
Le radiografie dentali sono uno strumento indispensabile che aiutano i dentisti a individuare eventuali problemi dei denti e della mascella. Esse forniscono informazioni cruciali che aiutano i dentisti a identificare problemi nascosti, a pianificare i trattamenti e a monitorare la salute orale. Tuttavia, la domanda rimane: Quanto spesso bisogna sottoporsi alle radiografie dentali?
Il motivo delle radiografie dal dentista diventa immediatamente evidente quando si osserva l'anatomia dei denti umani: Solo circa un terzo del dente è visibile. I restanti due terzi sono incastonati nelle gengive e nell'osso mascellare e non possono essere esaminati a occhio nudo. La tecnologia a raggi X viene utilizzata per consentire ai dentisti di rilevare le anomalie, sia per il trattamento dei denti malati che come misura preventiva. Le radiografie dentali sono essenziali per offrire informazioni approfondite sulla salute del cavo orale. Esse possono aiutare a individuare una serie di problemi, tra cui carie, infezioni e perdita dell’osso mascellare.
Durante una radiografia, i denti vengono illuminati per un breve periodo di tempo da onde elettromagnetiche, note come raggi X. Questi raggi colpiscono poi una pellicola radiografica nel caso di radiografie analogiche e una lastra o un sensore nel caso di radiografie digitali, e riproducono i denti in tutta la loro lunghezza. Poiché i tessuti densi come le ossa e i denti lasciano passare solo pochi raggi, essi appaiono di colore chiaro sull'immagine radiografica. Quando i raggi X penetrano nel corpo, trasferiscono energia ai tessuti, che possono essere danneggiati direttamente o attraverso processi successivi. Tuttavia, poiché il corpo umano dispone di forti meccanismi di protezione, questi danni possono essere riparati rapidamente.
Non tutte le radiografie sono uguali. Esistono diverse procedure per l'acquisizione di immagini dei denti o della mascella.
Le radiografie bitewing sono essenziali per individuare carie interprossimali e valutare lo stato della corona e del tessuto parodontale. La radiografia periapicale permette di vedere tutto, dalla corona del dente alla punta della radice, ed è spesso utilizzata per identificare ascessi o granulomi. Le radiografie occlusali consentono di visualizzare un’area più ampia della bocca e sono utili per individuare denti impattati, cisti, ascessi e fratture della mascella.
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La radiografia panoramica cattura tutte le strutture della bocca in un’unica immagine, mostrando denti, articolazioni mascellari, seni paranasali e ossa di supporto. La teleradiografia cefalometrica offre un’immagine laterale del cranio, utile in ortodonzia. La tomografia digitale volumetrica (DVT o cone beam) visualizza la regione orale in tre dimensioni e fornisce immagini dettagliate utili per la pianificazione implantare e chirurgica.
La differenza tra analogico e digitale nei raggi X è simile a quella della fotografia: un apparecchio radiografico analogico ha bisogno di una pellicola per l'immagine, mentre nei raggi X digitali si utilizzano lastre o sensori di immagine. Le immagini digitali hanno una qualità superiore e possono essere elaborate in seguito con un programma di elaborazione delle immagini: il dentista può regolare la luminosità, aumentare i contrasti o ingrandire le aree più evidenti. Un altro vantaggio è che le radiografie digitali causano una quantità di radiazioni significativamente inferiore rispetto alle radiografie analogiche perché i sensori e le lastre di imaging sono molto più sensibili. Le radiografie digitali producono fino al 90% in meno di esposizione alle radiazioni.
Una piccola radiografia dei denti ha un'esposizione di circa 5 μSv. In Germania, l'esposizione naturale alle radiazioni provenienti dallo spazio e dal suolo è di circa 2,1 mSv all'anno. L'esposizione annuale nella vita di tutti i giorni è quindi circa 400 volte superiore all'esposizione di una radiografia. Una tomografia volumetrica digitale 3D comporta un'esposizione di circa 100 μSv. Per confronto: una panoramica può esporre a 3-24 μSv, mentre le TAC standard possono andare da 280 a 1400 μSv.
Le ricerche attuali indicano che la probabilità di danno aumenta proporzionalmente al dosaggio delle radiazioni. Maggiore è l'esposizione alle radiazioni, più alto è il rischio di cambiamenti potenzialmente dannosi. In uno studio statunitense del 2012, ad esempio, gli scienziati hanno scoperto che esami radiografici frequenti con una dose di radiazioni oggi non più utilizzata possono scatenare tumori cerebrali benigni (meningiomi). Tuttavia, i risultati di questo studio non sono un motivo di panico: le normali radiografie nello studio dentistico utilizzano una dose molto più bassa rispetto ai casi studiati, quindi il rischio di danni è oggi minimo.
Gli esperti di radiologia e salute seguono la regola dell'ALARA, o "il più basso possibile". Questo significa limitare il rischio di radiazioni di dispersione per il personale e i pazienti. I grembiuli di piombo sono usati per schermare i tessuti più sensibili alle radiazioni, compresa la tiroide e gli organi riproduttivi. Tuttavia, secondo le più recenti note di orientamento odontoiatriche e le Linee Guida Europee, la schermatura non è ritenuta necessaria per la radiografia endorale degli adulti se l'apparecchiatura è conforme alle raccomandazioni.
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Per garantire che i dentisti conoscano le attuali norme di sicurezza per i raggi X, devono frequentare un corso di radiologia almeno ogni cinque anni. Gli apparecchi radiografici sono controllati con cadenza annuale da tecnici specializzati che confermano che gli apparecchi usati emettono una quantità bassissima di radiazioni.
Non possiamo fornire informazioni generalizzate sulla frequenza, poiché gruppi di pazienti diversi richiedono trattamenti diversi. La priorità principale è la sicurezza e il benessere del paziente. Alcune indicazioni generali:
Le linee guida suggeriscono: per pazienti con una bocca sana e non a rischio, non più di una mini-Rx ogni 1-2 anni da bambini, una ogni 1,5-3 anni da adolescenti e una ogni 2-3 anni da adulti. Nei casi in cui si manifestino segni di problemi come carie o malattie gengivali, il dentista potrebbe consigliare di sottoporsi a radiografie più frequenti per identificare e affrontare questi problemi nelle loro fasi iniziali.
Il rischio che le radiazioni raggiungano l'utero durante le radiografie dentali è molto basso, soprattutto se la paziente indossa un grembiule di piombo nella zona pelvica. Tuttavia, poiché il rischio residuo è minimo, i dentisti generalmente rimandano le radiografie a dopo il parto, soprattutto nelle prime settimane di gravidanza quando l'embrione è più sensibile. Le radiografie dal dentista sono sicure durante l'allattamento e non è necessario interrompere l'allattamento.
Se l'unica opzione per voi è una visita dal dentista senza radiografie, avete anche il diritto di chiedere criticamente o addirittura rifiutare la radiografia. Se avete cambiato dentista e il vostro vecchio dentista ha ancora fatto una radiografia, avete il diritto di chiedere che la radiografia venga consegnata al vostro nuovo dentista. Il periodo di conservazione delle radiografie degli adulti è di dieci anni per i dentisti.
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Gli specialisti invitano alla cautela: "I test che prevedono radiazioni, dall'ortopanoramica alla Tac, vengono eseguiti troppo spesso come screening, esponendo i pazienti a un eccesso di raggi che può essere dannoso". Bisogna "usarli solo quando serve", ammonisce la Sidp. "Tac e radiografie ortopanoramiche dovrebbero essere impiegate solo dopo un'attenta valutazione clinica".
"Le radiografie ai denti rappresentano uno strumento importante per mantenere la salute della bocca - premesso Mario Aimetti, presidente della Sidp - ma è bene evitare gli abusi e sforzarsi di limitare le esposizioni alle radiazioni soltanto quando servono davvero e possono tradursi in un beneficio per i pazienti".
Il paziente ha la possibilità di rifiutare di sottoporsi a radiografie dentali. Se siete preoccupati per l’esposizione ai raggi X, dovete parlarne con il vostro dentista. Egli vi spiegherà tutti i vantaggi e gli svantaggi di questa procedura.
Le radiografie dentali possono identificare solo forme specifiche di tumore del cavo orale, per cui è essenziale sottoporsi a screening regolari. Possono identificare il cancro che ha avuto origine o è progredito verso la mascella, ma non possono individuare tutti i tipi di cancro orale.
Benché le radiografie dentali siano generalmente sicure durante la gravidanza e l’allattamento, molti dentisti evitano di eseguirle fino a quando non è assolutamente necessario. Informate il vostro dentista se state per avere un bambino o se pensate di poter essere incinte; in genere le radiografie dovrebbero essere evitate durante la gravidanza, a meno che non siano assolutamente indispensabili.
A seconda del tipo di radiografia che si intende effettuare, la durata cambia. Se il medico sceglie di effettuare una radiografia periapicale, potrebbe essere necessario impiegare dai 5 ai 10 minuti dall’inizio alla fine. Se è richiesta una vista dei molari, il tempo sarà di 2-3 minuti. Verranno fornite istruzioni su come tenere in posizione il sensore o la pellicola, su come posizionare la testa e su come mordere un supporto. È fondamentale mantenere l’immobilità quando l’apparecchiatura è accesa per ottenere immagini precise.
La frequenza delle radiografie endorali dipende dalla situazione clinica: età, storia di carie, presenza di restauri, malattia parodontale, abitudini (fumo) e rischi specifici. Per pazienti a basso rischio si adottano intervalli più lunghi; per pazienti ad alto rischio o con problemi in evoluzione le radiografie saranno più frequenti. Comunicare sempre con il proprio dentista, informarlo su gravidanza o sospette condizioni e chiedere spiegazioni sulla necessità di ogni esame è la strada migliore per coniugare diagnosi accurata e minimizzazione dell’esposizione.
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