Storia e utilizzo dell astuccio con pettine e spazzolino

L’oggetto-compagno della quotidianità di ogni scuola e casa, l’astuccio con pettine e spazzolino, porta con sé una storia millenaria che attraversa culture e secoli. Dalla preistoria all’epoca contemporanea, pettini, astucci e spazzolini hanno accompagnato pratiche di igiene, ornamento e ritualità religiosa, riflettendo mode, tecniche di lavorazione e innovazioni tecnologiche.

Origini antiche: pettini, astucci e usi sacri

Vari esemplari di pettini, realizzati in avorio, legno, bronzo e argento, testimoniano l’importanza simbolica e pratica di questi strumenti fin dai tempi antichi. Pettini in avorio e in legno sono stati reperiti anche in tombe egizie della I dinastia (3000 a.C.), spesso decorati con ornamenti simbolici incisi e perfino con il nome del proprietario. Figura 1. Un magnifico campione di pettine d'avorio è quello rinvenuto in una tomba micenea, a Sparta, nell'Attica, con unica fila di denti e con doppio fregio di sfingi alate. Si producevano pettini con vari materiali quali il legno, l’argento e perfino l’oro. Il più bell’esemplare di pettine dell’età classica è infatti quello aureo rinvenuto in una tomba principesca scitica a Solocha, nella Russia meridionale. L’esemplare, risalente al IV secolo a.C. Nell’antica Grecia i pettini d’oro avevano la funzione di offerta votiva per le divinità femminili e rientravano nei corredi sacri. In epoca romana l’acconciatura dei capelli rivestiva un ruolo fondamentale ed era simbolo dell’appartenenza a una classe sociale benestante. Un celebre esempio di pettine medievale, probabilmente da acconciatura, è quello conservato nella Basilica di Monza, appartenuto alla regina Teodolinda (VI secolo). L’ornamentazione dei pettini, in questo periodo, segue lo stile bizantino e include elementi figurativi tratti spesso da storie sacre, caratteristiche che si protrarranno fino al XIV secolo. Un altro pettine celebre è quello di Enrico I, adorno di pietre preziose, conservato nel duomo di Quedlinburg.

Nel sec. XVI, mentre persiste il pettine liturgico - già in uso nell’Alto Medioevo e utilizzato dai preti per ravviare la capigliatura prima di recarsi all’altare (un importante esemplare del sec. X è conservato al Museo di Nancy) - l’ornamentazione dei pettini d’uso quotidiano si arricchisce di motivi pagani, come amorini, scene di caccia e altri temi allegorici. Figura 3-4 Esempi di pettini medioevali. Figura 4. Nel Seicento e nel Settecento fu proprio la Francia, considerata il centro europeo del buon gusto, a dare l’avvio alla moda delle parrucche. Luigi XIII, colpito da una calvizie precoce causata da una malattia, ne fece largo uso, ma il vero trionfo della parrucca si ebbe con il suo successore Luigi XIV, il Re Sole, che portò quest’accessorio alla sua apoteosi. Curiosità: nel XVI secolo Isabella d’Este introdusse la capigliara, una parrucca fatta di capelli e stoffe increspate. Nell’articolo pubblicato dal critico d’arte Prof. Filargino Frusciante - Storia dell’acconciatura femminile tra XV e XVI secolo - avevamo già letto di come Beatrice D’Este, moglie di Ludovico il Moro, nel XV secolo avesse ideato l’acconciatura detta “coazzone”.

Seicento-Ottocento: parrucche, ornamenti e nuove tecniche

Durante il XVI secolo e oltre, l’ornamentazione dei pettini e l’uso dell’astuccio evolvevano insieme alle mode. Nel 14° secolo compaiono motivi profani nella decorazione; nel 16° secolo sono frequenti i motivi pagani, e pettini d’ebano o di piombo diventano comuni. Nel 17° secolo iniziano a comparire pettini di tartaruga; tra gli esempi celebri troviamo quello di Cristina di Svezia (1630). Con l’introduzione delle moderne tecniche di lavorazione i pettini assumono nuove forme, ma restano strumenti di decorazione e funzione pratica.

Spazzolini: dalle origini alle rivoluzioni del XX secolo

Prima dell’epoca moderna, già nell’antichità l’igiene orale si praticava con bastoncini masticabili, rami o ossa di animali. Il primo spazzolino vero e proprio risale ai primi secoli dopo Cristo in Cina, dove le setole erano realizzate con peli di maiale o cinghiale e il manico di bambù o osso. Intorno all’800 in Europa si diffusero spazzolini con peli di suino e manico di osso. Negli Stati Uniti, il primo spazzolino fu realizzato con setole di origine animale e manico in osso, avorio o legno. Tuttavia, col tempo si scoprì che le setole animali ospitavano batteri; si passò quindi a manici di celluloide e setole di nylon, ovvero materiali sintetici. Non sottovalutare la pulizia dello spazzolino: molti germi si annidano tra le setole e una corretta igiene è essenziale per la salute orale. Seguite queste 6 semplici indicazioni per avere sempre lo spazzolino pulito: lavarsi le mani prima e dopo l’uso, risciacquare accuratamente lo spazzolino con acqua calda, conservare lo spazzolino in posizione verticale, sostituirlo dopo influenza o malattie, cambiarlo ogni 3-4 mesi o quando le setole mostrano usura, non condividere lo spazzolino.

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Lo spazzolino con setole sintetiche (nylon) e manico moderno

A proposito degli astucci, essi hanno accompagnato l’evoluzione degli strumenti di igiene personale e di scrittura: ad esempio, un astuccio decorato poteva contenere pettine, spazzolino e altri accessori per la cura personale, oltre a offrire una cornice di identità personale o di status sociale. In epoche diverse, gli astucci venivano prodotti con materiali pregiati o semplici, ma sempre pensati per proteggere e portare con sé gli strumenti di igiene e cura personale.

Riferimenti culturali e moderni utilizzi

Nel XIX e XX secolo, l’industria della piccola cancelleria e della setola ha contribuito a ridefinire gli astucci scolastici e gli accessori da viaggio. Il volume e la descrizione storica di oggetti scolastici, incluse le penne, le gomme e gli astucci dal 1920 a oggi, mostrano come gli strumenti di igiene personale si intreccino con la cultura della scuola e della moda. Anche l’iconografia degli spazzolini maschili, come lo spazzolino da baffi, riflette continuità storiche e nuove tendenze della cura personale, tornate di moda in periodi come Movember e nelle rievocazioni di stili d’epoca.

Riassunto grafico

La lunga storia dell astuccio con pettine e spazzolino mostra una trasformazione continua: dall’avorio dei pettini sacri alle parrucche barocche e alle nuove plastiche dello spazzolino moderno, passando per l’evoluzione delle tecniche di lavorazione e dei materiali, fino alle pratiche quotidiane di igiene odierne. L’uso dell’astuccio come contenitore di oggetti di cura personale e di scrittura evidenzia l’intersezione tra bellezza, salute e funzionalità nel corso dei secoli.

Immagine di un pettine antico in avorio con decorazioni simboliche
Immagine di spazzolino medievale in osso e corno
Video introduttivo sull’evoluzione dello spazzolino
PeriodoOggettoMaterialiUso
antichitàpettineavorio, legnodecorazione, uso quotidiano
XV-XVI secolopettineebano, piomboornamento, simboli pagani
XVIII-XX secolospazzolinosetole animali, osso/avorio/legnoigiene dentale
XX secolospazzolinonylon, resineigiene quotidiana

Per chi desidera approfondire, l’evoluzione degli astucci scolastici dal 1900 a oggi, con focus su penne, gomme, astucci e strumenti di scrittura e igiene, offre una chiave di lettura sull’evoluzione della società e della cultura materiale.

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