La motonave di Colleponi (comune di Genga): storia e informazioni

Siamo nella provincia di Ancona, ma il mare è ancora lontano. Eppure, in questo scenario bucolico marchigiano, è facile veder spuntare da un’altura la prua di una nave. Nessuna allucinazione: non si tratta dell’Arca di Noè.

La storia di questa straordinaria costruzione inizia nel 1978, quando il proprietario residente nella vicina Arcevia aveva ottenuto le autorizzazioni dal Comune per l’immobile finito di costruire nel 1983. L’idea era di adibirla a ristorante per i visitatori delle vicine grotte, ma il progetto, è il caso di dirlo, è naufragato sul nascere.

La prua della motonave spuntante sulle colline di Colleponi

Che cosa è la "Nave di Genga"

La costruzione presenta le caratteristiche di un’autentica imbarcazione: una nave vera e propria, con tanto di poppa e prua, adagiata sulle colline. Su questa collinetta vi riposa da oltre quarant’anni, sotto gli sguardi degli automobilisti, che tutti i giorni la vedono spuntare dalla sottostante provinciale, e dei curiosi che cercano di aggirarne la recinzione.

Visibile dalla strada provinciale che conduce a Sassoferrato, il relitto è stato spesso criticato dagli ambientalisti, i quali ne hanno più volte invocato la demolizione. La Nave di Genga da sotto lungo la strada provinciale appare in tutta la sua bruttezza, ferita abominevole tra case anch’esse senza nessuna identità.

Origini e autore del progetto

La genesi di questo progetto affonda le radici nella biografia del suo creatore: è stata costruita con minuzia di particolari da un gengarino che ha trasfuso la sua passione per le costa e i litorali. L’inconsapevole artista, architetto, creatore della Nave di Genga, dopo anni passati in mare, (un marittimo di origini contadine) è tornato alla sua terra natia per investire i suoi risparmi in un ristorante a forma di nave.

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Chi è il folle che ha concepito la Nave di Genga, che ha appoggiato sulla terra una nave costruita in mattoni e cemento armato? Quale trasfigurazione ed impeto ideale ha scatenato un tale delirio creativo?

Funzione, autorizzazioni e stato attuale

Sono una delle innumerevoli tracce indecenti che gli anni ‘70 ci hanno lasciato nel paesaggio. Un tempo adibita a ristorante, la struttura è oggi in disuso, ma non può essere demolita perché - incredibilmente - ha tutti i permessi in regola. La costruzione è diventata nel tempo un vero e proprio punto di riferimento per gli automobilisti.

La motonave vista dalla provinciale SP22, località Osteria di Colleponi

Il ristorante una copertura (è stato aperto al pubblico per brevi periodi) il suo intento una provocazione alla “Bella Italia” e a noi italiani sempre affamati di cemento. Forse ha ingannato tutti.

Percezione artistica e fotografica

La Nave di Genga è un pugno in un occhio. Nella bellezza del paesaggio la nave è un pugno in un occhio, ma quel delirio architettonico sembra essere diventato monumento artistico contemporaneo. Certo è proprio di quegli anni ‘70 un’arte provocatoria, concettuale, che si voleva distaccare completamente dalla tradizione, dalla storia, da tutto quello che fino ad allora era concepito come arte.

Mi giro, volto le spalle alla nave e godo di un paesaggio agricolo incantevole. La Nave di Genga la devo fotografare da lontano, la devo inserire in questo paesaggio tipico marchigiano. Trovo il punto ideale, ma il sole alto dietro le mie spalle proietta una luce “piatta”, senza ombre e non aiuta per lo scatto che ho in mente. La Nave di Genga deve staccarsi dallo sfondo agricolo, emergere con più incisività. Ci devo tornare quando il sole è più basso. Ed infatti, un ora prima del tramonto, vengo premiato da uno scenario ideale, un raggio di sole colpisce la nave, ne disegna il profilo e la rende quasi reale, quasi fosse un relitto arenato.

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Documentario / servizio sulla Nave di Genga e le sue fotografie

La tecnica che sto usando è quella del “Photo Stitching“: tanti scatti da mettere insieme poi su computer. Mi aiuta anche il sistema HDR per l’esposizione, ogni inquadratura è un tassello del mosaico che avrà molti set di gestione cromatica. Avrò il controllo totale della luce, potrò scegliere l'intensità tonale per ogni zona dell’immagine. Ma tutto avverrà dopo, su un PC attrezzato.

Localizzazione e contesto territoriale

Situata in località Osteria di Colleponi, lungo la SP22 che collega Genga a Sassoferrato, la struttura si trova a due passi da Genga, un bellissimo borgo delle Marche, in località “Osteria di Colleponi” una frazione sulla strada provinciale che va a Sassoferrato. A Genga, borgo famoso per le grotte di Frasassi, il paesaggio è quello tipico dell’Appennino marchigiano: eppure, c’è stato chi, negli anni Settanta, ha pensato bene di piazzarci una nave.

Genga è un comune preappenninico di quasi 2000 abitanti della provincia di Ancona situato tra i monti Piano, Gallo e Castellano, e solcato dalla valle del Sentino. Il complesso carsico delle celebri Grotte di Frasassi, scoperto nel 1971 da un gruppo di speleologi del CAI di Ancona, ha dato al territorio fama nazionale e internazionale.

Panorama della valle del Sentino e i colli intorno a Genga

Genga: storia, reperti e patrimonio

Importanti ritrovamenti di insediamenti e manufatti risalenti alla preistoria sono stati effettuati in diverse località del comune di Genga: Donatelli-Colleponi, Pianacci, Pianello e Frasassi. In particolare a Pianello è stata ritrovata una necropoli protovillanoviana con 56 urne cinerarie relative al periodo tra Età del Bronzo ed Età del Ferro. Anche la zona di Frasassi ha restituito giacimenti preistorici con oggetti di uso quotidiano, come pure almeno tre grotte abitate per parecchi secoli.

Molti reperti si trovano ora al locale Museo Speleo Paleontologico e Archeologico, ospitato presso i locali dell'antico cenobio dell'abbazia di S. Vittore, il quale possiede il famoso Ittiosauro di Genga (un rettile marino lungo circa 3 metri, vissuto nel Giurassico superiore, circa 150 milioni di anni fa) trovato a breve distanza da qui e diversi manufatti paleolitici, il più antico cranio umano rinvenuto nella regione Marche (nella gola della Rossa) e risalente a circa l'8000 a.

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Poco si conosce del periodo romano di Genga, anche se ragionevoli ipotesi pongono il suo territorio all’interno del vicino municipio romano di Sentinum. Una testimonianza dell’epoca è il quasi intatto ponte romano sul Sentino presso l’antica chiesa di S. Vittore alle Chiuse, ponte che conduceva a una stazione termale.

Le vicende medievali di Genga sono strettamente legate all’abbazia benedettina che sorgeva, accanto a questa chiesa romanica, nella gola montana di Frasassi, a breve distanza dal fiume Sentino. Il primo documento che menziona il monastero è del 1007 e riguarda una vendita di beni a suo beneficio.

Castelli, conti e papi

Il castello di Genga sorse nel 1090 in posizione elevata, inizialmente come feudo e presidio dell’abbazia di S. Vittore. Presto si affermò al suo interno la famiglia detta “dei conti della Genga” che annoverò nel Medioevo parecchi uomini d’arme, a partire dal capostipite Alberico, spesso impegnati a combattere contro la vicina Fabriano.

Nel 1823 un esponente della famiglia dei conti della Genga, il cardinale Annibale Sermattei della Genga, ascese al soglio pontificio con il nome di Leone XII. Nato a Genga nel 1760, sarebbe morto nel 1829. Questo papa commissionò all’architetto Giuseppe Valadier la costruzione, in puro stile neoclassico, del Tempio ottagonale all’interno di una grotta presso Frasassi e che viene utilizzato oggi come scenario per la realizzazione del grande Presepe vivente.

Perché la "Nave" continua a suscitare interesse

La Nave di Genga è al contempo curiosità, simbolo di un’epoca e ferita nel paesaggio. La visione d’insieme, immediata di uno scatto digitale, con questa tecnica di ripresa non è possibile. Un processo creativo simile allo scatto in pellicola, il risultato lo vedi dopo. Il mestiere e l’esperienza aiutano per questo tipo di fotografie paesaggistiche.

La Nave di Genga è un abuso edilizio di un folle ristoratore. Colline coltivate, case e casali sparsi, un paesaggio tipico dell’Italia appenninica. Qui mi sono impegnato nel ritrarre un paesaggio italiano consueto ma con qualcosa di “folle” nel suo cuore. Un cuore di cemento, non di terra, un cuore ancora legato al mare.

Note di percorso per chi visita

  • Come raggiungere: la motonave si trova lungo la SP22, località Osteria di Colleponi, sulla strada provinciale che va da Genga a Sassoferrato.
  • Visibilità: è visibile facilmente dalla strada provinciale e rappresenta un punto di riferimento per gli automobilisti.
  • Attenzione: la struttura è in disuso e recintata; molti curiosi hanno tentato di aggirare la recinzione.

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