
Quando parliamo di salute orale siamo di fronte a un argomento molto importante. Prendersi cura dei denti, delle gengive e della flora batterica orale può influenzare fortemente lo stato di salute e benessere dell’intero organismo. Se l’igiene orale è scarsa o inesistente, il rischio di sviluppare patologie e fastidi è maggiore.
Lavarsi correttamente i denti con prodotti che supportano l’ecologia della bocca è il nostro vero e grande alleato per prenderci cura del benessere dell’intero organismo. L’intera area della bocca, in particolar modo le gengive, è infatti molto delicata. Il movimento giusto è quello verticale, dalla gengiva al dente. Il tocco, invece, deve essere equilibrato e leggero.
Il nemico pubblico numero uno per la tua bocca è la placca dentale. Se non provvedi ad una corretta pulizia quotidiana, la placca aumenterà di giorno in giorno e con lei una serie di problemi più o meno gravi. I residui di cibo non rimossi, combinati alla saliva e ad accumuli di batteri, danno origine alla placca batterica.
I batteri presenti nella placca producono acidi che posso portare a dei danni sia sullo smalto dei denti sia a livello gengivale. Col tempo la placca non rimossa diventa tartaro che, una volta formatosi, non si lascia intaccare dai normali spazzolini, ma richiede un intervento di igiene dentale professionale. Il tartaro rappresenta il principale responsabile di gengiviti, alitosi persistente e, nei casi più avanzati, di parodontite.
Alitosi. Il termine indica quello che volgarmente viene definito alito cattivo. Problema che non da trascurare perché può essere causa di grande imbarazzo e mettere a rischio le relazioni interpersonali. Una scarsa igiene orale? L’igiene orale riveste anche grande importanza nella vita sociale: la difficoltà a sorridere, a causa di una bocca poco “curata”, può rappresentare una limitazione ai rapporti sociali e quindi alla vita della persona.
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Carie dentaria. È il problema più famoso che colpisce i denti. È una malattia degenerativa dello smalto e della dentina, i due tessuti duri del dente. Nemmeno a dirlo, la causa sono i batteri contenuti nella placca. È il problema più comune dei denti sia da latte che permanenti. Si tratta di un processo di origine batterica che si forma sulla superficie dentale in presenza di determinate condizioni provocando la devitalizzazione del dente.
Gengivite. È semplicemente l'infiammazione delle gengive. Causa arrossamento e gonfiore. Non è un problema da sottovalutare! Il sintomo principale è il sanguinamento delle gengive, seguito da alitosi, mobilità dentaria, ascessi, febbre, dolore nella parte interna della labbra e recessione gengivale.
Parodontite o piorrea. La gengivite è stata trascurata e la sua naturale evoluzione è la parodontite. La gengiva tende a ritirarsi staccandosi dal dente, non rimanendo più perfettamente aderente; si formeranno delle tasche in cui si andranno ad annidare batteri e residui di cibo. Anche l’osso che sostiene il dente tende a ritirarsi causando un aumento della mobilità dentale. Tutto questo ti provocherà dolore e notevoli problemi nella masticazione.
Ascessi. Altro problema molto fastidioso per non dire doloroso. La prima causa è senza dubbio la bassa frequenza di pulizia. Se la gengivite non viene opportunamente trattata conduce all’insorgenza di forme più o meno gravi di parodontite. Se non si interviene per tempo la parodontite può causare la caduta di uno o più denti.
Sai che esistono correlazioni tra malocclusione dentale e alterazioni della postura corporea e tra parodontopatie e patologie dell’apparato cardiovascolare e diabete? Ebbene sì. Diversi studi hanno dimostrato l'esistenza di una forte correlazione fra la salute orale e molte malattie sistemiche che coinvolgono numerosi organi, riguardando tutto l'organismo.
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Questa descrizione è solo uno degli esempi che dimostra lo stretto legame che esiste tra salute orale e benessere dell’intero organismo. Le attività di prevenzione e istruzione forniscono al paziente le informazioni e gli strumenti per una corretta igiene orale. La pulizia professionale non ha dunque solo un valore estetico, ma soprattutto preventivo e terapeutico.
Lo smalto dentale è la prima barriera di difesa del dente contro acidi, batteri e usura quotidiana. Lo smalto, lo strato più superficiale del dente, è composto principalmente da una componente minerale di cristalli di idrossiapatite, e da una minima percentuale di matrice organica. Lo smalto dentale è lo strato più esterno del dente ed è composto quasi interamente da minerali. Si tratta di un tessuto molto resistente, ma non rigenerabile: una volta danneggiato, non può ricostituirsi spontaneamente.
Lo smalto non può ricrescere, ma può essere remineralizzato quando la perdita di minerali è iniziale. La scelta del dentifricio è fondamentale per la protezione dello smalto. Usare dentifrici specifici, formulati per proteggere e rinforzare lo smalto, aiuta a contrastarne l’indebolimento. Preservare la salute dello smalto nel tempo significa prendersi cura dei denti ogni giorno, spesso attraverso piccoli gesti che fanno una grande differenza.
Le alterazioni pre-eruttive originano durante la formazione dello smalto e quindi sono presenti fin dalla comparsa del dente nel cavo orale. Possono interessare i denti permanenti ma anche i denti da latte. Le alterazioni post-eruttive si manifestano con il passare degli anni e sono: l’erosione, l’abrasione e l’usura che si evidenziano attraverso segni di perdita dei tessuti duri del dente, minore resistenza a placca e carie, ipersensibilità dentale, discromia o alterazione del colore del dente.
EROSIONE: È la perdita progressiva e irreversibile dello smalto dentale dovuta a fattori chimici. Questa patologia è legata principalmente al tipo di alimentazione: infatti i principali responsabili dell’erosione sono le sostanze acide presenti nei cibi e nelle bevande se assunte con frequenza. ABRASIONE: È il logoramento circoscritto della struttura dentale dovuto a forze meccaniche. USURA: È il risultato di un logoramento dovuto al contatto prolungato tra denti.
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Ti è mai capitato, ad esempio, di provare una fitta improvvisa bevendo un bicchiere d’acqua fredda o mangiando qualcosa di dolce? Oppure di sentire fastidio con il caffè caldo o con un succo di frutta? Un altro campanello d’allarme frequente è l’ingiallimento progressivo dei denti. Non sempre si tratta solo di una questione estetica o di macchie superficiali: quando lo smalto si assottiglia, lascia trasparire maggiormente la dentina sottostante, che ha un colore naturalmente più giallo.
La presenza di macchie bianche o opache sui denti è un ulteriore segnale da non ignorare. Queste aree possono indicare una perdita di minerali nello smalto e spesso compaiono in modo graduale. Con il tempo, la superficie dentale può apparire più ruvida o presentare piccole scheggiature. Magari passando la lingua senti che il dente non è più liscio come prima, oppure noti dei piccoli cambiamenti di forma.
Amelogenesi imperfetta è una rara condizione genetica che interferisce con la formazione dello smalto durante lo sviluppo dei denti. Lo smalto risulta sottile, fragile o poco mineralizzato. Ipoplasia dello smalto è un difetto caratterizzato da una quantità ridotta o incompleta di smalto. Può essere causato da fattori genetici, traumi, infezioni infantili, carenze nutrizionali o complicazioni durante la gravidanza.
MIH (ipomineralizzazione molari-incisivi) è un disturbo dello sviluppo dello smalto che colpisce soprattutto i primi molari permanenti e gli incisivi. Lo smalto è presente ma poco mineralizzato, quindi più poroso, debole e doloroso agli stimoli termici. Anche il consumo di alcuni cibi o bevande molto zuccherate può favorire la proliferazione dei batteri che causano le carie.
Lo spazzolino è lo strumento principale in grado di rimuovere gran parte della placca. Per un corretta pulizia devi individuare la tipologia più adatta alle tue esigenze. Una buona idea è chiedere un consiglio al tuo dentista. Il medico saprà anche indicarti il modo migliore per utilizzare lo strumento.
Il solo spazzolino non è sufficiente: serve anche un buon filo interdentale, o se vuoi fare le cose da professionista un idropulsore. Alla fine per completare l’opera e garantirti una perfetta igiene orale, fai un bel risciacquo con un collutorio di qualità. I denti vanno lavati dopo ogni pasto e almeno tre volte al giorno usando sempre il filo interdentale in maniera corretta.
Tutto parte dallo spazzolino: lo spazzolino GUM® Maximum Clean, grazie alle setole in Nylon, lucida e pulisce tutta la superficie del dente rimuovendo la placca, anche quella più difficile da eliminare. Usare lo scovolino GUM SOFT-PICKS® PRO è la soluzione per eliminare tutti i residui di cibo che sono difficilmente raggiungibili dallo spazzolino e si insidiano in spazi interdentali stretti. Per avere infine la certezza di eliminare tutta la placca batterica, vi consigliamo il collutorio GUM ActiVital, che impedisce ai batteri di attaccare la superficie del dente, rimuovendoli tutti.
Per i bambini tra i 2 e i 6 anni, abbiamo studiato lo spazzolino GUM KIDS 2-6 per lasciare che imparino a lavarsi i denti correttamente, ma divertendosi, prevenendo la formazione di carie in una fase molto delicata del loro sviluppo dentale. Per i bambini tra i 6 e i 9 anni, abbiamo creato lo spazzolino GUM JUNIOR 6-9 per incoraggiarli a lavarsi i denti con cura durante il periodo della dentizione permanente. L'igiene orale nei bambini è fondamentale, perché sin da quando nascono hanno i denti, ma non li vediamo, essendo nascosti nelle gengive. Denti sani nascono da gengive sane.
Che cos’è davvero la pulizia dei denti? La pulizia dei denti, chiamata anche detartrasi, è un trattamento odontoiatrico che ha come obiettivo principale la rimozione della placca e del tartaro accumulati sulle superfici dentali e lungo il bordo gengivale. Anche i pazienti che eseguono regolarmente lo spazzolamento quotidiano non possono eliminare del tutto i depositi più resistenti: col tempo, questi si induriscono e diventano impossibili da rimuovere con i soli strumenti casalinghi.
La pulizia dei denti in studio si articola in diverse fasi. Inizialmente, vengono utilizzati strumenti a ultrasuoni che, tramite vibrazioni ad alta frequenza, frantumano il tartaro senza danneggiare lo smalto. Successivamente, strumenti manuali di precisione completano la rimozione dei residui più piccoli. Infine, la lucidatura con paste specifiche e, in alcuni casi, l’uso dell’airflow con micro-polveri permette di eliminare le macchie superficiali, restituendo brillantezza al sorriso.
La durata media di una seduta di igiene dentale varia tra i 30 e i 60 minuti, a seconda della quantità di tartaro presente e delle condizioni gengivali del paziente. Non esiste una regola unica, ma in generale i dentisti consigliano di eseguire una pulizia professionale ogni sei mesi. Alcuni pazienti con predisposizione a maggior accumulo di tartaro o con problemi gengivali possono aver bisogno di sedute più frequenti, mentre in altri casi un richiamo annuale può essere sufficiente.
La pulizia dei denti non rovina lo smalto. Al contrario, lo protegge. Gli strumenti utilizzati dai dentisti o dagli igienisti dentali sono progettati per eliminare esclusivamente placca e tartaro, senza intaccare lo smalto naturale del dente. Spesso la sensazione di “dente più ruvido” o una lieve sensibilità che si può avvertire dopo la seduta non sono segni di danneggiamento, ma semplicemente il risultato del fatto che il dente, liberato dai depositi, viene percepito in modo diverso dalla lingua. Questi sintomi sono temporanei e si risolvono rapidamente, lasciando spazio a una maggiore sensazione di pulizia e freschezza.
Strumentario manuale: alcuni strumenti utilizzati possono sembrare aggressivi, come ad esempio le famose curette, ossia quegli strumenti con le punte arcuate, di differenti spessori. Niente paura: se usati professionalmente, nella maniera corretta, non sono affatto dannosi per i denti. Ricorda che lo smalto dentale è la sostanza più dura presente nel nostro corpo e ha una elevata resistenza agli “insulti” esterni.
Ad oggi, ci sono strumenti all’avanguardia (per esempio nuovi tipi di ultrasuoni o di air polishing) che consentono di essere ancora più delicati ed efficaci nella pulizia dei denti, pur avendo a che fare con tartaro tenace (perché accumulato nel tempo) e ostico da rimuovere. Inoltre, non dimenticare mai che i prodotti usati sono tutti certificati e sicuri per l’uso sui pazienti. Pasta da lucidatura: si tratta di paste caratterizzate da un’abrasività davvero minima e invece molto utili nel rimuovere la placca e le macchie superficiali dallo smalto dei denti.
È vero che l’igiene dentale professionale periodica non serve a niente? Quando la placca si è mineralizzata in tartaro, la pulizia dei denti domiciliare non è più sufficiente e solo l’igienista o l’odontoiatra con gli strumenti di precisione riuscirà a rimuovere lo strato diventato solido. È molto importante sottolineare che, per quanto una persona possa essere efficiente nel rimuovere la placca ogni giorno, rimarranno alcune zone difficili da raggiungere, dove una certa quantità di placca e tartaro potrebbero accumularsi.
È vero che la pulizia dei denti è dolorosa? Se è passato parecchio tempo dall’ultima seduta di igiene che hai fatto e si è formato uno spesso strato di tartaro, sarà un po’ più difficoltoso per l’igienista rimuoverlo agevolmente. Perciò, la seduta di igiene potrebbe sembrare più aggressiva, ma è solo un’impressione: i tuoi denti non saranno danneggiati dagli strumenti di rimozione del tartaro. Se il trattamento è correttamente eseguito da professionisti che utilizzano gli strumenti adeguati, non potrà in alcun modo danneggiare la tua dentatura e le tue gengive.
È vero che dopo la seduta si riscontrano importanti effetti collaterali? Dopo una seduta d’igiene professionale, possono insorgere alcuni effetti collaterali che includono un lieve fastidio, un’aumentata sensibilità al freddo, una sensazione di dolore e il sanguinamento gengivale. Questi effetti collaterali sono probabilmente il motivo principale per cui alcune persone sono convinte che la seduta di igiene sia dannosa (o addirittura pericolosa). In realtà, si tratta di reazioni del tutto normali, frequenti e prevedibili che non devono preoccupare e la cui intensità è talvolta dipendente dalla nostra igiene domiciliare e da quanto tempo è trascorso dall’ultima seduta con l’igienista.
Dopo una seduta di igiene, è consigliabile evitare comportamenti che possano ridurre i benefici del trattamento o irritare i tessuti gengivali. Nelle prime ore è meglio non fumare e non assumere cibi o bevande molto pigmentanti come caffè, tè, vino rosso o curry. Anche le bevande gassate e zuccherate sono da limitare, poiché possono accentuare la sensibilità dentale.
Cosa mangiare dopo la pulizia dei denti: Per proteggere lo smalto e le gengive appena trattate, è preferibile scegliere alimenti morbidi e poco pigmentanti, come pasta, riso, pesce bianco, pollo, yogurt e acqua naturale. Questi cibi aiutano a ridurre la sensibilità e non interferiscono con l’effetto di pulizia appena ottenuto. Dopo 24-48 ore si può tornare a una dieta completa, prestando comunque attenzione a non abusare di alimenti o bevande che tendono a macchiare i denti. Integrare frutta e verdura croccanti come mele e carote, invece, aiuta a stimolare la salivazione e a mantenere i denti naturalmente più puliti.
Naturalmente per avere una bocca sana non basta solo pulirla con attenzione, è molto importante curare l’alimentazione ed evitare comportamenti molto negativi come il fumare. Limitare il consumo di bevande acide è uno dei primi passi. Bibite gassate, succhi di frutta, energy drink, vino o anche il caffè, se consumati frequentemente, espongono lo smalto a continui attacchi acidi.
Pensi che “più forte è meglio”? Spazzolare con troppa forza o con movimenti aggressivi non li rende più puliti, anzi può contribuire all’usura dello smalto. Dopo aver consumato cibi o bevande acide, è importante non lavare subito i denti. In quel momento lo smalto è temporaneamente più vulnerabile e lo spazzolamento può danneggiarlo ulteriormente.
Infine, è fondamentale gestire condizioni come il bruxismo o il reflusso gastroesofageo. Digrignare o serrare i denti, spesso in modo involontario, e l’esposizione frequente agli acidi gastrici possono accelerare notevolmente la perdita di smalto.
Per valutare lo stato di salute dello smalto è necessario effettuare una visita odontoiatrica. Di grande importanza è la valutazione del rischio di carie tramite il test della cariorecettività, che permette al paziente di ridurre l’incidenza di nuove carie. I controlli specialistici regolari giocano un ruolo chiave nella prevenzione. Anche in assenza di dolore o fastidi evidenti, il dentista può individuare i primi segni di indebolimento dello smalto prima che diventino un problema serio.
Se vuoi prenotare una pulizia dentale professionale, contattaci. Per esempio, nel nostro studio dentistico a Modena ci occupiamo dei pazienti con grande cura e attenzione, fornendo loro consigli per una corretta igiene dentale domiciliare e per una prevenzione ottimale. Presso Odontoiatria Ancillotti di Montecatini Terme, lo staff dedica grande attenzione a questo tema, spiegando ai pazienti come funziona la pulizia, quali sono i suoi benefici e perché rappresenta uno strumento di prevenzione indispensabile.
| Problema | Causa principale | Conseguenze |
|---|---|---|
| Placca/Tartaro | Igiene insufficiente | Gengivite, carie, parodontite |
| Carie | Batteri cariogeni e zuccheri | Devitalizzazione, ascessi |
| Parodontite | Gengivite trascurata | Mobilità dentale, perdita denti |
| Erosione smalto | Alimenti/bevande acide | Sensibilità, discromie, usura |
Hai sensibilità o sintomi di usura dello smalto? O vuoi proteggere il tuo smalto dentale? Per prevenire questi problemi prenditi cura della tua igiene orale.
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