
Curare i denti quando si allatta al seno il proprio bambino non è un passaggio così immediato come sembra. Siamo abituati ad andare dal dentista secondo appuntamenti fissi, una volta ogni sei mesi. O quando compare un problema. Non c’è motivo di evitare le cure odontoiatriche previste dall’odontoiatra, ovviamente informandolo preventivamente.
Curare la madre è un dovere, anche nei confronti del bambino. Difatti la malattia della madre se non curata potrebbe rappresentare un rischio per il bambino e non dovrebbe essere differita. Trascurare la propria igiene orale per paura che possa condizionare l’allattamento non è soltanto un errore, bensì un fattore di rischio ulteriore per il neonato. Da diverse ricerche è emerso che una madre con una salute dentale più sana darà un notevole contributo anche a quella del bambino, riducendo l’incidenza di malattie del cavo orale perfino in età adulta.
Non ci sono problemi evidenti dunque a effettuare la giusta anestesia in allattamento, con le dosi consigliate dal dentista. L’anestesia locale somministrata dal dentista è sicura, sia per la madre sia per il bambino. Si tratta di una procedura ordinaria e non invasiva. Gli anestetici locali agiscono disattivando la sensazione delle terminazioni nervose intorno al dente. Non ci sono prove di passaggio nel latte materno e quindi non c’è motivo di non continuare l’allattamento.
Non è dimostrato che sia necessario interrompere l’allattamento al seno dopo la sedazione o l’anestesia generale. Quando la madre si sveglia, la maggior parte del farmaco è stata metabolizzata dall’organismo o espirata. Allo stesso modo, la sedazione con farmaci come il midazolam agisce solo per un breve periodo e quando la madre si rende conto della necessità di allattare una volta a casa, è probabile che il bambino dorma per un periodo più lungo del previsto. Può essere consigliabile che un altro adulto sia disponibile a prendersi cura del bambino finché la madre non si sentirà completamente sveglia.
La maggior parte dei farmaci usati in odontoiatria è compatibile con l’allattamento. Le madri che allattano possono assumere antibiotici in dosi normali dopo il trattamento dentale e continuare ad allattare. Anche gli analgesici e gli antinfiammatori più diffusi, come ibuprofene o paracetamolo, non influenzano il latte materno. È bene ricordare, però, che un’eventuale terapia farmacologica deve sempre essere indicata dal dentista o dal pediatra.
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Ci possono essere delle controindicazioni rispetto all’assunzione di medicinali da evitare in fase di allattamento. Parliamo di farmaci molto rari e presi per tempi prolungati, bisogna solo comportarsi in modo da evitare improvvisazioni. Ci sono di sicuro anche farmaci da evitare, come l’Aspirina che contiene acido acetilsalicilico. È consigliabile evitare tetracicline e chinolonici; tutti gli altri principi attivi, come le penicilline, i loro derivati, o le cefalosporine risultano perfettamente compatibili.
La mamma in allattamento può inoltre sottoporsi tranquillamente a eventuali radiografie, sia del cavo orale che di altre parti del corpo. Non c’è motivo di evitare l’inserimento o la sostituzione di otturazioni durante l’allattamento. Tuttavia, ci sono occasioni in cui una neomamma può aver bisogno di inserire o sostituire un’otturazione, soprattutto se in mercurio. Quando il mercurio viene rimosso, una parte viene vaporizzata dal trapano ad alta velocità e una piccolissima quantità può essere ingerita o inalata. Queste quantità sono minime e il passaggio nel latte materno è insignificante rispetto ai livelli di fondo del mercurio nell’ambiente.
Non sembrano esserci informazioni disponibili sull’uso di agenti sbiancanti per i denti durante l’allattamento. Sebbene sia improbabile che si verifichi un trasferimento significativo degli agenti utilizzati nel latte materno, è improbabile che sia necessario un trattamento urgente, che può essere ritardato fino al termine naturale dell’allattamento.
È sufficiente saltare una poppata, quella subito dopo la seduta dal dentista, per poi riprendere ad allattare come prima. Si può inoltre sostituire la poppata prelevando del latte in anticipo con un tiralatte e conservarlo in frigorifero, per poi darlo al piccolo dopo aver effettuato l’intervento. Qualora si rendesse necessaria l’assunzione di un farmaco non compatibile con l’allattamento, è possibile interrompere momentaneamente quest’ultimo: si utilizzerà quindi il tiralatte per il tempo necessario alla neomamma di eliminare completamente il farmaco dal proprio organismo.
La bocca della neo mamma è una zona che risente particolarmente dei profondi cambiamenti ormonali causati dalla gravidanza. Se, durante la gravidanza, gli ormoni si modificano per mantenere le giuste condizioni per lo sviluppo del feto, queste fluttuazioni continuano anche dopo la nascita del neonato. La diminuzione immediata dei livelli di progesterone ed estrogeni dopo l’espulsione della placenta è ad esempio responsabile della produzione di colostro. In relazione a queste importanti modificazioni ormonali e all’incremento della circolazione sanguigna, la neomamma potrebbe sperimentare un aumento nell’insorgenza di gengiviti e persino la comparsa di carie dentale.
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Inoltre, vi sono evidenze scientifiche che dimostrano la possibilità che la madre trasmetta al bambino il batterio responsabile della carie. Ecco perché prendersi cura della propria salute orale è ancora più importante per le donne in gravidanza o che hanno partorito da poco tempo.
Oltre a mantenere un’adeguata cura dell’igiene orale quotidiana, è opportuno evitare i cibi che possano aumentare il rischio di sviluppare carie, che in questa fase è più elevato. È inoltre consigliabile effettuare dei controlli ogni 3 mesi durante la gravidanza e circa 4 mesi dopo il parto, oltre a delle regolari sedute di igiene dentale qualora l’odontoiatra lo ritenga necessario.
| Intervento/Farmaco | Compatibilità con l’allattamento |
|---|---|
| Anestesia locale | Compatibile; smaltimento rapido; non richiede sospensione |
| Sedazione leggera/midazolam | Compatibile; meglio che un adulto assista fino al completo risveglio |
| Antibiotici (penicilline, cefalosporine) | Compatibili |
| Tetracicline, chinolonici | Da evitare |
| Raggi X odontoiatrici | Compatibili; nessun impatto negativo sull’allattamento |
| Sbiancamento dentale | Non urgente; può essere posticipato |
La produzione di latte materno può essere influenzata da ansia e stress associati ai trattamenti odontoiatrici. La paura di provare dolore può influire negativamente. Ecco perché è importante affrontare l’appuntamento dal dentista con serenità e considerare l’anestesia come un’alleata, in quanto contribuisce a combattere il dolore. Un bravo dentista è capace di suggerirti al meglio e trovare il giusto equilibrio tra la cura della madre e la scelta delle cure adeguate, con il minor impatto possibile sul neonato.
In sintesi, la mamma che allatta può tranquillamente sottoporsi alle cure dentistiche previste dall’odontoiatra. Non c’è alcun rischio con l’anestesia locale del dentista rispetto all’allattamento e gran parte dei medicinali sono innocui perché le percentuali che possono passare nel latte sono minime. È sempre necessario seguire attentamente le direttive del proprio odontoiatra di fiducia e, in caso di dubbi, concordare con pediatra e dentista la terapia più adatta.
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