
La recessione gengivale è lo spostamento del margine della gengiva, che lascia scoperta la radice del dente. Può presentarsi nella parte interna della bocca o nella parte esterna. Il termine “recessione” è utilizzato nel gergo tecnico per indicare uno spostamento nella posizione del margine gengivale con un conseguente allungamento delle dimensioni del dente. In particolare, parliamo di recessione gengivale quando il tessuto gengivale rosa, che ricopre i tessuti parodontali profondi e il dente, si allontana dalla giunzione smalto cemento, una linea che separa la parte visibile del dente dallo strato sottogengivale nascosto. L’aumentata area visibile del dente lo fa apparire più lungo (spesso si parla di “sorriso di Dracula” quando a essere coinvolti da questa situazione sono i canini).
La retrazione gengivale, invece, è una condizione generalizzata che coinvolge quasi tutti i denti della bocca ed è spesso collegata a malattie parodontali come la piorrea. In questo contesto, la retrazione gengivale può essere più o meno grave, ma non necessariamente la gengiva si abbassa molto. L’eziologia è la parodontite, una malattia parodontale di origine infettiva batterica che provoca tasche parodontali o gengivali.
La causa più frequente è un trauma di tipo meccanico, come ad esempio un trauma labiale o linguale provocato da piercing oppure, più frequentemente, lo scorretto utilizzo dello spazzolino da denti. In particolare, una tecnica di igiene domiciliare non corretta include movimenti scorretti, eccessiva forza nello spazzolamento, strumenti inappropriati (spazzolino a setole dure) e dentifricio con elevato indice di abrasività.
Altre condizioni predisponenti includono biotipo gengivale sottile, trazioni muscolari, forma e posizione dei denti, infiammazione gengivale non risolta, fumo e traumi da piercing labiali o linguali. È vero che l’igiene orale facilita la placca batterica, ma recessione e retrazione hanno comunque cause differenti.
In caso di recessione gengivale, l’igiene orale resta fondamentale: la placca può accumularsi più facilmente e favorire infiammazioni gengivali, ma le cause sono diverse dalla retrazione parodontale.
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Il percorso si avvia con una rieducazione del paziente a una corretta igiene orale e a pratiche comportamentali adeguate. Se la recessione è a uno stadio avanzato, si procede con la chirurgia muco gengivale per ricoprire la radice esposta. Se la recessione è di origine traumatica, rimuovere il piercing o correggere le abitudini può bastare per controllare la situazione.
La chirurgia muco gengivale prevede due principali approcci: uno spostamento gengivale (shim del margine) e l’innesto di tessuto connettivo, spesso prelevato dal palato. In alcuni casi si utilizza una combinazione delle due tecniche. Queste metodiche micro-invasive utilizzano sistemi microscopici e strumenti di microchirurgia per aumentare la predicibilità dei risultati.
Esistono anche tecniche innovative come Pinhole® e tecniche di tunnel, che rendono l’intervento meno invasivo e cercano di preservare le papille. Il successo dipende dalla qualità della gengiva residua, dal numero di denti coinvolti e dall’ampiezza delle recessioni.
La copertura della radice esposta può essere quasi totale, e i risultati sono duraturi se accompagnati da una buona igiene domiciliare e da sedute di igiene periodiche. In alcuni casi può essere necessario un innesto per aumentare lo spessore della gengiva e migliorare l’estetica. In genere si ottiene una stabilità a lungo termine con una gestione adeguata della placca e del sanguinamento.
La retrazione gengivale è una condizione generalizzata legata principalmente alla parodontite. Può avere tasche gengivali di profondità elevata, ma la gengiva potrebbe essere solo parzialmente spostata. L’origine è infettiva, dovuta a placca batterica e tartaro non rimossi adeguatamente.
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La causa principale è la gengivite che sfocia in malattia parodontale. L’aggressione batterica coinvolge tutto il parodonto e può portare a recessione diffusa e perdita di supporto.
Si parte con la terapia parodontale non chirurgica per eliminare i fattori scatenanti e controllare l’infiammazione. Se persistono tasche parodontali, si interviene con la terapia parodontale chirurgica per ricostruire i tessuti di sostegno ed evitare recidive attraverso terapie di mantenimento.
Gestione dei fattori di rischio tramite:
La causa è di origine traumatica: se individuata tempestivamente, la situazione può essere controllata con igiene orale domiciliare e rimozione di traumi meccanici come piercing. In stadi avanzati, è possibile procedere con la chirurgia mucogengivale: spostamento gengivale, innesto di tessuto connettivo o combinazione delle due tecniche.
La causa è infettiva, di origine parodontale. Si procede con la terapia parodontale non chirurgica, e solo se persistono tasche parodontali si ricorre a interventi chirurgici per ricostruire i tessuti di sostegno. In entrambe le situazioni è fondamentale controllare i fattori di rischio e mantenere una buona igiene domiciliare, con una stretta collaborazione tra medico, igienista e paziente.
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In alcuni casi molto selezionati, soprattutto agli stadi iniziali causati solo da infiammazione acuta, può verificarsi una parziale ricrescita se l’infiammazione è risolta, l’igiene è impeccabile e la tecnica di spazzolamento è corretta. Tuttavia, la ricrescita spontanea completa è rara, e nella maggior parte dei casi è necessario ricorrere a interventi chirurgici per ottenere una copertura radicolare.
Nei casi lievi è possibile ricorrere a trattamenti conservativi: igiene professionale, curettage gengivale, desensibilizzazione delle superfici esposte, otturazione del colletto in composito o applicazione di faccette dentali in casi selezionati.
La prevenzione continua a essere la chiave: controlli regolari, igiene domiciliare e stile di vita sano sono essenziali per mantenere gengive sane e ridurre il rischio di progressione.
La ricostruzione gengivale è un intervento volto a riparare e rimodellare le gengive danneggiate, spesso tramite innesti di tessuto gengivale dal palato o connettivo. Le tecniche includono innesto gengivale libero, innesto connettivale, e l’uso di biomateriali per evitare il prelievo dal palato quando possibile.
Rimedi naturali come aloe vera, curcuma o tea tree oil possono aiutare a controllare l’infiammazione, ma non fanno ricrescere il tessuto perso. Devono essere considerati come complemento a una corretta igiene e a trattamenti odontoiatrici professionali.
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