
Mantenere una buona igiene orale non dipende solo da una tecnica di spazzolamento corretta o dall’uso di prodotti specifici, ma anche dalla manutenzione dello spazzolino. Sapere ogni quanto cambiarlo è una delle basi della prevenzione odontoiatrica: uno spazzolino usurato può diventare inefficace nella rimozione della placca, facilitando la comparsa di carie e gengiviti.
Secondo l’American Dental Association e i principali esperti in igiene dentale, è raccomandato cambiare lo spazzolino ogni 3 mesi. Con l’uso quotidiano, le setole tendono a deformarsi, a perdere efficacia e, nel tempo, a diventare un ricettacolo di batteri. Uno spazzolino usurato non garantisce più una pulizia efficace delle superfici dentali. Le setole piegate o consumate non riescono a rimuovere correttamente la placca, soprattutto negli spazi interdentali e lungo il bordo gengivale. La frequenza di sostituzione è la stessa anche per gli spazzolini elettrici, con l’unica differenza che si cambia solo la testina, e non l’intero dispositivo.
28% è la percentuale di italiani che lava i denti meno di due volte al giorno. Spazzolano i denti per meno di due minuti (tempo minimo per ottenere risultati) ben il 68% degli italiani. Va peggio con il filo interdentale: ben l’82% non lo usa almeno una volta al giorno. Il 12% degli intervistati definisce scadente la sua salute orale e il 32% non è del tutto soddisfatto dell’aspetto dei suoi denti (in primis del colore, poi della presenza di denti irregolari o della mancanza di un dente).
Ancora quasi tre italiani su dieci non lavano i denti almeno due volte al giorno e otto su dieci non usano il filo interdentale ogni giorno. Ogni giorno tre su dieci mettono mano a biscotti e dolciumi, non certo un toccasana per lo smalto dei nostri denti, ma anzi causa di carie. Non solo. Gli italiani dal dentista ci vanno solo quando hanno mal di denti (32%), cioè quando il danno è ormai fatto. Lo stesso criterio vale evidentemente per i figli: il 31% degli intervistati non ha mai portato suo figlio dal dentista.
Tre italiani su dieci comprano un dentifricio sbiancante. 33% chi sceglie un dentifricio sbiancante. Gli intervistati si lamentano di una salute orale insoddisfacente, con disturbi come gengive sanguinanti quando si spazzolano (19%), denti sensibili (17%), alito cattivo (11%). Tra coloro che sono andati dal dentista negli ultimi 12 mesi, la maggior parte ha fatto un check up e la pulizia dei denti.
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Per scegliere il dentifricio, fatevi consigliare dal dentista. Sul mercato c’è un’ampia scelta: da quello che promette protezione contro la placca e la gengivite (47% degli italiani lo sceglie) a quello per denti sensibili (piace al 38%). 20% è la percentuale di chi usa il collutorio almeno una volta al giorno, in genere un prodotto specifico per denti e gengive sensibili o indicato dal dentista. Il collutorio però non può sostituire lo spazzolino e il dentifricio. E non è indispensabile.
13% chi, in Italia, sceglie uno spazzolino con le setole dure, sconsigliato dai dentisti. 12% chi cambia lo spazzolino solo quando è completamente sformato. Il 29% come minimo lo cambia dopo 4 mesi dall’acquisto. Il 7% aspetta un po’ troppo: almeno sette mesi. Infine, un 3% aspetta almeno un anno prima di buttarlo via.
Dai risultati emersi dalla raccolta dei dati, si evince una maggiore informazione dei pazienti riguardo all’igiene orale domiciliare e la malattia parodontale. Come si evince dai risultati ottenuti, c’è un aumento del numero di persone che sostituisce lo spazzolino solo in caso di rottura (15% nell’attuale ricerca contro l’1% del 2009 e il 7% del 1999). Ciononostante, rimane alta la percentuale di pazienti (39% contro 44% del 2009) che lo sostituisce ogni due mesi e addirittura aumenta quella dei soggetti che lo cambiano ogni mese (21% contro il 13% del 2009 e solo il 2% del 1989), evidenziando l’ormai radicata consapevolezza dell’importanza dell’utilizzo di uno strumento sempre efficace nel rimuovere placca batterica e residui alimentari.
Per l’indagine del 2019 sono stati ripresi fedelmente i criteri delle ricerche precedenti: un campione costituito da 100 soggetti, divisi equamente tra uomini e donne, dai 18 anni in su. Per la raccolta dei dati è stato utilizzato un questionario, composto da sedici item con possibilità di risposta chiusa e suddivisibile in cinque sezioni.
| Frequenza sostituzione | % pazienti (ricerca) |
|---|---|
| Ogni mese | 21% |
| Ogni 2 mesi | 39% |
| Ogni 3-4 mesi | 14% |
| Solo quando rotto | 15% |
| Ogni 6 mesi o più | 7% (6 mesi) / 3% (1 anno) |
Attualmente 1 italiano su 3 sbaglia la tecnica di spazzolamento dei denti (anziché effettuare movimenti rotatori verticali spazzola in orizzontale). Sia che si utilizzi lo spazzolino manuale, sia che si usi quello elettrico (suggerito da odontoiatri ed igienisti), il movimento deve partire dalle gengive e spostarsi verticalmente sulla superficie del dente, senza esercitare una pressione eccessiva (che irriterebbe solamente le gengive). Solo in questo modo sarà possibile eliminare i residui di cibo ed i depositi di placca batterica presenti.
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Per eseguire un lavaggio accurato dei denti sarà importante dedicare il giusto tempo a tale operazione (almeno 2 minuti) e farlo con attenzione. Effettuare le manovre d’igiene orale frettolosamente e senza concentrarsi su ciò che si sta facendo ne comprometterà il risultato ed aumenterà il rischio di proliferazione batterica, insorgenza carie ed infiammazioni gengivali.
Per poter ottenere una detersione completa e corretta della bocca sarà necessario anche l’ausilio di: filo interdentale e scovolino, unici strumenti in grado di rimuovere i residui di cibo e placca presenti tra dente e dente. Il filo interdentale è ideale per spazi stretti e dentature regolari, mentre gli scovolini, di varie misure, risultano più pratici per chi presenta spazi più ampi o apparecchi ortodontici. Chi invece fatica con entrambi gli strumenti può affidarsi a un idropulsore, un dispositivo che sfrutta un getto d’acqua per rimuovere residui e placca in maniera delicata ma efficace.
L’igiene orale professionale, nota anche come detartrasi, andrebbe effettuata almeno una o due volte l’anno, con frequenza maggiore per chi soffre di gengivite, parodontite o fuma. Durante la seduta, l’igienista dentale utilizza strumenti a ultrasuoni e manuali per eliminare i depositi, lucidare i denti e controllare lo stato di salute delle gengive. Le visite periodiche non servono solo a “pulire meglio”, ma rappresentano un momento di prevenzione diagnostica.
Per quasi la metà degli italiani il dentista costa troppo per le loro tasche e per questo ci vanno il meno possibile. Chi ha una situazione economica problematica va meno spesso dal dentista di chi dichiara di avere un buon reddito. Ovviamente si sono rivolti a un dentista privato, visto che nel pubblico il servizio è quasi inesistente, per una spesa media annuale di 519 euro. Il servizio offerto dal dentista è stato giudicato soddisfacente dall’76% degli intervistati (sotto diversi profili: dall’igiene, all’attenzione, al dolore provato, all’informazione…). Mentre i soddisfatti del prezzo sono solo il 43%.
Il fumo è tra i nemici peggiori sia della salute orale sia di un bel sorriso. Infatti è all’origine di parodontiti (la piorrea, grave degenerazione delle gengive) e dell’ingiallimento. Due terzi degli intervistati beve alcolici. Di questi, il 20% dichiara di bere alcol ogni giorno. L’abuso di alcol incide sulle malattie parodontali e sulla formazione della carie. Il 62% degli italiani mastica chewing gum, ma ben il 14% di questi non consuma quelli senza zucchero (con dolcificanti tipo xilitolo). Molti pensano che il chewing gum possa pulire denti e bocca; in realtà, il chewing gum senza zucchero non esercita la stessa azione meccanica dello spazzolino.
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Per garantire l’efficacia dello spazzolino anche nel periodo in cui viene utilizzato, è importante mantenerlo pulito e asciutto. Come prima cosa è necessario pulire e asciugare con un panno lo spazzolino e successivamente riporlo in un contenitore con la testina dello spazzolino rivolta verso l'alto. È bene pensare a quale sia lo spazzolino che più si adatta alle diverse situazioni e bisogni. Esistono diversi tipi di spazzolino, dagli spazzolini manuali agli spazzolini a batteria. Le speciali setole bi-livello e affusolate di alcuni spazzolini sono il 50% più efficaci nel raggiungere gli spazi interdentali e rimuovono 47 volte più placca sotto il bordo gengivale, ottenendo risultati di pulizia migliori rispetto ad uno spazzolino manuale tradizionale.
Lo spazzolino va cambiato anche quando è presente una carie dentale. È bene che lo spazzolino venga sostituito anche in presenza di un'influenza con febbre e mal di gola (anche in occasione di un semplice raffreddore) o, in casi più specifici, un'infezione o un'infiammazione ai denti o alle gengive. In tutti questi casi è più facile che i germi (batteri, virus e miceti) possano annidarsi tra le setole o sul manico del tuo spazzolino.
Se si educa una generazione a fare corretta prevenzione, e pulizia dei denti, le cure di cui i bambini avranno bisogno, e di conseguenza anche i costi, saranno poi ridotti. L’igiene orale quotidiana è fondamentale, come lo sono anche i regolari controlli dal proprio odontoiatra di fiducia, in quanto solo così sarà possibile effettuare una diagnosi precoce di possibili problemi e patologie e monitorare attentamente e costantemente la situazione orale.
Più della metà dei pazienti (65%) ha imparato a spazzolare i denti grazie ai consigli e all’imitazione dei propri genitori. Per il 17% sono importanti le istruzioni ricevute da parte dell’odontoiatra o igienista di fiducia. È importante che le associazioni di categoria e la SIdP continuino a focalizzare l’attenzione sui vari rischi e sulle conseguenze che una scarsa e scorretta igiene orale possono avere sullo stato di salute, contando che tali problemi riguardano numerosi italiani (circa 30 milioni). Secondo gli esperti occorre una maggiore consapevolezza nei pazienti sull’importanza della salute orale.
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