
La presenza di un linfonodo ingrossato nel collo o nella regione sovraclaveare solleva comprensibili preoccupazioni. Nei casi descritti nel materiale disponibile emergono ripetuti incontri clinici, ecografie, radiografie e pareri di odontoiatri, ematologi e oncologi che concordano su un possibile legame tra dente del giudizio problematico e linfonodi reattivi. Vediamo in modo dettagliato come valutare questa correlazione, quali esami eseguire, quale terapia è indicata e quando è opportuno procedere a esami invasivi.
I linfonodi (detti anche ghiandole linfatiche) sono piccoli organi di forma rotonda che rivestono un ruolo molto importante nel sistema circolatorio linfatico. I linfonodi contengono la linfa, una sostanza vitale contenente tutte quelle proprietà necessarie a mantenere l’organismo in buona salute, come zuccheri, sali, proteine, lipidi, amminoacidi, ormoni, vitamine e globuli bianchi.
Quando i denti del giudizio si infiammano i linfonodi si ingrossano come risposta immunitaria a un potenziale attacco batterico, attivandosi per combattere e bloccare la diffusione di batteri, virus e cellule neoplastiche. L’ingrossamento dei linfonodi, come reazione all’infiammazione dei denti del giudizio, è dovuto al fatto che al loro interno si scatena la duplicazione e l’attivazione dei cosiddetti linfociti.
I denti del giudizio sono i terzi molari che crescono per ultimi nelle nostre arcate dentarie, intorno all’età di 20 anni. Questi denti spesso crescono in modo irregolare e causano una varietà di problemi. A causa di una crescita irregolare questo molare sarà una fonte di problemi costanti. Quando il dente del giudizio è infiammato, l’infiammazione può aver effetto su tutto il corpo. In questo caso, come anche in qualsiasi altri casi quando si tratta di un’infiammazione, i linfonodi si ingrossano e diventano dolorosi.
Gli ottavi inferiori inclusi vanno spesso incontro a pericoroniti (infiammazione della pericorona del dente incluso) ovviamente con sovrainfezione infettiva quindi batterica e il punto di "arrivo" dell'infezione pericoronale è giustappunto il linfonodo da te indicato; se sommi le due cose puoi capire che togliendo il dente incluso risolvi anche il problema del linfonodo.
Leggi anche: Come gestire il gonfiore dopo l'estrazione dei denti del giudizio
La pericoronite è una infiammazione del tessuto gengivale che circonda la corona di un dente. In genere colpisce l’ottavo inferiore e quando questo dente del giudizio rimane incluso o semincluso nella gengiva per mancanza di spazio o altre cause, si possono depositare delle particelle di cibo sul lembo di tessuto che lo sovrasta e possono originare delle infezioni batteriche.
Con la pericoronite dente del giudizio linfonodi sottomandibolari gonfi sono una delle possibili conseguenze. La pericoronite può essere cronica o acuta e nel secondo caso si tratta di una infiammazione che si manifesta con febbre, gonfiore dei linfonodi sottomandibolari, mal di gola e fuoriuscita di pus dalle gengive. Se i batteri restano intrappolati sotto il lembo di carne che ricopre il dente del giudizio incluso si potrà sviluppare un ascesso dentale che, se non curato, potrebbe diffondersi ai tessuti circostanti.
Essendo quelli più vicini alle mandibole, i linfonodi del collo sono quelli più soggetti a ingrossarsi quando è in corso un’infiammazione provocata dai denti del giudizio. L’aumento di volume, dolore al tatto o durante la deglutizione, sono segnali da non sottovalutare. In presenza di un’infezione acuta provocata da germi patogeni, queste ghiandole si ingrossano a tal punto che è possibile percepirle al tatto e presentano una consistenza molliccia mentre l’aspetto della cute sovrastante risulta palesemente arrossata e lucente.
Con la crescita del dente del giudizio linfonodi sottomandibolari gonfi possono originare diversi problemi, anche per questo conviene non sottovalutare la natura di questo problema. In caso di dente del giudizio linfonodi sottomandibolari ingrossati possono essere uno dei sintomi più fastidiosi e riconoscibili.
PRIMO: si deve vedere se il linfonodo è di drenaggio a regioni della bocca. SECONDO: si deve accertare se da quella regione orale c'è un'infezione di un dente, del parodonto, la presenza di tasche parodontali, di gengiviti ed altre patologie. TERZO: per il dente del giudizio incluso, solo se è diagnosticata una sua patologia e corrisponde come regione drenata da quel linfonodo, può essere chiamato in causa!
Leggi anche: "La Lingua Batte Dove Il Dente Duole": scopri di più
La presenza di un ottavo incluso, carie profonda su porzione emergente, o segni clinici di pericoronite aumenta la probabilità che un linfonodo reattivo sia correlato al dente. Il fatto che il linfonodo riduca le sue dimensioni con la terapia antibiotica fa capire che la sua origine è di natura batterica; se sommi le due cose puoi capire che togliendo il dente incluso risolvi anche il problema del linfonodo.
Se il quadro clinico, radiografico ed ecografico indica una relazione tra dente del giudizio e linfonodo reattivo, il percorso consigliato nella maggior parte dei contributi è:
Stabilirlo con precisione è forse impossibile senza un test diretto; quindi ritengo che, se il dente incluso è da togliere va tolto, e poi monitorerei il linfonodo. Se si riduce la causa era il dente. Se non si riduce la causa va ricercata altrove.
Un linfonodo presente da due anni è difficile che possa essere attribuito ad una patologia neoplastica, ma il tempo così lungo senza diagnosi esatta può giustificare approfondimenti. Se dopo aver curato l'infiammazione dei denti del giudizio il fenomeno dell’ingrossamento dei linfonodi perdurasse per un mese o più, è consigliabile rivolgersi a uno specialista (in questo caso un ematologo) o considerare un agoaspirato ecoguidato o biopsia per ottenere certezza diagnostica.
L'agoaspirato ecoguidato permette di escludere totalmente l'opzione neoplastica con un prelievo mirato e indolore; l'esame istologico su linfonodo asportato fornisce però la certezza assoluta.
Leggi anche: Servizi Intesa Sanpaolo: Riflessioni
| Segno/sintomo | Indicazione di possibile origine dentale |
|---|---|
| Dolore localizzato al terzo molare | Alta |
| Pericoronite o ascesso visibile/radiografico | Alta |
| Riduzione del linfonodo con antibiotico | Moderata-Alta (origine infettiva) |
| Linfonodo persistente dopo rimozione del dente | Bassa (valutare altre cause) |
| Segni sistemici (febbre persistente, perdita di peso) | Bassa (richiede approfondimento) |
La correlazione tra dente del giudizio e linfonodi è compatibile, ma non sempre certa. Il consiglio pratico, ripetuto in molti interventi specialistici, consiste nell'eliminare il dente del giudizio se risulta patologico e osservare l'evoluzione del linfonodo: è una diagnosi ex adiuvantibus molto utile. Se il linfonodo migliora dopo l'estrazione, la sua origine era verosimilmente dentale; in caso contrario è necessario proseguire con esami mirati come l'agoaspirato ecoguidato o la biopsia per ottenere una diagnosi definitiva.
In ultima analisi, se c'è una diagnosi clinica di dente del giudizio incluso o carioso e segni obiettivi di infezione locale, l'estrazione è spesso risolutiva e costituisce il primo intervento logico prima di esami più invasivi sul linfonodo.
tags: #correlazione #linfonodo #sovraclaveare #dente #del #giudizio
