
Quando pensiamo alla nostra igiene orale quotidiana, probabilmente il primo strumento che ci viene in mente è lo spazzolino. Quando laviamo i denti non stiamo solo rimuovendo i residui di cibo o rinfrescando l’alito, ma stiamo soprattutto eliminando una complessa organizzazione di batteri che si trova su denti e gengive che è in grado di minare alla salute della nostra bocca: la placca batterica. I batteri che compongono la placca batterica si trovano ovviamente anche negli spazi interdentali e utilizzare solamente lo spazzolino significa non eliminarli da quella zona. Una volta scelto il filo interdentale che più fa al caso nostro, il dentista e l’igienista dentale potranno guidarci nelle corrette modalità di utilizzo.
Che il filo interdentale si debba utilizzare almeno una volta al giorno e preferibilmente alla sera è oramai risaputo. Ciò che desta ancora qualche perplessità è in quale momento utilizzarlo. Ad ogni modo, ciò che conta veramente non è tanto l'utilizzo del filo interdentale prima o dopo la pulizia con lo spazzolino, quanto piuttosto un'adeguata modalità d'uso ed un costante impiego dello stesso. Per sfoggiare un sorriso invidiabile e denti sani e forti, è importante - nonché indispensabile - dedicare quotidianamente e più volte al giorno alcuni minuti del proprio tempo alla pulizia dei denti.
In tal senso, la procedura raccomandata prevede di abbracciare il dente con il filo formando una sorta di C. Far scivolare il filo verso il basso (verso l'estremità della corona del dente), imprimendo sempre un certo attrito fino a pulire il dente anche al di sotto del margine gengivale. Il movimento dev'essere deciso ma nel contempo delicato per evitare di lesionare od irritare la gengiva. Ripetere la procedura in tutti i denti. I denti posteriori (primi e secondi molari e, se presenti, denti del giudizio) possono causare qualche difficoltà durante l'igiene con il filo interdentale.
Dopo aver pulito tutti i denti con il filo interdentale, si suggerisce di sciacquare abbondantemente la bocca con il collutorio, meglio se arricchito in fluoro. L'utilizzo inadeguato od il mancato impiego del filo interdentale può mettere a rischio la salute dei denti. Quanto detto sembra essere ancora sottovalutato: l'utilizzo di questo importantissimo strumento per l'igiene dentale non pare rientrare nelle consuetudini degli italiani. Anzitutto, un mancato utilizzo del filo interdentale incoraggia il ristagno di placca negli spazi inaccessibili allo spazzolino manuale; con il passare del tempo, i depositi di placca subiscono un'evoluzione, trasformandosi in vere e proprie incrostazioni di tartaro rimovibili solamente mediante la pulizia dentale professionale.
Ricordiamo brevemente che placca e tartaro, trattenendo numerosi germi della flora batterica orale, predispongono enormemente al rischio d'infezioni dentali, prima fra tutte la carie. L'utilizzo regolare del filo interdentale è un presidio dentistico raccomandato praticamente a tutti, fatta eccezione per quei pazienti che presentano particolari impedimenti anatomici dentali. Ad esempio, l'uso del filo tradizionale non è indicato in presenza di spazi interdentali particolarmente stretti: in simili frangenti, l'eccessiva pressione esercitata sul filo potrebbe traumatizzare le gengive, provocando lesioni o piccole ferite. In tal caso, si raccomanda l'utilizzo di un filo dentale particolarmente delicato (es. Usare il bicarbonato per sbiancare i denti, sfregare molto forte con lo spazzolino, usare tanto dentifricio perché è più efficace… e se ti dicessimo che questi sono enormi falsi miti sull’igiene orale? Sì, può sembrare scontato parlare d’igiene orale quotidiana, ma qui nello Studio Bricca ci capita quasi ogni giorno di rispondere ai quesiti più semplici e ci siamo resi conto che forse c’è bisogno di un po’ di sana chiarezza.
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Partiamo proprio dalle basi: lavarsi i denti dopo ogni pasto è una regola da fare propria e non dimenticare, quindi un minimo di tre volte al giorno per eliminare tartaro e placca in eccesso. Ma come? Spazzolarsi i denti dall’alto verso il basso - e non strofinando insistentemente da sinistra a destra - per un paio di minuti e mai troppo forte è il procedimento giusto per liberare la bocca da residui di cibo e rinfrescarla, facendo attenzione anche alla lingua (sì, proprio così!).
Per gli adulti senza particolari patologie lo spazzolino con setole medie è il migliore, perché riesce a raggiungere bene gli spazi interdentali senza essere troppo aggressivo sulle gengive e senza, però, avere un’azione troppo “blanda” verso la placca. E lo spazzolino elettrico? E il dentifricio? Alla menta, alla liquirizia, all’eucalipto… si trovano ormai di ogni “sapore”, ma non è questa la cosa più importante. Fondamentale infatti è che abbia la giusta concentrazione di fluoro (tra i 1000 e i 1500 ppm) e che se ne usi la giusta quantità, che dovrebbe corrispondere a quella di una pisello. Sembra pochissimo vero? Eppure ne basta davvero così poco per i risultati migliori: provare per credere!
Chissà perché, ma l’uso di filo interdentale e di collutorio non è così diffuso come si crede. Ma non si tratta di extra: anche questi due strumenti concorrono a un’igiene orale ottimale e ci aiutano a mantenere sana la nostra bocca. Il filo interdentale può sembrare impegnativo, ma usato il più possibile riesce a eliminare tutta quella placca e quei residui di cibo che lo spazzolino non riesce a raggiungere. E il collutorio? Ecco qui si entra in un argomento delicato: non è così fondamentale come si può pensare. Aiuta a contrastare l’eccesso di placca e a diminuire la carica batterica ma, se non si hanno particolari patologie, il loro uso può essere limitato a qualche volta alla settimana.
L'ultimo “dos”? Effettuare ogni 6 mesi una pulizia professionale profonda dal dentista di fiducia che, oltre a liberare i denti dal tartaro e dalla placca in eccesso, farà in modo di tenere sotto controllo lo stato di salute della nostra bocca. Chiedi facilmente il tuo prossimo appuntamento compilando il nostro form online.
Lavarsi i denti ogni giorno è fondamentale per mantenere una bocca sana, ma spesso si sottovaluta un passaggio essenziale per una corretta igiene orale: la pulizia degli spazi interdentali. Anche lo spazzolino migliore del mondo, da solo, non basta. Ecco perché esistono strumenti come filo interdentale, scovolini e idropulsore: veri alleati contro placca, tartaro e infiammazioni gengivali. Ma quali sono le differenze tra questi strumenti? Come si usano correttamente? E quale scegliere per le proprie esigenze? In questa guida completa rispondiamo a tutte queste domande, con un linguaggio semplice ma preciso, per aiutarti a prenderti cura dei tuoi denti nel modo più efficace possibile.
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Il filo interdentale, gli scovolini e l’idropulsore non sono tutti uguali. Ognuno ha caratteristiche specifiche e modalità di utilizzo diverse. Conoscerle è il primo passo per scegliere lo strumento più adatto alle proprie esigenze. Filo interdentale: è un sottile filo di nylon o materiale cerato, progettato per rimuovere i residui di cibo e la placca tra un dente e l’altro. È particolarmente indicato per chi ha denti molto ravvicinati. Scovolino interdentale: simile a una piccola spazzolina, lo scovolino è utile soprattutto per chi ha spazi più ampi tra i denti o per chi ha ponti, impianti o apparecchi ortodontici. Idropulsore: è un dispositivo elettrico che spruzza un getto d’acqua a pressione per pulire le aree difficili da raggiungere.
Taglia un segmento di filo di circa 40 cm. Avvolgi le estremità attorno alle dita medie di entrambe le mani, lasciando circa 3-4 cm di filo teso tra le dita. Inserisci delicatamente il filo nello spazio tra i denti, facendo un movimento a C intorno al dente. Fai scorrere il filo su e giù lungo i lati del dente e sotto il bordo gengivale, evitando movimenti bruschi.
Si lavano prima i denti o il filo interdentale? La risposta ideale è: prima il filo interdentale, poi lo spazzolino. Passando prima il filo, rimuovi i residui di cibo e la placca nascosti tra i denti, che verranno poi eliminati con lo spazzolamento e il risciacquo finale.
Quante volte usare lo stesso filo interdentale? Il filo interdentale va usato una sola volta. Riutilizzarlo non solo è inefficace, ma può anche diventare veicolo di batteri già rimossi. È importante usarne un segmento pulito per ogni spazio interdentale.
Il filo interdentale fa bene o male? Usato correttamente, il filo interdentale fa benissimo alla salute orale. Rimuove placca e batteri nascosti, riducendo il rischio di carie e gengiviti. Tuttavia, se viene usato con troppa forza o in modo scorretto, può causare irritazioni o piccoli traumi alle gengive. Per questo, è essenziale imparare la tecnica giusta o chiedere consiglio al proprio dentista.
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Perché usare lo scovolino? Lo scovolino interdentale è un’ottima alternativa (o integrazione) al filo, soprattutto quando ci sono spazi più ampi tra i denti o condizioni specifiche come apparecchi ortodontici, corone o impianti dentali. Grazie alla sua forma riesce, infatti, a rimuovere efficacemente residui di cibo e placca dove il filo fatica ad arrivare.
Quante volte si può usare lo scovolino per i denti? Gli scovolini sono riutilizzabili, ma vanno sostituiti regolarmente, in base all’usura delle setole. In media, uno scovolino può durare da una settimana a dieci giorni, se usato una volta al giorno. È fondamentale risciacquiarlo bene dopo ogni utilizzo e lasciarlo asciugare all’aria per evitare la proliferazione batterica.
Cosa usare al posto dello scovolino? Se non hai a disposizione uno scovolino, puoi usare il filo interdentale. Tuttavia, il filo non può sostituire efficacemente lo scovolino negli spazi larghi: se il tuo dentista ti ha consigliato di usarlo, è meglio attenersi alle sue indicazioni.
A cosa serve un idropulsore? L’idropulsore, conosciuto anche come irrigatore orale, è uno strumento sempre più diffuso nell’igiene orale domestica. Il suo getto d’acqua a pressione aiuta a rimuovere placca, residui di cibo e batteri dalle zone più difficili da raggiungere, come gli spazi interdentali, le tasche gengivali e l’area attorno agli impianti.
Come si puliscono i denti con l’idropulsore? L’utilizzo dell’idropulsore è semplice, ma richiede qualche accortezza per essere davvero efficace. Inserisci il beccuccio nella bocca e chiudi leggermente le labbra per evitare schizzi. Punta il getto d’acqua verso il bordo gengivale, tenendolo inclinato a 90°. Segui una linea guida, passando lentamente lungo il margine gengivale di ogni dente, sia sopra che sotto.
Quante volte al giorno si può usare l’idropulsore? In linea generale, l’idropulsore può essere usato una volta al giorno, preferibilmente la sera, per completare la routine di igiene orale prima di andare a dormire. In alcuni casi, il dentista può consigliare un uso più frequente, ad esempio dopo ogni pasto.
Meglio usare lo scovolino, il filo interdentale o l’idropulsore? Non esiste uno strumento “migliore” in assoluto: tutto dipende dalla struttura dei tuoi denti, dalla presenza di spazi interdentali, apparecchi, impianti o sensibilità gengivale. L’ideale è utilizzare lo strumento più adeguato alle proprie esigenze, eventualmente combinando due o più strumenti nel corso della settimana.
In conclusione, lavarsi i denti ogni giorno è fondamentale ma è altrettanto cruciale includere la pulizia degli spazi interdentali con fili, scovolini o idropulsori. L’igiene orale efficace non si limita allo spazzolino: la chiave è l’uso combinato e corretto di questi strumenti, adattato alle caratteristiche individuali della propria dentatura.
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