
Salve, dopo l'estrazione di un dente del giudizio possono manifestarsi diversi sintomi: dolore, gonfiore, indolenzimento e, talvolta, infezioni. L’estrazione del dente del giudizio può sempre presentare qualche conseguenza dolorosa, ma se si limita al dolore post-operatorio saranno sufficienti degli antidolorifici e degli impacchi di ghiaccio sulla guancia gonfia. Tuttavia, se il gonfiore persiste dopo tre giorni, è probabile che ci siano delle infezioni in corso o un’infiammazione in corrispondenza del dente estratto.
La somministrazione degli antibiotici va riservata ai casi di infezione o, in maniera preventiva, ai soggetti cardiopatici o immunodepressi. Il suo dentista ha rispettato i protocolli. Se non le è stato prescritto l'antibiotico, vuol dire che non lo necessita perché non ha una infezione. A causa della crescente prevalenza di batteri resistenti al trattamento antibiotico, i medici dovrebbero valutare per ciascun paziente se e quando prescrivere una terapia antibiotica profilattica prima di un’estrazione dentale, sulla base delle condizioni cliniche del paziente (sano o affetto da patologia sistemica) e del livello di rischio da complicanze infettive.
In media, il trattamento di 19 pazienti sani con profilassi antibiotica può impedire a una persona di contrarre un’infezione. Le prove di efficacia correlate agli altri outcome (dolore, febbre ed effetti avversi) è incerta. Non sono state riscontrate prove chiare che i tempi di somministrazione dell’antibiotico (pre-operatorio, post-operatorio o entrambi) fossero importanti.
Personalmente ritengo che la copertura antibiotica sia in genere da fare, specie trattandosi di dente del giudizio. Ciò per evitare possibili infezioni della ferita post-operatoria. Per quanto mi riguarda dagli aggiornamenti recenti ritengo che se il collega ha considerato quell'estrazione facile allora non serviva l’antibiotico, invece se era laboriosa come a volte succede coi denti del giudizio allora io consiglio 6 giorni di antibiotico.
In seguito alla fase di estrazione di un dente del giudizio, le infezioni sono un rischio abbastanza comune e frequente, specialmente se non si sono seguite alla lettera le indicazioni pre e post-operatorie del dentista. L’infezione dopo l’estrazione del dente del giudizio può avvenire perché non si seguono correttamente le indicazioni post-operatorie prescritte dal dentista, ma anche a causa di scarsa professionalità dell'intervento.
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Tra le infezioni più comuni che possono colpire un paziente dopo l'estrazione di un dente del giudizio ricordiamo:
In presenza di ascesso dentale, il medico agisce con una accurata pulizia della zona attorno all'ascesso e un drenaggio utile alla fuoriuscita del pus. Se permangono sintomi riferibili a infezione nonostante la terapia antibiotica, è necessario tornare dal dentista o dal chirurgo orale per una rivalutazione clinica: esame dell’alveolo, verifica della presenza di pus, controllo dei punti e, se necessario, esecuzione di un drenaggio o di un ritrattamento locale.
Spesso, quando c’è un ascesso, i dentisti preferiscono generalmente rimandare l’intervento e aspettare che la terapia antibiotica faccia effetto. Per ascessi drenanti potrebbe essere necessaria una settimana di terapia; per infezioni acute di solito 2-3 giorni di terapia antibiotica migliorano le condizioni.
È fondamentale che il clinico valuti l’eventuale necessità di cambiare antibiotico in base alla risposta clinica, alla severità dell’infezione e, se possibile, agli esami colturali. Nei casi severi, prima dell’estrazione si può eseguire un drenaggio dell’ascesso e poi procedere con l’intervento.
Il clinico deve considerare che la profilassi antibiotica, in un intervento di estrazione di terzi molari, riduce notevolmente le complicanze post-operatorie, soprattutto per quanto riguarda il dolore e il grado di infezione, secondo alcuni studi clinici. Tuttavia la stragrande maggioranza degli studi includeva pazienti sani e le prove sono di qualità bassa o molto bassa. Di conseguenza la decisione di prescrivere antibiotici deve essere individualizzata, valutando il rischio del paziente e la complessità dell'intervento.
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Analisi e accertamenti prima dell’estrazione sono un dovere del dentista che deve individuare eventuali complicanze del paziente. Quando c’è un’infezione in fase acuta non conviene estrarre subito il dente: in questi casi è opportuno eseguire prima una terapia antibiotica per controllare l’infezione ed evitare l’insorgenza di complicanze. Prima di fare un’estrazione del genere bisogna dare al paziente la terapia pre-operatoria a base di antibiotici per far passare l’infiammazione.
| Situazione clinica | Indicazione antibiotico |
|---|---|
| Paziente sano, estrazione semplice | Generalmente non necessario |
| Intervento complesso (inclusione, apice vicino a strutture importanti) | Valutare copertura; alcuni consigliano 6 giorni |
| Infezione attiva (ascesso, alveolite con segni sistemici) | Necessario; possibile drenaggio |
| Paziente immunodepresso o cardiopatico | Profilassi o terapia specifica secondo protocolli |
Se il dentistale ha consigliato solo sciacqui con collutorio e applicazioni topiche (ad esempio Piravex) senza antibiotici, non necessariamente ha sbagliato: la scelta può essere corretta in un paziente sano con estrazione non laboriosa. In caso di sintomi persistenti o peggioramento è però essenziale una rivalutazione clinica per intervenire tempestivamente.
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