Proposte per i laboratori odontotecnici: analisi delle dinamiche politiche e delle prospettive di riconoscimento

Il profilo con cui l’Odontotecnico è attualmente inquadrato, è quello previsto dalla RG. n. 1334 del 31/05/1928 che gli attribuisce lo status di “Esercente Arte Ausiliaria delle Professioni Sanitarie”. Considerati i notevoli passi avanti compiuti dalla Ns. E’ evidente, dunque, che l’Odontotecnico riveste oggi, un ruolo di primo piano nel settore socio - sanitario, anche in virtù dei numerosi, nonché sempre più validi, studi medici condotti in materia di Posturologia e Ortopedia, che attribuiscono al cavo orale un ruolo chiave nella salute dell’uomo; infatti, una protesi dentale mal progettata, o comunque non correttamente costruita, comprometterebbe gravemente la salute generale del paziente, con un notevole aggravio economico per la Spesa Pubblica Sanitaria.

Al fine di regolamentare al meglio la Ns. A dare notizia della presentazione da parte del Senatore Giancarlo Serafini di un nuovo Disegno di legge sul profilo dell’odontotecnico è stata l’ANTLO con un dettagliato post sul proprio sito. “Il 2022 potrebbe essere davvero l’anno giusto per il riconoscimento della professione sanitaria per gli odontotecnici”, si legge sul sito ANTLO. L’ANTLO, si ricorda, “da sempre sostiene che il riconoscimento dell’odontotecnico come professione sanitaria è un passaggio fondamentale per l’ottenimento di una rappresentanza politica e sindacale correttamente collocata all’interno del comparto al quale realmente gli odontotecnici di tutta Italia appartengono.

Quadro normativo e testi in discussione

Il Disegno d legge riprende, ma solo in parte, il testo di quello già presentato lo scorso anno dalla Senatrice Paola Boldrini ed assegnato il 20 luglio 2021 alla Commissione Igiene e Sanità, di cui la Senatrice è vice presidente, ma non ancora posto in discussione. Entrambi chiedono l’istituzione del nuovo profilo “In deroga a quanto previsto in materia di istituzione di nuove professioni sanitarie dalle leggi 1° febbraio 2006, n.43, e 11 gennaio 2018, n. 3” (Legge Lorenzin), ed inquadrano la professione di odontotecnico tra le professioni sanitarie dell’area tecnico-assistenziale.

Il testo discute anche la collocazione dell’odontotecnico tra le professioni sanitarie dell’area tecnico-assistenziale di cui all’articolo 3 della legge 10 agosto 2000, n. 251, prevedendo una laurea triennale in odontotecnica all’interno della facoltà di medicina e chirurgia e l’iscrizione ad un apposito Albo istituito presso l’Ordine dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione.

In entrambi i testi non è presente la parte sull’“collaborazione in studio per gli atti di verifica di congruità dei dispositivi medici su misura in campo odontoiatrico”, rimossa nel Sentore Serafini ma presente in altre formulazioni, dove restano comuni gli ambiti di intervento: produzione di dispositivi su misura, organizzazione e qualità degli atti professionali, e attività didattiche.

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Ambiti di intervento e scenari formativi

Identica, per entrambi, gli ambiti di intervento dell’odontotecnico: 1) responsabilità della produzione dei dispositivi medici su misura in campo odontoiatrico, da realizzarsi in coerenza con la prescrizione del medico ed esclusivamente all’interno di laboratori odontotecnici; 2) ambito di competenze: a) organizzazione, pianificazione e qualità degli atti professionali; b) modifiche sui dispositivi medici su misura su indicazione dell’abilitato all’esercizio dell’odontoiatria; c) attività didattica ai sensi dell’articolo 6 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502.

L’odontotecnico può operare sia in regime di dipendenza all’interno di strutture sanitarie pubbliche o private sia in regime di lavoro autonomo.

Competitività e innovazione nei laboratori odontotecnici

Relativamente alla frammentazione, i dati dell’ultima ricerca OmniVision di Key-Stone su 300 laboratori odontotecnici mostrano che il 74% dei laboratori con massimo tre tecnici lavora in logica di autoimpiego, e che il numero medio di studi dentistici serviti per laboratorio è vicino a 13, con una media di 39 studi serviti soprattutto negli ortodontici. L’età media dei titolari è di 57 anni, con una mediana di 58; solo il 24% ha meno di 50 anni, indicando una dinamica generazionale critica per la sopravvivenza del settore.

Un altro tema cruciale è la capacità di adottare nuove tecnologie: CAD/CAM, stampanti 3D e materiali avanzati, che permettono di competere con Industrie e centri di servizi, ma richiedono investimenti e formazione adeguati. La carenza di nuove leve formate e la difficoltà nel reclutare personale qualificato aggravano la situazione, aumentando la necessità di una maggiore rappresentanza politica e di reti d’impresa per sostenere le microimprese odontotecniche.

La soluzione potrebbe risiedere in una maggiore rappresentazione politica, nella cooperazione tra piccoli attori attraverso reti d’impresa, nel miglioramento dell’accesso al credito, nella specializzazione in nicchie di mercato o nell’adozione di tecnologie innovative.

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Opinioni e dinamiche politiche

Le cronache recenti riportano prese di posizione di sindacati come AIO e ANTLO contro emendamenti percepiti come limitanti e contro lo sviluppo di percorsi formativi adeguati alle esigenze odierne, chiedendo un percorso universitario e una detrazione fiscale delle spese odontoiatriche a livelli maggiori. Invariati, però, rimangono i timori di conflitti tra professioni sanitarie e di pressioni corporative.

La discussione in Senato e le proposte di emendamento puntano a un riordino delle arti ausiliarie delle professioni sanitarie entro il 2026, con l’obiettivo di aggiornare la normativa in linea con l’evoluzione tecnologica e di definire percorsi formativi coerenti con le attività effettivamente esercitabili. Il Governo è chiamato a proporre decreti legislativi, da discutere in Parlamento, per allineare norme, formazione e pratiche operative.

Aspetti economico-implicativi e contesto microimpresa

Le microimprese in Italia costituiscono oltre il 94% delle aziende e rappresentano la spina dorsale dell’occupazione, in particolare nel settore terziario. I laboratori odontotecnici, tipici esempi di microimpresa, affrontano sfide tipiche: frammentazione, battaglia sui prezzi, necessità di innovazione e difficoltà nel reperire risorse per investimenti tecnologici. In ottica di politica pubblica, si evidenzia l’urgenza di un nuovo quadro normativo e di strumenti di supporto che migliorino la competitività e la sostenibilità del settore.

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Una proposta emersa è l’istituzione di una categoria speciale dei professionisti della salute, con un quadro contrattuale uniforme che faciliti la partecipazione sindacale e la programmazione sanitaria, oltre a strumenti di equi-ordinazione normativa ed economica tra le diverse professioni sanitarie.

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La strada verso una revisione normativa completa richiede azioni concertate tra Governo, Ministeri competenti, Camere e sindacati, con l’obiettivo di garantire standard di qualità, sicurezza e accessibilità delle cure odontoiatriche per i cittadini, senza rinunciare all’identità professionale degli odontotecnici.

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Possibili tabelle e dati sintetici

AmbitoStato attualeProspettive
Profilo professionaleEsercente Arte Ausiliaria delle Professioni Sanitarie (RG 1928)In deroga o integrazione nel profilo sanitario specifico
FormazioneLaurea triennale in odontotecnica; albo presso ordine professionaleAllineamento con i percorsi universitari e formazione continua
InnovazioneBasso tasso di adozione tecnologica nelle microimpreseAdozione di CAD/CAM, stampa 3D, materiali avanzati
Dimensione microimpresaOltre 4 milioni di microimprese in Italia; laboratori odontotecnici tipiciReti d’impresa, accesso al credito, supporto pubblico

In conclusione, il dibattito sul futuro degli odontotecnici si inscrive in un contesto di riforma professionale sanitaria, con particolare attenzione al rinnovato inquadramento normativo, alla formazione universitaria e all’aggiornamento tecnologico necessario per garantire sicurezza, efficacia e sostenibilità economica nell’odontoiatria moderna.

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