
Anche se ti può sembrare strano, perdere un impianto dentale è un evento piuttosto comune e va sempre tenuto in considerazione quando si esegue un intervento di implantologia dentale. La perimplantite può essere considerata come un’infezione sito-specifica causata da batteri, solitamente anaerobi, che va a colpire i tessuti molli e duri che supportano l’impianto, con una perdita progressiva dell’osso circostante. Il fenomeno inizialmente si presenta come un’infiammazione della mucosa circostante l’impianto che prende il nome di mucosite perimplantare. Nel corso degli ultimi anni sono aumentati notevolmente i casi di perimplantite.
Sebbene non siano ancora chiare le cause che provocano questo disturbo, è stato possibile isolare delle tecniche chirurgiche che, per caratteristiche intrinseche, esporrebbero maggiormente i pazienti a questo tipo di fenomeno. Ma in cosa consiste la perimplantite? Va detto che questo disturbo, presenta molte similitudini con la più comune piorrea o parodontite. Si tratta perciò di un deterioramento dell’osso che dovrebbe sostenere l’impianto che, non avendo il supporto necessario, non resiste nel tempo e poco dopo cade.
La tecnica chirurgica individuata come principale responsabile di questo fenomeno consiste nell’impianto dentale che non prevede innesti ossei, lasciando alla cura antibiotica l’onere di prevenire l’azione batterica. Purtroppo questa tecnica non ha sempre prodotto i risultati sperati, che invece sono molto più incoraggianti quando si utilizza il laser che decontamina completamente e in modo duraturo l’area interessata. In un primo momento, quando l’infezione si sta allargando, è possibile notare un’alterazione del colore delle gengive: esse assumeranno un colore differente rispetto al resto del palato, più chiare o più scure. Da tenere sotto controllo anche lo spessore della gengiva che può gonfiarsi anche moltissimo.
Quando un impianto dentale viene danneggiato e compromesso da questo fenomeno di origine batterica, la cosa migliore è rimuovere il vecchio impianto e sostituirlo con uno nuovo. La rimozione di un impianto dentale a causa della perimplantite è un’operazione piuttosto complessa che richiede molta esperienza da parte del chirurgo che la esegue. La fase più complicata dell’intervento è quella durante la quale viene posizionato il nuovo impianto, perché la perimplantite provoca una significativa corrosione dell’osso sul quale deve essere posizionato l’impianto. Oggigiorno i chirurghi hanno a loro disposizione strumenti evoluti che permettono di svolgere nel migliore dei modi anche lavori così difficili.
Alla luce di quanto detto fin qui è possibile affermare che la causa principale della perdita di un impianto dentale è legata ad un’azione batterica. Tuttavia esiste anche un’altra causa: il sovraccarico, che si verifica quando l’impianto non è in grado di sopportare le sollecitazioni meccaniche della masticazione a cause di una base ossea insufficiente. Esiste anche la mancata ossointegrazione, evento raro ma presente, che si verifica quando i tessuti ossei non si saldano all’impianto. Se l’impianto si muove, significa che c’è qualcosa che non va: una visita dal dentista è essenziale per capire la causa e intervenire in modo adeguato.
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Se l’impianto dondola, le cause principali sono: allentamento della corona o riassorbimento osseo. La mobilità dell’impianto indica spesso una perdita di stabilità ossea e richiede una valutazione immediata. Se l’impianto si muove, la prima cosa da fare è contattare il dentista: solo grazie a una visita di controllo potrà capire qual è la causa e intervenire nel modo più opportuno.
L’impianto dentale è una vite, di solito in titanio, che sostituisce la radice naturale del dente all’interno dell’osso. La corona, visibile in bocca, può essere avvitata oppure cementata sopra la vite e può allentarsi nel tempo. L’osso che accoglie l’impianto può riassorbirsi a causa della placca batterica: questa condizione si chiama perimplantite ed è l’infiammazione dei tessuti attorno all’impianto, con perdita di osso.
Se senti che l’impianto è mobile, contatta subito il dentista. Una visita di controllo permetterà di capire la causa e decidere il trattamento più adatto. In caso di perimplantite, il trattamento può includere un ciclo di antibiotici, la decontaminazione delle superfici infette e, in casi gravi, la rimozione dell’impianto. Se la causa è una vite allentata o un problema protesico, si può procedere al riavvitamento o alla sostituzione della corona senza toccare l’impianto nel suo insieme.
La prevenzione è fondamentale per mantenere stabile l’impianto nel tempo. Segui queste pratiche:
Le fasi più delicate del trattamento includono l’inserimento dell’impianto e i primi giorni di guarigione, nonché la fase di carico protesico. Una malposizione iniziale o un osso insufficiente può causare instabilità o infiammazioni precoci. Le complicanze tardive possono derivare da cattiva igiene, problemi occlusali o carichi eccessivi.
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Se l’impianto si muove, una diagnosi precoce è essenziale per limitare il danno all’osso e al tessuto circostante. Esami radiografici e TAC sono utili per capire lo stato di osteointegrazione e la presenza di infezioni. In caso di perimplantite, si può procedere con antibiotici, decontaminazione e, se necessario, rimozione dell’impianto e rigenerazione ossea avanzata per consentire in futuro un nuovo impianto.
Gli impianti dentali, quando ben posizionati e curati, sono una soluzione sicura e duratura. Una percentuale di successo elevata non esclude la possibilità di complicanze: riconoscere i segnali di allarme e intervenire tempestivamente permette di proteggere al lungo la salute orale. L’igiene quotidiana, la manutenzione professionale e la gestione di eventuali problemi di occlusione sono elementi chiave della riuscita nel tempo.
Se l’impianto ha perso troppo osso o è mobile, potrebbe essere necessario rimuoverlo e pianificare una nuova riabilitazione. La rimozione, anche se complessa, è spesso seguita da procedure rigenerative per preparare il cavo osseo al successivo impianto.
Se sospetti che il tuo impianto dentale si stia muovendo, non esitare a contattare il tuo dentista di fiducia per una valutazione immediata. La gestione corretta richiede diagnosi clinica e radiografica, scelta del trattamento adeguato e una finestra di tempo per la guarigione e la rigenerazione ossea. La regola fondamentale è evitare soluzioni improvViste: niente fai da te, conservare la parte caduta se presente e far valutare la situazione da un professionista esperto.
Affrontare l’impianto dentale è un percorso impegnativo, con visite specialistiche e costi da sostenere. Il rischio di rigetto non esiste: gli impianti sono titanio o leghe biocompatibili che si integrano con l’osso, ma una gestione non adeguata può portare a perdita di osso e fallimento del trattamento. Con un’adeguata cura, una corretta igiene e supporto del dentista, è possibile prevenire problemi e mantenere l’impianto stabile nel tempo.
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