Età di eruzione dei denti del giudizio: quando spuntano, perché e quando è necessario rimuoverli

I denti del giudizio, chiamati anche terzi molari o ottavi, sono gli ultimi denti permanenti a spuntare. Questi denti (chiamati anche “ottavi”), infatti, affiorano molto più tardi rispetto agli altri, generalmente tra i 18 ed i 25 anni, in quella che può essere definita - almeno in teoria - l’età del giudizio.

Cosa sono i denti del giudizio e perché appaiono tardi

I terzi molari sono l’eredità dei nostri antenati primitivi, che avevano la necessità di masticare alimenti duri. I denti del giudizio sono una “reliquia” dell’evoluzione umana. In passato, gli antenati umani avevano bisogno di denti forti e robusti per masticare cibi più duri e fibrosi. Con il passare dei secoli, l’evoluzione ha modificato la struttura del nostro cranio. Il consumo di cibi cotti e più morbidi ha ridotto la necessità di avere una masticazione potente. Nel corso dell'evoluzione, le dimensioni della mandibola e della mascella si sono ridotte, lasciando poco spazio a disposizione per una crescita naturale degli ottavi.

Schema evolutivo mascella e denti del giudizio

Secondo alcuni antropologi, la comparsa degli ottavi in età tardiva avrebbe il compito di controbilanciare l'eccessiva usura degli altri denti. Centinaia di anni fa, se non addirittura migliaia, i denti del giudizio contribuivano alla masticazione, rivelandosi particolarmente utili quando si mangiavano cibi molto duri o quando il rischio di perdere i denti era concreto a causa delle pessime condizioni igieniche.

Quando escono i denti del giudizio: età tipica e variabilità individuale

Soltanto in genere tra i 18 e i 25 anni i denti del giudizio compaiono in un range di età compreso tra i 18 e i 25 anni. La loro eruzione avviene solitamente tra i 17 e 21 anni, verso la fine delle scuole superiori e i primi anni dell’università, ma in realtà incominciano a svilupparsi molto prima, all’età di 7-10 anni. L’eruzione di un dente del giudizio avviene quando il dente spunta dalla gengiva e inizia a essere visibile, oltre che percepibile con la punta della lingua.

Il fatto che i denti del giudizio ancora non siano comparsi e non spuntino sino ai 17, 18 anni non significa che non si stiano formando e che non esistano. Il mistero è presto svelato. Non c’è una risposta univoca: molto dipende dalla genetica dell’individuo. In alcuni soggetti, i denti del giudizio sono totalmente assenti oppure non sono eruttati completamente.

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Ipodonzia e inclusione

Nei casi in cui non hanno esordio si usa il termine ipodonzia, che indica un numero complessivo di denti del giudizio inferiore ai quattro. Può accadere, infatti, che uno o più di questi denti non spunti, restando nell’osso, sotto le gengive. In questo caso la dentizione permanente resta incompleta e si parla di “Ipodonzia” (quando appunto i denti del giudizio sono assenti o sono comunque meno di quattro). Se lo spazio a disposizione è poco, si parla di inclusione dentale.

Sintomi legati all’eruzione dei denti del giudizio

In concomitanza con l’eruzione dei denti del giudizio, come riporta l’Humanitas Research Hospital, è possibile che le gengive intorno tendano a infettarsi causando dolore e gonfiore. Il dolore può essere sintomo di una gengiva che, a causa di una infezione causata da sporco residuo, si sta aprendo. Talvolta la nascita di un dente del giudizio può portare ad un dolore intermittente sulla gengiva, difficile da gestire o ridurre.

Il viso del soggetto può a sua volta patire del gonfiore, e la masticazione diventa difficile se non effettivamente compromessa, anche per via di possibili ascessi dentali. Possono verificarsi delle infiammazioni gengivali. Alcuni dentisti consigliano di togliere i denti del giudizio in qualsiasi caso, in quanto inutili e possibili fonti di disturbi gengivali e patologie parodontali.

Infografica sintomi eruzione terzi molari

Perché i denti del giudizio possono creare problemi

I denti del giudizio sono gli ultimi a comparire nella bocca e spesso non c’è abbastanza spazio per loro nell’arcata dentale, causando problemi come la crescita in posizione anomala, la crescita parziale o la mancata eruzione. L’eruzione dei denti del giudizio, o terzi molari, rappresenta l’ultima fase dello sviluppo della dentatura permanente. Quando iniziano a spuntare, i denti del giudizio possono spingere contro i denti adiacenti, generando pressione e disallineamenti.

In particolare, l’estrazione dei denti del giudizio diventa necessaria quando essi crescono non allineati rispetto agli altri denti o addirittura orizzontalmente; oppure quando sono colpiti da carie, ascessi o cisti. Può succedere che il dente del giudizio sia sano, ma che non vi sia abbastanza spazio nell’arcata dentale, ciò potrebbe portare a una crescita scorretta e al danneggiamento dei denti adiacenti. Problemi di spazio, che causano inclusione dentale e non permettono al dente di spuntare completamente, in questa situazione la placca si accumula in una zona difficilmente detergibile.

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Quando è necessario estrarre i denti del giudizio

L’estrazione dei denti del giudizio diventa necessaria, invece, quando essi crescono non allineati rispetto agli altri denti o addirittura orizzontalmente; oppure quando sono colpiti da carie, ascessi o cisti. In molti casi, l’estrazione di uno o più denti del giudizio è quindi la soluzione migliore. In particolare, come sottolinea Il Dentista Moderno, l’estrazione resta l’indicazione più comune in caso di pericoronite, un’infiammazione della gengiva che circonda la corona di un dente.

Granulomi, ascessi, pulpiti o infezioni, che rendono inevitabile l’estrazione. Alcune volte, anche le radici dei denti vicini possono essere interessate, determinando così l’insorgenza di tumori.

Sottoporsi a visite dentistiche regolari è sicuramente una carta vincente. In questo modo, infatti, il dentista ha la possibilità di valutare costantemente se i terzi molari hanno bisogno di una maggiore attenzione o se devono essere estratti. Un’altra buona regola è iniziare ad affrontare il tema dei denti del giudizio (implicazioni, possibili evoluzioni ecc.) non appena compiuti i 10 anni.

Diagramma decisionale: valutazione indicazioni per estrazione

Come viene praticata l’estrazione

Prima di procedere alla seduta, è buona norma eseguire una radiografia panoramica o meglio ancora una TAC, che dia indicazioni precise su posizione, forma e dimensione delle radici del dente interessato. Gli strumenti che permettono allo specialista la decisione per la rimozione, o meno, del dente del giudizio sono una radiografia ortopanoramica e, se necessario, una TAC.

L’avulsione dei denti del giudizio avviene sempre sotto anestesia locale. L’estrazione avviene in ambulatorio in anestesia locale o, se il paziente lo richiede (e le condizioni lo consentono) in sedazione cosciente e senza day hospital. Nel caso degli ottavi inferiori inclusi o per le estrazioni più complesse, viene eseguita anestesia tronculare del nervo alveolare inferiore. Si tratta di una particolare tecnica anestesiologica, in grado di bloccare il tronco nervoso e di rendere insensibile l’intera semi-arcata in cui si deve operare.

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Una volta anestetizzato, si procede a scollare il dente, smuoverlo e tirarlo via, utilizzando apposite pinze e strumenti chirurgici. La complessità dell’intervento risulta essere determinata dal rapporto che c’è tra nervo alveolare e radici del dente, dalla posizione del dente e, infine, da quanto il dente è incluso all’interno dell’osso. Al termine dell’estrazione le ferite sono chiuse con due punti riassorbibili.

Sedazione, dolore e prevenzione delle complicanze

I soggetti più ansiosi, possono usufruire del moderno metodo di sedazione cosciente Reinhold, creata con lo scopo di porre il paziente in uno stato di rilassamento tale, da permettergli di affrontare le terapie odontoiatriche in totale serenità. È molto frequente che l’odontoiatra prescriva un’appropriata terapia antibiotica postoperatoria (in alcuni casi anche pre operatoria), con lo scopo di prevenire eventuali infezioni e gonfiori eccessivi della parte trattata. Per evitare o ridurre al minimo quest’ultimo disturbo è spesso utile somministrare cortisone, tramite un’iniezione locale o per via sistemica (pastiglie).

Dopo la rimozione, vengono applicati dei punti di sutura nella zona, per limitare il sanguinamento e guidare la guarigione della gengiva. Quando si toglie il dente del giudizio è necessario applicare dei punti. In genere i punti di sutura vanno rimossi al massimo dopo 7 giorni ed è importante che sia il dentista stesso a farlo. Questo perché, pur essendo riassorbibili, è importante che il dentista verifichi che non vi siano tracce di residui che potrebbero favorire l'insorgere di germi o batteri.

Recupero post-operatorio e consigli utili

Dopo l’intervento, si consiglia di applicare del ghiaccio, evitare sforzi fisici e non masticare dal lato interessato, per qualche giorno. Dopo circa una settimana, nell’ambito della prima visita di controllo, i punti sono rimossi. Nei giorni successivi all’intervento è consigliato riposo, in ambito lavorativo e sportivo, per 48 ore, insieme alla cura della pulizia della ferita e una conseguente attenzione per l’igiene orale.

È possibile, a seconda dei casi e in base alla valutazione del dentista, che il paziente abbia necessità di una copertura antibiotica, prima e dopo l’intervento di estrazione. Quando avverti la nascita di un dente del giudizio, con conseguente fastidio alla bocca, è necessario chiedere tempestivamente l’intervento di un esperto dentale, che dopo aver effettuato una valutazione sullo stato personale dei denti deciderà come intervenire.

Video spiegazione estrazione dente del giudizio e post-operatorio

Costi e accesso alle cure

Gli strumenti diagnostici e la complessità dell’intervento influiscono sui costi. Di conseguenza varia anche il costo, compreso indicativamente tra i 200 euro e i 500 euro. Se sei interessato a conoscere il costo per estrarre un dente del giudizio oppure vuoi saperne di più, ti suggeriamo di contattarci prontamente per fissare un appuntamento (gratuito presso la nostra sede di Roma), necessario ai fini di una valutazione medica accurata.

Prevenzione, controlli e quando intervenire precocemente

La dentatura permanente accompagnerà l’individuo per tutta la vita, ed è quindi opportuno prendersene cura con una corretta igiene orale quotidiana e con dei controlli periodici e delle sedute di igiene dentale. Sottoporsi a visite dentistiche regolari è sicuramente una carta vincente. In caso di ritardata e/o mancata eruzione di uno o più denti permanenti, come sottolinea il Ministero della Salute, una diagnosi precoce e un piano di trattamento tempestivo sono molto importanti per evitare ulteriori complicanze.

In generale, non esiste un periodo preciso in cui rimuovere i denti del giudizio ma vengono spesso rimossi quando causano problemi, come dolore, infezione, ascesso dentale, crescita anomala, o quando interferiscono con la posizione corretta degli altri denti. La decisione va sempre presa dopo una valutazione clinica e radiografica accurata.

Dati e frequenza

I dati disponibili rivelano che l’80% dei pazienti odontoiatrici settantenni o più giovani necessita dell’estrazione di uno o più denti del giudizio. I numeri non mentono. Molte persone non si accorgono nemmeno di avere un dente che spunta, per altri, invece, la sua eruzione si trasforma in un vero e proprio momento di dolore, per cui è necessario rivolgersi all’odontoiatra di fiducia.

Caratteristica Informazione
Età tipica di eruzione 17-25 anni (sviluppo da 7-10 anni)
Numero denti del giudizio Fino a 4 (possono essere assenti: ipodonzia)
Indicazioni all’estrazione Crescita anomala, carie, ascessi, cisti, pericoronite, mancanza di spazio
Esami diagnostici Ortopanoramica, TAC
Anestesia Locale, tronculare, o sedazione cosciente su richiesta
Tempi di recupero Riposo 48 ore, controllo a 7 giorni per punti
Costi indicativi 200-500 euro

Se sei interessato a conoscere nel dettaglio quando è il caso di estrarre i denti del giudizio o desideri fissare una visita diagnostica, rivolgiti ad uno specialista: una corretta valutazione è fondamentale per decidere la strategia terapeutica più adeguata.

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