
Dal greco etymos, "vero" e logos, "studio", l'etimologia è la scienza che studia l'origine delle parole. Se nell'italiano di oggi molti termini hanno una provenienza chiara, avviene talvolta che certe etimologie provengano invece da storielle simpatiche e inaspettate. Noi di UniFichiamoci abbiamo deciso di raccontarvi una di queste storie ogni giorno fino a Natale, come una sorta di calendario dell'Avvento etimologico.
La mutande: indumento di biancheria intima, maschile e femminile, che copre la parte dalla vita all’inguine. Ma da cosa deriva questa parola? Proviene dal latino matandae, gerundivo di mutare, e significa appunto da cambiare. Originariamente le mutande erano un capo esclusivamente maschile, e solo nel ‘500 Caterina de’ Medici le introdusse nei guardaroba delle nobildonne, con la funzione di coprire la zona inguinale durante le passeggiate a cavallo. Ben presto però l’uso della biancheria intima si diffuse, specialmente tra gli ambienti nobiliari, e le mutande andarono via via impreziosendosi con ricami, pizzi e decorazioni eleganti, acquisendo sempre maggior accezione erotica. Per questo motivo La Chiesa le osteggiava reputandole un capo osceno, libidinoso e sessuale, simbolo di un’eccessiva frivolezza e scarso decoro. Furono infatti tacciate come l’indumento caratteristico delle prostitute, e venivano chiamate “braghesse”, lunghe fino alle ginocchia ed estremamente abbellite e arricchite.
Si è evoluto in molti tagli differenti, soddisfacendo necessità diverse. Non più mera funzionalità, ma anche estetica e valorizzazione di un corpo sempre più esposto, sempre più soggetto a degli standard di bellezza che non sempre rappresentano la donna nella sua complessità. Ultimamente, grazie a movimenti emergenti e ad una crescente consapevolezza che il corpo femminile è meraviglioso in tutte le sue forme, anche l’intimo strizza l’occhio alla diversità. Si riscopre che sì, sono tutte belle le donne del mondo e vanno valorizzate nella loro unicità. Così mentre si passava da busti e bustini ai moderni reggiseni, quando questi venivano bruciati nella pubblica piazza, ecco anche le mutande percorrevano il loro cammino verso l’acclamazione: tanga o perizoma, brasiliana, culotte, slip a vita bassa o a vita alta o altissima!
La donna, ancora una volta, si riscopre, si copre e si scopre, e sceglie il modello che fa per lei. Cosa sceglierà? La comodità o la sensualità? Noi abbiamo fatto la nostra scelta già da diverso tempo ed è per questo che ci dedichiamo a tagli comodi sia per slip che mutande, che vestano dai più giovani fino all’età più avanzata, e che rispecchino i nostri valori di tutela del consumatore grazie al controllo accurato dei tessuti utilizzati e della loro provenienza. Ci guida la consapevolezza che la biancheria intima è a contatto con la pelle tutto il giorno. Più vicina di così è impossibile e per tale ragione dovrebbe essere prima di tutto comoda e sicura per le tue parti più intime. Ovviamente il concetto di comodità varia da persona a persona e da corpo a corpo. Cambia anche a seconda delle abitudini, lo sappiamo bene perché ormai da un secolo accompagniamo i nostri clienti nella scelta di intimo di qualità che risponda alle esigenze di ciascuno.
Negli ultimi anni è ritornata in auge, presentandosi anche nella sua versione da spiaggia - il bikini. Le mutande a vita alta sono particolarmente adatte alle donne formose, sia per valorizzare le curve e slanciare la figura, sia per la loro funzione modellante. Il trucco è coprire e non stringere!
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I modelli La Furlana sono pensati per un pubblico più classico, per cui si rivolge principalmente a quelle generazioni che ricercano il taglio più contenitivo, sebbene le nostre mutande classiche non fungano da guaina poiché realizzati in puro cotone. Le versioni da noi proposte sono notevolmente apprezzate per i tessuti di qualità ed il taglio old school ricercato dalle fedelissime. Anche questo modello è ideale per i fisici curvy, ma ben si presta anche a quelli longilinei e soprattutto veste tutte le età! La gamba è più corta rispetto ad una culotte per non tagliare la figura e proprio per non lasciare segno l’abbiamo voluta alta sui fianchi. Si tratta del nostro modello più giovanile, si presta particolarmente per fisici longilinei e per i sederi più piccini. La linea sgambata valorizza chi non ha molta carne nel cosiddetto lato B, regalando un po’ di rotondità in più, ma viene sconsigliata a coloro che vantano fianchi larghi o glutei importanti (anche se ovviamente la comodità, come abbiamo detto, è soggettiva) sia perché tende a tagliare le figure più curvy sia perché può facilmente muoversi e scivolare sulle forme, infilandosi tra i glutei. Rispettivamente al codice 6095 e 6036. Anche questi sono due modelli che non rinunciano alla comodità e coprono bene il sedere, una valida alternativa allo slip a vita bassa per chi avesse qualche chiletto o semplicemente delle curve in più. Proprio per questa loro caratteristica vanno benissimo per tutte le età! Inoltre sono entrambe 100% cotone/filo di scozia! Grazie alla morbidissima fascia elastica in vita lo slip senza cuciture si presenta più alto sui fianchi rispetto a quello con il bordo in raso. Come lo slip senza cuciture è leggermente più alto sui fianchi: l’emblema della comodità. Date un'occhiata al nostro shop! E per qualunque dubbio, l’esperienza di chi lavora con il marchio non ha prezzo: ringraziamo Giuliana del punto vendita di Monfalcone per i suoi preziosi consigli. Potremmo dire che qui viene il bello, ma soprattutto questo è il punto che abbiamo più a cuore. Consigliamo il cotone, che è sempre la miglior opzione perché fa respirare bene la pelle ed è facile da lavare. Per questo lo abbiamo scelto e non utilizziamo pizzi o materiali che graffino o stringano: dovrai indossarli tutto il giorno e potrebbero causarti prurito, l’esatto contrario del concetto di comodo ed igienico.
Lo sapevi che il termine mutande deriva dal latino mutandae che significa “da cambiare”? Per quanto banale e scontato ci sembri questo indumento richiede comunque un’attenzione quotidiana, lo dice il nome stesso. È un elemento fondamentale della nostra routine e dal nostro punto di vista non può rappresentare una fonte di fastidio o disagio, soprattutto trovandosi così a contatto con zone delicate del corpo. Anche l'intimo bianco può fare la differenza. Raccomandiamo a tutti di utilizzare un intimo che sia intimo davvero, che rispetti la pelle e che non generi irritazioni o allergie.
Nel linguaggio storico-lexicografico, mutande deriva dal latino mutandae «da mutarsi» gerundivo di mutare «cambiare», sottint. vestes o sim.
Le mutande hanno avuto un passato variegato: dai calzoni lunghi indossati dagli uomini, divenute di uso generale nel sec. 19°, accorciandosi sempre più fino alle misure attuali; alle diverse denominazioni come boxer, culottes, tanga, ecc., passando per le mutande femminili e la loro evoluzione. Nel corso della storia, si è passati da capi funzionali a simboli di stile e identità, con una diffusione che ha toccato anche il settore dell’abbigliamento da spiaggia e l’emergere di modelli iconici quali il perizoma e la brasiliana.
Se vuoi approfondire la relazione tra comodità, tessuti e salute della pelle, consulta la sezione dedicata ai tessuti naturali come cotone e all’igiene quotidiana della biancheria intima. Interventi mirati su filati e cuciture possono migliorare significativamente il comfort durante l’intera giornata.
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