
Il granuloma gengivale, conosciuto anche come “granuloma alla gengiva” o granuloma periapicale quando interessa l’apice radicolare, si manifesta sotto forma di una massa infiammatoria localizzata sulle gengive o attorno all’apice della radice dentale. È costituito da tessuto di granulazione, ovvero un tessuto riparativo che l’organismo produce nel tentativo di circoscrivere un’infezione batterica proveniente dall’interno del dente.
In termini medici, per "granuloma" si intende una neoformazione, ovvero un aggregato focale di cellule immunitarie, che si forma come reazione a uno stimolo infiammatorio persistente. Il granuloma dentale, chiamato anche granuloma apicale o periapicale, si configura come un'infiammazione cronica, generalmente priva di sintomi, che interessa i tessuti situati attorno alla radice del dente o in prossimità del suo apice.
Il granuloma si sviluppa quando i batteri raggiungono la polpa dentale (il “nervo” del dente) e, attraverso i canali radicolari, si propagano fino all’apice della radice. Questi microbi attivano le cellule del sistema immunitario che, per impedire allo stato infiammatorio di espandersi all’intero del dente e a quelli circostanti, reagisce formando un tessuto granulare.
Una delle caratteristiche del granuloma dentale è la sua natura spesso asintomatica nelle fasi iniziali. Negli stadi iniziali, l’infiammazione può non comportare alcuna sintomatologia. Molti pazienti convivono con un granuloma senza saperlo, finché non viene scoperto casualmente durante una radiografia.
Quando presenti, i sintomi possono includere:
Leggi anche: Trattamenti per il Granuloma Piogenico Dentale
In caso di riacutizzazione, il granuloma può trasformarsi in un ascesso con dolore intenso, gonfiore marcato del viso e talvolta febbre: questa situazione richiede un intervento tempestivo.
La diagnosi del granuloma dentale si basa su un’attenta valutazione clinica e strumentale.
L’obiettivo del trattamento è eliminare l’infezione, favorire la guarigione dei tessuti periapicali e salvare il dente ogniqualvolta sia possibile. La scelta della terapia dipende dall’estensione della lesione, dalla condizione del dente, dalla presenza di restauri protesici e dall’anatomia radicolare.
Se il dente non è mai stato trattato endodonticamente, la prima opzione è la terapia canalare: rimozione della polpa infetta, detersione e sagomatura dei canali radicolari e sigillatura con materiali biocompatibili (guttaperca e cemento canalare). Eliminando la fonte dell’infezione, si creano le condizioni per la guarigione del granuloma.
Se il dente è già stato devitalizzato in passato ma il granuloma persiste, può essere indicato un ritrattamento canalare: si rimuove il materiale da otturazione, si esegue una nuova detersione approfondita e si sigilla nuovamente il sistema canalare. Questa procedura richiede competenze specialistiche e strumentazione dedicata, come il microscopio operatorio.
Leggi anche: Può un granuloma dentale causare nevralgia del trigemino?
Quando la terapia canalare ortograda non è possibile o non ha avuto successo, si può ricorrere all’apicectomia: intervento chirurgico che prevede l’accesso all’apice della radice attraverso la gengiva e l’osso, la rimozione di alcuni millimetri di apice radicolare insieme al tessuto infetto e la sigillatura retrograda del canale con materiali biocompatibili (ad es. MTA).
Se il dente è gravemente compromesso e non può essere recuperato (frattura radicolare estesa, distruzione coronale avanzata), l’estrazione rappresenta l’unica soluzione per eliminare definitivamente l’infezione. Il dente estratto può essere sostituito con un impianto, un ponte o una protesi rimovibile.
La prevenzione si basa su pochi ma fondamentali principi per ridurre il rischio di infezioni che possono portare alla formazione di un granuloma:
Marco, 52 anni, si è rivolto al nostro Centro lamentando un fastidio intermittente a un molare inferiore, presente da alcuni mesi. Il dente era stato devitalizzato circa 15 anni prima e ricostruito con una corona in metallo-ceramica. Negli ultimi tempi, Marco aveva notato un leggero gonfiore gengivale che compariva e scompariva periodicamente.
Durante la prima visita, il dente è stato esaminato clinicamente: non presentava mobilità, ma alla percussione verticale risultava lievemente dolente. Sulla gengiva vestibolare era visibile una piccola fistola. La radiografia endorale ha evidenziato un’area radiotrasparente di circa 6 mm di diametro all’apice della radice distale, compatibile con un granuloma. Per valutare meglio l’estensione della lesione e i rapporti con il canale mandibolare, è stata eseguita una CBCT.
Leggi anche: Guida completa sui granulomi del cavo orale
Considerata la posizione della lesione, l’anatomia radicolare complessa e la presenza di un perno nel canale mesiale, si è optato per un ritrattamento canalare eseguito con l’ausilio del microscopio operatorio. La corona esistente è stata rimossa, il perno estratto e i canali nuovamente detersi, disinfettati e sigillati. Il trattamento si è svolto in due sedute, con medicazione intermedia a base di idrossido di calcio. Successivamente è stata realizzata una nuova corona protesica.
Al controllo radiografico a 6 mesi, l’area radiotrasparente si era significativamente ridotta, la fistola gengivale era scomparsa e Marco non riferiva più alcun fastidio.
Capire e riconoscere i sintomi del granuloma dentale e gengivale è il primo passo per curare efficacemente queste condizioni e mantenere una salute orale ottimale. Una visita di controllo periodica può escludere o confermare la presenza di un granuloma dentale e intervenire tempestivamente.
tags: #granuloma #gengivale #cause #sintomi #e #trattamenti
