
Rosselli Carlo Rosselli nacque a Roma il 16 novembre 1899 da una famiglia di condizione agiata e di tradizioni risorgimentali. Trascorse l'infanzia e l'adolescenza a Firenze, dove la madre Amelia Pincherle, separatasi dal marito, si era trasferita agli inizi del secolo. Nella città toscana Rosselli conseguì il diploma della scuola tecnica e si laureò in Scienze politiche presso l'Istituto Cesare Alfieri nel 1921; due anni dopo prese anche la laurea in Giurisprudenza presso l'Università di Siena. Successivamente insegnò presso l'Università Bocconi di Milano e presso l'Istituto superiore di scienze economiche e commerciali di Genova.
Rosselli si accostò alla politica fin dalla prima giovinezza. Allo scoppio della Prima guerra mondiale venne influenzato dall'interventismo della madre e dalla morte al fronte del fratello maggiore, Aldo. Dopo la guerra instaurò rapporti con Gaetano Salvemini e Piero Gobetti, e si schierò decisamente con gli antifascisti, avvicinandosi al movimento socialista e aderendo nel 1924 al Partito socialista unitario. Nel 1925 fondò il bollettino clandestino «Non mollare» con Salvemini, Ernesto Rossi ed il fratello Nello; l'anno successivo, a Milano, fondò il settimanale «Quarto Stato» insieme a Pietro Nenni. Nel 1926 sposò Marion Cave, cittadina inglese da cui ebbe tre figli e che ebbe un importante ruolo nella sua futura attività politica.
Sempre nel 1926, insieme a Ferruccio Parri e Sandro Pertini, organizzò la fuga di Filippo Turati dall'Italia, che gli costò nel 1927 la condanna a 5 anni di confino a Lipari, da dove evase il 27 luglio 1929 con Emilio Lussu e Fausto Nitti. Rifugiatosi in Francia, nell'autunno dello stesso anno, sempre con Lussu, Nitti ed il fratello Nello, dette vita a Parigi al movimento Giustizia e libertà, molto attivo anche in Italia nonostante le persecuzioni del regime. Nel 1934 fondò l'omonimo settimanale. Allo scoppio della guerra di Spagna nel 1936 formò e guidò una colonna di volontari che accorse in soccorso del Fronte popolare. L'anno successivo una flebite lo costrinse a tornare in Francia dove riprese l'attività di pubblicista. Il 9 giugno 1937 Carlo fu ucciso insieme al fratello Nello a Bagnoles-de-l'Orne in Normandia; come risulta dagli accertamenti di un'istruttoria condotta a Roma nel 1944-1945, l'assassinio fu eseguito da una squadra di sicari ("cagoulards") assoldati da Mussolini.
I fratelli Rosselli vennero sepolti nel cimitero monumentale parigino di Père Lachaise, ma nel 1951 i familiari ne traslarono le salme al cimitero fiorentino di Trespiano dove tuttora riposano. Soggetti produttori: Cave Marion, collegato Pincherle Rosselli Amelia, collegato Rosselli Aldo, collegato Rosselli Giuseppe Emanuele, collegato Rosselli John, collegato Rosselli Nello, collegato.
Carlo Rosselli nacque in una famiglia borghese benestante e illuminista. Carlo, ufficiale degli alpini, fu ferito al fronte della Prima Guerra Mondiale; Nello Rosselli fu allievo a Firenze di Gaetano Salvemini, storico e docente. Entrambi antifascisti attivi, subirono arresti, aggressioni e persecuzioni, mentre la loro casa fiorentina fu ripetutamente devastata. Nel 1929, unitamente a Fausto Nitti ed Emilio Lussu, Carlo fuggì da Lipari e, via mare, si rifugiò in Francia. Fondatore e dirigente del movimento "Giustizia e libertà", nel '36 accorre in Spagna, combatte nelle Brigate internazionali, resta ferito a Monte Pelato. Nel frattempo Nello fu nuovamente arrestato e confinato a Ponza; successivamente riuscì ad espatriare raggiungendo in Francia il fratello Carlo.
Nei pressi della cittadina francese, i due fratelli caddero nell'agguato teso loro da alcuni sicari del gruppo filofascista La Cagoule e furono massacrati a colpi di arma da fuoco e coltellate; mandanti del duplice omicidio, Mussolini e Galeazzo Ciano, alcuni ufficiali del SIM (Servizio informazioni militari). Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione dello scoprimento di una lapide in memoria di Carlo Rosselli a Milano, ha inviato un messaggio ai promotori dell'iniziativa. Il messaggio ricorda come i due antifascisti avessero chiamato in Europa la mobilitazione contro i regimi totalitari, contribuendo a restituire all'Italia libertà e democrazia. I Rosselli furono successivamente commemorati anche in contesti accademici e storici italiani.
Fonti e riferimenti utili includono Treccani, Dizionario biografico degli italiani, editi e archivi relativi a Giustizia e Libertà, nonché archivi dell'Istituto Storico della Resistenza in Toscana. Le opere critiche dedicate a Fausto Gullo e alle dinamiche del PCI nel dopoguerra offrono ulteriori chiavi di lettura per comprendere la matrice politico-culturale della figura rosselliana e del contesto italiano del Novecento.
La figura di Fausto Gullo, spesso intrecciata a discussioni politiche nello scenario italiano post-bellico, è associata a interventi di riforma agraria e a una visione di centralità parlamentare nel governo democratico. Attraverso i decreti e le politiche legate all'agricoltura, Gullo cercò di bilanciare esigenze di continuità produttiva e diritti dei lavoratori, mirando a una strutturale emancipazione contadina senza compromettere la stabilità statale. Le sue posizioni, e i dibatti interni al PCI, riflettono la complessità delle scelte politiche italiane tra fine XXI secolo e l'immediato dopoguerra.
La biografia di Carlo Rosselli si intreccia strettamente con l'attività di pubblicista e con la fondazione di organi di stampa clandestina e legale. Le pubblicazioni come Non mollare, Quarto Stato e successivamente le attività in Giustizia e Libertà hanno segnato una linea di resistenza culturale e politica contro il regime. Le ricerche e i riferimenti bibliografici indicano un patrimonio di documenti, lettere e appunti conservati in archivi locali e nazionali che testimoniano l'impegno di Rosselli nel promuovere un antifascismo attivo e internazionalista.
Tra le opere citate si annoverano biografie, epistolari e saggi storici su Carlo e Nello Rosselli, nonché studi sul PCI nel Mezzogiorno e sulle dinamiche di solidarietà antifascista. Fonti indicate includono archivi di Giustizia e libertà, l'Archivio Fausto Gullo, e riferimenti a pubblicazioni accademiche che discutono la figura di Rosselli all'interno della storia italiana del Novecento.
Questa biografia ricostruisce la vita di Fausto Oralba Raselli nel contesto delle vicende rosselliane, evidenziando la sua influenza come pubblicista, antifascista e figura politica. Le sue scelte hanno contribuito a definire una fase storica di resistenza e di rinnovamento democratico in Italia e in Europa.
tags: #biografia #e #carriera #di #Fausto #Oralba
