
I denti del giudizio, o terzi molari, sono quattro denti che occupano le ultime posizioni, più interne, delle arcate dentali superiore e inferiore. I denti del giudizio non risultano fondamentali nella masticazione e non assolvono ad alcuna specifica funzione all’interno dell’arcata dentaria.
La pericoronite è un’infiammazione della gengiva che circonda il dente in fase di eruzione. La pericoronite al dente del giudizio è un’infiammazione della gengiva che circonda un dente in fase di eruzione. Il termine "pericoronite" deriva da peri- (intorno), corona (la parte visibile del dente) e -ite (infiammazione), e indica quindi un processo infiammatorio localizzato attorno alla corona di un dente parzialmente erotto.
La causa principale di pericoronite è l’inclusione totale o parziale di un dente (soprattutto quella dei denti del giudizio). Quando un dente del giudizio non trova spazio sufficiente per erompere completamente, rimane parzialmente coperto dalla gengiva. Spesso restano inclusi o spuntano solo in maniera parziale. Ciò è dovuto a un “problema” anatomico: nel corso dell’evoluzione, in seguito soprattutto a modificazioni della dieta, le dimensioni delle ossa mascellari si sono ridotte e quindi i denti del giudizio, essendo di dimensioni notevoli, difficilmente riescono ad erompere correttamente o senza problemi.
In tali condizioni, la compressione tra il dente non completamente erotto e il tessuto gengivale sovrastante favorisce l'accumulo di frammenti alimentari. I cibi liquidi e solidi possono finire intrappolati nella tasca provocando appunto infiammazione e creando la pericoronite. Banalmente, proprio la scarsa igiene di denti e bocca è spesso l’elemento scatenante della pericoronite o porta comunque ad un peggioramento delle condizioni.
L’infiammazione può essere causata anche da traumi, residui di cibo, infezioni batteriche, posizione del dente e ragioni anatomiche. Altri fattori che contribuiscono all’insorgenza di tale disturbo includono il trauma ripetuto causato dal contatto con i denti opposti, che può irritare ulteriormente il tessuto gengivale.
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Oltre ai fattori locali, esistono condizioni sistemiche che possono aumentare la suscettibilità alla pericoronite. Uno stato di immunodepressione, come nel caso di pazienti affetti da diabete, infezioni virali o sottoposti a terapie immunosoppressive, riduce la capacità dell’organismo di contenere la proliferazione batterica. Inoltre, i cambiamenti ormonali, tipici di fasi come la pubertà o la gravidanza, possono alterare la risposta infiammatoria a livello gengivale.
Se il dente del giudizio che sta spuntando ti causa una pericoronite, la gengiva intorno ad esso apparirà infiammata, gonfia, molto arrossata e dolorante. Il dolore, poi, peggiora al momento della masticazione. Uno dei segnali più comuni è il dolore localizzato nella zona del dente del giudizio, spesso accompagnato da gonfiore e arrossamento della gengiva circostante e alitosi, dovuta all’accumulo di batteri.
La pericoronite al dente del giudizio, inoltre, può anche causare alitosi e la sensazione di uno sgradevole sapore in bocca, dovuta sostanzialmente alla presenza di pus, che altro non è che un accumulo di batteri, detriti cellulari e globuli bianchi. Talvolta la pericoronite può essere connotata da purulenza, ossia determinare fuoriuscita di pus laddove si eserciti una leggera pressione sulla zona interessata.
Nei casi di infiammazione più grave al dente del giudizio, in seguito alla pericoronite possono presentarsi anche altri sintomi: trisma (difficoltà ad aprire la bocca), dolore al collo e all’orecchio; ingrossamento dei linfonodi; edema della parte del volto in cui si trova il dente; mal di testa; febbre, segno che l’infezione batterica sta progredendo a livello sistemico. Se trascurata, la pericoronite può evolvere in condizioni molto più serie come un ascesso dentale.
La diagnosi di pericoronite viene effettuata dal dentista attraverso degli esami clinici. Il dentista sottoponendoti ad una visita attenta ed accurata verificherà lo stato di salute della tua bocca e cercherà di comprendere la reale causa dei tuoi sintomi. Se lo riterrà opportuno, l’odontoiatra potrebbe anche sottoporti a un esame radiografico, necessario per valutare la posizione dei denti e monitorare l’allineamento dei denti del giudizio.
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I sintomi tipici della pericoronite possono essere simili a quelli causati da altre patologie, quali parodontite, pulpite o disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare, perciò la visita e gli eventuali esami sono fondamentali per porre una diagnosi corretta.
Il trattamento dipenderà dalla gravità della situazione: in alcuni casi sarà sufficiente intervenire con l’assunzione di semplici antibiotici, con risciacqui di acqua salata tiepida o con l’utilizzo di un collutorio a base di clorexidina. Nella fase acuta si interviene con farmaci antibiotici e antinfiammatori associati a tecniche di igiene orale come sciacqui con acqua salata tiepida, l’uso di collutori a base di clorexidina, e la pulizia della zona con uno spazzolino monociuffo.
Nei casi più semplici - caratterizzati quindi da manifestazioni lievi - l’uso di collutori a base di clorexidina può essere sufficiente. La clorexidina è una molecola dotata di proprietà antisettiche ed è quindi in grado di contrastare l’azione nociva dei batteri. Sarà anche di fondamentale importanza effettuare correttamente le normali manovre di igiene orale usando uno spazzolino a setole morbide.
Per alleviare i sintomi dolorosi nelle fasi iniziali, è possibile assumere antidolorifici a base di ibuprofene o paracetamolo. Se l'infezione non si è ancora diffusa, il dentista potrà procedere con un’accurata pulizia dell’area interessata in anestesia locale. Se il dolore e l’infiammazione sono molto gravi, la pericoronite deve essere trattata con degli antibiotici eventualmente somministrati per via endovenosa e con un intervento chirurgico.
Come ultima soluzione, nel caso in cui lo stato infiammatorio sia particolarmente ingente, è indicato un intervento di chirurgia orale. Se si desidera preservare il dente del giudizio coinvolto, si può optare per un piccolo intervento chirurgico volto alla rimozione del lembo gengivale (opercolo) che ricopre parzialmente il dente. Questa procedura, eseguita da un chirurgo orale o un dentista esperto, riduce il rischio di accumulo di batteri e residui alimentari.
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Nei casi in cui la pericoronite tenda ad essere recidiva o il dente del giudizio non abbia spazio sufficiente per erompere correttamente, la soluzione più efficace è rappresentata dall’estrazione del dente stesso, che elimina ogni possibilità di infezione futura. L’estrazione del dente del giudizio viene eseguita dall’odontoiatra in anestesia locale e, se necessario per il dente inferiore, di tipo tronculare; a seconda del dente potrebbe essere necessario fare un piccolo taglio nella gengiva per poterlo rimuovere.
Dopo l’estrazione è fondamentale seguire indicazioni specifiche: tenere ghiaccio per ridurre il gonfiore, lavare i denti fino alla zona delle suture facendo attenzione a non tirare i punti e rispettare le prescrizioni del dentista. Se necessario, per motivi di funzionalità o estetica, il paziente può essere indirizzato verso soluzioni riabilitative quali una protesi dentale o trattamenti di implantologia.
Trattamenti alternativi per la pericoronite possono essere rappresentati dall'utilizzo di laser per la rimozione dell'opercolo. L’operazione chirurgica può richiedere l’asportazione della parte di gengiva infiammata o l’estrazione del dente; in casi complessi potrà essere richiesto anche un consulto con un chirurgo maxillo-facciale.
La prevenzione è il modo migliore per evitare i fastidi e le complicazioni associate alla pericoronite. Il primo passo fondamentale è mantenere sempre una buona igiene orale che comprenda lo spazzolamento dei denti almeno due volte al giorno con uno spazzolino a setole morbide. Questo tipo di spazzolino aiuta a prevenire il sanguinamento gengivale e a rimuovere delicatamente la placca, senza irritare i tessuti sensibili.
In aggiunta, un valido supporto alla routine di igiene orale quotidiana è rappresentato dall’utilizzo di un collutorio specifico come quelli a base di clorexidina, particolarmente indicati in caso di gengive infiammate o sanguinanti. Oltre a una corretta igiene orale, è consigliabile adottare ulteriori abitudini salutari: seguire una dieta ricca di vitamine C e D contribuisce a rafforzare le gengive e a migliorare la risposta immunitaria dell’organismo; evitare alimenti troppo duri o appiccicosi; non fumare e non assumere alcol.
È importante contattare il dentista non appena si avvertono i primi sintomi di pericoronite, come dolore o gonfiore nella zona del dente del giudizio. Visite regolari dal dentista permettono di monitorare la crescita dei denti del giudizio e di intervenire tempestivamente in caso di problemi.
| Elemento | Descrizione |
|---|---|
| Sintomi | Gonfiore, arrossamento, dolore, alitosi, pus, trisma, linfonodi ingrossati, febbre |
| Cause | Inclusione parziale del dente, accumulo di cibo, scarsa igiene, traumi, posizione del dente, condizioni sistemiche |
| Rimedi conservativi | Igiene orale, collutori a base di clorexidina, sciacqui con acqua salata, antidolorifici, antibiotici |
| Rimedi chirurgici | Opercolectomia (rimozione dell’opercolo), estrazione del dente, uso del laser |
Se la pericoronite è lieve si può risolvere facendo dei risciacqui con dell’acqua salata tiepida o clorexidina e assumendo antidolorifici se necessario. Se la pericoronite è ad uno stato avanzato è consigliata la chirurgia orale, con l’obiettivo di eliminare il lembo gengivale o estrarre il dente del giudizio. Laddove l’infezione non si sia limitata a causare un mero gonfiore ma abbia causato anche febbre sarà necessario accostare al trattamento l’assunzione di appositi antibiotici.
Non è assolutamente vero che i denti del giudizio vadano sempre rimossi: se crescono allineati e dritti, in genere non danno problemi. Quando ci sono carie molto profonde o il malposizionamento determina un rischio per il dente vicino, si deve valutare caso per caso se mantenere l’elemento curandolo o toglierlo.
La prognosi della pericoronite è generalmente favorevole: i sintomi tendono a risolversi nell’arco di pochi giorni o, al massimo, entro un paio di settimane a seconda della gravità e della tempestività del trattamento. È essenziale evitare l’automedicazione: l'uso inappropriato di antibiotici o altri farmaci senza controllo medico può mascherare i sintomi e favorire la comparsa di batteri resistenti.
Ognuno di noi prima o poi dovrà affrontare delle problematiche riguardanti la salute orale; per evitare di incappare in disturbi legati ai denti del giudizio è consigliato sottoporsi regolarmente a visite odontoiatriche.
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