cavo orale. Il percorso formativo dello gnatologo è indubbiamente marcatamente specialistico. Uno Gnatologo infatti ha dapprima svolto un normale percorso formativo da Odontoiatra e successivamente si è specializzato su questa branca particolare dell’Odontoiatria.

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Quando rivolgersi allo gnatologo e quando al chirurgo

La visita gnatologica serve sostanzialmente a capire se i disturbi accusati dal paziente sono in relazione con una malocclusione ovvero con quello stato in cui non si verifica un perfetto combaciamento delle arcate antagoniste della bocca. La visita è fondamentale, inoltre, per individuare in modo accurato il reale rapporto di funzionamento tra mandibole e cranio oltre all’eventuale presenza di qualsiasi problematica che potrebbe impedire questa naturale correlazione.

In seguito ad una corretta diagnosi può essere stabilita la gestione più corretta del caso, che dovrà comunque avvalersi di procedure conservative e minimamente invasive (terapie con dispositivi intraorali rimovibili tipo bite, terapia fisica, terapia comportamentale, etc…). È facoltà dello gnatologo, dopo aver emesso la diagnosi, svolgere personalmente il trattamento o affidarsi in parte (e sotto la sua supervisione) ad altre figure sanitarie di fiducia come osteopati, fisioterapisti, ecc. Solo in caso di insuccesso dell’approccio conservativo potrà essere considerata la necessità di interventi più invasivi.

Come si svolge la visita gnatologica

Durante la visita gnatologica, lo specialista analizza i rapporti tra arcate dentali, muscoli del distretto faccia-collo e articolazione temporo-mandibolare per verificarne il corretto equilibrio. Nel corso della visita gnatologica lo specialista esegue una valutazione generale ed approfondita dello stato masticatorio del paziente raccogliendo molteplici dati riguardanti la struttura mandibolare, lo stato dell’occlusione, lo stato delle articolazioni temporo-mandibolari e i movimenti in genere.

Durante la visita gnatologica si procede prima di tutto nella raccolta dei dati generali del paziente e della sua storia clinica. Superata la fase preliminare, si procede poi alla valutazione generale e approfondita dello stato masticatorio del paziente raccogliendo diversi dati riguardanti la struttura mandibolare, lo stato di salute della bocca e dell’occlusione laddove accertata, lo stato delle articolazioni temporo-mandibolari e dei movimenti mandibolari.

La visita è fondamentale per lo specialista al fine di individuare in maniera precisa ed accurato il reale rapporto mandibola-cranio e l’eventuale presenza di qualsiasi problematica che potrebbe impedire questa naturale correlazione che permette un normale movimento della mandibola. La visita gnatologica dovrà infine necessariamente prevedere la valutazione delle eventuali documentazioni precedenti o terapie già in atto che potrebbero essere risultate, fino a quel momento, non risolutive o inadatte ai fine della risoluzione della problematica gnatologica in corso.

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Schema: valutazione gnatologica - arcate, ATM, muscoli

Esami strumentali utilizzati dallo gnatologo

A questo stadio diagnostico risultano fondamentali gli esami strumentali radiografici che vengono raccolti attraverso l’ortopantomografia, la stratigrafia latero laterale a bocca aperta e a bocca chiusa dell’ATM l’esame TAC. Per chiarificare come la mandibola influisca sulla sintomatologia è necessario anche la risonanza magnetica per le articolazioni temporo-mandibolari, utile per fare luce sul comportamento del disco articolare nella fasi di apertura e chiusura della bocca.

Un’altra indagine fondamentale viene condotta attraverso l’esame elettromiografico che si svolge mettendo dei sensori sui muscoli della guancia del paziente al fine di registrare lo stato di tensione o rilassamento degli stessi muscoli che contribuiscono ai movimenti di apertura, chiusura e traslazione della mandibola. La kinesiografia mandibolare registra i movimenti della mandibola, fornendo dati oggettivi sulla loro ampiezza e precisione, mentre la condilografia registra i movimenti condilari durante le funzioni masticatorie.

Principali patologie trattate e sintomi

Un disequilibrio di queste strutture può provocare fastidi quali: cefalea, dolori facciali, nucali, acufene, vertigini o senso di instabilità, problemi alla masticazione, difficoltà di apertura e chiusura della bocca, dolori alla mascella, blocco della mandibola e problemi posturali. L’articolazione temporo-mandibolare è tra le più utilizzate, essendo coinvolta quando mastichiamo, ridiamo, deglutiamo, sbadigliamo e tutte le volte in cui parliamo.

Il bruxismo è l’atto involontario di stringere o digrignare i denti, che provoca problemi all’articolazione temporo-mandibolare (ATM) ed erode la superficie dentale. Le principali patologie che possono essere riscontrate sono il bruxismo, meglio noto come digrignamento, un’eccessiva attività dei muscoli della mandibola. Il blocco della mandibola è una patologia che si verifica con la difficoltà del paziente ad aprire la bocca. Un’altra spiacevole condizione è legata alla presenza di acufeni, dei fischi alle orecchie che possono anche derivare da una problematica dei denti.

Infografica: sintomi del bruxismo e disturbi ATM

Trattamenti gnatologici e ruoli diversi

L’obiettivo della terapia è arrivare alla scomparsa del dolore, al miglioramento della funzione mandibolare e al rallentamento della progressione della malattia. A seconda della diagnosi e dei disturbi lamentati dal paziente, il trattamento in gnatologia consisterà in: terapia odontoiatrica: ortodonzia ovvero la correzione delle malocclusioni attraverso l’utilizzo di dispositivi ortodontici o apparecchi per i denti e protesi; terapia farmacologica: attraverso l’assunzione di farmaci (anti-infiammatori sistemici o topici, miorilassanti) o attraverso l’utilizzo di un’apposita macchina che lo veicola (elettroporatore).

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Bite gnatologico e altre terapie occlusali; il bite gnatologico è costituito da una placchetta di resina da applicare tra l’arcata superiore e quella inferiore con lo scopo di ridurre le interferenze dentali, ridurre la tensione muscolare e in ultimo alleviare il dolore. Nei disordini muscolari ha un largissimo utilizzo il bite neuromuscolare che serve a riequilibrare la muscolatura e ovviamente l’occlusione. Nei disordini articolari i presidi più utilizzati sono il bite di distrazione e il bite di riposizionamento.

Inoltre per i vari disordini muscolari sono molto spesso associati al bite azioni di rilassamento della muscolatura con esercizi di allungamento (terapia manuale in studio ed esercizi di autofisioterapia domiciliare), stretching e spray per i trigger points, counseling, terapie comportamentali, modifiche occlusali, psicoterapia, terapie farmacologiche, sedute di fisioterapia e osteopatia. Non da ultimo ricordiamo che i DCM a volte necessitano della collaborazione di più figure professionali quali osteopati, fisioterapisti, chirurghi maxillo-facciali, psicologi, posturologi e ortopedici.

Intervento conservativo per disfunzione ATM: esempio di approccio multidisciplinare

Quando è necessario il chirurgo maxillo‑facciale

Solo in caso di insuccesso dell’approccio conservativo potrà essere considerata la necessità di interventi più invasivi (es. chirurgia). Il chirurgo maxillo-facciale viene coinvolto quando è richiesta una risoluzione chirurgica delle problematiche anatomiche o strutturali che non possono essere corrette con terapie conservative.

Prevenzione e percorso terapeutico

In tutti questi casi, al minimo sospetto, è opportuno chiedere consiglio all’odontoiatra di fiducia sull’opportunità o meno di fare una visita gnatologica. È importante distinguere tra gnatologo e odontoiatra. L’odontoiatra si occupa della salute orale in generale, mentre lo gnatologo è un super specialista che si concentra sulle disfunzioni dell’apparato masticatorio.

Trattandosi di problematiche complesse non sempre sono di immediata risoluzione e necessitano di tempi a volte piuttosto lunghi. L’importanza di affidarsi ad un centro di eccellenza in gnatologia, evita conseguenze non volute. Per chiarificare come la mandibola influisca sulla sintomatologia e la buona salute del proprio corpo è necessario recarsi presso lo studio di un esperto in gnatologia e sottoporsi ad una visita approfondita.

Ambito Gnatologo Chirurgo maxillo-facciale
Ruolo Diagnosi e terapia conservativa delle disfunzioni masticatorie Interventi chirurgici per anomalie strutturali o insuccesso conservativo
Trattamenti tipici Bite, terapia fisica, ortodonzia, farmaci, riabilitazione Correzione chirurgica, osteosintesi, riallineamento scheletrico
Esami Ortopantomografia, TC, RM, EMG, kinesiografia TC, RM, valutazioni preoperatorie complesse
Collaborazioni Fisioterapisti, osteopati, posturologi, ortodontisti Gnatologi, ortodontisti, anestesisti, équipe chirurgica

Per prenotare una visita o valutare un percorso terapeutico è consigliabile rivolgersi a centri specializzati e di eccellenza dove esiste una équipe integrata di esperti sempre aggiornati sulle evoluzioni tecniche e tecnologiche di settore.

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