Numero iscritti all’Albo degli odontoiatri in Italia: trend, dati e scenari per i prossimi 10 anni

Una professione che nei prossimi 10 anni perderà quasi la metà degli iscritti e che si sta tingendo sempre più di rosa. I dati degli iscritti all’Albo degli odontoiatri forniti dal CED FNOMCeO ad Odontoiatria33 confermano il trend già evidenziato negli scorsi anni, indicando come i nuovi iscritti all’Albo siano poco più della metà di chi lascia, ma con una tendenza ad invertire, e di molto, la proporzione, a vantaggio di chi abbandonerà. Sono le due letture che si possono dare ai dati degli iscritti agli Albi degli odontoiatri al 31 dicembre 2018...

Dimensione attuale e principali numeri

Secondo dati recenti forniti dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO), attualmente in Italia ci sono circa 64.000 dentisti iscritti all’albo. In totale, al 31 dicembre 2019, gli iscritti all’Albo degli odontoiatri sono 62.441: i soli iscritti all’Albo degli odontoiatri 35.536 (di cui 22.899 maschi) mentre i doppi iscritti, ovvero quelli iscritti anche all’Albo dei medici, 26.905. Gli iscritti all’Albo dei medici sono invece 381.808.

Come rileviamo ogni anno, la maggioranza degli iscritti è “diversamente giovane”: il 54% degli iscritti all’Albo degli odontoiatri ha più di 55 anni. Il 63,4% dei dentisti ha più di 50 anni, il 34,2% ha più di 65 anni, e il 16% ha più di 70 anni. Gli iscritti con più di 50 anni sono il 63%, quelli tra i 65 e 69 anni sono poco meno del 20% del totale. La fascia di età più numerosa è quella tra i 65 ed i 69 con 11.602 iscritti.

Ingressi, cancellazioni e saldo

Per quanto riguarda i nuovi iscritti, anche quest’anno, il dato si stabilizza sulle 1.200 unità (1.245 quelli del 2019; 1.214 nel 2018; 1.320 nel 2017; 1.032 nel 2016). Stabile anche il numero di coloro che si cancellano: 455 chi ha lasciato nel 2019, 448 quelli del 2018. Considerati gli ingressi e chi lascia il saldo attivo di nuovi iscritti è di 790 unità. Nel 2023, i nuovi iscritti sono stati 1.284 di cui 2 doppi iscritti. Tra i nuovi confermato il trend che vede le donne odontoiatre raggiungere, per numero, i colleghi maschi: 662 le donne, 694 i maschi.

Nel confronto con l'anno 2022, l'Albo degli Odontoiatri ha registrato un saldo positivo di 433 iscritti, corrispondente a un incremento dello 0,6%. Il saldo tra nuovi iscritti e cancellati si attesta sulle 660 unità in un altro periodo considerato. Leggermente in crescita il numero delle cancellazioni: 622 nel 2022; nel 2021 erano state 566; 581 nel 2020; 551 nel 2019. Come sempre, utile ricordare che i “cancellati” non sono quelli che sono usciti dal mondo del lavoro ma coloro che si sono cancellati dall’Albo.

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Composizione di genere e tendenze femminili

Tra i nuovi continua la crescita delle iscritte donne che hanno quasi raggiunto i maschi: nel 2019 sono 565 i camici rosa contro i 679 neo iscritti uomini. Tra i nuovi iscritti continua il testa a testa tra uomini e donne: lo scorso anno le nuove iscritte odontoiatre avevano superato di 36 unità i colleghi maschi, quest’anno sono i maschietti a superare le donne di 26 unità: 818 i nuovi iscritti maschi, 792 le donne. Le donne rappresentano il 29,3% del totale ma la percentuale sale al 44,9% degli iscritti under 44.

Grafico: andamento nuovi iscritti e cancellazioni (2016-2023)

Elementi anagrafici peculiari

Tra le curiosità anagrafiche che abbiamo trovato scorrendo i dati del CED FNOMCeO, l’iscritto al solo Albo degli odontoiatri più anziano (doppi iscritti esclusi) ha 100 anni (è del 1925), i più giovani sono i tre iscritti del 2002. L’anno di nascita che registra più iscritti all’Albo degli odontoiatri è il 1992 con 1.270 unità.

Fattori demografici e domanda di cure

L’Italia è uno dei paesi con l’età media più alta in Europa, e la sua popolazione continua ad invecchiare. L’invecchiamento della popolazione è un fattore chiave che guida la crescita della domanda di servizi odontoiatrici per vari motivi: cure dentali complesse e continuative, prevenzione e mantenimento della salute orale, comorbilità e complicazioni mediche. Gli anziani spesso richiedono cure dentali più frequenti e complesse rispetto alla popolazione più giovane.

L’aumento della consapevolezza del bisogno di cure, le innovazioni e i miglioramenti nelle cure odontoiatriche e il crescente interesse verso l’estetica dentale alimentano ulteriormente la domanda. Cambiamenti nei modelli di consumo e nelle abitudini di vita (dieta, maggiore attenzione alla salute) contribuiscono a una domanda crescente e diversificata. La crescita della domanda di servizi odontoiatrici potrebbe non essere uniforme su tutto il territorio italiano: le grandi città e le aree metropolitane potrebbero vedere un incremento maggiore.

Rischio di squilibrio tra domanda e offerta

Questa tendenza di fuoriuscita dalla professione rappresenta una sfida significativa dal momento che un calo di questa portata nel numero di professionisti non è compensato dal tasso di nuovi ingressi. Nei prossimi cinque anni, si prevede che circa il 18% degli attuali iscritti possa ritirarsi dalla professione, riducendo il numero totale di dentisti disponibili. Il tasso di sostituzione è inferiore al necessario: con un tasso di sostituzione così basso rispetto al numero dei soli pensionamenti previsti, l’Italia potrebbe trovarsi di fronte a una carenza significativa di dentisti nei prossimi anni.

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Le conseguenze di questo squilibrio potrebbero includere sovraccarico delle strutture sanitarie pubbliche, aumento dei costi dei servizi privati, disparità regionali nell’accesso alle cure, lunghe liste d’attesa, concentrazione dei servizi in aree urbane e aumento della domanda di cure preventive ed emergenziali.

Mappa: distribuzione regionale dentisti per abitante (es. Liguria, Abruzzo, Lazio)

Proiezioni e ipotesi per i prossimi 10 anni

Possiamo ipotizzare un mercato odontoiatrico nel quale non siano i dentisti a contendersi i pazienti, ma il contrario? Possiamo immaginare il marketing odontoiatrico come una attività finalizzata a fidelizzare i dentisti collaboratori invece dei pazienti? Possiamo immaginare che il fenomeno della concentrazione (attualmente in corso) ci condurrà verso un Paese popolato da meno studi, mediamente più grandi di quelli attuali, i quali assorbiranno quasi tutti i professionisti disponibili? Possiamo immaginare che entro 10 anni nessun dentista opererà come professionista ma solo come consulente di una Srl Odontoiatrica propria o di altri? La domanda potrebbe essere una sola: siamo pronti ad un cambio radicale di paradigma nel mercato odontoiatrico?

Il modello di previsione, anche se approssimativo, suggerisce che con: tasso di cessazione dell’attività elevato (pensionamenti massicci), tasso di sostituzione inferiore al 100% e aumento della domanda per motivi demografici e sociali, il rapporto dentisti/popolazione potrebbe deteriorarsi negli anni a venire.

Nuovi modelli organizzativi e di mercato

Negli ultimi anni, il mercato odontoiatrico in Italia ha vissuto profondi cambiamenti determinati da: forti oscillazioni nel rapporto tra il numero dei dentisti attivi e il numero di potenziali pazienti, invecchiamento dell’età media dei dentisti attivi, espansione della richiesta di cure odontoiatriche ed affini, politiche europee di apertura sulla circolazione professionale e sulla formazione all’estero, politiche nazionali di incentivazione economica, e inasprimento della regolamentazione in genere (dati, ambiente, lavoro, sicurezza, pari opportunità, ecc.).

È molto probabile che le strategie di mercato future delle cliniche odontoiatriche private dovranno concentrarsi non solo sull’attrazione dei pazienti, ma anche sull’attrazione di dentisti collaboratori. Dalla competizione per il paziente si passerà alla competizione per il talento. Chi riuscirà ad attrarre collaboratori qualificati avrà un vantaggio competitivo significativo, soprattutto in un contesto in cui la domanda di servizi odontoiatrici è in crescita.

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Strumenti per attrarre collaboratori

  • Costruzione di un marchio attrattivo per i professionisti: promozione di un ambiente di lavoro positivo, opportunità di crescita professionale, supporto continuo nella formazione e aggiornamenti professionali.
  • Offrire opportunità di carriera: implementare programmi di formazione continua, workshop, e accesso a corsi di aggiornamento specialistico; offrire percorsi di carriera chiari e opportunità di avanzamento.
  • Miglioramento delle condizioni di lavoro e pacchetti di incentivi competitivi: flessibilità oraria, contratti di collaborazione vantaggiosi, percentuali sui guadagni, pacchetti welfare e bonus per performance.
  • Investimenti in attrezzature e tecnologie innovative per attrarre professionisti orientati all’eccellenza clinica.
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Formazione, immatricolazioni e bilanciamento dell’offerta

In parallelo all’avvio del semestre di “prova” per i futuri Medici-Veterinari-Odontoiatri, il MUR ha fissato un numero molto alto di aspiranti dentisti immatricolabili a Odontoiatria: sono 1.774, 239 in più di un anno fa. Per il Presidente CAO, il Ministero dimentica ulteriori parametri necessari a definire il fabbisogno di odontoiatri. L’analisi del Segretario sindacale AIO Danilo Savini sottolinea come il numero degli studenti che espatriavano per evitare il test d’ingresso non sia mai diminuito; tra 5 anni la carica dei laureati esteri si aggiungerà ai neolaureati italiani, con la possibilità di creare eccesso di offerta rispetto al fabbisogno reale.

«AIO avverte da 30 anni i governi sulla necessità di tarare meglio il fabbisogno di dentisti. Ma non ci ascoltano», lamenta Savini. Da alcuni anni sia a Medicina sia a Odontoiatria torna a crescere il numero di posti disponibili. «Ma attenzione: di medici c’è carenza (benché solo in alcune specialità), mentre di Odontoiatri c’è pletora», sottolinea Savini.

Politiche e interventi possibili

Affrontare le sfide richiederebbe una pianificazione strategica e un coordinamento a livello nazionale e regionale per garantire un accesso equo e sostenibile alle cure odontoiatriche per tutti. Garantire l’universale diritto alla salute attraverso la riorganizzazione del modello della formazione, della sua qualità e dell’assistenza secondo criteri di uniformità sul piano... Le più moderne tecniche e le tecnologie più innovative nelle diverse branche dell’odontoiatria clinica saranno al centro del 1° Convegno nazionale della Commissione Albo.

La CAO Nazionale ha presentato un documento con criticità e proposte d’intervento per contrastare un fenomeno che coinvolge oltre 200mila persone. L’AGCM, commentando il DDL sulle professioni sanitarie, riferendosi agli Ordini, chiede una netta distinzione tra le funzioni pubblicistiche di regolazione e vigilanza e la rappresentanza degli interessi degli iscritti. Il Ministero della Salute chiarisce che la vendita può essere fatta solo ai professionisti in possesso delle necessarie competenze professionali.

Possibili scenari di mercato e raccomandazioni

  1. Monitoraggio anagrafico continuo e piani di ricambio generazionale a livello regionale per evitare squilibri territoriali.
  2. Allineamento tra posti in ingresso nelle Facoltà di Odontoiatria e fabbisogno reale, considerando laureati all’estero e mobilità UE.
  3. Incentivi per l’insediamento in aree svantaggiate e programmi di retention per giovani professionisti.
  4. Promozione di modelli organizzativi di studio innovativi, reti cliniche e aggregazioni per ottimizzare risorse e attrattività per i professionisti.
  5. Formazione continua, aggiornamento tecnologico e pacchetti lavorativi che rendano la professione più sostenibile e attrattiva.

Conclusione operativa

Per i prossimi anni, l’obiettivo prioritario è conciliare l’offerta e la domanda: mantenere livelli di accesso alle cure accettabili per la popolazione richiede interventi su formazione, regolamentazione, incentivi alla distribuzione territoriale e un ripensamento dei modelli organizzativi e di marketing delle cliniche. Chi saprà attrarre talenti e adattarsi al nuovo scenario demografico e di mercato potrà trasformare la sfida in opportunità di crescita e miglioramento della qualità delle cure.

Schema: soluzioni strategiche per bilanciare offerta e domanda
Voce Valore / Trend
Iscritti totali (circa) 64.000
Nuovi iscritti annui ~1.200 - 1.300
Cancellazioni annue ~450 - 630 (varia nel periodo)
Percentuale over 50 ~63%
Percentuale donne (totale) ~29% (44-45% under 44)
Fascia più numerosa 65-69 anni

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