Cause e trattamento del sigmatismo interdentale e dell’intelligibilità ridotta

Imparare a parlare è per i bambini uno dei primi grandi traguardi della vita. È molto difficile, però, che già dai primi tentativi queste parole escano perfette, quindi non bisogna preoccuparsi se a due, tre anni non riescono ancora a pronunciare la r o se la s non è perfetta.

Che cos’è il sigmatismo e come si manifesta

Il difetto di pronuncia del fonema “s” si dice sigmatismo. Il sigmatismo è un disturbo della pronuncia delle consonanti che iniziano con il suono “s” o “z” in lingua italiana. Probabilmente non avete mai sentito questa parola, ma sicuramente sapete di cosa si tratta: avete presente quando i bambini non riescono a pronunciare correttamente le lettere s e z? Ecco, questo difetto di pronuncia si chiama sigmatismo.

Per sigmatismo interdentale si intende un difetto di pronuncia (dislalia) per cui la lingua, nell’articolazione del fonema /s/, si interpone tra le arcate dentarie le quali vengono mantenute lievemente scostate. Il sigmatismo interdentale è caratterizzato da una posizione errata della lingua, che si interpone tra gli incisivi superiori durante la produzione del suono “s” o “z”.

Il sigmatismo si distingue in interdentale, per interposizione della lingua tra gli incisivi superiori ed inferiori, in addentale per apposizione della punta della lingua contro la superficie posteriore degli incisivi superiori, ed in laterale per sollevamento della punta della lingua verso un lato del palato duro e fuoriuscita dell’aria dal lato opposto, specie se il soggetto manca dei premolari. Sigmatismo: nel caso della s mal pronunciata il difetto può avere tre caratteristiche, cioè essere interdentale quando la lingua si mette tra l'arcata superiore e inferiore, addentale quando la punta della lingua è appoggiata agli incisivi o ancora laterale quando la lingua si poggia al palato.

schema posizione lingua per sigmatismo interdentale, addentale e laterale

Cause principali

Nella maggior parte dei casi la mancata acquisizione di un suono è dovuta a cause “funzionali”, cioè dovute al cattivo utilizzo delle strutture fisiologiche. Questi deficit di pronuncia si chiamano dislalie. Queste abitudini, in generale, sollecitano la lingua a mantenersi tra le arcate dentarie nella posizione tipica del bambino che ancora non ha i denti, mentre succhia il latte.

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  • Abitudini viziate: Quando parliamo di abitudini viziate intendiamo: suzione del ciuccio, utilizzo del biberon, suzione del dito o delle guance e onicofagia.
  • Persistenza della deglutizione infantile: Nella deglutizione “da neonato”, la lingua spinge in avanti contro le gengive (o poi contro i denti) per succhiare il latte. Crescendo, questa deglutizione dovrebbe evolvere in una “deglutizione adulta”, con la lingua che spinge contro il palato.
  • Respirazione orale: Anche la respirazione orale può creare un terreno di attecchimento facile per il sigmatismo interdentale.
  • Malocclusione dentale e condizioni strutturali del cavo orale: Il sigmatismo nei bambini è tipica dislalia dentale che può avere origine da una mal occlusione dei denti. Le condizioni strutturali del cavo orale, che vanno valutate da uno specialista.
  • Apparecchi ortodontici linguali o espansori palatali: Quasi sempre gli apparecchi ortodontici applicati sul lato linguale, siano essi apparecchi fissi linguali o espansori palatali causano un difetto di pronuncia del fonema S, questo tende a ridursi ed in alcuni casi a scomparire dopo alcuni giorni perchè la lingua si ricalibra nella sua posizione migliore.

Effetti sull’intelligibilità e sviluppo scolastico

Piu del singolo suono conta l'intelligibilita: quanto il bambino e compreso da persone estranee alla famiglia. Il criterio più utile per un genitore non è quindi l’elenco dei suoni, ma l’intelligibilità: quanto il bambino viene compreso da persone estranee alla famiglia.

La distinzione tra disturbo articolatorio e disturbo fonologico è importante. Nel disturbo articolatorio il bambino non riesce a produrre correttamente un suono: sa quale suono serve, ma la realizzazione motoria non riesce. Nel disturbo fonologico la produzione motoria è possibile, ma il sistema di regole che organizza i suoni della lingua non è ancora maturo: il bambino semplifica sistematicamente, riduce gruppi consonantici, sostituisce categorie di suoni, omette sillabe.

Il secondo si associa più spesso a difficoltà successive di letto-scrittura. La conseguenza pratica: il primo caso richiede lavoro sulla produzione del singolo suono, il secondo sull’organizzazione del sistema.

Diagnosi: quando rivolgersi a specialisti

La prima verifica da fare e l’udito, e nella maggior parte dei casi non esiste una causa identificabile. Per una difficoltà di pronuncia il riferimento è il logopedista, su indicazione del pediatra. Articolo divulgativo, non sostituisce una valutazione professionale.

Molti genitori si preoccupano quando notano che il loro bambino, magari intorno ai 3 anni, pronuncia male la S (sigmatismo). Se ti ritrovi in questa descrizione, sappi che è una situazione molto comune. Fino ai 3-4 anni, un sigmatismo è considerato fisiologico (normale). Tuttavia, è importante monitorare la situazione.

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Trattamento e tecniche logopediche

Il sigmatismo interdentale viene valutato e preso in carico dal logopedista il quale adotta un insieme di tecniche per far sì che la lingua resti in una postura corretta durante l’articolazione. Il trattamento del sigmatismo prevede l’intervento di un logopedista. Il logopedista attraverso esercizi specifici e tecniche di rieducazione fonatoria, aiuta il paziente a correggere la posizione della lingua e a produrre correttamente i suoni “s” e “z”.

La terapia logopedica non consiste semplicemente nel “ripetere ‘S’ allo specchio”. Per migliorare la pronuncia della ‘S’, è importante iniziare con una corretta postura della bocca e della lingua. La lingua deve essere posizionata dietro i denti superiori, con la punta leggermente sollevata. Questo permette di controllare meglio il flusso d’aria e ottenere un suono chiaro e preciso.

Un esercizio pratico per migliorare la pronuncia della ‘S’ è il cosiddetto “esercizio del serpente”. Si tratta di pronunciare il suono ‘ssss’ in modo prolungato, cercando di mantenere un flusso d’aria costante e controllato. Un altro esercizio efficace è la lettura ad alta voce di testi che contengono molte parole con la ‘S’. Un altro esercizio utile è quello della ripetizione di frasi scioglilingua che contengono molte ‘S’.

esercizi logopedici per la S: esercizio del serpente e lettura ad alta voce

È utile far sentire la vibrazione della “r” sotto il mento per imparare ad impostarla correttamente. Uno strumento utile è lo spazzolino da denti elettrico: appoggiato sotto la lingua, posizionata dietro gli incisivi, permette di far sentire la vibrazione al bambino.

Ruolo dell’ortodonzia e collaborazione interdisciplinare

Esiste uno strettissimo legame tra logopedia e ortodonzia. Se la lingua spinge costantemente contro i denti (deglutizione scorretta), può vanificare anni di terapia ortodontica. Il sigmatismo nei bambini è tipica dislalia dentale che può avere origine da una mal occlusione dei denti. Le condizioni strutturali del cavo orale, che vanno valutate da uno specialista.

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Un’attenzione preventiva: limitare inoltre l’alimentazione del bambino a cibi poco consistenti o frullati è un grosso errore: le strutture fisiche che servono per parlare (labbra, lingua, muscoli facciali) maturano e si allenano attraverso la funzione masticatoria e la deglutizione. Correggere tali abitudini comportamentali incongrue è un’ ottima prevenzione nei confronti della mal occlusione dentale e quindi del disequilibrio che ne consegue e che altera la funzione masticatoria e fonetica.

Consigli pratici per i genitori

  • Non correggere chiedendo di ripetere: aumenta la consapevolezza dell’errore e riduce la produzione spontanea. È importante non correggere i bambini, ma piuttosto ripetere le parole.
  • Se il bambino dice: "guarda, una mosca" voi potete ripetere "davvero, è proprio una mosca", ancora meglio se guardandolo in faccia.
  • Monitorare l’intelligibilità: il criterio pratico per i genitori non è l’elenco dei suoni ma l’intelligibilità per chi non è in famiglia.
  • Quando rivolgersi a uno specialista: una valutazione logopedica è il passo migliore. La prima verifica da fare è l’udito.

Impatto sociale ed emotivo

Le difficoltà di pronuncia possono avere effetti sulle relazioni con i coetanei, e i bambini con disturbi del linguaggio risultano più esposti a prevaricazioni. Un bambino che non pronuncia bene alcuni suoni preoccupa spesso più di quanto dovrebbe, e in altri casi meno di quanto servirebbe.

Risorse e supporto

Per una difficoltà di pronuncia il riferimento è il logopedista, su indicazione del pediatra. Esistono corsi, strumenti e professionisti specializzati: "Vivi a Firenze o in Toscana e noti questo difetto di pronuncia in tuo figlio? Dott. Gabriele Floria Odontoiatra, Specialista in Ortognatodonzia, Esperto ed Opinion leader in ortodonzia linguale, Formatore ed Istruttore clinico per WIN Lingual System organizza periodicamente corsi di certificazione alla tecnica linguale individualizzata."

La fonetica è una componente essenziale della lingua italiana, poiché influisce direttamente sulla comprensione e sulla comunicazione. Studiare la fonetica italiana permette di comprendere meglio come funzionano i suoni della lingua e come vengono articolati.

Problema Possibili cause Intervento
Sigmatismo interdentale Abitudini viziate, deglutizione infantile, respirazione orale, malocclusione Valutazione logopedica, rieducazione fonatoria, collaborazione ortodontica
Intelligibilità ridotta Disturbo articolatorio o fonologico, problemi uditivi, condizioni orali Controllo udito, valutazione logopedica, intervento mirato sulla produzione o sul sistema

Non correggere chiedendo di ripetere: aumenta la consapevolezza dell’errore e riduce la produzione spontanea. Ricorda che il sigmatismo non è quasi mai un problema di “pigrizia”.

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