Come funziona il gel sbiancante denti professionale: efficacia e sicurezza

Denti ingialliti, macchiati o poco brillanti? Lo sbiancamento dei denti non va confuso con la pulizia dei denti professionale e non sostituisce in alcun modo tale trattamento. Sbiancare i denti non è solo una moda estetica. Diverse sono le ragioni che quotidianamente spingono le persone a informarsi per una seduta di sbiancamento dentale: in particolare la presenza di macchie scure o pigmentazioni anomale oppure di depositi coloranti dovuti a cibi e bevande. Ciò che accomuna tutte queste persone è un solo grande desiderio: migliorare l’estetica del sorriso. Perché un bel sorriso ci fa sentire più sicuri, affascinanti, a nostro agio con gli altri.

Che cosa sono i gel sbiancanti e come agiscono

I gel sbiancanti, disponibili sia su prescrizione dentistica che in versioni da banco meno concentrate, costituiscono un metodo veloce e affidabile per migliorare l'estetica del sorriso comodamente a casa propria. Uno degli ingredienti spesso utilizzato nei gel sbiancanti è il perossido di carbamide, un agente presente in molti prodotti dentali. Si tratta di un composto organico contenente urea e perossido di idrogeno, ingrediente, quest’ultimo, in grado di schiarire i denti grazie a una reazione con le macchie esistenti che ne modifica la struttura chimica.

Per funzionare e rendere efficace lo sbiancamento dei denti gli agenti sbiancanti devono essere attivati da una luce led o laser. Grazie a una fonte luminosa foto attivante (lampade speciali a LED o apparecchi laser specifici), il prodotto sbiancante libera ossigeno. Lo sbiancamento dentale, meccanico o chimico, può essere effettuato in casa o in uno studio odontoiatrico, e si tratterà in questo caso di trattamento professionale.

Schema di azione del gel sbiancante: perossido attivato da LED libera ossigeno

Tipologie di gel e protocolli professionali

Gel sbiancanti ad azione lenta o rapida: i dentisti possono prescrivere prodotti ad azione lenta a base di perossido di carbamide da usare a casa propria. Durante una prima seduta, l’odontoiatra rileva l’impronta delle arcate dentali del paziente, mentre nella seduta successiva, gli fornisce il gel sbiancante e la mascherina su cui applicarlo, entrambi da usare a domicilio. In base al tipo di prodotto, poi, potrebbe essere necessario indossare la mascherina solamente per alcune ore durante la giornata oppure per tutta la notte. Al fine di ottenere i risultati desiderati, infine, il dentista potrebbe consigliare di proseguire il trattamento per circa due settimane.

Nei trattamenti professionali alla poltrona, invece, gli sbiancanti ad azione rapida impiegati hanno concentrazioni di perossido di idrogeno tra il 25% e il 40%. Tra tutte le tecniche di sbiancamento dei denti, Studio Facondo & Partners ha scelto quella a base di gel contenente perossido di idrogeno (H2O2), che in seduta viene attivato da luce laser. Tra i vantaggi del gel professionale vi sono rapidità dei risultati e, se eseguito correttamente, un risultato naturale, mai artificiale.

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Ingredienti accessori per ridurre effetti collaterali

Altri ingredienti: molti prodotti per lo sbiancamento dei denti contengono ingredienti che contribuiscono a limitare la sensibilità dentale. I più comuni sono il fosfato di calcio amorfo e soprattutto, come riporta il Dental Tribune, il nitrato di potassio. Occorre poi prestare attenzione a non ingerire il gel.

Fasi del trattamento professionale

  1. Valutazione clinica e anamnesi: prima di procedere è importante rivolgersi a un dentista per una visita di controllo. Bisogna escludere problematiche quali carie, malattie parodontali o sensibilità dentale.
  2. Detartrasi e pulizia professionale: la prima fase per lo sbiancamento dei denti è la detartrasi, un’accurata igiene orale volta alla rimozione di tracce di tartaro, placca e possibili pigmentazioni esterne. In molti casi, già dopo una corretta igiene professionale, il sorriso appare più luminoso.
  3. Protezione dei tessuti molli: il dentista protegge labbra e gengive con un apposito prodotto che impedisce arrossamenti e danni collaterali.
  4. Applicazione del gel e fotoattivazione: il trattamento prevede l’applicazione di un apposito gel sbiancante sulla superficie dei denti e l’attivazione tramite luce LED o laser.
  5. Indicazioni post-trattamento: il dentista potrà spiegare come usare correttamente il gel domiciliare e le norme da seguire dopo la seduta, incluso adottare una dieta bianca nelle ore o giorni successivi per limitare nuove pigmentazioni.
Fasi del trattamento: valutazione, detartrasi, applicazione gel, attivazione LED

Efficacia: cosa aspettarsi e durata

Rapidità dei risultati: il trattamento è molto semplice e prevede l’applicazione di un apposito gel sbiancante sulla superficie dei denti. La seduta dura meno di un’ora e può essere ripetuta nel tempo. Chi ha denti che si sono gradualmente ingialliti nel corso degli anni [ad esempio a causa del fumo], otterrà sicuramente i risultati migliori. L’effetto sbiancante di un trattamento correttamente effettuato dura da uno a due anni. Il fatto che in alcuni casi la durata sia differente dipende dai prodotti e dalle tecniche utilizzate dal dentista, dalle abitudini del singolo individuo [fumo, alimenti consumati] e dalla colorazione originale dello smalto.

Partiamo dagli alimenti: vino rosso, caffè, tè, pomodoro, curry, frutti di bosco, liquirizia, salsa di soia, sono i prodotti alimentari più pericolosi. Il tabacco contiene catrame, sostanza per natura di colore scuro, e la nicotina che insieme all’ossigeno dà origine a una sostanza gialla che si deposita sullo smalto dei denti. Al fine di mantenere i denti bianchi più a lungo possibile, è bene usare il filo interdentale quotidianamente e spazzolarli due volte al giorno con un dentifricio ad azione sbiancante. Altrettanto importante è sottoporsi a visite di controllo regolari, poiché l’azione lucidante della pulizia professionale è fondamentale per contrastare le macchie superficiali.

Sicurezza, controindicazioni ed effetti collaterali

La direttiva del Consiglio UE 2011/84/UE del 20 settembre 2011, ha limitato l’uso di prodotti sbiancanti e decoloranti a base di perossido d’idrogeno: solo dentisti e igienisti dentali possono utilizzare e fornire prodotti che contengono o sprigionano più del 0,1% di perossido di idrogeno. Prima di procedere a un qualsiasi trattamento con gel sbiancante, è sempre bene consultare il proprio dentista. Oltre a preparare una mascherina su misura che si adatti perfettamente alla bocca del paziente, infatti, egli potrà spiegare come usare correttamente il gel.

Lo sbiancamento professionale dei denti è un trattamento odontoiatrico non esente da controindicazioni e effetti indesiderati, comunque transitori e non gravi. Nei giorni immediatamente successivi all’intervento si possono accusare lievi irritazioni gengivali e una maggiore sensibilità termica. In alcuni casi, subito dopo il trattamento di sbiancamento dei denti, il paziente può accusare sensibilità dentale. Queste manifestazioni sono comunque contenute grazie all'uso, in fase di sbiancamento, di presidi dedicati per la protezione di gengive, lingua e labbra. Le manifestazioni tendono a risolversi una volta terminato il trattamento.

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Lo sbiancamento professionale dei denti è, infine, controindicato in soggetti di età inferiore a 14 anni e donne in stato interessante o in corso di allattamento. Nei pazienti in età evolutiva e pediatrica o minorenni, ad esempio, lo sbiancamento è da valutare secondo indicazioni ancora più rigorose che negli adulti e richiede maggiore attenzione all’informazione al paziente e alla documentazione clinica iniziale.

Fai-da-te e prodotti da banco: rischi e limiti

Abbiamo accennato ai kit low cost in vendita su Amazon. Ti preghiamo di fare attenzione, perché dietro si possono celare insidiosi effetti collaterali. Attenzione però a gel, strisce e mascherine venduti a poco prezzo su Amazon. Dietro a un sorriso perfetto c’è sempre un professionista, l’unico in grado di valutare per ogni caso specifico il tipo di tecnologia e di protocollo.

Strisce sbiancanti: tra i più diffusi sono le white strips, ossia delle striscette adesive che contengono perossido di idrogeno (acqua ossigenata), che è lo stesso composto utilizzato dal dentista per lo sbiancamento professionale. Queste strisce adesive vengono posizionate sui denti e lasciate agire per qualche ora. Spesso però è difficile applicarle in maniera corretta coprendo perfettamente tutti i denti: consultare un dentista è sempre la soluzione migliore.

Dentifrici sbiancanti: questi prodotti contengono al loro interno dei microgranuli, che svolgono una funzione abrasiva e che quindi permetterebbero di ottenere dei denti più bianchi. In realtà, però, lo sbiancamento è solo molto superficiale. In più, l’azione abrasiva potrebbe alla lunga danneggiare lo smalto.

Penna sbiancante: alcune contengono dei gel a base di pigmenti opacizzanti, che in realtà non esercitano una vera e propria azione sbiancante ma fungono da “sbiancanti ottici” e per questo la loro efficacia è molto limitata. Altre penne contengono invece perossido di carbammide, una sostanza che sarebbe meglio venisse usata solo dal dentista dato che potrebbe rovinare lo smalto.

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Domande frequenti

  • Lo sbiancamento dentale rovina i denti? Lo sbiancamento dentale professionale non rovina i denti se viene eseguito dopo una valutazione odontoiatrica e con prodotti adatti alla situazione clinica del paziente. Il trattamento agisce sulle discromie dello smalto e della dentina, senza consumare o limare la superficie del dente.
  • Quanto dura lo sbiancamento dentale? Lo sbiancamento dentale può durare da diversi mesi fino ad alcuni anni, ma la durata del risultato dipende molto dalle abitudini quotidiane.
  • Lo sbiancamento dentale fa male? Generalmente non provoca dolore. In alcuni casi può comparire una sensibilità temporanea che tende a risolversi spontaneamente.
  • Chi può fare lo sbiancamento dentale? È indicato per chi desidera migliorare il colore dei denti naturali, ma non sempre è il trattamento più adatto: carie, gengive infiammate, forte sensibilità dentale o restauri visibili richiedono prima altri interventi.
  • Lo sbiancamento dentale funziona su tutti i denti? Funziona sui denti naturali ma non modifica il colore di otturazioni, corone, faccette o altri restauri protesici.
  • Meglio lo sbiancamento professionale o i prodotti fai-da-te? Lo sbiancamento professionale è più controllato e sicuro rispetto ai prodotti fai-da-te, perché viene pianificato dopo una visita e utilizza procedure pensate per proteggere denti e gengive.
  • Serve fare la pulizia dei denti prima dello sbiancamento? Sì, per rimuovere placca e tartaro e per individuare eventuali patologie a carico di denti e gengive.
  • Dopo lo sbiancamento cosa non bisogna mangiare? Evitare alimenti e bevande molto pigmentati come caffè, tè, vino rosso, salsa di soia, curry e frutti rossi; anche il fumo va evitato.
Video dimostrativo: procedura di sbiancamento professionale con gel e luce LED

Consigli pratici e raccomandazioni

In generale, prima di usare un qualsiasi gel sbiancante, è comunque sempre bene rivolgersi al proprio dentista di fiducia. Il dentista per lo sbiancamento professionale non utilizza prodotti casuali o universali. Indagini visive e, se necessario, l’uso di strumenti digitali permettono di esaminare con attenzione la situazione di ciascun paziente e di accertarsi dell’adeguatezza del protocollo in relazione al caso specifico. Solo un professionista ti può aiutare a ottenere i denti bianchi e brillanti che hai sempre sognato.

Cosa fare dopo il trattamento: adottare una dieta bianca, utilizzare prodotti desensibilizzanti se consigliati, mantenere una igiene domiciliare corretta e programmare controlli periodici. Vuoi sapere di più? Contatta lo studio dentistico del network OdontoSalute più vicino, per prenotare il primo appuntamento.

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