
L'articolo esplora la tecnologia dei magneti con denti, la loro funzione nell’ortodonzia magnetica e i principi fisici che spiegano come generano e modulano i campi magnetici. Si parte dall’innovazione Maga Orthodontics, che ha presentato apparecchi ortodontici magnetici pianificati con un software di calcolo del campo magnetico e dei movimenti, proponendo una soluzione invisibile rispetto al tradizionale apparecchio con fili e brackets.
La tecnologia magnetica non è nuova: l’uso dei magneti risale agli anni Settanta, ma ora la combinazione di potenza magnetica e calcolo predittivo permette un controllo dei movimenti dentali senza fili visibili. Maga nasce dall’esigenza di eliminare il supporto visibile e di favorire igiene orale ed estetica del paziente. Il progetto è stato premiato al Contamination Lab dell’Università di Cagliari, dimostrando che un sistema completamente prevedibile e automatizzabile può guidare la crescita dei denti in condizioni reali.
Il flusso di lavoro parte dal dentista: una scansione 3D del paziente viene inviata a Maga tramite un software di gestione delle relazioni con i clienti. Il software legge la scansione e rivela numero, dimensione e posizionamento dei bracket magnetici e del generatore. I parametri ottenuti vengono elaborati da una stampante 3D che crea una maschera prestampata in cui sono inseriti i magneti selezionati. Maga invia quindi il modello al dentista, che applica il dispositivo in studio. La start-up ha anche creato una rete di partnership e ha lanciato un corso sull’ortodonzia magnetica, vendendo contenuti multimediali a studenti e dentisti.
Un magnete è un corpo che genera un campo magnetico; questa capacità deriva dall’allineamento delle particelle all’interno del materiale. Esistono magneti permanenti ed elettromagneti. I magneti permanenti sono formati da materiali ferromagnetici che, durante la produzione, subiscono trattamenti che allineano la loro struttura interna rendendoli resistenti alla demagnetizzazione. Un elettromagnete è costituito da una bobina di filo conduttore che genera un magnetismo quando una corrente lo attraversa, potenziato dall’uso di nuclei ferromagnetici. La forza complessiva di un magnete è misurata dal momento magnetico o dal flusso magnetico prodotto.
La magnetizzazione è definita come il momento magnetico per unità di volume (M, in A/m). Il campo magnetico è indicato tipicamente con B ed è un campo vettoriale, mentre il momento magnetico μ è un vettore che descrive le proprietà magnetiche di un corpo. A distanze maggiori, il campo magnetico dell’elettromagnete segue la legge dell’inverso del cubo rispetto alla distanza. I magneti hanno due poli principali, nord e sud, e anche all’interno di un singolo magnete questi poli riappaiono se si divide il magnete: ogni parte mantiene polo nord e polo sud, finché la materia non arriva a scale troppo piccole per sostenere il magnetismo.
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I magneti possono essere classificati in base a come mantengono la magnetizzazione: “morbidi” tendono a perdere la magnetizzazione, mentre “duri” rimangono magnetici. I materiali ferromagnetici, famosi per mantenere la magnetizzazione, includono ferro, nichel, cobalto, alcune leghe di terre rare e magnetite. Tra i magneti commerciali più potenti, i neodimio (NdFeB) si distinguono per la loro incredibile forza magnetica in dimensioni compatte, sebbene siano fragili e soggetti a corrosione, richiedendo rivestimenti protettivi.
I magneti al neodimio hanno applicazioni estese: motori elettrici, generatori, dispositivi medici, hard disk, altoparlanti e molto altro. L’alta potenza è frutto di una combinazione di neodimio, ferro e boro, che offre elevata rimanenza e coercitività, rendendoli difficili da smagnetizzare. Tuttavia, necessitano di rivestimenti come nichel o resina epossidica per resistere all’umidità e all’ossidazione.
La promessa di una ortodonzia magnetica prevede dispositivi invisibili che guidano i movimenti dentali in modo automatizzato. Ciò richiede una gestione precisa dei campi magnetici e una conoscenza approfondita delle interazioni tra magneti e tessuti orali. Mentre i magneti NdFeB offrono potenza, la gestione termica è cruciale: temperature elevate possono ridurre o annullare la magnetizzazione. In contesti quotidiani, la manipolazione di magneti potenti va eseguita con attenzione per evitare lesioni o ingestione accidentale, soprattutto in ambienti domestici o pediatrici.
Il progetto Maga prevede un quadro di prezzi ben definito: certificazione di utilizzo della tecnica ortodontica magnetica digitale a costo specifico e dispositivo Maga venduto a prezzo contenuto per favorire l’accessibilità. Il modello di business comprende anche formazione e contenuti multimediali venduti agli studenti e ai professionisti. Le potenziali applicazioni vanno oltre l’ortodonzia, includendo settori come l’imaging medico e la risonanza magnetica, dove i magneti e gli elettromagneti trovano impiego in apparecchiature complesse e sistemi di fissaggio magnetico.
La magnetica applicata all’ortodonzia rappresenta una direzione innovativa nel campo sanitario, offrendo possibilità di estetica migliorata e igiene facilitata, ma richiede studi clinici, normative e controllo di sicurezza. L’uso di magneti, specialmente in popolazioni pediatriche, deve bilanciare benefici e rischi, inclusa la gestione della sicurezza, la protezione contro ingestione accidentale e l’impatto a lungo termine sul tessuto dentale e palatale.
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