
Il formicolio può manifestarsi in alcuni momenti della giornata come ad esempio la mattina appena svegli oppure dopo aver effettuato dell’attività sportiva. Il formicolio alle dita va curato tenendo conto dell’infezione o della patologia sottostante, perciò è opportuno che venga effettuata una corretta diagnosi da parte di medico esperto. Per i casi di formicolio alle dita della mano derivanti da artrosi o ernia discale, l’utilizzo delle solette Noene®, che hanno la proprietà di assorbire e disperdere le vibrazioni derivanti dall’energia prodotta dall’impatto piede/scarpa/terreno, permette di bloccare i microtraumi che si formano a causa di queste vibrazioni e che provocano ulteriore infiammazione. Nel caso che il formicolio appaia durante l’attività sportiva, che provoca vibrazioni alle mani e braccia, per proteggere le dita della mano il prodotto Noene® più indicato è l’under-grip shock absorbing. Testato in moltissime circostanze, l’under-grip shock absorbing è indicato per tutte le situazioni in cui mani e braccia sono soggette a sollecitazioni, sia nello sport che nelle attività quotidiane.
Il nervo ulnare parte dal sistema nervoso del plesso brachiale e viaggia lungo la schiena e il braccio fino a raggiungere la mano. La Sindrome del tunnel cubitale non è una patologia grave, ma se non trattata può avere conseguenze permanenti sulla mobilità della mano. Se la terapia conservativa si rivela insufficiente, l’intervento chirurgico rimane l’unica alternativa possibile per alleviare la pressione sul nervo ulnare. L’operazione consiste in un’incisione che decomprime il nervo e ne determina il rilascio.
Vi è mai capitato di essere sdraiati e di avvertire, durante la lettura di un libro o l’utilizzo dello smartphone con le braccia piegate verso l’alto, un formicolio fastidioso alle ultime due dita delle mani? Se questo disturbo, causato anche da altri fattori (che fra poco vedremo), si cronicizza ecco che si innesca la cosiddetta sindrome del tunnel cubitale, che è una compressione del nervo ulnare al gomito. «Se la sindrome del tunnel carpale è causata da un’infiammazione dei tendini flessori, che schiacciano il nervo mediano dentro al canale del carpo, il nervo ulnare al suo passaggio nella doccia epitrocleo-olecranica viene schiacciato per motivi funzionali, cioè durante i movimenti di flesso-estensione del gomito. Questo canale, infatti, è delimitato superiormente da un piccolo legamento, rendendolo molto stretto, per cui quando il gomito viene piegato il nervo viene schiacciato contro questo legamento e può andare incontro a una sofferenza di tipo ischemica. In poche parole: gli arriva poco sangue.
Negli stadi inziali ci sono solo sintomi irritativi, cioè il formicolio (ed eventualmente il dolore) al gomito e alle ultime due dita della mano. Nei casi più avanzati, invece, il paziente riferisce di non sentire o sentire meno i polpastrelli dell’anulare e del mignolo. Nei casi ancora più gravi a tutti questi sintomi si aggiunge la diminuzione della forza: non si riesce più a fare il movimento di adduzione (avvicinamento) e abduzione (allontanamento) delle dita. La sindrome del tunnel cubitale può colpire entrambe le mani, anche contemporaneamente.
Ma come mai si manifesta questa condizione? «Esistono dei fattori di rischio traumatici: pazienti che hanno subito delle fratture del gomito, infatti, possono andare incontro con maggiore facilità a questo tipo di compressione perché se varia l’anatomia del gomito stesso si possono creare delle alterazioni del profilo del canale all’interno del quale questo nervo passa e sviluppare fenomeni compressivi. «Negli stadi iniziali del disturbo è sufficiente modificare l’atteggiamento posturale, come allontanare la sedia dalla scrivania di qualche centimetro, posizionare la tastiera in avanti per distendere i gomiti, arretrare il sedile della macchina. Nei casi più avanzati, invece, si può indossare un tutore, appositamente realizzato per il braccio di quel paziente. La persona mantiene il gomito in una posizione di 120° di flessione, cioè abbastanza esteso, durante le ore notturne. Questo per impedire che il paziente pieghi il gomito, stirando il nervo. Il tutore non si porta per tutta la vita ma solo per un periodo limitato, ad esempio un paio di mesi. Se la situazione rimane invariata è indicata l’esecuzione dell’elettromiografia, l’esame che misura la velocità di conduzione dello stimolo elettrico da parte del nervo e va a vedere quanto velocemente il nervo conduce lo stimolo da un punto all’altro.
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«Quando il nervo mostra segni di sofferenza importante e le tecniche conservative non hanno sortito alcuna efficacia, è assolutamente indicato l’intervento chirurgico. L’operazione, che viene fatta ambulatorialmente e in anestesia locale, non comporta alcuna immobilità post-operatoria, quindi il paziente può fare tutto ciò che poteva fare prima. L’intervento ha come scopo quello di “aprire” il piccolo legamento che chiude il canale di cui abbiamo parlato prima. In questo modo, non trovando più alcun ostacolo, il nervo può trovare il giusto spazio.
La sindrome del tunnel cubitale è una patologia causata dalla compressione (schiacciamento) del nervo ulnare a livello del gomito. L’uso ripetitivo del gomito può causare la sindrome del tunnel cubitale. I sintomi sono l’intorpidimento e una sensazione puntoria su anulare e mignolo, nonché una sensazione di dolore al gomito. Nei casi lievi si può intervenire con fisioterapia e tutore dieci ore durante la notte; nei casi avanzati può essere proposta una procedura chirurgica.
Il formicolio al mignolo è un sintomo estremamente comune con manifestazioni sia a carico della mano destra sia a carico della mano sinistra. Il formicolio al mignolo potrebbe presentarsi sia in una sia in entrambe le mani separatamente o contemporaneamente. L’ulteriore distinzione tra le tre situazioni cliniche dipende dalla localizzazione dei sintomi: alto (spalla/collo) o basso (gomito/mano).
Le patologie che potrebbero generare formicolio al mignolo di una mano o di entrambe le mani sono numerose e tra le principali troviamo ernia cervicale, plessopatie o disturbi a carico del plesso brachiale, entrapment nervosi a diversi livelli (spalla, braccio, gomito, avambraccio, mano), trigger o tender point, patologie neurologiche, ansia o stress, sovraccarichi sportivi o lavorativi, e compressioni nervose da posture mantenute prolungate.
Solitamente, il formicolio al mignolo (o al mignolo e anulare) è secondario a una compressione delle basse radici nervose cervicali (C7, C8, T1), dei tronchi nervosi a livello del plesso brachiale o del nervo ulnare a livello del gomito e della mano. Più il problema è “alto”, maggiore è l’estensione dei sintomi; se è “basso”, i sintomi si localizzano più perifericamente.
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