
Igienisti dentali, odontoiatri, odontotecnici ed assistenti alla poltrona sono le professioni più esposte ai rischi per la salute, secondo una ricerca dell’Occupational Information Network riportata dall’Independent. Esposizione alle infezioni, alle radiazioni, al contatto con sostanze chimiche e al rischio associato alla sedentarietà sono alcuni dei fattori di rischio presi in esame. Su 37 lavori analizzati, l’igienista dentale risulta il profilo più a rischio per la salute degli operatori, seguito dal dentista, dal veterinario, dall’odontotecnico e dall’assistente allo studio odontoiatrico.
La casistica esaminata considera cinque macro-categorie di rischi: biologico, muscoloscheletrico, chimico, fisico e psicosociale. La prevenzione, attraverso la sorveglianza sanitaria e la conformità alle norme, è obbligatoria per legge (D.Lgs. 81/2008) e fondamentale per proteggere la salute di tutto lo staff. In particolare, il rischio biologico è la minaccia principale nello studio odontoiatrico: aerosol contenenti sangue, saliva e frammenti di tessuto possono veicolare virus ed infezioni. La gestione passa per DPI, vaccinazioni e protocolli di esposizione accidentale nel DVR.
In campo laboratoristico, la gestione delle impronte e dei manufatti protesici richiede disinfezione adeguata per ridurre la carica microbica, evitando deformazioni dei materiali. Per la disinfezione delle impronte si usano prodotti idonei, evitando sterilizzazione fisica che potrebbe alterare le forme dimensionali. A livello internazionale, linee guida CDC raccomandano maneggiare, pulire, disinfettare e risciacquare qualsiasi oggetto che arriva in laboratorio da uno studio odontoiatrico, con DPI adeguati.
La categoria fisica comprende radiazioni ionizzanti, rumore e vibrazioni. Le dosi radiologiche odierne, seppur basse, richiedono sorveglianza dosimetrica e protezione radiologica. Il rumore degli strumenti rotanti eccede spesso i limiti di attenzione (75-85 dB) e le vibrazioni possono causare problemi al sistema mano-braccio. Parallelamente, i rischi ergonomici includono posture statiche prolungate, movimenti ripetitivi ad alta precisione e strumenti non ergonomici, con conseguenze su collo, spalla e schiena. Secondo standard OSHA, l’odontoiatria ha un alto indice di rischio ergonomico tra le professioni sanitarie.
La microclima, l’illuminazione e la temperatura influenzano anche l’affaticamento visivo e muscolare. L’impostazione della postazione di lavoro e l’uso di sistemi ingrandenti contribuiscono a mantenere una postura corretta durante le procedure chirurgiche e conservano l’efficienza operativa.
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Lo stress può derivare dalla pressione di gestire agende affollate, pazienti ansiosi, responsabilità cliniche e fragilità del clima lavorativo. Il burnout è una minaccia reale per il personale odontoiatrico e richiede interventi di formazione, organizzazione e supporto dal medico competente. La sorveglianza sanitaria valuta segnali psicosomatici e condizioni organizzative, proponendo misure correttive per migliorare il clima di lavoro, i turni e la comunicazione interna.
Le malattie professionali più comuni includono disturbi muscoloscheletrici (DMS) e patologie legate alla sedentarietà. La prevenzione si fonda su una combinazione di formazione continua, ergonomia del lavoro, pausa attiva e controlli periodici. Nei laboratori odontotecnici, in particolare, è cruciale proteggere i lavoratori dall’esposizione a polveri di silice, vapori di metallo e monomero di metilmetacrilato (MMA), comunemente impiegato per PMMA. La gestione sicura di queste sostanze richiede ventilazione adeguata, DPI, e procedure di manutenzione e controllo delle esposizioni.
Il D.Lgs. 81/2008 definisce il datore di lavoro come colui che ha la responsabilità dell’organizzazione e della sicurezza del luogo di lavoro. La giurisprudenza distingue tra datore di lavoro formale e di fatto: entrambi possono essere ritenuti responsabili in caso di violazione della normativa. In società di persone la responsabilità ricade su ciascun socio; nelle società di capitali sul Consiglio di Amministrazione, in particolare sul Presidente. L’effettiva tutela della salute richiede corresponsabilizzazione del sistema aziendale e conformità alle norme, inclusa la delega di funzioni al RSPP, che non esonera completamente il datore di lavoro dalle sue responsabilità.
La normativa impone obblighi di formazione, consegna DPI e sorveglianza sanitaria costante del personale esposto. Il medico competente gioca un ruolo chiave nella stesura del DVR e nella vigilanza, fornendo indicazioni su misure preventive, gestione delle esposizioni e monitoraggio della salute del team.
Nei laboratori odontotecnici e negli studi odontoiatrici, la sicurezza sul lavoro è una responsabilità concreta del datore di lavoro: garantire DPI adeguati, protocolli di disinfezione, aspirazione efficace e una gestione interna orientata alla prevenzione. L’adozione di nuove pratiche e tecnologie, come CAD/CAM e lampade innovative, richiede costante aggiornamento delle misure di protezione e della formazione del personale.
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